domenica 31 luglio 2011

Considerazioni sul giardino d'estate .

In uno dei primi post di questo blog avevo detto come , alla fine , il giardino , che è vivo, sia influenzato principalmente da due variabili , umidità e temperaura . Si sa tutti, quando fa molto freddo tutto si ferma e da noi c'è addirittura una naturale programmazione genetica delle piante che permette loro di seguire il ciclo di calore stagionale, mentre le piante che provengono dalle zone calde non sono programmate, possono vegetare , fiorire e produrre frutti tutto l'anno, se ci sono , appunto, temperatura e umidità adatte. Un giardino sostenibile, penso io, segue i ritmi stagionali , così l'ho fatto io , che d'inverno dorme e in estate non è verde per forza . Per una specie di etica ecologica non annaffio il prato , lo lascio ingiallire quando fa troppo caldo . Annaffio sì, ma per far sopravvivere le piante, per non perderle, e per avere il giardino a posto quando, a fine estate , la temperatura e l'umidità tornano sui valori che consentono la vita rigogliosa e piena. Tutto questo per dire che, quest'anno 2011 , mi ha fatto un regalo con questo lungo periodo fresco e bagnato . Non tanto bagnato , qui non è piovuto esageratamente , ma il giardino, che appariva già brullo e stento, si è ripreso e rigonfiato, "ricucito" è la parola che uso , quando la vegetazione riempie i vuoti ed appare turgida e felice. Non solo il mio piccolo spazio, ma tutto il mondo intorno appare felice, i boschi sono verdi e morbidi , verde chiaro l'erba che spunta fra le stoppie dei campi mietuti. 

Così posso mostrarvi delle immagini , dal giardino sostenibile di Vitamina, che in altre estati non sono possibili. Nella parte che in passato era destinata all'orto ed ora è giardino , quest'anno ho fatto un giardino estivo vero e proprio, non tutto è andato come doveva, alcune piante , le tagetes e le cosmee sulfuree , non si son trovate bene , mentre gli amaranti e le altre cosmee hanno vegetato riempiendo i buchi, quindi c'è una prevalenza di colori malva e magenta , un pò malinconici, per fortuna che ci sono le dalie arancio e  giallo acido che portano allegria. Un giardino non è bello tutto l'anno , qualcuno crea delle zone che sono bellissime in periodi definiti , come dei giardini stagionali, una zona bella a primavera , una zona bella d'autunno ( Astri settembrini, anemoni , dalie , per esempio) una zona bella in piena estate  (soprattutto fiori annuali , zinnnie, cosmee , coreopsis, gaillardie , gigli ) . Così ho tentato io quest'anno . Un'ultima considerazione , mi accorgo di essere sempre più in sintonia con questo "Campardino" o "Giardampo" come dice Loretta del Roseto in Via Cerreto  , nel senso che è un giardino casalingo, autoprodotto, con il minimo di teconologia possibile.
Quando lui si riprende anche io mi sento più felice. Vedere il mito di Proserpina , di cui dovrò parlare prima o poi .
Qui si vede il fiore di una pianta di mais ornamentale , graziose spighe di chicchi multicolori, che vedremo a fine stagione .
Lascio sempre in giro zappe e vanga, scusate il disordine .
Colori al neon di verbena e geranio.

venerdì 29 luglio 2011

Dal giardino di Vitamina : fiori di fine luglio .

Rudbeckia laciniata.
Alcune foto dal giardino di fine luglio . Ora fa fresco, ma ha fatto molto caldo , d'altra parte è estate piena . anche se in questo momento non sembra per niente. In queste notti il termometro è andato sugli 11 gradi. Bho! Non sarà vera questa storia del riscaldamento globale? Tutta una bufala, come nel libro Solar?  Ma no , rilassatevi, è davvero una catastrofe. (risatona!) Intanto le mie amiche sarde , Delia e Tiziana , o qualche altro volentoroso, forse Valeria? (Il posto delle margherite) sarebbero tanto gentili da identificare questa pianta delle mongolfiere, che fa dei fiorellini piccini e delicati tipo un'eufrasia? Grazie. 
Questo anemone del Giappone viene dal vivaio della Valeria "Il posto delle margherite " di Lucca.
La seconda fioritura della Alstroemeria dopo la pioggia.
Potete vedere le foto di una varietà di rudbeckia perenne che mi ha dato la Maxi , che quest'anno, visto l'ultimo periodo fresco , fiorisce proprio bene . Le chiamo "le margherite con i capelli indietro". Mentre forse il loro nome serio è Rudbeckia Laciniata . Come vedete un piccolo anemone Japonica rosa ha cominciato, presto!, la sua esibizione, ma se torna il gran caldo sarà danneggiato .

Pianta delle mongolfiere.
Le palline blu di echinops ritro .
Uva Regina dei vigneti.
Amaranto.
Tenere cosmee.

domenica 24 luglio 2011

GEOGRAFIA AFFETTIVA.

La diga di Montedoglio.
La Valtiberina e in fondo  il Monte Nerone.



