lunedì 4 febbraio 2013

Questa è un'informazione di servizio destinata ai blogger che vivono a Milano e dintorni. Andrò a Milano il 13 febbraio, la settimana prossima e ci sarà un paio di incontri organizzati da Archivio Dedalus nel pomeriggio e dopocena . Lascio qui di nuovo il numero di telefono per chi avesse desiderio, voglia, tempo di chiacchierare con me del libro e di altro, o anche solo di incontrarsi.
02 36550497
Grazie.
Per il resto sono stanca. Ma proprio stanca! In pizzeria continuiamo a lavorare, per fortuna. Il Natale è stato buono  e anche ora non c'è male. Potrei raccontare cose interessanti, ma devo astenermi, sapete com'è... Il locale è aperto dal 1965 ed è sempre stato della stessa famiglia, quindi i clienti conoscono i proprietari molto bene. Arriva un cliente e dice a Dino, il pizzaiolo e proprietario : "Oh Dino, come va? Quando ci vai in pensione?"
"Io in pensione non ci vado. Voglio schiantar qui davanti." E indica la bocca del forno. Chiaro che mi viene da ridere, ma mi devo trattenere, perché Dino in certe cose non ha senso dell'umorismo. Una di queste sere sono arrivati, con babbi e mamme, due bambini piccoli, 5 o 6 anni d'età, armati. Uscendo un attimo dal mio loculo ho detto a Dino che avevamo due piccoli clienti armati, e ho visto comparire un'increspatura da una parte della bocca. Era un inizio trattenuto di risata. Non si ride coi dipendenti. Uno dei due bambini aveva un fucilino e l'altro una mitragliatrice. Lo squilibrio era evidente. Eppure moriva sempre quello col  mitra. Uscivo dal loculo per portare i piatti lavati e vedevo quello col mitra che  si buttava per terra e moriva, gli doveva piacere un sacco. Era evidente che imitava scene di film visti alla televisione e lo faceva abbastanza bene, efficacemente, direi. Un futuro attore.
E' un anno che lavoro di nuovo e forse è il caso di citarmi in un post dell'inizio del 2012. Lo trovate qui. Pare che in un anno non succeda quasi niente e invece qualcosa è successo, un lavoro nuovo, la forza di tenerlo, il libro... questa lavapiatti si è data da fare nel 2012. Intanto leggo il commento di Sari e mi entra dentro come una medicina . Sto molto meglio, grazie Sari.

21 commenti:

  1. Come vorrei poter venire ad abbracciarti, Lorenza... non so se sarà possibile ma se non sarà questa, cercherò un'altra occasione per farlo.
    Il libro è qui, lo sto leggendo con furia, a tratti quasi senza gustarlo come faccio di solito quando una storia mi prende e va a finire che debbo rileggerlo. Lo scriverò anche nel mio blog: questo è un libro-cinema... pieno di parole scenografiche che sanno immergermi nella storia narrata.
    Fra le pagine spicca la tua foto e provo la sensazione di vedere per la prima volta qualcosa che conosco.
    Consiglio di acquistare questo tuo libro, un dono per sè stessi, che aiuta il pensare e il pensarsi.
    un abbraccio.

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    1. Sari mi fa tanto piacere che tu condivida quello che ho sempre pensato: il libro di Lorenza è molto bello, deve camminare per il mondo. Mi sento la sua madrina, la sua nutrice diciamo, e come tale mi sento orgogliosa anch'hio quando al bambino, in carrozzina, i passanti fanno un complimento...

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  2. Ah, venite se potete il 13, naturalmente ci sarò anch'io, sarà una bella rimpatriata.

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  3. Peccato non potere essere a Milano con voi. Ma con il cuore sarò là e rileggerò ancora una volta i pensieri e le parole che mi sono tanto piaciuti.
    Grazie di avermi fatto un po' partecipe di questa "nascita"!
    Nelle prossime settimane cercherò di organizzare una seduta di lettura collettiva con i miei amici italiani di Bruxelles. Sono sicura che piacerà... Un abbraccio a tutte voi

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  4. Appena avrò un po' di tempo, voglio cercare di organizzare qualcosa a Lugano e/o a Mendrisio dove ho contatti con due libraie, così tu e il tuo libro inizierete a viaggiare per il mondo...

