sabato 28 aprile 2012

Carlo

Avere un maggiociondolo in giardino è come avere un tesoro .

Siamo venuti ad abitare qui nel 2000, alla fine dell'estate . Il nostro cane Chicco nacque nella primavera dello stesso anno e quando venimmo qui era un cucciolino  e viveva con la sua mamma, il suo babbo  e con la nonna, la Lilli . Passava di qui un signore con l'ape o a piedi, Carlo. In mezzo al bosco, oltrepassato il rio che tutti chiamano il "Buione", che segna il limite del nostro piccolo podere, aveva un pezzo di terreno ripido e terrazzato con muri alti e tenuti pulitissimi . Era soprattutto pulito e non tanto bello a vedersi, neanche un fiore o un qualche abbellimento .Il giardino e l'orto hanno sempre bisogno di ordine e si vede che, per Carlo, era già abbastanza aver un posto da mantenere, impedendo ai rovi e alle malerbe di coprirlo tutto. In questo terreno aveva degli olivi e l'orto. Carlo guidava l'ape e faceva tutti i lavori della campagna, sorrideva sempre passando davanti a casa nostra e salutava i cani, diversamente da altri che passano ingrugniti e guardano con diffidenza . Poi il Chicco negli anni è rimasto solo e quando passava Carlo non abbaiava più, segno che lo riconosceva e lo accettava . Carlo gli si rivolgeva gentilmente e gli parlava anche se non c'era nessuno di noi nelle vicinanze, perché il cane gli piaceva e lo apprezzava . A volte sentivo una voce gentile rivolgersi al cane, che ascoltava in silenzio battendo appena la coda, mi affacciavo ed era lui. Vedevo che teneva una mano ciondoloni , e quando prendemmo confidenza ci disse che qualche anno prima aveva avuto un ictus e era rimasto paralizzato, che poi aveva ripreso l'uso di quasi tutta la metà del corpo, meno il braccio; però, anche così, si arrangiava . Si arrangiava così tanto che un giorno, durante un temporale che fu quasi un'alluvione, cadde un pioppo altissimo a traverso sul Buione, e il pioppo era nostro, ma era caduto a traverso del rio e gli impediva di passare con l'ape. Gentilmente disse a Mauro che bisognava toglierlo di lì.


Schizostilis coccinea , completamente fuori stagione .


Mauro disse che non era capace, con la motosega, di lavorare con un tronco così grosso, Carlo disse che lo poteva fare lui , che aveva fatto il boscaiolo, da giovane, allora Mauro disse che poteva prendere tutta la legna, sollevato che non gli venisse chiesta una cosa in più, difficile da fare. Dopo un pò di giorni andammo a vedere e Carlo aveva fatto a pezzi , ordinatamente ammucchiati , il grosso tronco . Come facesse non so, con un braccio solo, aiutandosi con quell'altro che muoveva solo dalla spalla . Si prendeva, per fare queste cose, tutto il tempo che ci voleva e viveva , e lavorava senza ansia apparente e senza fretta.  Parlavamo quando passava a piedi, era sempre incoraggiante nei confronti dei nostri lavori di campagna, non tanto col giardino, che lo interessava poco, parlavamo con la rete di recinzione in mezzo, io appoggiata alla vanga, che è il mio attrezzo preferito, e nel corso di una di queste conversazioni mi raccontò con poche parole di una bambina, una figlia che gli era morta quando aveva tredici anni , di un tumore e di come avevano rischiato di diventare matti dal dolore, lui e la moglie , ma poi ce l'avevano fatta, avevano continuato a vivere.  Questo racconto breve, pieno di sofferenza ormai appassita ma sempre presente , me lo rese ancora più simpatico .



