lunedì 24 febbraio 2014

la stagione dell'acanto

Questo febbraio 2014 fin qui è stato uno stanco, sfibrato prolungamento di una stagione fradicia e non ben identificata che non si può definire inverno. E non è nemmeno primavera! Le piante sembra che dicano: quando si dorme? quando arriva un pò di freddo? o è il momento di svegliarsi perbene ? 
E' tutto molto incerto e vago, fa caldo, troppo, continua a piovere ogni tanto, le rane, certe grosse inquietanti rane verde grigiastro, hanno fatto i loro tubi di gelatina pieni di uova ma già non li vedo più. Non è che mi interessi tanto, siamo pieni di rane; la notte, non tanto convinte anche loro, gracidano qua e là intorno alla vasca. Mauro ha potato gli olivi intorno a casa e io ho bruciato le frasche, ma comincio a sentirmi in colpa quando brucio le frasche, per tutta la storia della CO2 , eppure non ho alternative, che ci facciamo altrimenti? Ho ricominciato lentamente a mettere a posto il giardino, che ha bisogno di un lavoro grosso di spostamenti di piante che sono nate da sole dove gli è parso. Prima che siano troppo grosse dovrei toglierle, chissà se mi riesce, più che altro di trovargli un posto migliore. Gli ellebori sono tutti fioriti ed è una delle bellezze della stagione, quest'anno apprezzo molto l'elleboro bianco che è più eretto degli altri e mostra bene i suoi fiori. Qualche pianta è sparita. L'eremurus gigante, l'asparagione, non ha messo fuori dalla terra il suo germoglione a forma di uovo, penso che sia morto. Può darsi che sia marcito, con tutta questa pioggia, agli eremurus non piace il bagnato. Lavorare fuori i primi giorni dopo l'inattività invernale dovuta più che altro alla pioggia è faticoso, ma c'è un'altra cosa che lo rende difficile: sono degli insetti che non identifico che mi pungono attraverso i vestiti, mi trovo bubboni che prudono dappertutto. In ogni modo vedere la terra rivoltata e scura intorno agli arbusti, le lavande e le santoline riportate in forma, le rose potate, e il secco rimosso è una soddisfazione. Lo dico sempre e lo ripeto: è come rimettere ordine in testa. Taglio cortissime le edere, che si infilano in ogni pertugio e hanno continuato a crescere tutto l'inverno. La lonicera fragrantissima, inutile dirlo, è tutta un fiore e anche la piantina ottenuta per talea è fiorita. Ne avevo data una all'Antoinette che in poco tempo era diventata grandissima, con dei rami sparati in giro di un metro e mezzo. Si vede bene che crescerà molto più grande delle mie. La terra del suo giardino le si confà, è terra profonda, fresca e sabbiosa da frutteto. Ero andata a vedere se fioriva, ma non aveva neanche un fiorellino per campione. La penultima volta che siamo andate a vedere le ho detto, alla lonicera, che era una stronza. Sei una grandissima stronza che non vuoi fiorire qui dall'Antoinette, che da me sei PIENA di fiori!  La volta dopo sembrava che mi avesse sentito perché alla fine aveva aperto i suoi fiorellini profumati. 
E' bello avere piante che fioriscono e profumano in pieno inverno, per questo ho piantato il calicanto, il gelsomino primulinum, quello di San Giuseppe, gli ellebori e le violette mammole. Gli ultimi due giorni devo dire che il tempo si è rimesso. La notte fa freddo, senza andare sotto zero, e le giornate sono molto belle. E' la stagione dell'acanto. L'acanto è la pianta dei capitelli corinzi della Grecia antica. Ai greci piaceva così tanto che l'avevano immaginata sostenere e ornare soffitti e travi. E' una gigantessa che in estate soffre molto il caldo e sparisce, la sua stagione, qui da noi, è decisamente questa: fresca e fredda, umida e con tanto humus nella terra che permette alla pianta di allargare le sue enormi foglione frastagliate. Non dimentichiamo i fiori: quelli dell'acanto sono molto alti e poco colorati , spighe alte e architettoniche. John Brookes nei suoi libri mette l'acanto fra le piante con spiccate caratteristiche architettoniche, insieme, per esempio, alle yucche, ai formium...Che difetti ha l'acanto? 
 E' adatta ai grandi parchi ombrosi, al sottobosco e all'ombra degli alberi. 
 Primo difetto. E' grande, troppo! Invade lo spazio intorno a sé e lo colonizza con i suoi semi vitalissimi. Quindi in un piccolo giardino come il mio è un pò una minaccia.
Secondo difetto: impossibile spostarla o eliminarla. Vai con la vanga e non riesci mai a togliere tutto, e ogni porzione di radice che non si è individuata nel terreno da origine ad una nuova pianta. 
Terzo difetto: d'estate fa pena, il caldo fa afflosciare le foglione e poi si seccano miseramente. Al suo posto c'è una macchia di secco. Questo succede da me, ma è possibile che in luoghi più freschi sia sempre verde. 
Quarto difetto: piace moltissimo alle lumache che la riducono in condizioni miserevoli.
Però ora è bella, bellissima.

