giovedì 23 giugno 2011

Mac Ewan e la dissezione dei luoghi comuni .

Giocando in giardino.
 Un pezzettino tratto da "Solar" di Ian Mac Ewan , pagina 23 della versione in italiano:

"La meccanica quantistica.Che ricettacolo, quale discarica di umane aspirazioni, terra di confine nella quale il rigore matematico aveva la meglio sul buonsenso, dove logica e fantasia irragionevolmente convergevano.Qui  gli inclini alla mistica trovavano tutto quel che volevano, chiamando in causa la scienza a riprova delle loro tesi . Chissà che splendida musica ultraterrena doveva essere per quegli ingegni della domenica la "asimmetria spettrale", le "risonanze", l"entanglement",gli "oscillatori armonici quantistici", quali seducenti melodie, l'armonia delle sfere celesti capace di trasmutare un muro di piombo in oro, e di creare un motore di fatto azionato dal nulla, da particelle virtuali che non emettevano sostanze dannose e che avrebbero fornito energia al progetto dell'uomo, oltre a salvarlo. Beard si sentiva commosso dagli aneliti di questi uomini solitari. E chissà perché pensarli solitari? Non era semplice presunzione a farglieli immaginare così. Gente che non ne sapeva abbastanza, ma comunque troppo per trovare qualcuno con cui chiacchierare. Quale amico in attesa al pub o alla British Legion, quale moglie oberata di fatica fra figli, lavoro fuori casa e faccende domestiche, sarebbero stati disposti a seguirlo nelle gallerie di tarlo del continuum spazio temporale, fino al tunnel gravitazionale, lungo la scorciatoia verso una soluzione definitiva del problema energetico globale?"

Questoè un grande amore.
Come mai, direte voi, ho riportato questo brano ? Qui il cinico professor Beard, protagonista di "Solar", solleva il velo su uno dei luoghi comuni piuttosto diffusi e fastidiosi degli ultimi anni. Quante volte capita di sentir citare argomenti scientifici seri e bisognosi di anni di studio molto impegnativo per accedervi almeno in parte, usati invece per avvalorare tesi banalissime e per fornire basi a questioni campate per aria? L'ultima volta mi è capitato recentemente durante un seminario di sentir citare la meccanica quantistica per dare fondamento ad un metodo psicologico . Non c'è niente da fare, mi irrito, anche molto, trovo scorretto menzionare cose di cui non sa nulla chi ne parla come chi ascolta, è facile farlo, nessuno può contraddire, per farlo si dovrebbe essere studenti di fisica almeno del terzo anno, in pari e ancora freschi di alcuni specifici esami . In ogni modo se il metodo psicologico funziona, non c'è alcun bisogno di trovargli altre giustificazioni, risparmiateci la filippica sulla meccanica quantistica, la fisica delle particelle, delle stringhe e tutto il resto. Posso solo annuire come un ebete e non capire niente, non mi piace ridurmi così. Direi che ai miei occhi la citazione di questi argomenti scientifici svaluta complessivamente la tesi di chi parla, se espressa in modo così maldestro . Anche io, a suo tempo, ho letto "Il tao della fisica " e "Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta", quest'ultimo suggerito dalla mia amica Paola e diventato un libro della vita . Quelli sono testi scritti con un notevole impegno da gente davvero molto colta e piuttosto difficili da leggere.

Ma l'essere umano è per una parte un pappagallo, ripete parole nuove per il gusto di sentirne il suono, per sentirsi alla page,  buttandole lì a caso, mi ricorda una mia zia, che una volta disse che la prossima estate sarebbe stata bellissima, aveva prenotato una crociata !
Ora poi va di moda il DNA, qualunque cosa, si dice in televisione, ce l'abbiamo nel DNA, e anche questo è un discorso scientifico di non facile comprensione, credo che la maggioranza di quelli che lo nomina non saprebbe spiegare di che si tratta. A parte dire che è una cosina fatta a spirale.

Dopo averci giocato la butta via.
E' davvero irritante che persone che ignorano certi fenomeni se ne riempiano la bocca citandoli a caso . Certo io ho una visione severa della vita ed evito di usare parole di cui non so esattamente il significato, difatti uso un vocabolario ristretto, ma preferisco far così che non capire ciò che scrivo, e in generale cerco di scrivere cose che mi rappresentino in modo autentico, me o il mio modo di sentire e di vivere, che poi sono le uniche cose che penso di conoscere e di cui posso parlare .