Io e la Holly.


Mio marito è in ferie e sabato pomeriggio siamo andati a fare un giro a Poti. Poti è il "Monte di Arezzo". Arezzo è in una grande valle, circondata da monti e colline, ma il più vicino alla città è Poti, che raggiunge i 1000 metri di altitudine.
Tutti gli aretini vanno a Poti, è un luogo molto "praticato", per far tante cose, anche per appiccare incendi in estate, per esempio. Ora non più, sembra che la disgraziata abitudine di far queste cose sia limitata alle cicche gettate dal finestrino, infatti capita piuttosto di vedere zone bruciata ai margini delle strade.
Gli aretini vanno a Poti anche per fare cose salutari, come camminare e salire in bicicletta, per mangiare nelle piazzole attrezzate, per prendere il fresco.

Gli aretini sono affezionati al Monte di Poti e anche noi, che ora abitiamo lontano. Era un pò che mi era presa la nostalgia di tornarci ed ora che abbiamo finalmente messo un separatore che costringe la Holly nello spazio grande e arieggiato del portabagagli, siamo partiti con lei. Al valico dello Scopetone ( Scopetone, posto delle scope, o eriche, piante della brughiera con cui si fabbricano le scope da tempi antichissimi, i latini le chiamavano "calluna"), mi è tornato in mente un giorno che nevicava, quando avevo circa otto anni, e la mamma ci portò lì, allo Scopetone, per giocare con la neve. Ci si portò anche la tata, la donna di servizio, che allora viveva con noi ed era una specie di vicemamma, e il gatto Carota, per fargli vedere la neve. Carota però era spaventatissimo e mi graffiò il naso. Tutto questo potrebbe essere solo una fantasia, per quanto è lontano nel tempo, senonché ho sul naso una leggera cicatrice che me lo ricorda.


Eringio.

La Carlina!
Salendo per il Monte con Mauro abbiamo cominciato ad indicare i vari posti dove venivamo insieme a camminare - Ti ricordi ? Si passava di là e si faceva il giro della collina ..Qui ci trovai un sacco pieno di porcini ...- Cammina cammina, sempre in macchina, siamo arrivati davanti alla chiesina di San Severo, ci siamo venuti da poco a cena dai nostri amici, e poi ho scritto il post sui lupi, ma ci venivo anche da bambina, e rivedo il babbo sorridente, col cappotto, che, nell'aria invernale, scende dall'auto, e delle persone che abitavano lì, ma erano della provincia di Benevento, ed erano venuti anche allora per un'ondata di migrazione causata da uno dei tanti terremoti, neanche tanto grosso, che  aveva distrutto la  loro casa. Parlavano italiano come gli emigrati ora, non si capiva niente, ma si capivano benissimo i sorrisi, che non si spegnevano mai sui loro visi.Che bella domenica. Chissà dove sono finiti.







Siamo saliti un altro pò e invece la grande struttura dei religiosi è ancora attiva e fuori, su un prato secco e ingiallito, ma fresco per il vento che viene dalla valle, c'erano bambini e adulti a giocare, con un prete in mezzo a loro.  In cima gli orrendi ripetitori, delle radio, delle televisioni, che infestano la vetta del monte.
Noi siamo andati più in là, ancora ci sono le radure assolate, abitate da erbe dure e forti e battute estate e inverno dal vento. La Holly è scesa, curiosa, con la voglia di esplorare, ma una moto da cross è arrivata rumoreggiando, e c'erano delle auto ferme, quindi gente, non l'ho liberata dal guinzaglio, non subito, abbiamo camminato insieme, è utile camminare al guinzaglio, a casa è sempre libera, ma si annoia. Il guinzaglio, invece, diventa quasi uno strumento di libertà, per assurdo, in un mondo sempre più pieno di cani e di umani che hanno voglia di litigare. Il guinzaglio e la pratica di camminare vicino a me e al mio passo, con una certa tranquillità, sono l'unico sistema per vedere il mondo fuori del recinto di casa.