giovedì 13 febbraio 2014

La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo

Mi capita, leggendo certi libri, di rimanere stupita e anche ammirata dalla capacità dell'autrice, in questo caso Audrey Niffenegger, di costruire un racconto introducendo un elemento inesistente nella vita come il viaggio nel tempo. Ci si complica molto la vita, come narratori, intendo. Il libro si intitola "la moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo" (The time traveler's wife), comprato alla libreria Feltrinelli della stazione di Milano in occasione dell'ultimo incontro al Centro Puecher. Comprato come faccio qualche volta attratta dal titolo. 
Da bambina, io, più grande, dopo cena dagli zii, mentre le mie cuginine più piccole andavano a letto, ormai tutte e due in pigiama, chiedevo quale favola dovevo raccontare proponendo tre titoli, inventati lì per lì. Scelto il titolo, e anche quella era una faccenda divertente,  mi avventuravo nella storia e non sempre me la cavavo bene; qualche volta, quando mi ero impantanata nel racconto, venivo salvata dai miei genitori che mi chiamavano per andare a casa. Questo di comprare libri dal titolo è una variante di quell'altra storia di raccontare, a partire dal titolo, ma a volte, seguendo questo criterio "estetico", si può sbagliare del tutto l'acquisto. Questa volta no.

Si potrebbe pensare, per questa "moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo", che si tratti di fantascienza, ma no, non direi. Si tratta di un  racconto di vita in cui è stato introdotto questo elemento disturbante, una malattia genetica che si presenta in un bambino, Henry De Tamble, che ogni tanto si trova scaraventato in un altro tempo e in un altro luogo, nudo, ovviamente, perché la malattia riguarda lui e non i suoi vestiti. Non va mai troppo lontano, non capita nella preistoria o in futuro lontanissimo, va in genere in luoghi e tempi familiari, come il posto/tempo dove muore la sua mamma e lui è bambino e si salva dall'incidente d'auto solo grazie ad un piccolo salto spaziotemporale. A questo incidente assisterà centinaia di volte, torturandosi, tenterà anche di modificare le cose, impedire che accada, e scoprirà che non è possibile. 
C'è quindi questa bella parte della storia in cui il bambino Henry, che potrebbe essere sopraffatto dalla malattia e dalle sue conseguenze, viene aiutato da un Henry più grande ed esperto che arriva dal futuro e che lui all'inizio non riconosce. Questo Henry grande gli fa vedere prima di tutto che non è così brutto "viaggiare", e gli mostra un meraviglioso libro, lui che, adulto, fa il bibliotecario proprio nella biblioteca in cui si trovano per la prima volta nel colmo della notte, rendendo questo  incontro indimenticabile. In seguito gli insegnerà parecchie cose che non si dovrebbero fare, come sfilare portafogli dalle tasche, procurarsi abiti, correre molto veloce, picchiare forte, ma che sono indispensabili se ci capita di arrivare nudi in un posto sconosciuto, o anche noto, ma in cui non ci si dovrebbe trovare per vari motivi. 
