mercoledì 14 maggio 2014

Rospo scatenato e farfalle liberate

 Cronache dal giardino di Vitamina. 
Mercoledì, è il giorno di riposo di Vitamina, nel corso del quale di solito lavoro, però all'aperto, fra orto giardino e oliveto. Stamani non sapevo da dove cominciare tante erano le cose arretrate, ma una ha prevalso su tutte: il trapianto di parecchie piantine comprate nei giorni scorsi per far colore in estate. Avevo già dei vasi vuoti e ho cominciato col procurarmi il terriccio in un vecchio cumulo del composto. Scava che ti scava con la paletta ho trovato qualcosa di giallino e rotondetto: una patata! Mi sono detta. Ma si muoveva. Le patate non si muovono, perciò era un rospo. Un rospetto, proprio dove ne trovai uno lo scorso anno di questi tempi. Non può essere lui, è più piccolo.  Sarà un parente. Se ne andrà, ho pensato. Sono tornata dopo un pò a rifornirmi ancora e ancora, ma il rospetto stava sempre lì, vivo, con gli occhi aperti. Mi sono accorta che era legato da un tenace stolone di gramigna. Questo poveretto si era addormentato, forse!, in autunno o in inverno dentro il terriccio caldino, e gli è cresciuta

Tutte queste ranocchie, non sono un pò inquietanti, Loretta?


intorno una gramigna. Ho provato a tirare, ma avevo il timore di dividere il rospetto in due, che non sarebbe stata una bella cosa. Poi gli ho girato intorno, ho scoperto l'origine della gramigna, e ho tirato più forte: Plop! Il rospo era libero e subito si è arrampicato sul composto per allontanarsi. Quindi oggi ho la storia minima di  Rospo scatenato. 
Ho un'altra storia minima. Mauro girava per il giardino con la macchina fotografica e mi ha chiamato a vedere una cosa. Due farfalle gialle : una che era rimasta attaccata ai fiori del centranthus come morta. Capita di vedere le farfalle così, perché sui fiori stanno dei graziosi terribili ragni che si mimetizzano assumendo il colore del fiore o dello stelo e appena un insetto si posa lo catturano e lo immobilizzano con il loro veleno. Tremendo. Ricordate la ragna Shelob del Signore degli anelli?


Ecco le due farfalle, una immobile e l'altra che le vola intorno impazzita






libere e insieme
L'altra farfalla le volava intorno impazzita: ma che fa? Ci siamo chiesti. Volava e volava intorno al fiore e alla compagna finché quella, con uno slancio improvviso, si è liberata e sono volate via insieme in un volo che era chiaro, era un volo amoroso. 



lunedì 12 maggio 2014

Per la Loretta: Grazie tanto per gli auguri e con l'occasione ti dico che le piante che mi portasti l'estate scorsa stanno bene, la salvia ha fatto i suoi fiori bicolori e è raddoppiata, l'equiseto palustre vegeta, la clivia l'ho trasferita in una vaso più grande pieno di composto ... e anche le altre stanno bene: perfino mi pare di aver visto qualche piantina di impatiens Balfouri! Finalmente il coniuge ha fatto delle foto di scorci del giardino e le metto qua con gran piacere!
Ripeto che non è facile rendere un giardino con delle foto, in fondo un giardino si fa per viverlo, per viverci, non per fotografarlo. L'ultimo passo, per chi è interessato, è venirci. 











sabato 10 maggio 2014

Uovo "bollio"

Alcune foto al fulmicotone ( ma che sarà il fulmicotone?) anche se manca sempre una visione più generale di questo piccolo spazio che assorbe lavoro come una spugna assorbe l'acqua. Ho commissionato al fotografo ( che sarebbe mio marito, quello che da furbone qual è mi definisce la sua sette ottavi, non la sua metà) alcune foto d'insieme e ho anche suggerito degli scorci... speriamo che si impegni. Quando si impegna tira fuori delle foto veramente belle. Stamani è fiorito un iris meraviglioso che spero di poter mostrare presto. Sulla vasca è arrivata la libellula panciazzurra, che si chiama in realtà libellula depressa, ma non mi pare depressa per niente, anzi è molto vispa, ed ha subito lottato con altro maschio arrivato a reclamare la proprietà dello stagno. Mauro mi ha detto che dovevo aver già provveduto a mettere  una canna lunga per la libellula, ne ha messo lui una provvisoria e immediatamente la libellula ci si è posata. Alle libellule piace moltissimo avere una visione panoramica dall'alto.









