lunedì 25 aprile 2011

IL LUNEDI' DELL'ANGELO.

Lunedì di Pasqua . Il Lunedì dell'Angelo . Come mi piace il racconto del Vangelo, delle donne affrante, ormai passata la tempesta del Calvario e della morte del Cristo, che si avviano rassegnate al sepolcro, con unguenti e balsami per il corpo di Gesù. Ma si spaventano nel vedere il masso che chiudeva la tomba spostato e il sepolcro vuoto!
C'è un Angelo che gli si fa incontro e dice di non aver paura, che come aveva detto è risorto, guardate, non c'è più nulla nella tomba, andate e dite ai suoi discepoli che lo vedranno, si farà trovare. Dalla paura alla felicità in un attimo!

In effetti il Cristianesimo è tutto qui. Molti Santi Uomini hanno vissuto sulla Terra ed hanno lasciato messaggi di salvezza, ma il cristianesimo si fonda sulla fede nella Resurrezione, sulla vittoria sulla Morte. Il Cristianesimo è talmente ricco di contenuti importantissimi che si fa fatica a riconoscere i fondamenti, io almeno l'ho capito tardi che la sintesi di tutto e la cellula originale da cui tutto parte è la Resurrezione. Nonostante questo la storia di questa religione è piena di immagini di morte, la Croce è un simbolo ricorrente, che ci ha fatto discutere tanto quando volevano toglierla dalle scuole, e perfino io l'ho difesa, la piccola croce che vedevo appesa in ogni aula scolastica, ogni ufficio, ogni camera da letto. Perfino in camera dei miei, anticlericali e laici, c'era una croce grande, in legno, scolpita da un'artigiano artista di Sansepolcro.  Quanta morte impartita agli infedeli nel nome di Cristo, quasi come un sacramento, nel corso della storia!

C'è un film , "The body" ,"il Corpo", che racconta di un prete cattolico, chiamato in Israele, a Gerusalemme, perché  è stato ritrovato in una tomba antica  un corpo, ormai solo uno scheletro, che, per vari motivi, potrebbe essere il corpo di Cristo. Sta a lui, al prete, verificare. Il compito è terribile, se davvero quello fosse il corpo di Gesù, crollerebbe tutta l'immensa struttura della Chiesa Cattolica, costruita e stratificata nei secoli, che ha come fondamento la Resurrezione. Se quello fosse il corpo di Cristo, Cristo sarebbe solo un uomo buono e illuminato che è morto ucciso dai potenti della sua epoca, alla cui morte si possono dare mille significati, ma non quello fondante di questa  religione.  Nel film il prete è Antonio Banderas, in un ruolo inconsueto, che mostra il tormento di un uomo che ha fatto della fede nella Resurrezione l'asse portante della sua vita, ed ora  viene inviato da ecclesiastici burocrati interessati solo al Potere a dirimere una questione che rischia di annientarlo. Preti senza fede che mandano un uomo santo a risolvere per loro, a togliere la patata bollente dal fuoco. Sperano che, per non essere annientato egli stesso, alla fine, se scoprisse che quello è il corpo di Gesù, metterebbe tutto a tacere. Da vedere anche questo film.

La Croce come passaggio, sì, ma poi la vita, rinnovata, consapevole, lieta. Che bella notizia porta il messaggero! Non un angelo con le ali d'uccello e le vesti bianche, come nei nostri libri di scuola delle elementari, ma un "Anghelos", questo definisce la creatura di spirito, la funzione di portare messaggi di DIO. Il verbo "anghéllo" in greco, è annunciare. Il lunedì dell'Angelo apre una porta su una vita nuova, da ora in poi le cose sono compiute e, dice Gesù alla fine di uno dei Vangeli , "non temete, sarò con voi tutti i giorni, fino alla fine del Mondo ". Ho imparato nelle comunità neocatecumenali a leggere il Vangelo come un libro Sacro che ha un messaggio per me, ogni giorno, se voglio e se posso, in ogni modo se chiedo. Sono uscita con molta critica da quelle comunità, ma questa cosa me l'hanno regalata. E ancora prima, nella mia adolescenza, Gesù lo sentivo con me, fino alla fine della mia vita, lasciando da parte tutti i riti e le sovrastrutture, tutte le etichette e le vesti ricamate dei sacerdoti.


Io non credo di poter più dire di essere cattolica, non so neppure se posso dire di essere cristiana, con tutti i "messaggi", tutti gli annunci nuovi, del Buddhismo in particolare, ma anche non religiosi. Con l'occhio della storia su tutti i misfatti della Chiesa, e ultimamente, sulle miserie dei sacerdoti. Con tutte le domande della scienza, o semplicemente, della vita, come per esempio se è giusto, ad un certo punto, quando per mille motivi non ci si fa più, andarsene prima che sia giunto il nostro tempo finale.
Mi pare che invece di certezze ho accumulato domande sempre più grandi, ma forse gambe più forti per guardare, in piedi, queste domande in faccia senza troppa paura.

5 commenti:

  1. Domande e speranze, quello con cui iniziamo il cammino e quello che ci resta alla fine del cammino. Bel post, ti passo i miei angeli e i miei Calvari, ciao
    http://cronachedicolori.blogspot.com/

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  2. Letto e riletto, come faccio sempre con quello che scrivi.
    L'unica certezza che ho è che la chiesa cattolica è la prima a debellare il cristianesimo,a togliere la Speranza.
    Per il resto, credo che tanti di noi abbiano bisogno di un Dio, ma la mia spiritualità è intensa senza riuscire più a concentrarsi su un unico dio. O forse, considero tale l'Universo.
    Guardando la Natura, sento che c'è qualcosa oltre l'uomo.
    Ti abbraccio Vitamina, sei davvero unica!
    Lara

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  3. Grazie Vitamina per averci ricordato che comunque il cristianesimo,come tutte le religioni, devono essere religioni di vita e non di morte.
    Anch'io come Lara sento che c'è qualcosa oltre l'uomo e in questi giorni mi basta questa certezza e la speranza di una rinscita
    Grazie ancora

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  4. Il cristiano non è uomo cieco e neppure stupido... vede e, nonostante tutto, crede.
    Sente, direi meglio.
    E' tutto interessante quelche scrivi, Vitamina. I dubbi sono un dono a cui non rinuncerei mai.

    Un abbraccio. Sari

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  5. Grazie cara Vitamina. Io in questo periodo sto leggendo la Bibbia per conoscere meglio la religione cristiana. Sento che è il momento giusto per leggerla, ne sento il bisogno. Ma non so ancora, una volta finito, che conclusioni ne trarrò.

    Grazie per questo meraviglioso spunto di riflessione,

    un abbraccio

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