giovedì 21 luglio 2011

Menopausa: tirar le fila.

Conclusioni personali . Ho molto apprezzato il contributo di Giusy alle mie elucubrazioni , contributo vero e proprio in quanto esposizione pacata e rasserenante del periodo che le donne si trovano a vivere quando finisce l'età fertile. Apprezzo soprattutto il tentativo di darmi un aiuto, anche se sapevo  già tutte quelle cose . Giusy, non è una critica, solo che lo dici tu stessa che sei ancora lontana da questa fase della vita , grazie, giovane amica!
E' diverso, come sempre, sapere e vivere . Ricordo quando ebbi la prima mestruazione, ero abbastanza piccola, una bambina in un corpo tanto cresciuto, e la mamma mi aveva spiegato con garbo cosa sarebbe successo. Quando arrivò il momento piansi tanto, non ricordavo più nulla, ero spaventata e convinta che sarebbe accaduto, tutto quello , una volta sola all'anno. Starci in mezzo , alle turbolenze , e reagire , è una cosa molto legata a quello che siamo , ognuna di noi . Pensa che alcune delle mie amiche sono medici , che ne dici, sapranno di che si tratta? In teoria ciascuna di loro è  in grado di fare un'accurata trattazione , in pratica, sono abbastanza travolte anche loro . Spero invece di aver espresso efficacemente i turbamenti , mi piace, quando ho turbamenti, parlarne, sennò, se devo fare quella informata , che non si scompone mai, questo blog non mi serve a niente. Far finta di restare salda e tentare di impormi una serenità e una saggezza che non ho , o addirittura fingerla,  è una forzatura per me, la saggezza devo guadagnarmela passando in mezzo ad un pò di dolore, che arriva da solo, non lo cerco per forza , e dopo divento un pochino più saggia , ma sempre un pò matta. Grazie.

11 commenti:

  1. Si il ricordo del primo ciclo traumatico... tu almeno sapevi qualcosa... io alla vista di quel sangue... penvaso che stessi per morire.
    Ma di anni ne sono passati tanti, ed ho imparato a superare le ansie, i dolori, i traumi.. certo il percorso è stato lungo e faticoso, e come dice Tolstoy, in Guerra e Pace, solo chi è molto provato può raggiungere serenità e gioire anche delle piccole cose.
    Fai bene ad esternare ogni turbamento, e certamente nessuno pensa che dovresti fingere qualcosa.... la saggezza la conquistiamo col nostro background...ma in quello speriamo ci sia sempre un po di follia, senza la quale reputo sia imprudente vivere.
    Un sorriso

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  2. basta esternare turbamenti, basta allagare blog che poi dell'umidità ne risentono anche i vicini e sul server di blogger magari il tuo (blog) e vicino di pentola di un ricettario di cucina al microonde e ti ribolli poi tutta con vampate e altre cose.
    Oggi una donna ha avuto un figlio a 58 anni e poi ce ne sarà una che lo fa a 65 e un'altra che ne avrà uno con la pensione di accompagnamento e glielo manderà il comune.
    Hai due figlie che rompono. Quante volevi mandarcene su questa terra? Venti?
    Mio padre dice sempre "tutti i giorni ne passa uno" non so cosa passi per lui, magari si riferisce ai pannoloni, o agli extracomunitari, o ai portalettere o a chissà che se non i giorni.
    I giorni passano, non le ere.

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  3. Lo so che dopo tu te lo perdi, ma qui ti ho messo la mia prima volta
    così ti fai un'idea.

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  4. Non mi perdo niente , Mario, ho già letto, non ho capito bene il ruolo della cuginetta , ma insomma... Che dici , con l'umidità potrei arrivare a sciupare il sugo che sta cuocendo pian piano da Gianni , fino a Napoli? Oppure con una vampata far arrossire il blog di SAri ? E' un bel casino !! Mi sa che per un pò mi merita star bonina.

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  5. GRazie Strega , una strega mi ci voleva proprio fra gli altri blogger che seguo .

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  6. Arrivo in ritardo (benchè, come sai, giustificato) nel reagire alla tua sollecitazione 'ad personam': quella di confidare il vissuto di un maschietto, tuo coetaneo, sull'argomento; con il vantaggio che, intanto, l'articolato commento di Giusy mi ha già spianato la strada.
    Giusta la sua nota sul calo fisiologico del desiderio di derivazione ormonale, ancor più giusta l'osservazione sull'ansia da prestazione, che, per chi come me ne è sempre stato vittima, rischia di diventare il problema più serio in materia; aggiungerei solo, per diversi aspetti collegato ai due precedenti elementi, un altro calo fisiologico: quello della possibilità di durata dell'eccitazione fisica.
    Come sempre, per superare i problemi, grandissima importanza ha il livello di comunicazione che si stabilisce fra i partner; a questo fine la buona volontà può servire, ma penso che una parte preponderante sia dettata da fattori istintivi, o inconsci, o comunque involontari.

    Termini la tua 'Trilogia della Menopausa' con una bellissima dichiarazione sulla sincerità e sul valore non solo liberatorio, ma anche di crescita, della confidenza spassionata.
    Sono certo che tale crescita riguardi anche chi segue con attenzione le tue pagine, e che tutto questo ti garantirà legami di stima e di affetto ancora più saldi.

    Salutone!

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  7. http://sabrinaancarola.blogspot.com/2011/07/fania.html?spref=fb
    Racconti cinici di una donna in sindrome premestruale...magari ti piacciono ;)

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  8. Aggiungo una notazione personale: a questo periodo tumultuoso, almeno agli esordi, sopraggiunge un adattamento attivo; quello che ognuna di noi, a suo modo realizza. Cambia il nostro modo di essere,e anche il nostro modo di pensare, si instaura una nuova filosofia della vita, ma in tutto questo emerge pian piano qualcosa di positivo, passami il termine, una sorta di seconda giovinezza all' insegna di una personalità rinnovata, sorretta, -perché no- da un "sano egoismo". Dopo una vita dedita agli altri o ai propri ideali, senza risparmio, la nuova situazione costringe a riappropriarsi di sé, senza per questo rinunciare al resto. Ma è questo resto che si ricontestualizza, in senso più equo... Pensieri onirici di primo mattino ... Buona domenica...

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  9. Cara Graziana, sto arrivando proprio lì anche io , però, parlando con un'altra amica , si diceva di come abbiamo bisogno di relazioni, anche più di prima , ora che quelle familiari si trasormano e i figli prendono la loro strada . Mi ha proposto , per il prossimo inverno, un corso per imparare ad aiutare come volontaria, certe categorie di persone in disagio e credo che lo farò.

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  10. Bene! La non fertilità di per sé è un momento fisiologico della nostra vita, non una malattia, ma ti pone in ogni caso di fronte a una svolta, a constatare che la tua missione di madre(nel nostro caso) nella sua prima parte si è conclusa. Vedi con altri occhi l' autonomia dei tuoi figli, continuando a seguirli nel loro cammino con occhio trepido e sempre vigile; e intanto cominci a ridefinire il tuo progetto di vita.Bellissimo quello che stai intraprendendo!

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