giovedì 24 marzo 2011

A scuola col registratore.

Tanti anni fa ho lavorato per più di un anno in una radio privata. Ci ho conosciuto il ragazzo che dopo ho sposato, che faceva il DJ . Io facevo delle trasmissioni informative, ma siccome mi piace prendere un argomento e andare a fondo, per un periodo ho seguito il lavoro di una maestra molto brava, quasi una sperimentazione , in una scuola elementare. La maestra era laureata in psicologia e qualche anno dopo credo che abbia insegnato all'Università a Roma. Faceva lavorare i bambini con la storia, ma invece di dare solo nozioni, insegnava loro a ricavare nozioni e dati dalle testimonianze e dai documenti.
Insegnava, ora che ci penso, il metodo scientifico di ricerca ai bambini. Era interessante seguire il lavoro. Io registravo le lezioni e gli interventi dei bambini,  usavo il registratore portatile per riprendere  quello che avveniva in classe, poi a casa rimontavo e commentavo un pò per spiegare quello che succedeva. I ragazzini erano presi dal lavoro, coinvolti e partecipi . Un giorno la maestra lesse il resoconto di un viaggio fatto da un gentiluomo a Londra alla fine del 1700, che descriveva le condizioni di vita e di lavoro, terribili, nelle prime fabbriche.
Parlava di una città affumicata dal fumo del carbone, sporca e fredda, brulicante di vita. La maestra disse che tutti insieme avevano ipotizzato che gli operai vivessero davvero male in quel periodo storico, ma ora ne potevano fare la verifica. 
Perché? Chiese ai bambini. 
Tutti alzarono le mani e risposero, tutte le risposte si avvicinavano, compresa quella che io avevo pensato, a quella giusta, ma nessuno era preciso. Quando si calmarono le voci e tutti cercavano di formulare la soluzione  pensando alacremente, alzò la mano una bambina e la maestra le diede la parola. La bambina disse : E' una verifica perché il viaggiatore  è stato lì e ha visto le cose di persona. Si sedette. Una risposta precisa e fulminante. La maestra, che voleva arrivare proprio lì, le fece i complimenti. La bambina, mi disse dopo, veniva da una situazione familiare difficile e probabilmente non avrebbe continuato a studiare dopo le elementari, senza il sostegno della famiglia. La bambina mi colpì. Aveva sintetizzato bene ed efficacemente, e prima, aveva capito la domanda. Andare in quella scuola fu un'esperienza bella, che avevo preparato perché avevo letto "Il paese sbagliato "  e  "C'è speranza se questo accade al Vhò " di Mario Lodi e altri libri di maestri italiani, compreso l'amatissino don Lorenzo Milani.  Avevo anche fatto doposcuola all'Istituto Thevenin di Arezzo, insieme a  Paola e ad altri amici, e avevamo approfondito per forza le questioni dell'imparare e dell'insegnare. In seguito a queste esperienze mi era nato un interesse profondo per la scuola, che mi aveva portato anche in quella classe elementare. Devo dire che mi godevo il lavoro dei bambini: vedere delle giovani menti all'opera che si appassionano a quello che la maestra propone è un vero divertimento.  La maestra si chiamava Laura Romeo e se per caso dovesse leggere,  la saluto con affetto e stima. L'ultimo post di Lara (Estate incantata) sulle scuole steineriane, mi ha suscitato questi ricordi  e anche l'idea che non è necessario, qui da noi, cercare le scuole firmate, perché c'è un sacco di gente, compresa la maestra Maria Maltoni di cui ho già parlato, che, senza tanta pubblicità, ha fatto e  fa un lavoro egregio nelle scuole pubbliche. Esempi da seguire per capire che non c'è tanto bisogno di esempi.

9 commenti:

  1. Eh, cara la mia Vitamina, quanti insegnanti ci mettono amore e cervello, nel loro mestiere... tanti, tanti.

    RispondiElimina
  2. Un commento qui me lo faccio da me. Non è scontato che un bambino di 9 anni conossca il significato della parola "verifica", perchè mi è capitato qualche ragazzo di 16/17 anni con cui era difficile parlare perchè non capiva quello che gli dicevo . La scuola può fare moltissimo per una persona che cresce , epuò anche definitivamente affossarla e lasciarla nel suo ghetto.La parola libertà vale tanto per chi cresce in una famiglia senza problemi economici ,con un buon livelo culturale. Per gli altri , (periferie degradate ecc) la vita è una partita a dadi .Mi torna in mente un'amica maestra , brava anche lei ,che si affaccia nella classe di una collega da poco arrivata da Casal di Principe (paese dei casalesi , presente?), e sente che l'altra maestra sta dettando : " ESSATTO, bambini , ESSATTO, con due esse e con due ti!" Storie diverse.

