martedì 5 aprile 2011

ECO-NOMIA : Etain Addey e il cesto delle more.

Economia, se non mi sbaglio eco= oikos e nomos=la legge , la legge della casa , la regola per far funzionare bene le cose in casa, nella nostra e nella casa di tutti, lo Stato.
Economia minima, cioè lo scambio o BARATTO. Si va al mercato con una merce che abbiamo prodotto ed eccede i nostri bisogni , oppure l'abbiamo prodotta apposta per scambiarla , e si torna a casa con un'altra merce che ci serve, ma non possiamo produrre . Da qui si parte e si arriva alla follia di scambiarsi ,via computer, titoli immaginari facendo girare milioni di dollari , eppure non si è toccato niente con le mani , nessuna merce REALE è in gioco , si dice che mentre il patrimonio di una società può essere uguale a 100, poniamo, in un giorno si scambi un valore di azioni di quella società di 1000000, è evidente che è impossibile. Questa è moderna ECONOMIA , per quello che ho capito dalle varie trasmissioni e articoli informativi , cioè un'altra cosa da matti .
Ma no , l'ECONOMIA è serissima, attenzione! , si deve tener conto delle sue leggi per vivere bene, ma anche per vivere e basta, pensiamo alla crisi del '29 e a quella che ha colpito noi tutti nel 2008? 2009?
Ho già perso la data, la mia famiglia è in una crisi perenne, quando ci pare di rialzare appena il capo, che forse quest'anno ci riesce a fare una cosina in più, tipo una vacanzina, ce lo fanno subito riabbassare. La data a noi ci cambia poco.

Devo sempre ricordarmi di andare al dunque, quando scrivo . Sarà dura questa volta .
La comune amica blogger Duck, tanto più giovane di me, mi ha lasciato, qualche post fa , un commento in cui mi chiedeva se conoscevo Etain Addey . No, ma sono andata subito a vedere e ho trovato la descrizione di una di quelle persone "Alternative " conosciute in gran numero ai tempi dell'Erba Salvia, il mio negozio di alimenti biologici, gente che voleva provare a vivere in un altro modo, più naturale. Qualcuno voleva proprio sottrarsi alla società dei folli , isolarsi e non esserne dipendente : niente frigorifero, niente lavatrice, acqua in casa? , forse , luce?, forse, ma poi le devi pagare, e devi avere una fonte sicura di reddito. E' così che ti ricattura, attraverso i tuoi bisogni, allora si deve diminuire i bisogni, ridurli all'essenziale e per il reddito, provare ad offrire quello che hai come una merce speciale, la tua poca marmellata, quella che fai senza avere attrezzature necessarie per la sterilizzazione e  il confezionamento , perché se le hai oltre a spendere un sacco di soldi rientri in quella dannata mentalità di profitto, con l'obbligo di produrre una certa quantità (eccetera eccetera) che hai rifiutato. Allora la tua merce, pochina,  se la vuoi vendere ad un prezzo maggiore, che ti pare equo e ti permette di vivere , che non è il prezzo del supermercato, deve per forza essere accompagnata da un valore aggiunto : sei TE il valore aggiunto , e le tue speciali scelte che ti mettono al margine della società , un personaggio davvero interessante . E qui tu non lo vuoi vedere , ma stai usando il marketing e le sue regole, regole dell'economia che hai con tanto vigore sfuggito.
Trac , sei dentro un'altra volta .

