lunedì 10 novembre 2014

Phormium tenax o "della tenacia": un neozelandese in Toscana

Torno ad posare qui un pò dei miei pensieri. Ultimamente sono successe talmente tante cose, nella mia vita piccola come un guscio di noce, che anche i pensieri sono stati veloci, superficiali, dedicati alle cose pratiche, ma è chiaro che intanto se ne formano altri, che emergono dalle emozioni, e che restano a lungo come un magma impuro e ribollente, impossibile da esprimere con correttezza e chiarezza.  Ogni tanto vengo al computer, scorro i blog amici e mio marito mi dice "Scrivi!" perché sa che in qualche modo scrivere mi fa bene, ma poi, come ora, mi interpella per il recipiente da usare per portare l'olio alla suocera....E' un sistema sicuro per farti sentire che quello che stai facendo, anche niente, o solo pensare, è inutile e quel che è inutile è dannoso... mi rialzo dalla sedia e riparto nelle occupazioni casalinghe, che qui abbondano sempre, non so come mai. 

Il mio giardino è diventato adulto e mi da pochi pensieri. Richiede il mio lavoro e se gliene potessi dare assorbirebbe tanto del mio tempo, ma sopravvive e resta bello anche con meno cure. E' come un figlio grande, o un caro amico, che può aspettare che ti dedichi a lui quando puoi, perché ormai fa molto da solo. E' diventata bella, mio malgrado, anche la parte d'ingresso, che ho sempre curato poco. Me lo dicono i passanti, o i vicini, "Che bel giardino, signora!" e io dico "Se venite di sotto, nelle parti che non si vedono dalla strada, lì sì che è bello..,"
Ora all'ingresso c'è un semicerchio di pennisetum spettacolare e alcuni arbusti che stanno crescendo e sostituiscono il bambù. Coglievamo gli olivi e l'oliveto è ordinato, ma anche molto selvaggio, dappertutto le tracce degli animali selvatici, orme di cinghiali che, se fossero uomini, avrebbero il 46 di piede. Orme di caprioli, un pò diverse, e tante piante spontanee. In alcuni punti ora fiammeggiano gli evonimi, o fusaggine, o cappello del prete, con le bacche arancio/rosa, che, oltre agli olivi carichi, sono uno degli  spettacoli del periodo. 



Il canto di tanti uccellini ci ha accompagnato nel lavoro. Per pranzo si risaliva verso casa e l'ingresso in giardino dal cancello dei campi mi faceva sempre l'effetto (già descritto) di ritorno alla civiltà: erba tagliata, cespugli in forma, pergole, vasca dei pesci e delle rane...mi sento  a casa, la casa dell'anima, in un luogo non troppo curato, ma pieno di armonia. 
Alcune piante sono diventate molto grandi e belle. I due ceanothus, per esempio, di cui parlo sempre. Il miscanthus zebrinus. 
Ma anche il Phormium. 
Phormium tenax, pianta tenace, lo dice il nome, chiamato anche "lino della Nuova Zelanda", evidentemente usato come fibra tessile... Il Phormium è una pianta che il paesaggista John Brookes definisce "architettonica". E lo è. Comprai il Phormium alcuni anni fa ed era una pianta piccolina che è rimasta tale per almeno due anni.  Stavo arrivando alla conclusione che non era adatta a questo posto: le piante adatte si selezionano da sole. Le cambiai posto per farle godere un pò più di ombra. Il lungo periodo piovoso recente, durato ben più di un anno, l'ha fatta prosperare. 
Ora sembra che dica: che ti importa se qualcun altro è morto? Ci sono io che sto bene e sono bellissimo, guarda me!
E' un monumento vegetale in giardino, un ciuffone di foglie a spada verdi bordate di bianco, meraviglioso. Chissà se prossimamente fiorirà? Sono tanto curiosa dei suoi strani fiori. Credo che dovrò dividerlo e piazzarne una parte...dove?