In cima a Poti è tutto molto abbandonato, le strade sono fatte dalle ruspe per la raccolta della legna e il passaggio di mezzi per gli incendi, mentre una volta erano sentieri fatti dagli uomini, con le falci e le roncole. La vegetazione è di piante chiamate pioniere, quelle che arrivano per prime e permettono al bosco di insediarsi, ma in  realtà sono le più ignoranti e spinose create dal Padreterno, rovi, prugnoli e biancospini. Crescono fitte e impraticabili. Mi sono accorta di esser diventata ancora più fifona con la Holly, non solo ho timore degli umani, di cui ho avuto sgradevole esperienza in passato, ma ieri mi immaginavo incontri ravvicinati con le vipere, abitanti naturali di questi territori montani, e non l'ho lasciata allontanare. Mi sono accorta di quanto sono cambiata. A terra , in questa giornata secca e ventilata di metà estate, ho trovato comunque dei fiori. 
Eringio blu, meraviglioso. Non te l'aspetti quel blu, sembra che sia passato un imbianchino con la pennellessa  e abbia bagnato la pianta con l'anilina azzurra: La pianta, lo vedete dalle foto, è secca  e dura, spinosa e offensiva, ma si colora tutta per attirare gli impollinatori, regalando quel colore di cielo ai prati rinsecchiti. 
Poi ho trovato una Carlina! Viene definita rara, eppure l'ho trovata sul camminamento, una pista da motocross. Ma più bello di tutto è il panorama: verso ovest c'è Arezzo, ma la conosciamo bene e le abbiamo voltato volentieri le spalle. Verso nord i monti, e lontano e alto, il Pratomagno. Verso est la Valtiberina, disegnata, bella, con molte montagne sul fondo, alcune gialle e pelate, fra cui, alto intorno ai 2000 metri, il Monte Nerone. Laggiù c'è San Giustino, per noi rappresenta il futuro, ci vive la famiglia del ragazzo di una delle nostre figlie, a cui subito ci siamo affezionati, a lui e alla famiglia , e abbiamo cercato il paese con lo sguardo, tentando di immaginare quale di quei paesini poteva essere . Più in là, sulla destra, sorprendente, lo specchio d'acqua della diga di Montedoglio, che forma un grande lago azzurro. Non c'era ancora le ultime volte che siamo venuti quassù. A sud i monti e in mezzo il paesino di Palazzo del Pero, ora violato dalla superstrada che ne ha sconvolto la geografia campagnola, ed era stato il posto di molti miei giorni felici di bambina, dove abitavano le cugine della mamma e le mie cugine Patrizia e Mariella e la mia amica Lalla. Più oltre il Molinnuovo, dove stavano i parenti della mia nonna materna, in un punto dove la Val Cerfone diventa stretta e selvaggia. Oltre ancora Le Ville e Monterchi, dove sta la Madonna del Parto.

Non finivo mai di guardare, e mentre camminavo con la Holly vicina, ormai calma e un pò stanca, pensavo a tutti i cani che mi avevano seguito in quella ed altre passeggiate, e li riunivo con affetto immenso in un abbraccio, che i cani non gradiscono, ma che sopportano con pazienza, perché capiscono che è il modo nostro, degli umani, di manifestare l'amore nei loro confronti. Camminando pensavo anche come è cambiato negli anni il mio modo di osservare il mondo, come ora mi interessa questa geografia dove ogni luogo è anche una persona, un ricordo, un sentimento. Una geografia affettiva.

venerdì 22 luglio 2011

Magari vi sfugge, venite a leggervi questo post . Sono terrorizzata dalla riforma costituzionale che il disonorevole Berlusconi vuol fare , con l'attribuzione di maggiori poteri a se stesso .

giovedì 21 luglio 2011

Menopausa: tirar le fila.

Conclusioni personali . Ho molto apprezzato il contributo di Giusy alle mie elucubrazioni , contributo vero e proprio in quanto esposizione pacata e rasserenante del periodo che le donne si trovano a vivere quando finisce l'età fertile. Apprezzo soprattutto il tentativo di darmi un aiuto, anche se sapevo  già tutte quelle cose . Giusy, non è una critica, solo che lo dici tu stessa che sei ancora lontana da questa fase della vita , grazie, giovane amica!
E' diverso, come sempre, sapere e vivere . Ricordo quando ebbi la prima mestruazione, ero abbastanza piccola, una bambina in un corpo tanto cresciuto, e la mamma mi aveva spiegato con garbo cosa sarebbe successo. Quando arrivò il momento piansi tanto, non ricordavo più nulla, ero spaventata e convinta che sarebbe accaduto, tutto quello , una volta sola all'anno. Starci in mezzo , alle turbolenze , e reagire , è una cosa molto legata a quello che siamo , ognuna di noi . Pensa che alcune delle mie amiche sono medici , che ne dici, sapranno di che si tratta? In teoria ciascuna di loro è  in grado di fare un'accurata trattazione , in pratica, sono abbastanza travolte anche loro . Spero invece di aver espresso efficacemente i turbamenti , mi piace, quando ho turbamenti, parlarne, sennò, se devo fare quella informata , che non si scompone mai, questo blog non mi serve a niente. Far finta di restare salda e tentare di impormi una serenità e una saggezza che non ho , o addirittura fingerla,  è una forzatura per me, la saggezza devo guadagnarmela passando in mezzo ad un pò di dolore, che arriva da solo, non lo cerco per forza , e dopo divento un pochino più saggia , ma sempre un pò matta. Grazie.

