martedì 14 gennaio 2014

POZZETTO SGRASSATORE 2

Vedo che questo pozzetto sgrassatore ha destato interesse! Mi ci sono imbattuta la prima volta in uno dei vari ristoranti che ho frequentato per lavoro. Il locale era stato risistemato da poco secondo criteri imposti dalla ASL, e c'era questo riquadro nel pavimento di cucina, evidentemente un coperchio di qualcosa, da cui, dopo qualche mese, cominciò ad uscire un odore molto sgradevole. Funziona così: i locali, negli anni delle liberalizzazioni berlusconiane, a cui però tutti aderirono convinti, furono trasformati da cantine e fondi in ristoranti, bar, birrerie tutti stipati uno accanto all'altro col risultato che nessuno lavora perbene e guadagna abbastanza. Mettiamoci anche il fatto che molti proprietari e gestori si riciclano in lavori che credono facili e di nessuna fatica... Le ASL imposero certi adempimenti, ma poi i gestori non sapevano neanche bene a che servivano, o meglio forse lo sapeva il primo di loro, che poi rapidamente cedette l'attività o la sua gestione e non si curò di dire a che serviva quel pozzetto in cucina o cosa copriva quel coperchio. Così ci trovammo davanti al pozzetto che esalava un odore veramente schifoso proprio in mezzo alla cucina e il titolare decise di guardarci dentro.  Fece bene perché all'apertura si vide una massa che sembrava ribollisse e stesse per esplodere di materiale grigiastro striato di giallo putridume, rosso e  verdastro palude come la "cosa venuta da un altro mondo", mentre non era altro che l'insieme di grasso, sporco e detersivo del lavaggio di tutto ciò che si deve lavare in cucina, e neanche tutto perché una buona parte, quella pesante come l'acqua, se ne era andata nelle fognature. La cosa più impressionante era certamente l'odore, anzi il fetore proveniente da quella roba, uguale a quello che proviene dagli allevamenti di maiali. I grassi alimentari, animali e non, che cominciano a fermentare e trasformarsi puzzano così. Orribile. Mentre a casa nostra, dove lo scarico si mischia con quello della lavatrice e poi non siamo un ristorante, l'odore è piuttosto diverso, meno aggressivo. Una componente è il "mercaptano", composto dello zolfo, odore di bottino, di fossa biologica, ma solo un pezzo di quell'odore, che d'altra parte è componente anche del profumo del tartufo, sì, proprio del meraviglioso tartufo, in cui il mercaptano si mescola con l'odore di terra pulita e con altre componenti e tutto insieme diventa a tutti gli effetti un profumo, che sveglia l'appetito. Puzzi e profumi, bello e brutto, buono e cattivo, c'è da riflettere... 
 Quella sera svuotammo il pozzetto della roba solida e lo richiudemmo, per un pezzo non sarebbe stato necessario ripetere l'operazione. 
Il pozzetto dei grassi nei ristoranti raccoglie moltissima robaccia e risparmia lavoro al depuratore, inoltre tutta quella roba tende a fermarsi e ad attaccarsi alle tubazioni chiudendole, avete presente un'arteria aterosclerotica? 
Insomma fa risparmiare anche di idraulico.  In ogni modo ogni tanto bisogna pulire il pozzetto e il materiale che si toglie, qui da noi, dove c'è un inceneritore, si manderà là, con la spazzatura indifferenziata, ma forse c'è ancora un modo di recuperare quella roba, chissà... ora non mi ci voglio addentrare. 
Il gestore del ristorante dovrebbe scriversi in agenda di ispezionare il pozzetto e pulirlo per esempio ogni 4/5 mesi. Tanto poi se non lo fa l'odore lo avvisa. Quell'operazione a cui avevo partecipato con grande interesse mi stimolò l'immaginazione fino a realizzare il pozzetto a casa nostra e scoprire che diventava obbligatorio farlo. In ogni modo è bello vedere che sfruttando le semplici proprietà dei materiali si può ottenere un oggetto tanto utile. Quando si apre, poi, e si vede quel ribollire si torna bambini, quella massa di robaccia sembra veramente infernale e in fondo è abbastanza innocua, ci fa fare esperienza del male senza incontrarlo davvero e comunque tenendolo sotto controllo.

4 commenti:

  1. Ho letto tutto con grande interesse e stupisce il grande disinteresse, in parte anche mio, per i rifiuti che produciamo. Dove va la schiuma dello shampoo che, assieme al grasso della mia cute, finisce nello scarico? Ecco, ora lo so e immagino le tubature del mio palazzo sclerotizzate, se non pulite.
    Mi ha colpito la tua frase finale dove parli di "esperienza del male senza incontrarlo davvero". C'è da rifletterci parecchio... pensa se le parole spazzatura che produciamo potessero esser visualizzate o producessero cattivo odore... ah quanto sarebbe utile.
    Ciao scrittrice.

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  2. Cara Lorenza, come sempre narratrice, ricercatrice, insegnante, filosofa.... e tante altre cose ancora. Dire che sei una donna interessante è dir poco!!! Anche tu un pozzo, ma di saggezza..... ; ))) e simpatia!

    Un abbraccio grande!
    Cinzia

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  3. Ciao, non so se hai mai sentito parlare dei boli di grasso che ogni tanto tirano fuori dalle fogne di Londra, pare che la scorsa estare ne abbiano sciolto uno da 15 tonnellate.
    http://www.theguardian.com/lifeandstyle/2013/aug/18/day-london-defeated-fatberg-kingston

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