Parentesi: 
Il phormium viene dalla Nuova Zelanda. Mi fa tornare in mente un giovane dentista, che aveva appena cominciato la professione. Aveva una fidanzata che lavorava come ricercatrice in una grande azienda farmaceutica. Lavoravano con le cavie, povere bestioline, per testare le medicine, e le chiamavano "New Zealand" perché forse sono animaletti che vengono dalla Nuova Zelanda. Un giorno che mi trovavo nel suo studio sotto  i ferri mi disse che anche lui, nei suoi pensieri, chiamava i suoi clienti "New Zealand". Ci considerava cavie, all'inizio. Mi disse anche che un giorno era arrivato un paziente/cliente e la sua assistente l'aveva annunciato così: "Dottore, c'è il generale .." con il cognome che non ricordo più. Lui si era voltato manifestando allarme e aveva risposto: "E' armato?" Difficile ridere con i ferri del dentista in bocca. Se per uno strano caso del destino passassi di qui, ciao, F.
Chiusa la parentesi.

Il giardino straripa di piante. Bisogna allargarsi. Mio marito dice che mi devo contenere, sto invecchiando, non devo aggiungere lavoro. Anche la mia mamma, tantissimi anni fa, guardando scoraggiata e infastidita i miei vasi pieni di piante, diceva che dovevo limitarmi e contenermi, ottenendo quasi sempre l'effetto contrario. Ma io, quando sto bene, immagino molto e invado nuovi spazi. I miei traffici in giardino sono un segno preciso del recupero della voglia di vivere e del buonumore. Poi magari me ne pento, perché le energie sono quelle che sono...ma cerco anche nuovi modi, più semplici, di manutenzione di tutta la faccenda. 
"La vita è sogno, soltanto un sogno, il sogno di un sogno..." si dice a un certo punto del film di Peter Weir "Picnic a Hanging Rock". Sì, sogniamo fino alla fine e fino alla fine immaginiamo di allargare il nostro "giardino", qualunque cosa esso sia.


Davanti alla porta nei tanti vasi che riempio continuamente le piante dell'estate sono ancora floride, forse al meglio della stagione: di solito a maggio compro un vasetto di incenso, che poi è una varietà molto odorosa di plectranthus, lo spezzetto e lo infilo qua e là nei vasi. Mette subito radici e in questa stagione ha ormai formato cuscini grandi e ricadenti di foglie bianche e verdi. Faccio lo stesso con due o tre piantine di coleus, dalle foglie molto colorate. Questa primavera ne ho trovato un tipo con le foglie color cioccolato, da associare a quelle dell'incenso, e ad una vecchia verbena rosa che è con me da anni . Queste composizioni sono ancora quasi perfette, salvo la pioggia esagerata di questi giorni e le lumache. E' anche il momento della fioritura della salvia elegans, col suo rosso bellissimo. E fra poco il Natale sarà annunciato dalle bacche della Nandina e da quelle del cotoneaster...




Phormium tenax, il ciuffone, un neozelandese in giardino





5 commenti:

  1. Grazie dei momenti che mi fai passare nel suo giardino: a te farà bene scrivere, ma a me fa ancora meglio leggerti!!

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  2. Ho visto il Phormium slanciato, l'azzurro ceanothus, il miscanthus zebrinus con i suoi ventagli, il tenero incenso (sì, questa pianta la conoscevo ma non ne sapevo il nome) e il generoso cotoneaster che vedo nel giardino vicino casa e che è fra le piante che definisco allegramente "spettinate". E' bello passseggiare con te nel tuo Eden e controllare/spiare i segnali che le piante offrono agli sguardi di chi conosce il loro linguaggio.
    Sì, sì, scrivi...scrivi...
    P.S.: A primavera ho comperato un rosmarino e l'ho scelto nella varietà spettinato.. è così bello che mi spiace potarlo per motivi culinari.

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  3. Oh che bella e soprattutto appassionata descrizione del tuo giardino. Dell'incenso, del falso incenso ne faccio spesso talee che poi regalo. Ne parlai QUI, e non è un giardino.

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  4. Mi piace leggerti, quindi scrivi, scrivi....e cerca di non farti coinvolgere da "azioni di disturbo".
    Ciao :-)

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  5. Sembri una giovinetta, Vitamina, il giardino ti cura e ti tiene in forma.
    E bravo Mauro!
    Ciao.

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