lunedì 21 novembre 2011

L'Ombra : il Libro dei Mostri.

A proposito di ombra , le fiabe antiche sono piene di situazioni oscure e pericolose e molte non sono a lieto fine, penso a tutte le storie che si raccontavano un tempo in Toscana nelle notti invernali, tutti raccolti intorno e dentro al camino, quei camini grandi dove ci stava intera la seggiolina della nonna o del nonno, i narratori. C'è una raccolta di queste fiabe, le "Novelle della nonna" di Emma Perodi, che racconta le leggende del Casentino, piene di diavoli e fantasmi, angeli e soldati, campi pieni di cadaveri e la morte personificata. Nell'infanzia delle mie bambine non c'erano fiabe così, che fanno paura, ma solo storie a lieto fine, oppure comiche, molto meno divertenti, perché è divertente avere paura. E' divertente andare a cercare dove l'Ombra si nasconde, negli angoli bui della mente, e vedere le cose strane che fa, ma noi genitori ne abbiamo paura, temiamo che i bambini possano perdersi e spaventarsi, che si coltivi dentro di loro l'incubo.

Una volta, cercando in libreria i regali di Natale, trovai un libro che mi sembrò molto carino, con in copertina  il disegno di un bambino che teneva per mano, e tirava con tutta la sua forza, una grossa zampa unghiuta e pelosa, di un'enorme creatura che era riluttante a seguirlo, e il bambino aveva un fumetto sopra la testa che diceva: "Mamma! Guarda: ho catturato un altro mostro!" Mi sembrò una cosa davvero buffa, e  il libro catalogava i vari generi di mostri che i bambini si inventano o credono di individuare da piccoli, come il mostro del Buio, quando la mamma chiede " Ti dispiace andare a prendere una cosina in camera ?" tu dici di sì, ma poi devi passare nel corridoio buio, accendi la luce, ma per un attimo  ti pare di vedere un'ombra scura e fugace rintanarsi in un angolo, proprio prima che la lampadina del corridoio illumini tutto ... Quei mostri li avevo conosciuti quasi tutti, da bambina, e ora ne potevo ridere . Messi lì tutti insieme, nelle pagine del libro dei mostri, erano proprio buffi, c'era quello che abita sotto il letto e di notte potrebbe venire a pigliarti, allora ti tiri le coperte fin sopra il capo, c'era quello del water, che cerca di prenderti mentre ti siedi a fare la pipì e c'erano le strategie per combatterli. Mi pareva un modo così moderno e spiritoso di affrontare la cosa, ma le mie bambine non la pensarono così; lo trovarono piuttosto un libro pieno di suggerimenti per spaventarsi, con cose a cui loro non avevano ancora pensato, in sostanza il libro faceva loro vedere sotto una luce nuova e terrificante alcune situazioni quotidiane in cui mai avrebbero pensato di poter avere paura. Quando leggevo il libro a voce alta  e ridevo, anche  loro ridevano, ma in realtà tremavano di fifa nera. L'Ombra vibrava e godeva dentro di loro. Più tardi mi confessarono che il libro dei mostri aveva fatto quest'effetto e io ne fui affranta: avevo sbagliato un'altra volta!
Ora le mie figlie sono grandi e le loro paure sono cambiate, una di loro a volte mi racconta le sue e mi coinvolge oltre il dovuto, non per colpa sua, ma perché vorrei cercare di eliminare i suoi timori e renderle la vita un cammino più luminoso e sereno. In realtà non sono brava a farlo neanche per me. Quelle paure di bambine, invece, ora le trovo naturali e perfino salutari, forse anche la paura va esercitata, ed è  meglio farlo col libro dei mostri che con situazioni reali, che comunque, nella loro infanzia, non sono mancate .