C'è un altro signore che passa di qui, e questo è un omino lamentoso, un pò come me nei giorni peggiori , sempre ipercritico, sempre qualcosa che non va , non che non abbia motivo, solo che fra lui e Carlo c'è proprio un abisso, due modi di vivere completamente diversi . Carlo viene dal Casentino, molto lontano da qui e ho notato spesso questa dolcezza nei Casentinesi. Mi sono accorta che Carlo non passa più . Mio marito dice che l'ape passa ancora, ma alla guida c'è qualcun altro. Ho chiesto al negozio di alimentari che è successo, loro sanno sempre tutto . Si è ammalato gravemente e sta facendo cure pesanti che gli provocano altra sofferenza. Mi fa male pensare che Carlo  non tornerà , un custode gentile e attento a cui non si può evitare di affezionarsi . In fondo, nonostante la forza e la volontà, ha più di 80 anni .

La malattia di Carlo mi ha fatto pensare al nostro futuro.
In questo periodo che c'è di rifare il pozzo e per tanto tempo non ha piovuto e non riesco a far che una minima parte dei lavori della campagna , mi sono chiesta tante volte se ha senso restare in questa casa o se, nella vita , si inseguono solo sogni, se ognuno sogna per conto suo e realizza, per un pò, sogni veri fatti di fiori e pergole coperte di rose , effimeri , che spariscono appena smetti di occupartene. Mio marito ha ipotizzato di andar via di qui, quando saremo più vecchi , non ora, che forse non si riuscirebbe nemmeno a vendere la casa . Io provo un grande dolore a questi discorsi , solo quando li faccio io li accetto, altrimenti penso che questo luogo sia davvero la casa della mia anima, che forse potrei trasferirla da un'altra parte, ma con grande fatica . Anche adattarmi qui, nonostante il posto mi piacesse tanto, fu faticoso, ora però è soprattutto mio il giardino e la terra, nei confronti dei quali sono una Custode incapace .  Piuttosto questo posto custodisce me e in qualche modo mi aiuta e mi protegge.  Chi si occupa di un giardino, è inutile nasconderselo, è quasi sempre una persona solitaria, che svolge in solitudine una gran quantità di lavori. Questo non vale per i ricchi, per chi si permette un giardiniere, ma allora non è le stesso, perché non è lui ad occuparsi della terra, ne gode solo i risultati, ma se non fa da solo gode molto meno, perché non conosce l'itinerario e il prezzo per realizzare le cose, e anche che alcune, alla fine, ti paiono gratuite, perché è il giardino a donartele, quasi gratis. Il legame col luogo non è più un legame economico, è un'altra cosa , più forte, più stretta, che ti avvince e fa parte di te così tanto che pensare di lasciare questo posto ti fa soffrire.




Sto andando verso i sessant'anni, molto in fretta, e il mondo cambia , in pensione si andrà tardissimo e cosa si potrà ancora godere o fare non si sa, quando saremo liberi dal lavoro .Poi ci sono le figlie e la devastata situazione economica, e i paesi turbolenti di là dal Mediterraneo.   Quando smetterò di occuparmi del mio giardino?  O forse  la morte arriverà prima che io mi accorga di non farcela più e di dover abbandonare tutto? Mi piacerebbe di più questa seconda eventualità , perché il giardino, da quando tantissimi anni fa cominciai ad occuparmene, in un altro posto, è stato sempre una grande risorsa per me, una cosa che mi ha aiutato a vivere. Ora, con la primavera, rinasce per l'ennesima volta e io rinasco con lui .

16 commenti:

  1. Confermo: avere un maggiociondolo in giardino è come avere un tesoro. Anch'io ne posseggo uno e lo considero così!
    Roberta

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  2. E' un giardino da favola! E il bello aiuta per gli impegni della vita!

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  3. è stupendo il tuo giardino Lorenza! Ed è così vero quello che scrivi, che si nasce ogni anno di nuovo, insieme a tutte le sue piante...

