venerdì 12 dicembre 2014

Attenzione!

 Devo chiedere scusa per il mio post precedente.A volte esplodo in  un inutile scontento, un'incapacità di sopportare oltre... inutile, per l'appunto, perché non serve a niente. L'unica cosa che serve, per ora, è tenere la posizione, avanzare, anche a testa bassa, come ha detto Loretta nel suo commento, in attesa di riuscire a rialzarla. 
Ma dire che non sono d'accordo, forse?, serve a qualcosa, che si sappia, anche da questo blog-finestrina-sul-mondo, che non mi piace quello che accade e non mi lascia indifferente. Più interessanti sarebbero le riflessioni che si possono fare, ad avere tempo. Io non ho molto tempo in questa fase. Sembra che ne abbia molto e che stia molto sola. Sola ci sto, col cane e i gatti, ma lavoro anche in casa e i pensieri che salgono a galla avrebbero bisogno, per formarsi bene, di una lunga passeggiata, di lavoro all'aperto.. di Tempo. Tempo vuoto e pieno di Pace per pensare. 
Ho sentito che c'è una proposta per modificare l'orario scolastico in "ore" di dieci minuti. Mozziconi di ora di dieci minuti. Pare che i ragazzi non siano capaci di fissare la propria attenzione per più di dieci minuti. Dieci minuti è il tempo massimo poi si perdono. Anche io dovrei funzionare così, se è un problema di funzionamento del cervello. Eppure sabato scorso ho seguito una lezione per tre ore, di pomeriggio prima di entrare al lavoro, e sono stata concentrata tutto il tempo. Certo: ho avuto i miei momentanei smarrimenti, ma poi sono tornata al centro.
Perché ho sessant'anni? Non so. Perché ho fame di sapere cose nuove e sono consapevole di quanto sono preziose? Forse.

L'Attenzione è un bell'argomento. In dieci minuti non arrivi mai al centro del discorso, a meno che non si tratti di una cosa molto semplice. E la realtà non è mai semplice, anzi è complessa, ha tante sfaccettature e tanti piani. Mi torna in mente Interstellar. Il nostro pensiero sfugge spesso alle dimensioni che conosciamo e coglie la complessità di una realtà che va oltre. Il nostro pensiero sta nella multidimensionalità del tesseratto.
Se non avesse funzionato così non avremmo avuto i grandi filosofi, gli artisti e tutto il sapere che abbiamo alle spalle e che spesso ci precede e corre avanti sulla linea temporale, con scoperte e soluzioni che ci cambiano la vita. Forse è proprio il nostro pensiero a suggerire l'idea dell'immortalità. o almeno della prosecuzione di qualcosa di noi dopo la morte, oltre la morte.

Quindi lasciate perdere le ore di dieci minuti. Chiediamoci piuttosto perché sembra che i ragazzi non riescano (più) a fissare la propria attenzione per un tempo maggiore. Io non lo so. 

Vedo molte famiglie con bambini, nel posto dove lavoro. La gente si siede, i bambini si sparpagliano in giro, fanno confusione, esplorano il magazzino, si siedono sul freezer, come se fosse normale, nessuno li richiama, se non debolmente, senza autorità. I genitori si siedono e qualche volta neanche parlano fra di sé, che sono venuti a cena insieme, con la famiglia o addirittura più di una famiglia, vorrà dire qualcosa? Si presume che la gente vada a cena insieme perché interessata agli altri con cui esce. Invece no. Spippolano il telefonino. Gli adulti spippolano, interessati non a chi hanno davanti, ma a qualcuno lontano, che non è presente.  O forse a Facebook. Verrebbe da suggerire: esci con quello con cui parli. Ma sospetto che se quello fosse lì telefonerebbero a qualcun altro. 
Attenzione! Verrebbe da dire. Attenzione! E' la vostra vita, i vostri bambini! Guardate, vigilate, parlate con loro, state attenti! L'attenzione è il primo passo per capire che succede. 
E che succede? 
Succedono tante cose nelle teste dei vostri bambini, molte di più di quante appaiono all'esterno. Attenzione!

Ora, da questo spazio di pochi metri quadrati dove trascorro sette ore della mia giornata (se ci penso mi viene l'angoscia) vedo un nuovo fenomeno. Ragazzi con grandi barbe, barbe da rabbino. 
Ho chiesto a mia figlia e lei mi ha detto che c'è un nome per questa cosa, che loro stessi, i barbuti, si danno un nome, ma non me lo ricordo. Il fatto è che sembrano giovani saggi rabbini, o anche maestri arabi, per non fare differenze. Pensatori, comunque. Che sia il segno di un'inversione di tendenza? Una nuova moda o il ritorno all'Attenzione?

Comunque, dopotutto, a casa mia è Natale. Sopra il camino c'è la ghirlanda decorata, c'è un presepe improbabile con troppi San Giuseppe, alcuni fatti passare per pastori, e in giardino la lonicera e il calicanto sono fioriti. 


Nota del testo: i "barbuti" si chiamano hipster.