Questa non è una critica di Etain Addey, è l'osservazione della realtà da una certa angolatura.
Ho trovato su Internet un pezzo sulla raccolta delle more in cui la signora Addey raccontava una storia interessantissima che la portava a fare numerose importanti riflessioni . Aveva presso la sua casa un ospite ,  un manager di una catena di supermercati britannica , che era andato con la moglie a fare  vacanze alternative da loro . Una mattina si alzano e tutti , famiglia e ospiti, si predispongono ad andare a cogliere le more per la marmellata, una delle fonti di reddito . L'ospite si informa sulle postazioni delle piante di rovo e va in avanscoperta . Mentre gli altri si avviano con calma e intanto chiacchierano piacevolmente e si godono la bella giornata , l'ospite torna e spiega come devono comportarsi : coglieranno le more in alcuni posti dove i frutti sono grossi e succosi , vale la pena , mentre negli altri posti non è economico raccogliere , si deve lasciar perdere perchè il lavoro della raccolta non sarà abbastanza produttivo , frutti piccoli e troppo tempo speso per quell'attività. Etan Addey si ferma a spiegare che quell'uomo non riusciva a staccarsi dalla sua forma mentis, continuava a valutare secondo un criterio economico, mentre loro semplicemente godevano dell'attività, anche quando le more non erano così grosse, e mentre coglievano se erano soli riflettevano e pensavano, se erano in compagnia chiacchieravano. Ho riassunto in soldoni, ma l'articolo mi ha profondamente colpito, perché anche noi , molti e molti anni fa , abbiamo scelto di vivere una dimensione più naturale. Non ci siamo buttati a capofitto, abbiamo continuato ad avere una casa con acqua corrente e luce, con frigorifero e lavatrice, abbiamo mandato le figlie a scuola e abbiamo insistito perché frequentassero l'università , e questo costa dei soldi , mio marito ha lavorato in Ferrovia ed ha assicurato lo stipendio che ci permetteva di vivere , ed io ho lavorato per periodi lunghi fuori di casa , il che, quando si sta in campagna, è un guaio. Abbiamo tenuto una gamba di qua e una di là , col risultato di non essere sempre in equilibrio, di discutere fra noi, io e Mauro, ogni tanto e da quando le ragazze sono diventate grandi anche loro. Discutiamo molto, letichiamo , anche !
.

I soldi sono stati tanto condizionanti , ma abbiamo cercato di vivere bene non solo nelle vacanze o nei fine settimana , un pochino sempre. Come disse John Lennon, " la vita è quello che ti accade quando sei intento a fare altri piani" ,  intanto facciamo in modo che il tempo non scorra inutilmente, mentre ci si organizza. C'è chi sta in un appartamento in città in un brutto posto tanto va sempre a lavorare e non si gode che i fine settimana e le vacanze, ma ha una ottima condizione economica, e c'è chi sta in campagna in un bel posto , ha una condizione economica così così, ma vede un bel panorama, fa l'orto eccetera.

Conosco gente che vive ignorando le regole economiche, la mia amica Maxi per esempio, che le piega e le usa come le servono, riesce senza soldi a fare un sacco di cose .
Conosco gente che vive per fare soldi, che considera chi non li ha fatti un fallito .
Conosco persone che pensano, da vecchie, che la loro occasione arriverà, che la vita ha sorprese da offrire.
Conosco gente che ha tutto pianificato, è in pensione ed ha un bel gruzzolo e una grande casa, ma si è ammalata appena smesso di lavorare .

Tutti i giorni ci parlano di economia alla televisione e sui giornali, degli alti e bassi della Borsa , come se questo cambiasse la nostra vita. L'economia è una seria scienza, ma mio marito ricordava sere fa delle vigne che sono state impiantate in alcune regioni italiane per una seria motivazione economica e per questo sono stati dati finanziamenti, dopo alcuni anni sono stati assegnati altri finanziamenti per smantellare le stesse vigne. I proprietari della terra ci hanno guadagnato due volte, ma non per un lavoro che ha prodotto qualcosa di buono , il guadagno è stato legato al caso , o alla conoscenza di meccanismi legislativi ed economici , un guadagno che non da nessuna soddisfazione.  Va benissimo per chi ama far soldi sopra ogni altra cosa .