martedì 19 luglio 2011

Uomini

Menopausa e andropausa : in questo siamo proprio diversi, femmine e maschi , nelle cose che riguardano il sesso, io non ho mai capito bene come funziona la cosa per gli uomini , ho avuto la possibilità di gettare qualche occhiata , ma siccome siamo fisicamente diversi credo che sia difficile immaginarselo. Così è difficile che un uomo capisca cosa accade ad una donna nella menopausa . Gli ormoni governano le nostre vite . Quando siamo piccole  viviamo fasi tempestose nel periodo del Menarca, parola magica che indica la prima mestruazione. Siamo piccole e subiamo il cambiamento, non abbiamo parole per raccontarlo e anche allora, per quanto preparate, il primo sangue ci fa paura, sembra una ferita o una malattia, e comunque ci separa definitivamente dai giochi , dall'infanzia , dai sogni e dalla magia . Non per niente qualcuno ha avuto bisogno di inventare Peter Pan , il bambino che non vuole crescere, e Wendy, più saggia e arrendevole alle leggi della vita. Quella è una storia piena di simboli che molti si trovano a vivere, quando crescono, e dopo, leggendola, si sentono catturati - certo-pensano- questo è capitato anche  a me. Poi c'è la lunga fase dell'adolescenza, con altre mutazioni indotte dagli ormoni, forti innamoramenti , ognuno dei quali può portarti fuori strada ed essere quello sbagliato. Quello giusto, poi, è davvero così dall'inizio, o è la volontà e l'impegno a costruirlo negli anni che lo fa diventare l'amore della vita? Alla fine, dopo i figli, dopo la lotta del vivere, arriva l'ultimo cambiamento. Lo sai che arriverà, ma non ci pensi, ne hai affrontate tante di cose, sarà solo un passo in più, vedo le mie amiche, hanno dedicato poco tempo a se stesse e molto agli altri, famiglia, genitori, fratelli, figli, marito, lavoro, si sono spese generosamente. Quando arriva l'ultimo cambiamento ti spiazza ugualmente, viene da dentro di te, si spengono alcune luci, si chiudono in modo definitivo dei canali, e si cambia di nuovo. Siamo grandi ed esperte, ora che avviene, e in grado di governarlo, ma non significa che sia facile. Non so come sia negli uomini, intanto gli uomini non ne parlano, noi sì. Queste cose non puoi osservarle dal di fuori, come succede se per esempio ti rompi una gamba, sei scioccata, ma recuperi, il cervello è capace di tenere a bada il dolore e la guarigione, dopo un iniziale sbandamento. Ma qui il cervello è coinvolto, sembra ti cambi l'anima, cambiano i sentimenti e il coinvolgimento nelle relazioni e ti accorgi, desolata, che puoi far poco per controllare questo, che sono questi famosi ormoni a comandare. Ti chiedi: ma allora se tolgo gli ormoni, spariscono le mie relazioni, i miei affetti, la mia vita si impoverisce, alla fine anch'io sparisco? Tutto questo racconto è per Franz , che ha la sensibilità per capire e forse può meglio entrare, leggendo, nella testa di una donna della sua età.
Sai Franz , sono stata, giorni fa , a Bologna, per conoscere e stare insieme ad un'altra blogger con cui abbiamo fatto amicizia. Eravamo nel pieno dell'ultima bolla africana. Dedicavo la giornata a lei, ma aspettandola alla stazione, non ho potuto fare a meno di guardare tutti i taxi per vedere se riuscivo a riconoscerti, anche se forse non è la tua zona di lavoro.

AL MARE!

Loretta del Roseto in via Cerreto mi aveva augurato di fare una vacanzina. Ma l'ho già fatta, senza dir niente a nessuno!! Due giorni al mare, qui da noi, in Toscana, a Castiglion della Pescaia, dalla mia amica Paola, blogger anche lei. Per me è stata una gran cosa per parecchi motivi, il primo, la compagnia. Due giorni con due amiche della scuola, ma dire così è dire niente, due amiche con cui non ci siamo mai lasciate, nonostante la lontananza fisica di lunghi periodi, dai tempi del liceo e da prima ancora. Altre persone, meravigliate, dicono: ma come, vi vedete ancora? Che fortuna!
Eh già, che fortuna, sono stati due giorni in cui si poteva toccare con mano questa fortuna, di esserci, di godere della propria  compagnia, con una ragazzina, figlia della Paola, che vivacizzava la cosa e con una signora ormai anziana, la mamma della Paola, che ci accoglie sempre con una pazienza e un affetto che sono rari, difficile trovare una donna in età avanzata, reduce da una caduta, che si lasci invadere la casa. 
E poi il mare. Non me lo ricordavo più l'odore del mare, il suo colore cangiante in strisce azzurre, verdi, perfino marrone, fino al blu oltremare (appunto!) dell'orizzonte.
L'odore ha richiamato dal passato una felicità immediata e fisica che mi ha fatto sorridere. Così funziona, che un odore si traduce in ricordo, il ricordo è chimica, la chimica del corpo ti cambia quello che è in circolo, una certa sonnolenza che diventa in pochi secondi la felicità di quando eri più giovane davanti al mare, come ora. Attratte irresistibilmente, si va a mettere i piedi nell'acqua di mare .Abbiamo fatto dei bagni lunghi e agitati, per il mare mosso e per noi che abbiamo giocato con i cavalloni più di come avremmo fatto tanti anni fa. Il mare ci ha spogliato, costringendoci a rimettere a posto il costume ad ogni passaggio di cavallone. Poi la R. mi ha ricordato una vecchia barzelletta che parla della cacca e mi è venuto da ridere, anche lei rideva, così tanto che non è riuscita a segnalarmi per bene che alle mie spalle stava arrivando un grosso cavallone, di quelli potenti con tanta schiuma sopra, e mi ha fatto solo segno con la mano perché rideva troppo, io sono stata sommersa e l'acqua mi ha portato via gli occhiali. Faccio il bagno con gli occhiali ? Sì, lo faccio. E' che sono piuttosto talpa e mi sento insicura senza. Mi ha preso davvero paura, loro non capivano travolte dall'acqua, ridevano, ma io mi ero già vista salire sull'autobus di ritorno a casa con gli occhiali da lettura, molto bassi di gradazione, praticamente cieca. Ho gridato che mi aiutassero a cercare, ho messo le mani sott'acqua, ma disperavo di trovarli , per la violenza del mare, chissà dove erano finiti, invece, trac, li ho tirati su. Un miracolo! Sarà che, dicono gli astrologi, c'è Giove nel Toro? Pianeta della fortuna e tutto il resto ...

