lunedì 8 dicembre 2014

Mafia capitale e le persone perbene

Sono sempre dell'idea che le persone perbene sia di più di quelle per male, che il mondo vada avanti grazie a loro e alla loro vita umile che non sta sotto le luci forti ed è quasi invisibile... ma anche quella dei delinquenti è invisibile! La vedi solo quando viene scoperta dalla magistratura con un lavoro di dieci anni! Ci son voluti dieci anni per poter chiudere il cerchio intorno a questa variegata cosca mafiosa romana che apparteneva in gran parte alla destra, ma anche alla sinistra parlamentare. Standard and poors ci declassa: vorrei vedere, se non fossi italiana forse qui non ci vorrei venire neanche come turista. Di grazia che ancora qualcuno ci viene, superando la paura di essere derubato, truffato o ammazzato. Dovremmo dire ai ragazzi che c'è stato un tempo, alcuni anni fa, in cui le manifatture italiane erano le migliori nel mondo e i nostri prodotti andavano a ruba sui mercati, nonostante la mafia esistesse anche allora e ci fossero tanti problemi aperti, ma allora che i soldi c'erano o sembrava che ci fossero, invece che approfittarne per darsi regole e consolidare quella ricchezza portandola a vantaggio di tutti, si saccheggiò a piene mani e si disse che era normale il clientelismo, la ruberia, l'immoralità. Poi ci fu il ventennio di Berlusconi e le sue televisioni e il suo governo finirono di rovinare il buono che c'era.  
Le persone perbene fanno fatica a tenere la barra della propria vita. Le percezioni negative sono tante:

 ci si sente dei fessi: a lavorare nel rispetto delle regole non si guadagna, si vive,  e il possesso del denaro è l'indice del successo, in questo mondo qui.

 fessi due volte: ogni volta che si tenta di fare qualcosa, che sia un'impresa, che sia un lavoro in casa propria, ci si invischia in un mare di regole e leggi fatte per mandare al manicomio la gente e quasi sempre in contraddizione fra di loro che rendono le cose al limite dell'impossibile. Naturalmente queste valgono per la gente perbene, perché gli altri le ignorano.

 di solito la famiglia è un rifugio, ma succede che i giovani non trovano lavoro, non possono rendersi indipendenti, tutti attingono agli stipendi, o alla pensione di chi ce l'ha, se ce l'ha, e iniziano liti e contese per l'uso dell'energia denaro, che scarseggia.

 poi ci sono questi episodi dei bambini uccisi, vedi il piccolo Loris, che tolgono le parole e la fiducia, proprio quella di base, che ti fa guardare l'altro come simile e invece pensi che dietro la maschera ognuno può uccidere...

D'altra parte le dichiarazioni di fiducia di Renzi sembrano inconsistenti, più si procede e più appare il marcio nascosto dietro quasi tutte le attività umane, dovunque ci sia stato un pò di denaro ci sono stati scarafaggi a rodere, sottraendo quello ad altri era necessario per sopravvivere. Non so voi, ma io vacillo ..e sì, mi sento sollevata se, anche solo una poesia, mi dice di crederci, che usciremo da questa storia.

6 commenti:

  1. Cara Lorenza, come sempre hai espresso molto bene i tuoi pensieri, i tuoi sentimenti, le tue paure, che in fondo sono quelli di tutti quanti. Me compresa, anche se vivo all'estero. Non è facile in questo momento avere fiducia... spero che gli italiani capiscano finalmente che chi rovina l'Italia (e chi potrà salvarla) non sono i governi che si susseguono, ma sono gli italiani, tutti, nessuno escluso, ognuno ma davvero ognuno, nel suo piccolo. Io credo che l'Italia di oggi è il risultato di decenni di truffe, ruberie, inganni, cattive abitudini, ecc. da parte di tutti quanti. I "grandi" rubano tanto, i "piccoli" rubano poco... ma tutti rubano.
    Non che in Svizzera non succeda niente del genere, succede anche qui da noi. La differenza è forse che per il momento da noi sono eccezioni, in Italia, da molti anni è la regola. L'eccezione è l'onestà...
    Ti mando un abbraccio e spero che tu possa tenere duro e continuare ad essere d'esempio!
    Cinzia

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  2. Anch'io, Lorenza, mi sento scoraggiata e mi viene voglia di mollare tutto e di restare a vivere a Bruxelles.Ma poi penso che noi, le persone oneste, dobbiamo andare avanti e mostrare con l'esempio che si può andare avanti con onestà e correttezza. Purtroppo non è facile, perché penso, come Cinzia, che, più che responsabilità dei governi sia responsabilità di tutti noi. Michele Serra scriveva "non ho paura di Berlusconi, ma del Berlusconi che è in noi" e credo avesse ragione!

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  3. Proprio l'altro giorno raccontavo ai ragazzi di quando l'Italia era un paese civile, di quando essere italiano era un vanto e non quasi una vergogna, di quando questo paese produceva l'eccellenza ed era ai primissimi posti tra quelli visitati al mondo. Ma che fine ha fatto questo paese? Come è stato possibile ridurlo in questo stato? La corruzzione ha mangiato anche le ultime risorse... e pensare che potenzialmente potremmo essere uno dei paesi più ricchi del mondo!!! Adesso abbiamo le pezze al culo (scusa il linguaggio!) e camminiamo rasente ai muri perchè ci vergognamo di essere italiani!!!
    Un abbraccio
    Francesca

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  4. E' avvilente guardarsi intorno eppure guardandosi bene intorno ci sono
    tante e tante persone speciali che vanno avanti con fierezza, a testa bassa,
    nonostante i sacrifici ed i disagi, ma forse la testa è troppo bassa e sarebbe
    ora di rialzarla.

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  5. grazie per quello che ho letto:) io sto vivendo già da un po una situazione molto simile ed è veramente dura ma sono anche un'ottimista per fortuna e non mi abbatte di certo!! A presto Nicoletta

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