Anche l'economia può essere folle . Allora meglio considerare l'economia reale , quella dei beni che si toccano , si mangiano , si trasformano , e meglio considerare di fare cose che ci fa piacere fare , cose che ci rendono migliori o felici , anche se non tanto economiche , come la raccolta delle more di Etain Addey . Se vi va leggete, è un racconto divertente e una spiegazione chiarissima  , migliore di quella che potrei fare io, di cosa sia  un'economia sostenibile.

13 commenti:

  1. La raccolta delle more (che dolce)e in generale tutto questo tuo post, mi ha risvegliato il ricordo di un film degli '80 "Baby boom" con Diane Keaton, non so se l'hai visto.
    Ma volentieri leggerò il libro da e te e da Duck segnalato.
    Grazie cara Vitamina!
    Lara

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  2. tutte le famiglie sono in crisi e tutti alzano e abbassano il capo quando passa la pala di Belzebù ... non credere sempre che gli elementi ce l'abbiano con quelli di Citerna ... lì non c'è ancora il nucleare.

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  3. Leggero' di sicuro il racconto e il libro.
    Ho visto una trasmissione interessantissima a Bruxelles sull'agricoltura "virtuale", di quelli che, invece di coltivare realmente, vivono delle sovvenzioni che la CE dà per NON coltivare. E' impressionante: in qualche modo è una catena che dobbiamo interrompere.Io di economia non so nulla ma credo che post come il tuo possano aiutare quanto meno a cercare di capire da quali condizionamenti sia influenzata la nostra vita di tutti i giorni.
    Un grande abbraccio

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  4. Come tutte le cose, l'economia ha i suoi lati positivi e i suoi lati negativi. Fa parte integrante della socialità, quindi non ha senso volerne uscire del tutto.
    Ricordiamoci che la scrittura e il denaro sono parenti strettissimi. E chi vorrebbe dire che la scrittura è un male? qualcuno in verità l'aveva detto, quando si passò dall'oralità alla forma scritta, perché si temeva che la facoltà della memoria si indebolisse. Non ricordo più chi, dovrei fare una miniricerca, era in Grecia comunque.
    Questo fatto ci ricorda che anche la scrittura è tecnologia.
    Lo scambio simbolico è anch'esso importante. Poi però come in tutte le cose bisogna rifuggire dagli eccessi.
    Le dosi sono fondamentali, le proporzioni, come sanno bene gli artisti, i musicisti e i cuochi. Sono fondamentali in tutto.
    Ma spesso la gente è stressata, o semplicemente non riesce a non essere quello che è, come quel dirigente di supermercato.
    Tutto sommato credo che i suoi suggerimenti potevano essere accolti e, temperati dal senso di relax degli altri raccoglitori di more, rimanere comunque in sottofondo, come un'indicazione utile per prevenire i tempi di magra.
    Perché se viene troppa carestia non ci si rilassa più per niente.

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  5. Neanche io so un accidenti di niente di economia, non ne ho mai saputo e dubito mi verrà mai la curiosità di saperne qualcosa in più. Per fortuna che il coniuge qualcosa sa, qualcosa capisce e soprattutto perfortuna che è lui a gestire la famiglia da questo punto di vista, chè se fosse per me non lo so.
    In realtà, pur nella mia ignoranza delle regole dell'economia, negli anni sto sposando sempre più - e senza accorgermene, naturalmente, come sto mettendo i capelli bianchi - uno stile di vita sobrio, più consapevole, meno sprecone, in cui cerco sempre di fare da me tutto quello che posso fare e in cui uso il baratto con amici e conoscenti, senza teorizzazioni o ideologie, ma così come viene, perché mi viene, perché mi sento più a mio agio vivendo in questo modo.
    I tuoi post sono sempre interessanti, Vitamina: sei davvero una fonte di "vitamine" del pensiero, se così posso dire.
    Saluti!