In questi giorni ho continuato a dividere le mie aspidistra, ora ne ho nove vasi belli grossi. "Che te ne fai?" direte voi. Mi piace l'abbondanza. 
Sono passata un paio di volte in un negozio di giardinaggio e mi sono riempita di piantine da sistemare nei vasi, annuali per colorare l'estate. E' la giardinite compulsiva,  in una forma grave, non c'è che dire. 
Mia figlia ha aiutato la sua insegnante ad organizzare un convegno filosofico su Benjamin Fondane, un filosofo rumeno morto in campo di concentramento. Mi ha chiesto di preparare due bouquet per il tavolo degli oratori e io ho detto di sì. Subito dopo mi è venuta l'ansia: che fiori avrei usato, quando avrei dovuto farlo perché rimanessero freschi? Dove trovare la spugna da fiorai? Che contenitori usare ? Entro in agitazione facilmente. Sono riuscita a procurarmi la spugna e due cestini rivestiti di plastica, ma lo stesso la notte prima non ho dormito bene, ogni tanto mi svegliavo e mi chiedevo quale verde usare come base: il mirto, per esempio? 
Alle sette ero in piedi in giardino a cogliere quello che mi serviva. Ho fatto la base con rametti corti di mirto, poi ho messo altri rametti più lunghi e fioriti di kolkwitzia, poi qualche iris hollandica, qualche peonia in boccio, rose,  fiori di acanto, foglie grandi e tondeggianti di bergenia, alla fine gaillardie e rametti di phlomis. Tutto l'arcobaleno, però era abbastanza bello. Sì, avrei dovuto fotografare, ma non sto sempre con la macchina fotografica in mano, anzi mai.  Mia figlia era contenta e questo mi basta, anche perché ho fatto tutto in orario perfetto.  
Sembra facile fare una composizione, e in fondo lo è, se si  fa  per se stessi o per un'amica, ma se si deve fare per un'occasione ufficiale tutto si complica. Inoltre certi fiori meravigliosi non possono essere usati come fiori recisi, perché appassiscono subito, oppure hanno un portamento, come il maggiociondolo, che non si presta, o si sciupano a guardarli, come i giaggioli... 
Una bella notizia: si è arrestata la caduta delle foglie degli olivi (sono venuti apposta i carabinieri) e ora fioriscono. Che bellezza! Magari a novembre facciamo l'olio!

Per Sari: non ho la plumbago, ho provato in passato ma è morta durante l'inverno, e riproverò solo se riuscirò a farmi una buona serra, uno dei tanti progetti che ho da parte. Sono d'accordo che il suo azzurro sia uno dei più belli del mondo vegetale. Però ho il ceratostigma plumbaginoides, azzurrissimo anche lui. 

Per Francesca: perché le galline facciano le uova nella cassettina che hai predisposto dovresti lasciarci dentro un uovo. Un uovo finto o un uovo molto vecchio. Questo mi ricorda una storia della nostra vita in campagna di tanti anni fa, quando ero una ragazzina, quindici o sedici anni. Tenevamo le galline in un podere dove non abitavamo, ma la mia mamma ci andava quasi tutti i giorni. 
Non solo avevamo i polli per mangiare, ma le galline diventavano chiocce e covavano, solo che non tutte le uova andavano a buon fine, alcune non erano fecondate oppure si raffreddavano durante la cova e non ne nasceva niente. Si diceva che quelle uova erano erano "boglie", con questa parola che dubito che qualcuno avesse mai scritto. Quelle uova vecchie le lasciavamo come segno nelle cassette, perché le galline se vedono un uovo ci depositano più volentieri. Solo che quando si andava a ritirare le uova era difficile distinguere le uova buone da quell'altre e se capitava di aprirne uno per una frittata il puzzo ci mandava via dalla cucina. Il mio babbo ebbe l'idea di scriverci sopra col pennarello. Non sapeva come scrivere quella parola solo dialettale e scrisse "uovo bollio". Ci si rise una settimana. 

