martedì 11 ottobre 2011

Spennare galline.

Difficile immaginare cosa mi è capitato di fare ieri dopo almeno 15 anni dall'ultima volta: ho passato almeno un'ora a spennare e sbuzzare due galline. Uso la parola della nostra campagna, "sbuzzare", rende l'idea, anche se al tempo della mia infanzia si diceva "scorporare". Siamo in un mondo davvero matto. I miei vicini di casa allevano galline e polli, i polli per mangiarli, le galline per le uova. Una volta all'anno "rinnovano" le galline più vecchie, che non fanno più tante uova, mangiano e basta, dicono loro.
Così ne eliminano un paio sostituendole con pollastre  giovani. I polli li mangiano cucinati nei vari modi in cui si cucina il pollo, le galline sono dure, la carne è di una bestiola invecchiata, di solito, infatti,  ci si fa il brodo. Ma in casa loro il brodo non lo mangia nessuno, né loro, che hanno i calcoli alla cistifellea, né i loro figlioli. Nessuno vuol mangiare la carne un pò durina della gallina.  Hanno chiesto a me se mi interessavano le galline. Ho detto di sì, meglio queste galline allevate per benino, che quelle del supermercato.  La Giuliana me le ha ammazzate, cosa che non so fare, anche se credo che, continuando a consumare carne, dovrei prendermi la responsabilità di imparare, prima o poi. Non che non ci abbia provato, solo che una volta, tanti anni fa, per paura di sbagliare, io e Mauro sbucciammo appena il collo del pollo, la volta dopo, più determinati, gli staccammo la testa. Per l'impressione lo lasciammo andare e il pollo se ne andò via senza testa.  Ancora mi vengono i brividi.
 In campagna  la faccenda di ammazzare gli animali da cortile di solito la fanno le donne, chissà perché. La Giuliana  lo sa fare per bene e non le fa soffrire. Poi c'è stato da spennarle. Ho fatto scaldare una pentola grossa d'acqua e quando bolliva, l'ho messa in un secchio e ci ho immerso le galline per pochissimo tempo. Così si spennano subito. Quando faccio queste cose mi torna in mente la Lisina, una signora che viveva nella nostra stessa casa, quando io ero piccolina. Non si usava, allora, l'acqua bollente. Ho un'immagine di lei che spenna un pollo con un catino davanti e uno di fianco, in uno cadevano le penne, nell'altro, pieno d'acqua, immergeva i gomiti. Le galline hanno addosso almeno un paio di tipi di pidocchi pollini, piccolissimi, che dall'animale risalgono su chi lo spenna.  Immergendo i gomiti nell'acqua impediva ai pidocchi di salire. Per lo stesso motivo teneva in testa un fazzoletto legato, perché i pidocchi se li ritrovava in capo e prudevano da impazzire. Altri tempi. Ora utilizziamo la grande novità tecnologica che è l'acqua bollente. Ho svolto l'incombenza con un certo ribrezzo per l'odore e per la faccenda in sé, però mi ha aiutato il ricordo vivo di quando, piccolina, vedevo sbuzzare il pollo nella  cucina di casa: perfino le budella venivano recuperate e cucinate, in certe case. Ho riconosciuto e tirato fuori i vari organi della gallina, che aveva dentro anche un bello strato di grasso giallo vivo. Anche quello l'ho tolto. Ho bruciacchiato le zampe e tolto tutta la prima pelle, per poterle mettere nel brodo. Da piccola mangiavo tutto, zampe, coradella, collo, che si cucinava ripieno ed era buonissimo.  Ogni tanto lo cucino ancora. Il rispetto per l'animale è anche questo, usare tutto e non buttar via niente.
Il problema è che non sono più abituata. Ora può darsi che queste galline non riuscirò a mangiarle, dopo tutto questo. Mangio polli anonimi e non riesco a mangiare una gallina che ho pulito io. Un mondo matto, come dicevo all'inizio .

5 commenti:

  1. Mamma mia quanti ricordi mi hai risvegliato!
    Quand'ero piccola vedevo la mia mamma fare queste operazioni. Lei era tranquilla e sicura, mentre io ero tra lo schifato (per l'odore delle penne macerate dall'acua calda) e l'ammirazione per il suo agire. Che buono il brodo, però...!

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  2. Anche io penso che dal momento che un animale si uccide, bisognerebbe mangiarne il più possibile, senza fare troppo gli schifiltosi.
    Mi è capitato una volta sola di dover tagliare un animale morto - un coniglio, nel mio caso - ed è stata un'esperienza piuttosto scioccante.
    Ma è vero, se si mangia la carne bisognerebbe anche "sopportare" lo spettacolo misero di un corpo senza vita, di un cadavere, ancora riconoscibile, non fatto a pezzi da qualcun altro e messo dentro un vassoietto di plastica, così che quando lo si compra al supermercato non sembra nemmeno si stia comprando un animale.
    Sbuzzare lo dicevamo a casa, pensavo fossimo gli unici!
    Saluti

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  3. Eh no capisco benissimo che non si possa mangiare un animale che si è dovuto uccidere. E perché si DEVE sopportare la sua vista e non fare gli schizzinosi? Mangiamo per sopravvivere e l'uomo è onnivoro. Quindi. Diverso è chi va a caccia per il gusto di uccidere.

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  4. Mia nonna Maria quando si trasferi' in paese dalla campagna teneva le galline in terrazza e mi ricordo benissimo che le uccideva e le sbuzzava. A me qunado ero piccola non faceva nessun effetto, perchè era una cosa naturale. I polli li allevava per mangiarli non come animali da compagnia. E non li trattava male come ora negli allevamenti intensivi. Da grande sono diventata schizzinosa:ma mi basta non vedere e sono disposta a mangiare animali allevati in condizioni crudeli.E' ipocrita ma è cosi'

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  5. Le tradizioni locali, tutto quello che vuoi..., ma sono ben contento di essere vegetariano, anzi, da poco tempo, di essere diventato addirittura vegano: niente più latte, latticini, uova e derivati, oltre ovviamente a carne e pesce.
    Oltre ai benefici ecologici (è l'unica alimentazione davvero eco-compatibile su scala mondiale) e salutistici (eccezionali e letteralmente appassionanti), ci si risparmia operazioni più o meno orrende come quelle che ci racconti, fatte coraggiosamente in prima persona, ma il più delle volte delegate supinamente a chi di dovere...

    Un caro saluto.

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