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  6. L'economia, la grande economia, si è dimostrata una immensa bolla virtuale, che se scoppia crea disastri ... il disastro di rivelarsi in tutta la sua avidità e falsità, ipocrisia e ingordigia. Queste grandi crisi avrebbero potuto insegnare qualcosa di prezioso, sulla scia della raccolta di more che citi tu, o di un consumo consapevole che produce meno guadagni ma un miglioramento delle vite. E invece no, in tutti i modi si è cercato di rimettere in sesto questa bolla, per tutelare il sistema. Pur sapendo tutti benissimo che se nelle nostre case gestissimo l'"economia" in questo modo le famiglie andrebbero a rotoli.
    Un abbraccio

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  7. Mi ricordo un giovanotto dall'aria molto "alternativa", come si diceva anni fa, che conobbi tempo fa qui a Milano. Si parlava di alternative al mercato attuale, e via dicendo. Lodava molto i negozi di Altromercato. Sapete perché? perché, diceva, li trovi uguali dappertutto!
    Mi fece parecchio ridere.

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  8. Cara Vitamina, leggerò sicuramente il libro di Etain Addey.
    Per quanto riguarda l'economia nella mia di vita, posso solo dire che sono ancora all'inizio, e non avendo ancora una mia famiglia (ma poco manca) per ora mi informo e cerco di capire cosa prendere e cosa no dalle esperienze avute in casa e di amici.
    Pian pianino mi sto avvicinando anch'io a scelte più etiche, ho già individuato progetti e prodotti alcuni da iniziare, altri da proseguire in futuro.
    E sai, leggerti per me è fonte di grande ispirazione.
    Grazie di cuore,

    un caro abbraccio

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  9. Che bellezza stimolare tante riflessioni diverse , acute, partecipi ! Questo argomento mi prende per mille motivi e ci tornerò per forza ,l'ho appena un pò scalfito , ma ib questo blog spesso sono più belli i commenti dei post . Mi piacerebbe sedersi nel mio giardino , in terra,sui gradini della scaletta che ho costruito l'anno scorso e chiacchierare con tutti voi. Si potrebbe provare col teletrasporto.Devo dire che ognuno ha evodenziato e approfondito qualcosa e sono d'accordo un pò con tutti. Bravi ! Baci!

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  10. Paola , il giovanotto voleva negozi alternativi , ma in rassicurante stile Mac Donald. Mariolino : Civitella , non Citerna, Citerna è in Umbria ,o al confine , vicino ad Anghiari !!

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  11. @Vitamina: sì, in un certo senso; voleva trovare un marchio di garanzia, dove andare a colpo sicuro. Però alla fine si ritrovava inconsapevolmente a sentire la dimensione multinazionale come una dimensione rassicurante. Ognuno è figlio della sua generazione.

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  12. Per adesso solo un saluto, Vitamina cara, a dopo.
    Sari

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  13. Per tornare al commento di Grazia , ho visto in Casentino un vivaio che produce un certo tipo di piante pregiate da giardino fatto da un'americana con i contributi europei o con soldi della REgione Toscana , insomma aiuti e soldi pubblici . Sono stata a visitarlo , non c'era nessuno, né a lavorare né come ospite e mi è sembrata una gran boiata , un pezzo di bosco in culo al mondo , scusate!, disfatto per realizzare un vivaio tutto in pendenza , hanno dovuto togliere tonnellate di sassi , sono ancora lì a toglierli ,che quando piove viene giù tutto, in discesa com'è, hanno fatto una strada , e si sa quanto le strade devastano , mi è sembrata una cosa assurda, con tutto il terreno agricolo, seminativo abbandonato che c'è . Ma i toscani sono così amanti degli stranieri, qualche raffinato bischero di sicuro è stato catturato dalla originalità (= stupidità) del progetto . Economia : solo a posteriori sai se ha funzionato e a volte funzionano cose assurde per motivi illogici.Tant'è che le piante provenienti da questo vivaio in questi giorni sono all'Esselunga in vendita .

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