8 commenti:


  1. Credo occorra chiarirsi su quel che s'intende con "tempo di attenzione". Per quanto ne so, ha carattere oscillante e varia da bambino a bambino... può essere aumentato dall'abitudine e dipendere dalla capacità dell'insegnante di porgere in modo attrattivo la materia che sta trattando.
    La capacità di restare concentrati non può essere costante e anche se cade, il resto del tempo non è affatto perso e può essere tempo prezioso per fissare, con attività diverse, quanto appena appreso. Ad esempio: dopo una lezione di storia, se si procede con la realizzazione di un cartellone illustrativo, il bambino se ne avvantaggerà.
    La noia è nemica di ogni tipo di apprendimento e anche i preti, in chiesa, dovrebbero tenere conto che la noia cancella tutto il messaggio che s'intende trasmettere.
    Penso ancora che, parlando di attenzione, si dovrebbe dividere il "tempo di concentrazione" dallo "stare attenti" che sono cose diverse.
    E se invece di pensare al tempo di concentrazione del bambino, si pensasse a rendere le lezioni interessanti in modo creativo?
    Mi piace sognare una scuola così...

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  2. ore fatte di dieci minuti? Riderei, se non fosse da piangere.
    Non è vero che i bambini o ragazzi non sanno porre la loro attenzione sulle cose per più di dieci minuti. Queste sono le balle e le scappatoie che ci raccontiamo noi " grandi". Dipende da ciò che si dice loro e da come glielo si dice. A me viene sempre in mente il mio prof di italiano e latino ,al liceo. 16 anni, anche allora " si diceva" che ai sedicenni non interessava nulla di nulla. Non avevamo i cellulari e tutte le loro funzioni, ma anche allora avevamo una testa che andava via, dietro ad altro.....Il mio prof? Era quello che, alla fine di una lezione di due ore sulla Divina Commedia...veniva applaudito.
    A me fa paura l'isolamento e la solitudine in cui ci si immerge.la mancanza di attenzione e di interesse per chi ci sta davanti, vicino, di lato, davanti o dietro, non importa . Quel qualcuno che non è al di là di una tastiera e gli diciamo " mi piaci". Quel qualcuno che, davanti a noi, non vediamo e non ascoltiamo.Ed insegniamo questo ai nostri figli. Anzichè insegnare loro quanto è bello manifestare e mostrare i sentimenti. Emanuela

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  3. Che bei commenti. Più belli del mio post ( sempre che di bellezza si possa parlare).

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    1. Io ho trovato il tuo post molto bello, lucido e veritiero. Condivido tutto ciò che hai scritto.
      A presto
      Giorgia

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  4. Stamani sono stata in un supermercato di Porlezza. Era poco prima di mezzogiorno. Girando tra gli scaffali ho incrociato una mamma con una bimba che avrà avuto 9, 10 anni, forse meno... la bambina, che seguiva la madre, aveva in mano una vaschetta di prosciutto crudo e lo mangiava. Così, servendosi dalla vaschetta ancora da pagare. Il tuo post mi ha fatto venire in mente questa scena. Cosa insegniamo ai nostri figli, se in un supermercato gli permettiamo, a quell'età, di mangiare il prosciutto crudo tirandolo fuori direttamente con le mani e prima ancora di averlo pagato. Ti sembrerò severa e bacchettona. Credimi, non lo sono, non lo sono mai stata. Ma penso che a un bambino di quell'età si possa anche insegnare ad aspettare, a prendersi del tempo, a fare le cose per bene. Come anche concentrarsi per più di dieci minuti.
    Ciao Lorenza!

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  5. C'è questa cosa che non viviamo più nel presente, qui e ora, ma sempre rivolti a un altrove.

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  6. Non credevo tu avessi 60 anni cara Lorenza....mi piace come scrivi e come osservi.
    sto al pubblico da 45 anni io ne ho 66...ma devo dirti che a volte me ne ricordo solo passando davanti ad uno specchio.Non credo dipenda dall'età il giudizio che si da alle cose, noi che viviamo per lavoro a contatto con la gente, vediamo che non si da peso all'educazione, che sembra tutto naturale ...i genitori non hanno tempo per insegnare ed a volte neppure i nonni molto presi da vite più giovani della loro età.Osservare per capire come si evolve la mentalità. ..non è fare gossip, non è criticare ..serve ancora di più ad accorgersi di quanto siamo fortunati ad esere come siamo!
    un bacio da nonna Pat

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  7. Mi sono messa in una nuova avventura: si chiama CLIL, vuol dire che insegno la mia materia (storia dell'arte) in inglese. Ma CLIL è anche un diverso metodo, più attivo e coinvolgente per i ragazzi. Non so cosa ne verrà fuori, ho cominciato con le prime lezioni ed ho richiesto ai ragazzi di fare ricerche su internet e di produrre dei pwerpoint che ora devo valutare. I ragazzi si sono divertiti e hanno fatto, alcuni, delle belle cose. Penso che la questione del metodo di insegnamento sia "calda", specialmente per quanto riguarda le materie scientifiche (qui in Italia), ma anche per tutto il resto. Rendere i ragazzi più attivi può essere sicuramente un modo non solo per farli concentrare di più, ma anche per far rimanere qualcosa nelle loro menti di tutto quel che viene fatto. Per esempio, se si fanno cercare prima a loro le cose, se si chiede loro di dare una loro interpretazione, e DOPO si danno tutte le spiegazioni approfondite, allora queste spiegazioni vengono recepite meglio, in certi casi quasi con gratitudine perché sono risposte a domande che i ragazzi si erano già posti da soli.

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