    Ti farò sapere. Intanto io il libro non l'ho ancora letto. Ho provato a ordinarlo tramite il tuo link, ma ho dei dubbi che funzioni...

    Un abbraccio
    Cinzia

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  5. Lorenza cara, sono mesi che giro, leggo, ammiro, ma c'è molto che non va (in me), e commenti e miei post, li rimando al (99%) giorno dopo... ripromettendomi di ritornare e scrivere e commentare con interesse ed affetto.
    Sono felice per te e dato che molto è cambiato in questo ultimo periodo, non posso dirti, ok faccio un salto a Milano, ci conosciamo personalmente e prendo il libro.
    Invece il libro me lo spediscono da Dedalus ed io continuo a sperare in un'altra occasione.
    pregusto già la lettura ed il piacere di bere con avidità il tuo scritto, come è sempre stato da quando ho avuto la fortuna di incrociarti nel web.
    Un sorriso

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  6. Cara Lorenza,
    ieri, domenica, mi sono estraniata da tutto e da tutti (dopo aver preparato il pranzo con largo anticipo...sabato!) e mi sono immersa nella lettura del tuo libro. Filava, scorreva, non ho neanche cercato un segnalibro perché non ce n'era bisogno: sono arrivata alle ultime pagine senza sosta, senza accorgermene. Nessun capitolo pesante, non una virgola fuori posto, sequenze perfette che si intersecavano con filo logico. Inatteso il finale ... sorprendente perché credevo non ci fosse certezza ...! Ho segnato alcuni passi, bellissime espressioni che andrò a rileggermi. Non mi addentro nei particolari delle storia perché non sarebbe corretto per le persone che ancora devono leggere il libro ... comunque lo consiglio caldamente: E' DA LEGGERE!!!
    Cara Lorenza mi complimento ancora: sei una brava scrittrice!
    Sarei venuta volentieri a Milano per fare la tua conoscenza ... purtroppo non mi è possibile e per questo sono molto dispiaciuta. Spero in un'altra occasione ... un altro tuo libro da presentare!
    Un bacione, Serena

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  7. Ma che peccato! Vivo a Milano e ti avrei incontrata molto volentieri. Parto per Pisa il giorno 11 e mi trattengo là da mia figlia fino al 14 a causa di un intervento che il marito deve fare.

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  8. Per Cinzia: abitando all'estero, conviene ordinare il libro tramite una libreria online (IBS, Deastore ecc.).

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  9. Che devo dire? Grazie , per adesso, nella speranza di conoscere, prima o poi, tutti di persona.

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  10. ... io mi chiedo, ma a te te lo doveva proprio dire anche un altro (che paghi) per scrivere un libro? io non ti bastavo?

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  11. Caro Mario!! Mi sei bastato eccome! Aspettavo una visitina...Spero che le cose vadano bene, come vanno gli Highlander? Mio marito chiamava così mia madre: l'immortale.

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  12. mio padre è immortale da 94 anni e non smette mai, mia madre sui dieci passi, gli da almeno un metro ... io sono sempre al palo, legato come Ulisse, per non sentire le sirene della vita ...
    anzi, credo che fra un po' arriverà quella dell'ospizio per portarmi via per sempre...
    e sento già mio padre gridare, con quel suo fare minaccioso (è alto la metà di me) "quando avrò bisogno, tu non ci sarai" (lo dice sempre, tutte le volte che gli cambio il pannolone) e a raffica "un padre cresce dieci figli, ma dieci figli non hanno cura di un padre" (lo dice sempre ogniqualvolta tardo a mettergli la minestra nel piatto))
    si dimentica sempre che io non sono 10 figli, e nemmeno uno e trino al sottocosto, ma do di me quasi tutto quel che ho ..
    non mi lamento, la vivo come la via dell'illuminazione, anche se da anni non si vede una palina dell'Enel a pagarla un "compro oro"
    spero nel caso io sia colto da morte, di dormire il sonno eterno.
    Trovare altri rompiballe di là che me la menano e me la romanzano sui peccati di una vita, non lo sopporterei, meglio finire reincarnato in un corpo da gallo (ma anche di ballo) che poi non fa grande differenza per come sono messo adesso, cosi potrei darmi da fare con le pollastre, senza remore e preoccupazioni per uova ed eventuali pulcini, o pulcine alle prese con nonna papera e una laurea in mano.
    Quando si dice 2di giorno in giorno", non programmo, non potrei, non ho tempo neanche di andare dal medico (la medica) per me. Anzi, l'ho trovata (la medica) giorni fa, per caso e mi ha chiesto come andasse, perchè sono anni che non ci si vede. Io non prendo un farmaco e lei sempre in analisi come un sacco di donne, anzi, lo psicologo non gli bastava ed è passata allo psichiatra. Mi sono toccato i Maroni elettorali ... e chi ci va più dal medico?