Poi c'è Clare Abshire, che incontra Henry nella radura vicino a casa da bambina, a sei anni, in un posticino nascosto dove ha l'abitudine di andare a giocare.  Henry è adulto ed ha una lista, che non ricordo come gli è arrivata, forse fa parte del suo disturbo (o forse è una libertà che si prende l'autrice per agevolare la narrazione); si tratta di un elenco di date del futuro di Clare in cui loro due si incontreranno di nuovo, che arriva fino ai diciotto anni di lei, dopodiché non si vedranno per due anni, e si incontreranno nella realtà di entrambi quando lei avrà 20 anni e Henry 28. In questa serie di date (in cui Henry andrà a trovare Clare bambina e poi ragazzina, mentre lui sarà adulto di età diverse, provenendo da punti diversi del futuro) lui la guarderà crescere, le insegnerà a giocare a scacchi,  l'aiuterà a fare i compiti e studiare le lingue, sapendo che poi, in un futuro reale condiviso, lei sarà sua moglie. In una di queste date accade qualcosa, quando Clare ha tredici anni, è giorno di caccia e il padre e il fratello di Clare sparano a qualcosa che si muove nell'erba alta, vanno a vedere e non c'è altro che una macchia di sangue. C'è anche Henry, che si ferma  a parlare con i due, Clare lo vede e lui le fa segno di tacere.
Quest'episodio misterioso risulterà importantissimo nella vita di entrambi. 
A vent'anni Clare incontra Henry nel presente di tutti e due, Henry che è ancora troppo giovane per conoscerla, mentre lei lo conosce perfettamente. D'altra parte lui gliel'aveva detto l'ultima volta che si erano visti, sii gentile con me, non dirmi tutto insieme, per favore. La storia scivola via come un normale rapporto a due molto movimentato da questa grossa complicazione del viaggio nel tempo, per esempio il giorno dello sposalizio non è l'Henry del presente a sposarsi con Clare, ma un altro Henry arrivato per fortuna dal futuro, perché  quello che doveva sposarsi è saltato nel tempo... lo sposo appare ai presenti improvvisamente invecchiato e più magro, ma solo un pò. Ci sono i tentativi di avere figli, abortiti perché i bambini saltano nel tempo già nella pancia della mamma. Si trova un medico e una cura e nasce Alba. 

Ho già raccontato troppo e da ora in poi chi vorrà procederà da solo, procurandosi il libro. La storia lascia la sensazione della circolarità del tempo, delle cose che all'inizio di un rapporto forse sono tutte già successe, come un vero e proprio destino già scritto. Una sensazione che si prova anche se non si hanno gravi malattie genetiche che ci sbalzano da un tempo all'altro. 
E' capitato, per me e per delle amiche, che trovassimo, da giovani, dei ragazzi con certe caratteristiche fisiche e di carattere, con cui però le cose non funzionavano e la storia finiva. Dopo un pò incontravano (incontravamo) un altro ragazzo simile, per certi tratti, a quello di prima, ma questo andava bene, era lui. Come se la prima volta ci fosse stato un tentativo di trovare la persona giusta avendo in mano un ritratto approssimativo, un identikit che somigliava molto a quello della persona "scritta", ma non era lei, poi quella giusta era arrivata. Nella "casa degli spiriti" Isabel Allende crea il personaggio di Clara (altra Clara) che è una sensitiva. Quando vede quello che sarà suo marito lo riconosce perché vede il futuro insieme, non è detto che sia la persona con cui si vivrà d'amore e d'accordo per sempre, ma è comunque la persona scritta per quella vita, con cui capiterà di tribolare parecchio, ma non ci si potrà sottrarre. Non so se mi sono spiegata.