Prendete tre donne con famiglia intorno ai 55 anni e mettetele insieme. Lasciatele un pochino a crogiolare ed ecco un numero imprecisato di racconti, pezzettini di storie, uscir fuori, con un tema primario, quello che stiamo vivendo ora, la MENOPAUSA. Direte che sono fissata , ma non è così . A me è successo prima e ho fatto finta di niente . Potevo permettermi di pensare a questo periodo della vita in modo non naturale, io che ho avuto per tanti anni un negozio bio ? Mai e poi mai, Franz !  E così sono andata in avanscoperta per prima , in questo territorio sconosciuto, senza armi chimiche , senza "correzioni" .Ora sono arrivate anche le mie amiche, si guardano intorno spaesate in questo nuovo panorama di se stesse, che le impaurisce un pò , intimorisce , leggermente, anche  loro.

Per rispondere proprio al commento di Franz , che mi richiama ad una visione naturale , è proprio la strada che ho scelto e così le mie amiche, ma i cambiamenti che stiamo affrontando sono tanti e riguardano la chimica del corpo . Certo , le donne l'hanno sempre vissuta questa fase, senza aiuti , ma alla nostra età di ora erano curve e sdentate, con i corpi ormai informi e un'aspettativa di vita di pochi anni davanti a sé. Per noi è diverso, siamo come le quarantenni di qualche anno fa e i primi acciacchi sono dovuti proprio ai cali ormonali e portano con sé osteoporosi , cartilagini che si assottigliano, tachicardie , caldane ..l'ho già detto vero ? Nonostante sia stata sempre convinta della necessità di un approccio naturale è la prima volta che vacillo . Si vedrà, vacillando, da che parte mi capiterà di cadere .

giovedì 14 luglio 2011

MENOPAUSA.

C'è questa professoressa Alessandra Graziottin, che è un geniaccio. E' una ginecologa di Milano, città che acquista altri punti, per aver dato i natali a questa signora attivissima, intelligente, che diffonde informazioni sulla vita, la psiche e la salute di noi donne, e ha creato una fondazione per combattere il dolore femminile. C'è tanto dolore dato per scontato nella vita delle donne, compreso nel fatto che sei nata con la passerina e non col pisello. Dolore mestruale, dolori del parto, i primi ci accompagnano per tanto tempo della vita, gli altri per un periodo breve, ma sono tremendi. La prof Graziottin, che fa la ginecologa, conosce  molti altri dolori femminili, con cui ha a che fare, e ha cercato delle soluzioni.

Io, che sono avanti nell'età, mi interesso a quello che dice sulla condizione della donna in menopausa. Ci si arriva, alla menopausa, non tanto consapevoli. Da un pezzo ho smesso di leggere i giornali femminili, da quando avevo 25 anni circa, mi hanno nauseato, col loro approccio standard, che negli anni è diventato sempre più aggressivo. Tanti anni fa, quando ero ragazzina, c'erano servizi di moda, con delle  belle ragazze, un pò algide, che indossavano abiti bellissimi di cui si vedevano i particolari del modello, i colori, il tessuto. Ora i servizi di moda sembrano tratti, a volte, da un film dell'orrore: ragazze cadaveriche, non più solo fredde, con un trucco pesante che cerchia gli occhi, magrissime, spettinate, sedute a gambe larghe, come  puttane dissolute, e degli abiti che indossano non si vede niente o quasi. In questi giornali alla moda, e si vede che la moda è "vita in sanatorio", si trovano contraddittori servizi sulla menopausa come sulle altre età della vita, che deve essere presa a morsi, sbranata, aggredita, dalle donne. Si consigliano interventi di chirurgia estetica ed uso di ormoni e la volta dopo terapie "naturali".
Come si dice? Tutto e il suo contrario.  Non mi ci trovo, non è roba mia, preferisco Gardenia una volta al mese, qualche giornale, Internet dove scelgo quello in cui mi riconosco di più e tanti libri.