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  13. Caro Mario. Se ci dai il permesso io e la Paola facciamo un libro con un pò dei tuoi post. quelli comprensibili, e tutti i commenti. Avrei molto da dire ma taccio, semmai qualcuno che penso leggesse. Ahi, che male quando ci si lega la lingua!

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  14. si, si, fate, fate (per non dire streghe streghe che non siete altro), tanto io con i criticoni che ci sono in giro un libro non lo scrivo di sicuro.
    Sta cosa però mi pare comica, una cosa del genere me lo ha già chiesta anche una giornalista "dai scriviamo un libro, tu lo fai e io te lo correggo"
    e io
    "ma invece di starlo a leggere e correggere me, ma perchè non te lo scrivi subito da te che fai prima?".
    me lo dico sempre, non andare dalle parti di Ciggiano che lì è un'anticipazione del giudizio divino.
    Scrivo di getto, non rileggo e poi i verbi vengono come vengono, ma anche se li curassi come curo i miei, una diarrea gli capiterebbe sempre tra pronome e avverbio ... che a dir il vero non so nemmeno cosa siano, lo dico solo per darmi un tono quando ho a che fare con quelli del liceo.
    Miiii! Fai tre giorni con uno del liceo e ti scopri con il ginocchio della lavandaia e il Calfort nelle ossa compreso nel prezzo.

    P.S. 1)
    Non sempre quando mi rileggo mi capisco, ma non tutto è garantito a vita, pentole Aeternum a parte (e anche loro, in fondo al manuale d'istruzione, hanno l'elenco dei negozi di ricambi, e qualcosa vorrà pur dire).

    P.S. 2)
    rielaborare gli altri vuol pur dire non favorire il lavoro giovanile, perchè io sono pur sempre un giovane disoccupato (almeno alla voce Fornero).

    P.S. 3) mi raccomando, nel libro mettici soprattutto i post che mi hai segato e poi titolalo "Che noi sperassimo che l'inciucio non fosse necessario per eleggesserci"

    tutti comunisti ad Arezzo,
    prendono il bene comune e se lo mangiano loro.

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  15. "me lo ha chiesta" e non "me la ha chiesta" per esempio, te l'ho messa apposta (si fa per dire), così te godi a correggermi, che per te vale più di una seduta da quell'altro che t'ha detto di scrivere il libro.
    Ma perchè non mi faccio pagare? Non come scrittore, che lì valgo una cicca e rischio barattoli di pelati in testa, ma come public trainer e li faccio miracoli più della madonna di Brosio,
    lo sanno in ospedale e vengono sempre a chiedermi come faccio.

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  16. Ahi, l'importante nella vita non credo sia legarsi più o meno la lingua ... la cosa peggiore che può capitare e fasciarsi troppo la testa.
    Ripasso di qui fra tre anni ... se campo ancora tanto.

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    1. Nessun linguaggio, come quello comico, sa far pensare.
      Mariolino, ti si legge tanto volentieri e non solo per ridere.

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  17. Allora come è andato il tuo battesimo di scrittrice?
    Oggi mi è arrivato il libro!
    Questo fine settimana raffreddore permettendo ( ho gli occhi così
    lacrimosi che mi faccio compassione da sola )mi porto avanti
    con la lettura.
    Ciao ciao

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