L'Ombra è  presente in noi, ed è la parte meno presentabile, quella che annusa cose puzzolenti, mescola la cacca con un bastoncino, dice parolacce, fa cose sconvenienti. Dicono che si deve nutrire anche l'Ombra , è per questo che ora piacciono tanto le storie di vampiri?
La mia mamma quando eravamo piccoli non voleva che dicessimo parolacce, e considerava parolacce anche "cacca" "culo" "scemo" e molte altre parole innocue. Ai bambini piace molto dire brutte parole, e io, che ricordavo i divieti della mia infanzia, inventavo delle storielle per le mie bambine piene di parolacce o situazioni strambe. Un pomeriggio inventai una storia che rimase famosa, che non ricordo molto bene. Si trattava di un aeroplano che andava a scuregge, cioè usava i gas intestinali come propellente, per questo ogni sedile e ogni sedere di passeggero era collegato con un serbatoio e per incrementare la produzione di gas la hostess serviva fagioli per pranzo, cucinati da un cuoco cinese con una pentola a pressione. Ma c'era sull'aereo un dirottatore che uccideva il cuoco cinese. Intanto un altro aereo si accostava al primo e da lì altri amici del dirottatore sarebbero saliti a bordo. La situazione si faceva complicata e per me era difficile risolvere la narrazione. La hostess, che faceva body building , riuscì ad atterrare il dirottatore e farlo fuori, poi andò nella cucina e si accorse che il cuoco era morto e la pentola a pressione stava per scoppiare. Capì che poteva salvare la situazione e fece arrivare l'aereo dei nemici  in posizione adatta al di sotto del primo aereo, fingendo di essere il dirottatore. Poi aprì un portellone e lasciò cadere la pentola a pressione sull'altro aereo, che scoppiò come una bomba e distrusse tutti i nemici. La hostess coraggiosa fu acclamata da tutto l'equipaggio. Naturalmente la storia era infarcita da parole e versacci che facevano ridere molto le mie bambine. Se la ricordano ancora. Tutto questo ebbe come conseguenza il fatto che, quando erano poco più grandi, io continuavo a dire parolacce innocue e loro mi guardavano male e mi dicevano di star zitta, cosa che avrei dovuto fare io.
 E'così che funziona, se non è vietato , non è tanto divertente dire parolacce e anche l'Ombra, dentro di noi, non si diverte più.

4 commenti:

  1. Quando ero piccola pensavo che "piede" fosse una parolaccia e mi divertivo a dirla di nascosto dalle mie sorelle.
    Ho fatto credere la stessa cosa a mio nipote di due anni e spero che provi lo stesso divertimento che provavo io.
    Un saluto dall'altra parte del mondo

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  2. Cara Grazia , dovresti almeno provarci a fare quella che , come nei viaggi di un tempo, è lontanissima e irraggiungibile . Invece eccoti qua anche se sei in "culo " al mondo : ho ridetto una parolaccia !

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  3. Ho trovato divertentissima la storia dell'aereo a fagioli. Forse da piccola non l'avrei apprezzata quanto adesso, però (sono stata una bambina anomala). Mi ha fatto molta tenerezza ciò che hai raccontato sul libro dei mostri, la paura delle tue bambine, il tuo sentirti in colpa per aver offerto loro non un allegro esorcismo ai loro timori, ma nuovo materiale su cui costruirne. Credo davvero che fare esperienza della paura sia necessario per un bambino: affrontare l'ombra è inevitabile; impedirglielo cercando di preservarlo è impossibile, oltre che dannoso - secondo me. Il problema è che c'è bisogno del sostegno e della presenza affettuosa e discreta degli adulti in quel delicato passaggio che è l'incontro con l'oscurità.
    Saluti affettuosi

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  4. Ma dai, non pensavo ci fosse qualcun altro che conoscesse Emma Perodi con le sue Favole della Nonna. Ne avevo un libro da piccola, un librone con una copertina in canapa rossa. Già le illustrazioni mi terrorizzavano. Un po' di anni fa l'ho cercato rompendo le scatole a tutta la famiglia per sapere che fine aveva fatto e alla fine l'ho ritrovato. Anche se mi spaventava me n'è rimasto un ricordo indelebile e, oggi lo so, molto positivo perché mi avvicinava alle ombre con la mente lasciandomi però illesa e senza ferite.

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