Con la menopausa finisce l'Età Fertile. Una conoscente disse : "Mia madre è felice, così può avere rapporti con mio padre senza più prendere precauzioni!" Boh!
Io pensai che era un passaggio della vita, una cosa naturale, lasciamo che avvenga senza pensarci, senza dargli troppa importanza. Ignoriamola. Ma è lei che non ignora te.

La realtà è che si insinua l'idea che non sei più buona a granché, se non sei più fertile. Un'idea irrazionale, che ti entra come un ladro nella testa e si annida. Poi, davvero, non ti va più tanto di avere rapporti sessuali, quasi per niente. Magari anche prima non eri un fulmine e ora dimentichi perfino come si fa, tuo marito te lo chiede e te sei come prima di provarci, prima delle prime volte, imbarazzata e chiusa.Ti senti sola, e ti fa male, ti fa  parecchio soffrire questa condizione nuova, che non ha speranze di cambiare, perché legata all'età , al trascorrere del tempo .

 Poi fa male, perché questi cavolo di ormoni sono preposti anche alla lubrificazione del canale vaginale. Non fai  più sogni erotici, neanche di rimbalzo. Cominciano le caldane, che ti rendono ridicola, c'è chi diventa rossa come un pomodoro, chi si ritrova sudata fradicia e si vergogna, chi sente il bisogno di spogliarsi per eliminare il senso improvviso di calore (questa sono io , e mio marito insiste a dire che è una cosa tutta psicologica). Succede anche quando dormi, e allora o ti svegli oppure dormi agitata, scalci e ti liberi delle coperte, e dopo senti freddo. Dormi male e i normali meccanismi di recupero del sonno non funzionano più, sei più stanca e il cervello, che non ha riposato abbastanza, dimentica delle cose, ti sfuggono alcune parole, ce le hai sulla punta della lingua, ma non escono fuori.

Ti decalcifichi. Comincia l'osteoporosi. Dicono che basta stare al sole, fare lavoro fisico e bere latte. Non è vero, c'è chi fa tutte queste cose e ha lo stesso l'osteoporosi. C' è anche chi dice che il latte fa male, che il calcio del latte non si assimila. In ogni modo cominciano a farti male le articolazioni. Ingrassi, uno, due e poi 10 kg, non riesci più a liberartene, si piazzano molto intorno alla pancia. Incontrai un mio cugino che aveva sempre avuto con la moglie un rapporto d'intesa, lei, tardi, intorno ai sessant'anni era andata in menopausa, lui mi disse deluso :"E' invecchiata tutto d'un colpo .." Non funzionava più quel complesso di cose di cui evidentemente la sessualità era il centro. Allora che fai ? Quelle che hanno vissuto sempre più di "testa", in questo caso sono più fortunate, danno meno importanza agli aspetti fisici, ma una maggiore solitudine, un'allontanamento dal marito o dal partner sono quasi inevitabili. Fai ginnastica, se puoi, cerchi di curarti un pochino di più, ma non puoi passare le giornate a far quello, tristissimo! Le cose prendono un'altra piega. Fa rabbia che nella nostra vita siano gli ORMONI a comandare, invisibili padroni delle emozioni e alla fine del corpo e della salute. Possibile che con la nostra intelligenza non si possa contrastare questa cosa?

Stamani in auto ascoltavo la Nicoletta Carbone , su Radio 24 , "Essere e benessere", classica trasmissione carina sulla salute, resa carina da questa garbata signora, la Nicoletta Carbone, educata, gentile, brillante, vecchio stile quanto queste cose  e molto aggiornata nelle informazioni. E chi c'era da lei? Ma la prof. Graziottin, il mio guru, che parlava degli odori. Ricordate la storia delle Madeleines di Proust, che una volta messe in bocca gli rievocarono una situazione del passato con realtà e immediatezza assolute? Abbiamo scoperto, diceva la Prof,  che gli odori rievocano le situazioni per un meccanismo neurologico, meglio di una foto o delle parole. E zac è passata agli odori del corpo, ai feromoni, che nella donna in menopausa diminuiscono fino al 38 %, come faranno a calcolarlo, così preciso, ma non c'è bisogno del pallottoliere, stamani, dal carrozziere, a me mi ha dato la mano e mi ha salutato con gentilezza, è arrivata una donna più giovane e le ha detto che vedere una bella donna fa sempre piacere. Io sono esclusa ormai dalla categoria. Eppure non sarei da buttar via. Feromoni, messaggi ormonali, non li percepiamo coscientemente, ma li percepiamo eccome. La Prof. Graziottin spiegava rapida ed efficacissima cosa accade, che il marito annusa inconsapevole, ma soggetto anche lui alle regole ormonali e non riconosce più la sua compagna, la trova invecchiata e diversa. Diceva che con una piccola correzione ormonale si torna alla normalità, al desiderio sessuale, ad una maggiore efficienza fisica, ad un peso adeguato, eccetera.