sabato 3 maggio 2014

Periodo denso di lavoro: la spalle e le braccia di Vitamina sono intormentite e dolenti. Vorrei che questa primavera lunga e gradevole durasse almeno altri tre mesi e che l'estate non fosse feroce. Il maggiociondolo (laburnum anagyroides) è in fiore da tempo, così anche la Kolkwitzia e le peonie si aprono piano piano... C'è un lato B non piacevole, tutta questa piacevolezza è gradita anche a molti insetti, coleotteri che mangiano le rose, anzi rodono proprio i bocci, lumache eccetera. Ci godiamo, sempre lavorando, queste giornate verdi, con tanti verdi in sfumature diverse, e tante forme delle foglie. Molte sono traforate dalle lumache, ma quest'anno, per la prima volta in vita mia, ho comprato il lumachicida per tentare di salvare qualcosa. Oggi che piove dovrò lavorare in casa, la casa è a tutti gli effetti quasi abbandonata, sono sempre fuori. Vorrei comprare una panchina, ne ho vista una molto carina, ma non so se lo farò. La panchina la comprerei  per guardarla,  non per sedermici, quando sto fuori lavoro sempre e non sto certamente seduta!
E' venuta a trovarmi la Paola e abbiamo fatto un giro in giardino che in questi giorni è la mia vera casa. E' difficile rendere un giardino con delle foto, si deve cogliere l'insieme e le foto sono sempre riduttive, si vede una grande insalata di foglie diverse, ma se si è qui si va a vederle una ad una, e si coglie il volo delle prime libellule turchesi, la folla delle rane (vera folla!), l'arrivo dei pesci nella zona libera del laghetto, una gatta che dorme nascosta in un ciuffo d'erba ed è quasi invisibile, le rondini che sono tornate numerose e garriscono allegre, il canto di tanti uccelli diversi...

Ci sono in giardino tre fenomeni : i due cespuglioni di ceanothus  azzurri, due palle enormi coperte di palle più piccole composte di fiori piccini,  la cascata d'oro giallo del maggiociondolo e la rosa banksiae, sì, anche quella è tutta fiorita. Ci sono tanti profumi, quello fresco della banksiae, qualche zaffata dagli iris, e l'odore di miele dei ceanothus. Sembra di avere un enorme barattolo di miele aperto e le api sono arrivate, un alveare intero, credo, a raccogliere il polline. Povere bestioline, ce la mettono tutta per sopravvivere e io le aiuto con i miei fiori. Alcuni anni fa la mia amica Stella mi regalò una piantina di aspidistra, quella pianta dalle lunghe foglione scure degli ingressi delle case negli anni cinquanta e sessanta del secolo scorso. Ora ne ho diversi vasoni pieni e un pomeriggio ne ho diviso una pianta che era diventata troppo grande e aveva perfino rotto il vaso di plastica. E' stata un'operazione cruenta, si fa per dire, a colpi di roncola per separare in due parti l'intrico duro delle radici, ma mi ha permesso di vedere per la prima volta nella vita i fiori dell'aspidistra. Piccoli, di un materiale fragile e quasi vetroso, sembrano animali rossastri nascosti in basso alla base delle foglie! 
Si impara sempre qualcosa di nuovo, non c'è che dire, anche stando a casa propria. 
In giardino coltivo delle palle, (mi piace molto la forma a palla) di artemisia abrotanum, un'erba dalle foglie fini, filiformi, con un odore forte; nel giardino della Landriana, la guida disse che la chiamavano la pianta della Cocacola, perché ha odore di Cocacola. A me non sembra, però è una pianta bella e molto odorosa che si lascia potare e resiste bene al secco. Una di queste mattine ci ho visto sopra una macchia... guardando meglio si trattava di una gran quantità di ragnini nati da poco, posati su una ragnatela finissima e quasi invisibile, un piccolo nido al sole. Ne ho trovati altri , sempre sull'abrotano, e ho chiesto a Mauro di fotografarli per farveli vedere. Peccato che non si veda quando ci si soffia sopra: tutti i ragnini si muovono e si spostano verso i margini della ragnatela. I ragnini sono piccolissimi e perfetti, come tutti i neonati sani, hanno perfino un disegno elaborato sull'addome, che la mia vista non più ottima non mi permette di osservare come vorrei. Fioriscono di nuovo gli/le iris e stavolta pianto tutti i pezzi di rizoma che trovo, per non rischiare di perdere una delle tante varietà che ho raccolto e ricevuto dalle amiche.