E' un libro molto bello in cui si cade senza riuscire a smettere di leggere o di pensarci, con una conclusione non sorprendente, ma prevedibile e comunque molto commovente. Ho scritto questo post ieri, e ieri sera, per caso, ma non so se il caso esista, su RAI 2 c'era il film tratto da questo libro, a cui è stato dato un titolo insipido "un amore all'improvviso", perché di tutto si tratta fuorché di questo. Anzi come dicevo è un amore destinato a cui non è possibile sottrarsi. Ovviamente vedere il film non è leggere il libro, perché il libro è più completo, forse anche più bello del film. Una persona che lascia qui dei commenti ha scritto che la storia è una storia di attese, perché Clare è sempre in attesa che Henry torni. Storia anche di ansie, perché Henry può capitare dovunque, in mezzo al traffico, sul bordo di un precipizio... Questa che vedete qui sotto è Audrey Niffegger, nata nel 1963.  Che brave queste donne scrittrici, grazie! Ora Gianni si chiederà perché leggere anche questo libro: forse anche per me come per te la realtà è poco digeribile in questa fase, meglio evadere un pò col pensiero. E Mariolino, che fine ha fatto?

martedì 11 febbraio 2014

Il punto di svolta di Fritjof Capra, iniziare a leggere e soprattutto a capire

Per Natale una delle mie figliole ha comprato per tutti noi "Il punto di svolta" di Fritjof Capra (quello del Tao della fisica). Ha detto qualcosa circa il fatto che doveva servirci per la nostra formazione. E' un libro dell'82 e non so quanto possa essere ancora considerato innovativo, anche se per me lo è molto. Sto cominciando a leggerlo e lo leggo in macchina, una mezz'ora prima di entrare al lavoro, a voce alta, me lo leggo così perché è piuttosto difficile e tratta di cose che non mi sono tanto familiari, anche se rimandano alla lettura del Tao della fisica di cui mi pareva di non aver conservato niente e invece si vede che il mio cervello ne aveva ricavato abbastanza, perché ora leggere questa roba non è così ostico. In un capitolo iniziale che si intitola La nuova fisica, parla del fatto che a livello subatomico quelle che vengono chiamate particelle (la fisica delle particelle) si comportano sia come particelle che come onde, hanno cioè natura corpuscolare ma anche ondulatoria, e la differenza la fa  il modo di osservare, cioè l'osservatore non è neutrale rispetto a ciò che accade, se pone una domanda alla particella, risponderà la natura di particella, ma se pone una domanda all'onda, sarà questa a rispondere... Il discorso sulla non neutralità dell'osservatore rimanda al principio di indeterminazione di Heisemberg, che credo tutti abbiano sentito nominare più di una volta. Tutt'altra cosa è riuscire a capire/riferire di che si tratta e le sue implicazioni in campo filosofico e scientifico. Al livello molto piccolo, subatomico, non è tanto importante il singolo oggetto, elettrone, neutrone, positrone che sia, ma le relazioni esistenti fra gli oggetti, anzi gli oggetti quasi spariscono e restano le relazioni e le interconnessioni. Le particelle, confinate dentro lo spazio definito dell'atomo, si muovono in esso ad una velocità vicina a quella della luce e in quelle condizioni non si può più parlare di oggetti come quelli che rientrano nella nostra esperienza.  C' è un breve passaggio, letto ieri, che continua a frullarmi in testa, che oggi voglio lasciare per voi. 

Dal "Punto di svolta"

La teoria della relatività ha conferito vita, per così dire, al tessuto cosmico, rilevandone il carattere intrinsecamente dinamico; dimostrando che la sua attività è l'essenza stessa del suo essere.Nella fisica moderna l'immagine dell'universo come macchina è stata trascesa dalla concezione che vede in esso un tutto indivisibile, dinamico, le cui parti sono essenzialmente interrelate e possono essere intese solo come strutture di un processo di vastità cosmica. Al livello subatomico le interrelazioni e interazioni fra le parti che compongono il tutto sono più fondamentali delle parti stesse. C'è un moto, ma non ci sono, in definitiva, oggetti che si muovono; c'è attività, ma non ci sono attori; non ci sono danzatori, c'è solo la danza. 