    RispondiElimina
  3. Certamente tu, Vitamina, hai saputo far tesoro delle tue esperienze. Mi sembra fantastico, ricavare verità da quello che si è vissuto.
    Ho Parlato di Steiner, non certo per privilegiare il griffato. Ci mancherebbe.
    Il mio scritto voleva puntare il dito sui tanti "educatori" che non sanno educare. Tu hai avuto la fortuna di incontrare buone maestre, e anch'io di tanto in tanto. Ma, ripeto, nella scuola - pubblica o privata che sia - tanti, troppi insegnanti sono rozzi, non hanno un minimo di sensibilità.
    Sensibilità verso bambini che in questo modo vengono mortificati e tu sai bene che mortificare qualcuno è lasciarli una ferita dentro.
    Scusa il romanzo, cara Vitamina. E' che questo argomento tocca molte corde in me.
    Ciao,
    Lara

    RispondiElimina
  4. La vita è una partita a dadi per tutti! Le persone che incontri durante questa partita fanno una bella differenza, gli insegnanti in primo luogo, che avrebbero il compito di trasmettere la passione per il sapere, la curiosità di imparare. Io credo che alcune scuole "griffate" come quelle steineriane abbiano tanti vantaggi e metodi di insegnamento umani e a misura di bambino, ma allo stesso tempo anche svantaggi e aspetti che almeno io non mi sento di condividere. Più che il progetto penso facciano la differenza le persone che attuano questo progetto.
    Grazie per l'occasione di confronto. Buon fine settimana

    RispondiElimina
  5. Ho letto tutto d'un fiato. Mi hai catapultato in quella classe, e me la sono immaginata quella bambina che ha dato la risposta che ci si aspettava. E anche i banchi mi sono immaginato, e la cattedra e la lavagna e tutto. Grazie.

    RispondiElimina
  6. Lara, ti sono sempre grata per i tuoi post, ma mi piacciono di più quando solleticano in me delle reazioni, buone , meno buone, ma non verso di te a cui sono sempre grata . A proposito di steineriani, un amico che ora è preside ha insegnato in Svizzera e diceva che c'erano anche allora, almeno 25 anni fa , polemiche su queste scuole.Mi disse , per fare un esempio, che avevano vietato o limitato la visione del film ET ai bambini ,perchè era rappresentato un essere , ET , deforme , che avrebbe secondo loro , potuto influenzare le giovani menti in crescita . Strano è strano. Poi , col negozio di alimenti biologici , ho avuto a che fare con le cooperative antroposofiche, cioè steineriane, ed era la gente migliore che ho conosciuto in quel periodo.

    RispondiElimina
  7. Si, nella scuola tutto dipende dagli incontri che si fanno.Io da piccola viivevo in aperta campagna e alle elementari c'erano ancora le pluri- classi, altro che Montessori o steineriane.Ebbene quelle maestre (erano due per una cinquantina di bambini di varie età)sono le insegnanti che mi hanno dato di più.Anche alle medie in paese ho avuto un professore meraviglioso di cui vorrei ricordare il nome, Mario Lampesti :è lui che ha introdotto tutti noi all'amore per la lettura e la poesia.In pochi siamo andati a Firenze al liceo ma so che tutti ci portiamo nel cuore i libri letti allora.
    Grazie

    RispondiElimina
  8. Chissà quella bambina che cosa fa adesso, se ha avuto la possibilità, la voglia, di continuare a curare la proprie formazione, magari da sola, magari da autodidatta, alimentandosi con letture, film, o anche semplicemente con una curiosità vigile e priva di pregiudizi, con un'attenzione sollecita e libera nei confronti del reale che la circonda.
    I maestri e gli insegnanti fanno davvero la differenza in quegli anni cruciali: io devo molto alla mia insegnante di italiano e latino del liceo, che stette con noi solo l'ultimo anno ma che anche così mi ha dato tantissimo, Maria Grazia Bachelet, che mi ha regalato ore bellissime di narrativa e poesia.
    Saluti!

    RispondiElimina
  9. Vedo che la scuola ci scombussola tutti, e mi spiace di essere stata un pò insensibile e indelicata, ha ragione mia figlia quando dice che anche la blogosfera ha il suo galateo . La bambina dicevi, Duck ? Era il 1981 o 82 , lei aveva 10 anni circa , ora ne avrà 40 . La mamma faceva un mestieraccio , chissà , ci ho pensato anche io tante volte , spero che il destino , o il fattore C , l'abbiano assistita. Non era una prima della classe , la maestra non assecondava queste cose , era una ragazzina con un'intelligenza come un coltello affilato.

    RispondiElimina