Non so. Non so se io che sono in menopausa da un bel pò potrei approfittare di questo, se rischio qualcosa per la salute o guadagno soltanto. Certo che la pulce nell'orecchio me l'ha messa. Mi chiedo delle cose: se è quella voglia di fermare il tempo (ricordate il film "La morte ti fa bella"?) di trovare l'acqua dell'eterna giovinezza che sempre le fiabe ci hanno raccontato, e che va contro natura. Oppure è un  diritto porsi almeno le domande, in fondo noi siamo le prime generazioni con un'aspettativa di vita abbastanza lunga, ma non si è allungata la giovinezza, si è allungata la parte finale. Scusatemi per l'argomento, ma sono sicura che serve parlare di queste cose, abbiamo tutte pudore e un pò di vergogna a riconoscere certe situazioni e debolezze, poi la donna non più fertile diventa ridicola, oggetto di scherno. Invece credo che noi vogliamo soltanto continuare a vivere non menomate, anche perché non moriamo domani, non siamo vecchie, e la vita che ci aspetta vorremmo viverla bene e far vivere bene anche chi ci è vicino. Parliamone, pensiamoci, e che Mariolino non si azzardi a fare quell'ironia che mi farebbe ridere molto, ma anche un pò arrabbiare, in questo caso .. lui ha capito benissimo.

Come mi piacerebbe andare in vacanza!

Quando comincia questo caldo così...non saprei come dire, solo che stamani, dopo aver lavorato in giardino due ore e mezzo, colavo da tutte le parti tanta acqua e altri componenti sgradevoli che perfino le zanzare tigri avevano rinunciato a pungermi. Strano a dirsi, quando comincia questo caldo assurdo (per me, per le mie esigenze personali) non ho più voglia neanche di tenere il giardino, il che è tutto dire, e lascerei andare ogni cosa. Mi tiene al pezzo l'autodisciplina, so bene che se non tengo duro ora, alla fine dell'estate non avrò più un giardino e non potrò godermi l'autunno, che poi è bellissimo.

Lo dico sempre con le mie amiche, per me, per questo giardino, per la sua posizione assolata,  l'arrivo del primo caldo forte è il momento di mettere il paraocchi come ad un cavallo riottoso e arrivare, senza guardare dai lati, ma solo in avanti, alla fine del caldo. Ancora tanto tempo, praticamente è appena iniziato, e deve ancora "entrare il Solleone", come dicevano i contadini, cosa che avviene quando il Sole entra nel segno del Leone e dura all'incirca dal 20 luglio al 20 agosto. Che c'è da fare ? Innaffiare, per forza, tutti i giorni o quasi, e pulire dal secco che continuamente si forma. Ripulire i bordi con la vanga, perché è il periodo che la gramigna, subdola erba , infila sotto i suoi stoloni e comincia a insediarsi in mezzo alle piante coltivate.  Io lavorando butto tutto sul similprato mezzo secco, poi passo col tagliaerba che uso come tritatutto/aspirapolvere e alla fine sono sporca come un bastone da pollaio, perché la macchina mi polverizza addosso terra e residui di erba secca che mi si incollano addosso sul sudore. Dopo sono verniciata di sudicio. Una soddisfazione.

Mentre rimetto in forma le santoline,( che se non le tieni  a bada diventano sciatte e bruttissime, invece io faccio delle grosse palle che si intersecano), le zanzare si accaniscono . Maledette zanzare tigri, ci vuole un autocontrollo incredibile a star fuori, ai primi pizzichi scapperesti in casa . Dopo un pò si stufano, oppure, come dicevo, mando fuori col sudore roba troppo sgradevole anche per loro. Le punture diventano saltuarie. Il giardino non è più così bello, diventa di un verde grigio, colore che assume per difendersi dalla luce, e i fiori, anche se numerosi, durano pochissimo sotto la violenza dei raggi solari . Ecco perché ci vuole il paraocchi .

 Come mi piacerebbe andare in vacanza ! Però non sulla riviera romagnola, tassativamente .Non trovo niente di bello nello stare su una distesa sabbiosa fitta di ombrelloni e persone svestite, asciugamani, odori di pelle umana riscaldata tutti diversi, musiche che non ho deciso di ascoltare e sono ipnotiche e brutte e pagare per farlo . Capisco che c'è una maggioranza della popolazione che ama molto la riviera.