Non ci sono danzatori, c'è solo la danza. La danza dell'energia. 
Dentro le nostre molecole e gli atomi che ci compongono c'è solo, si fa per dire, una danza di energia pura. Il Libro tibetano dei morti dice : il nulla è tutto e il tutto è nulla. 

Per sdrammatizzare questi concetti così affascinanti si potrebbe scendere terra terra e osservare :"E allora perché combiniamo tutto questo casino?"
Anche questa è una fantastica domanda da porsi.

domenica 2 febbraio 2014

l'aggressione a Laura Boldrini

Ultimamente quando sono indignata me lo tengo per me. Sono talmente tante le cose che possono indignare, ma mi sembra già un sollievo non sentir parlare di Silvio, che era diventata un'ossessione, ogni cinque minuti. Già questo è un miglioramento. Oggi però ci sono stati questi attacchi a Laura Boldrini e non posso starmene zitta. Anche se non so neanche da dove cominciare, tanto mi pare grave quello che succede: avevamo una certa fiducia nel movimento 5 stelle  e ora sinceramente crolla. Come posso aver fiducia io che sono una donna in gente che offende un'altra donna perché non la pensa come loro? Non solo la offende ma le augura di essere affidata ad uso sessuale ad un campo rom, cosa che unisce il disprezzo per le donne a quello nei confronti dei rom, evidentemente. Oppure vorrebbe mandarla a fare il suo mestiere (di prostituta) nelle strade di notte...Laura Boldrini non è di sicuro un'espressione della politica tradizionale e dei potenti, oltretutto.  
Volgarità, violenza verbale che può diventare facilmente violenza fisica, disprezzo verso una metà dell'umanità, e tutto questo approvato e incoraggiato dal leader Grillo. Tutto ciò che di buono M5 aveva da dire affoga tristemente in queste cose e la speranza che esprimeva si spegne. Non che io non sia arrabbiata come loro per molte cose che loro denunciano, ma per questa legittima rabbia non si può comportarsi come loro stanno facendo e incoraggiare i peggiori.   

sabato 1 febbraio 2014


Ho preso quest'immagine dal sito web della Libreria Fogola di Pisa, suggeritomi dalla Paola Magi. Ci sono moltissime immagini belle, che piaceranno molto alla Loretta o alla Sari. Ci sono anche le foto dell'Arno che ha raggiunto la massima portata...
La lettura!
Che bellezza! Mentre leggi molte altre cose ti germogliano nella testa, scritte da altri e pensate da te, perfino antichi rotoli e taccuini di appunti, tutte legate da un unico filo di pensieri. 
Piove da voi? Sento un coro di voci che diventa un grido
" Ma sì!! Che dici, pioverà? Piove in tutta Italia! Che domanda stupida!"
Quando piove viene voglia di leggere, in effetti. La mia figlia maggiore, quando andava alla scuola elementare, disse che da grande voleva vivere in Svezia. Svezia?, le dicemmo noi: e perché? 
Perché le giornate, per una parte dell'anno, durano poco, fa molto freddo e si può stare molto tempo in poltrona a leggere. 
Questa ragazza presa nella lettura mi ricorda lei, la mia figliola. Ultimamente ha compiuto 29 anni, qualche mese fa. Ha detto con la voce incrinata che ormai andava per i trenta. No, è diverso 30 da 29. Ho detto io. Ma è così che si vive l'ultimo anno di ogni decade, forse anche il nono anno di vita è compreso, si vive come se dovesse durare poco, come una brevissima parentesi prima del decennio successivo. Come per me ora che inizierà il 59esimo... un inciampo e poi si cade nel decennio successivo. Eppure non è così, io nel mio ventinovesimo anno per esempio ho avuto lei, la mia figlia maggiore, ed è stata una cosa meravigliosa. Non un anno di passaggio, dove sembra che non succeda niente, ma un Anno cruciale e bellissimo. Già, ma vaglielo a spiegare.