    Saluti carissimi e buona domenica. E grazie di questi bei racconti

    Cinzia

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  4. Quanto tempo che non ci sentiamo! Come stai? Sul maggiociondolo hai pienamente ragione e proprio il mese scorso ne ho piantato uno, spero diventi bello come il tuo. Sono shoccato dallo Schizostilis coccinea che evidentemente ha voluto farti una piacevole sorpresa :)

    Ti auguro una buona serata.

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  5. Che meraviglia: maggiociondolo e giardino in piena rinascita! Buona primavera: ora finalmente si può dire

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  6. Stupendo il tuo giardino! Anch'io so cosa vuol dire averne uno e prendersene cura e che sensazioni magnifiche procura quando per merito delle tue fatiche ti regala un fiore spontaneo! Finalmente anche qui è arrivata rigogliosa la Primavera: si rinasce!
    Un caro saluto al signor Carlo.
    Un abbraccio.

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  7. La terra è l,unica certezza che si ha, mai rinunciarci, altrimenti si rinuncia alla propria madre, ti prego! non farti venire queste idee, e se vai a trovare il Sig. Carlo portagli i saluti di una blogger qualunque, a cui piacciono le persone come lui!! Maria

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  8. Bellissimo il tuo maggiociondolo e la banksiae e tutto il tuo giardino :)
    Elisa

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  9. Non ho nemmeno letto gli altri post. Mi è bastato questo per diventare tua follower. Mi spiace solo di non poter aggiungerti nella mia sidebar, perchè blogger non me lo consente (chissà perchè).
    Ho un legame con la terra molto molto simile a quello che hai tu. Non poterebbe essere altrimenti.
    Buona giornata Lorenza!
    Silvia

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  10. Mia madre ha curato il giardino fino ai suoi 81 anni e se non fosse stata fermata da un male terribile l'avrebbe fatto per sempre. Trascorreva lì tante ore del giorno e il babbo, che la guardava lavorare seduto fra l'oleandro bianco e il grosso arbusto dai delicati fiori azzurrini (di cui non ricordo mai il nome) diceva: com'è bella la mamma. Il giardino chiede tanto ma ti restituisce il triplo, tu l'ami e lui ti ripagherà.
    Un grande abbraccio.

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  12. Cara Vitamina, ho letto questo post con grande emozione. Hai un modo, tu, di dire le cose, non so... E com'è vera questa mistura complicata di bellezza e vitalità - il giardino, il verde tenero delle foglie nuove, le piante che "risorgono" - e di malinconia, di ansie, di preoccupazioni per un domani che è difficile non vedere come minaccioso, incerto - nel migliore dei casi.
    La storia di Carlo mi ha commossa: persone così, propositive, attive, gentili con tutti gli esseri viventi (che siano cani, piante, uomini), che rifuggono dalla lamentosità e dalle critiche gratuite, sono davvero il sale della terra. Spero tanto che non soffra troppo in questo momento difficile di malattia. Ci farai sapere come sta, in futuro?
    Un abbraccio affettuoso

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  13. Profondamente toccata, letto e riletto, credo che sia meglio non usare parole per questo magico post.
    un sorriso

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  14. Un bel giro hai fatto con le tue parole. Dai caratteri delle persone, dai giardini (curati in proprio, fatti curare da altri), dal tempo che passa, e della bellezza della natura. D'altronde non era un giardino il paradiso terrestre?

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  15. Ciao vitamina...siamo quasi coetanee,leggo con piacere le tue riflessioni,l'amore per il giardino,per la tua casa,per la tua famiglia,i dispiaceri,sono cose della vita,e ogni persona porta la sua croce.Ma quando a farti soffrire sono i tuoi genitori o i tuoi fratelli è veramente dura da mandare giù.Io scuso i miei genitori,a volte per fare del bene si può sbagliare,sopratutto se chi è stato beneficiato crede fermamente di essere un privilegiato e pensa che se ha avuto un dito può prendersi tutta la mano!
    cosi va il mondo.scusa il mio sfogo qui...ma ci sono veramente dei giorni no!!Sei una persona meravigliosa e ti seguirò ancora buona giornata ETTA

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