L'ultima volta che ci sono stata, tantissimi anni fa, un giorno, riflettendo sugli orari precisi, colazione spiaggia pranzo sonnellino rispiaggia cena uscita con gelato sonno, ho avuto la visione di un immenso allevamento di animali, noi umani, con orari, mangime, e tubi sotterranei che si portano via le deiezioni, allora le portavano in mare. Altro che vacanza, un incubo. C'è chi si diverte sulla riviera romagnola, gente più socievole di me. Io socializzo, ma ho bisogno di un pò di calma, un posto non troppo affollato, un rumore di fondo contenuto che mi consenta di sentire le altre persone che parlano .... Comunque Mauro è in vacanza dal 20, se ci arriva, al 20, visti i ritmi di lavoro a cui è sottoposto. Lavora  a Firenze e sta via ogni giorno 12 o 13 ore . Ha già messo in programma di fare, nelle vacanze, un pò di cose all'auto, revisioni, cambio gomme, e altre robe del genere . Ma spero che c'entri di andare a fare un bagno alle terme, anche se la prospettiva dell'acqua calda non mi attira, e un giro alle grotte del Monte Cucco (Gubbio) . Mi ha descritto questo lungo giro sotterraneo come una meraviglia e mi ha fatto venire una voglia! Però ora ha cominciato a dire che non è così semplice, che sottoterra fa freddo. Come quando si voleva andare a Ginostra, tanti anni fa : sogna che ti sogna, cominciò anche allora a dire che c'è un vulcano attivo (é quello il bello) che se ci andava lui sarebbe esploso sicuro! Mio marito è un maschio con una psicologia che ha aspetti femminili, un intuitivo. Ma a volte non ci si ragiona, con questi aspetti intuitivi .

lunedì 11 luglio 2011

Antoinette's garden : al sole.




Cara Sari , è vero che il giardino ci somiglia, anzi il giardino siamo noi , timidi o estroversi, manipolatori o nostalgici, ah!, saper leggere il giardino come una mappa dell'anima!! 
Dicevo ieri a Mauro che dobbiamo curare di più la parte davanti al cancello , lo dicevo a lui per dirlo a me , perchè è strano che io la lasci sempre più abbandonata e curi molto la parte che possiamo vedere solo noi . E' proprio un'espressione della scarsa volontà di  comunicare con l'esterno. Paola , la prossima volta che vieni si va dall'Antoinette , a vedere la perfezione , apparentemente spontanea, ma sai che se ne sta alla televisione a vedere il maestro giardiniere Pagani su SKY? Impara un sacco di trucchi.

Ecco qua la zona al sole. Quest'anno lo potremmo chiamare il giardino delle gaillardie , questa meravigliose margherite bicolori di cui, modestamente , ho acchiappato l'effetto della luce delle 6 di sera , caldo e pieno di energia. Molto altro , gigli, penstemon , centranthus .. mille altre cose, lei è specializzata nelle tappezzanti piccolissime, che le piacciono molto.Credo che in questo giardino lei, africana e colorata, si esprima pienamente , nella parte luminosa piena di colori e allegra , e nell'altra ombrosa , acquatica e malinconica, che è anche questa una parte di lei .Questa donna di colore è la seconda donna africana con cui ho un rapporto più profondo, la prima fu una ragazza con cui lavorai in un ristorante . Antoinette vive qui e sembra non avere problemi di razzismo , ma qualcosa trapela , a volte. Per esempio quando andiamo a far la spesa la supermercato c'è un cassiere, davvero rozzo, che a me da del lei e a lei del tu . Lascio a voi il commento. Antoinette viene da un paese, la Costa d'Avorio, dove non ci sono stagioni. Noi siamo abituati ad assolutizzare , a dire per esempio che tutto il mondo celebra il solstizio d'estate , ma non è così , ci sono luoghi diversi sulla Terra, che non hanno stagioni, o ne hanno solo due .. L' Antoinette viene da un posto così. Mi ha detto una volta che però , nonostante il lungo inverno, le piace il risveglio del corpo e del giardino a primavera , ha imparato ad apprezzare questo ritmo terrestre del luogo dove è finita a vivere .

sabato 9 luglio 2011

Antoinette e il suo giardino: la zona ombrosa.

Il famoso laghetto/vasca da bagno : un'oasi di vita acquatica.
La padrona di casa che lavora alla sua creazione.


Quest'ordine perfettoper me è irraggiungibile.
Osservate la precisione dei bordi.
I colori delle ortensie sono così intensi anche nella realtà.

Antoinette abita qui da più di venticinque anni , in campagna, in una casa grande con giardino, strappato al bosco che la circonda, fatto di querce, lecci e pini , proprio intorno alla casa . Ci siamo conosciute solo 4 o 5 anni fa , non saprei dire,  ora per pensarci a fondo fa davvero troppo caldo, e poi ai fini del racconto non serve a niente . Ho già scritto di lei , un pò più giovane di me, 53 anni , laureata in lingue in Costa d'Avorio, sposata con un italiano l'ha seguito al suo ritorno in Italia . Qui non ha lavorato, se non saltuariamente, ma ha allevato due bei figlioli . Lo spazio intorno alla casa è stato semplicemente tenuto pulito e ornato con vasi di annuali per molti anni, poi, dopo l'incontro con la mia amica che non vuole essere nominata e con me, tutto è cambiato. Non ho le foto di prima, ho solo quelle di ora . La posizione di questo giardino è diversa da quella del mio, c'è molta ombra e qualche zona abbastanza umida. Cominciamo da questo e guardate come in pochi anni un'esile donnina nera ha saputo creare un giardino dal nulla .