8 commenti:

  1. Interessanti e condivisibili le tue riflessioni: mi pare che ormai sia una tendenza generalizzata quella di riempirsi la bocca o di luoghi comuni o di parole e concetti ad effetto, usati per nobilitare pensieri molto deboli o confondere l'interlocutore.
    Detto ciò, mi sono goduta le belle foto e no, non sono d'accordo con l'ultima tua didascalia! È così tenero il modo in cui l'umano (tuo marito?) tiene il cane tra le sue braccia (ma lei è il cagnone che vi ha fatto spaventare tempo fa per le sue condizioni di salute? Se sì, mi pare stia benone!).
    Saluti!

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  2. Hai ragione, cara Lorenza, eppure se ci pensi non si dovrebbe parlare di niente. Tutti i giorni parliamo di cose di cui, se si va a scavare, non sappiamo in realtà che poco e male.La verità è che noi esseri umani viviamo di luoghi comuni, che ci sono indispensabili per vivere e per esistere in quanto collettività. Se nessuno fosse autorizzato a inserire la meccanica quantistica nei suoi discorsi, non dovrebbe neanche poter nominare il radiatore dell'automobile, o manovrare l'accendigas. Purtroppo siamo esseri approssimativi, e del resto anche gli scienziati non detengono particolari saperi inaccessibili: come diceva, mi pare, Bertrand Russel (ma potrei sbagliarmi), non è che la matematica sia una cosa impossibile: basta abituarcisi.

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  3. Ciao anch'io non amo quelli che inzuccherano il loro prodotto con frasi fatte o usando termini di cui non conoscono bene il significato, solo per vendere meglio...però a volte è anche bello provare a spaziare oltre ai propri abituali confini e notare come tutte le cose sono collegate in modo misterioso. Usare sempre lo stesso linguaggio, praticare sempre gli stessi sentieri e ragionamenti, non crea un terreno ideale per un cambiamento...penso che stia nascendo un nuovo modo di pensare, forse ancora non del tutto consapevole, conscio...ma che si senta il bisogno di un nuovo paradigma, come sostiene Fritjoff Capra nei suoi libri, e quindi se sento qualcuno che prova a librarsi più alto del solito, magari al di là delle sue capacità del momento, non provo fastidio, ma ammirazione. Se non l'hai già letto, ti consiglio il libro "Il punto di svolta" che mi è sembrato più interessante e più facile da leggere rispetto al Tao della fisica

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  4. Chi usa certi temi (soprattutto se a sproposito) lo fa per impressionare il suo pubblico... un metodo davvero discutibile.
    Certi argomenti sono difficili, per me, ma le foto allegate sono così tanto serene ed allegre che non posso fare a meno di sentirmi lieta.

    Ciao con un abbraccio.
    Sari

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  5. Anch'io a volte parlo a sproposito e il DNA- lo confesso- lo cito anche senza sapere cos'è. Non per impressinare gli altri ma semplicemente perché alcuni termini sono entrati nel linguaggio comune . Comunque hai ragione : bisognerebbe essere più rigorosi.
    Intanto guardo le foto con tuo marito ( se è lui) che gioca in giardino con il cane e penso come in fondo la vita sia semplice quando la si sa godere nelle piccole gioie del quotidiano e , a volte, anche senza parole. Un abbraccio forte

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  6. È vero, come hanno già scritto negli altri commenti, che le foto esprimono una serenità che è un po' in contrasto con l'irritazione che traspare dalle parole.
    Io, come spesso mi capita, leggo il tuo testo con un sorriso sulle labbra (scusa...) di fronte alla tua indignazione, alla zia che partiva per la crociata, alla meccanica quantistica (dio, mi viene male solo a scriverla questa cosa, io che sono negata per i numeri e la tecnica...).
    Sai che però non credo che tutti quelli che usano parole "difficili" lo facciano per impressionare, a volte secondo me, dietro ci sono dei malintesi, nel vero senso del termine. Come nel caso della tua zia. Io poi, sono cresciuta con una madre che diceva sempre "fate bobis"... e ci ho creduto finché non ho iniziato a fare latino... evidentemente aveva capito male... . In passato, davanti ad affermazioni come quelle dello psicologo, tacevo sentendomi una povera ignorante. Oggi semplicemente chiedo spiegazioni. E così ho anche modo di imparare qualcosa di nuovo.Forse....
    Ciao Lorenza cara! Buona settimana
    Cinzia

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  7. di la verità che la tua è una casa difficile, se non t'incasini poi non sai come guarirti con le cazzule dopo i pasti ogni 8 ore.

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  8. Ora , Mario, ho bisogno di parecchie cazzule, sennò non sto bene.

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