domenica 22 gennaio 2017

mardocchio mardocchiati , San Giobbe aveva i bachi

Mardocchio mardocchiati, San Giobbe aveva i bachi,
medicina medicina, un pò di cacca di gallina,
un pò di cane un pò di gatto,
domattina è tutto fatto,
singhiozzo singhiozzo, albero mozzo,
vite tagliata vattene a casa,
pioggia pioggia corri corri
fammi andare via i porri

Questa filastrocca l'ho presa dalla "Notte di San Lorenzo" il film dei fratelli Taviani. 
Nel film c'è una bambina che racconta la storia accaduta durante la seconda guerra mondiale,  tutti gli avvenimenti passano attraverso il suo sguardo, ma ci sono cose che le fanno troppa paura, così la mamma le dice "Quando hai paura recita questa filastrocca, vedrai che ti passa...". Alla fine del film la bambina, che è diventata una donna, recita la filastrocca magica davanti alla culla del suo piccolo addormentato: la finestra è aperta su una notte bellissima e quieta, ma la musica è la stessa dei momenti oscuri: non si sa mai cosa ci aspetta, e più è forte l'amore e il coinvolgimento, più è grande il timore del futuro... Vidi il film quando era nata da poco la mia prima figlia, venti di guerra spiravano sul mondo, dopo pochi mesi ci sarebbe stata la tragedia di Cernobyl e io mi sentivo proprio come quella mamma del film, piena di amore e felicità, e anche di timore.
Sono passati più di trent'anni. Mardocchio mardocchiati mi torna in mente spesso, la recito a bassa voce, come ora di fronte al terremoto sommato alla neve.

Terremoti
Di questi non ci libereremo, sono i movimenti di un pianeta vivo, non gli possiamo impedire di aggiustarsi e stirarsi; la nostra sola difesa, come dicono dall'istituto di geofisica e vulcanologia, è conoscere e studiare, per poter prevedere gli eventi, e costruire abitazioni che resistano alle scosse. 

Neve
La neve non è che acqua solida, acqua in fiocchi. Se ci si pensa una vera meraviglia, questa sostanza che si presenta, sulla nostra Terra, in tante forme diverse. 
 Quando piove moltissimo, ultimamente, porta via tutto, e questa volta non è caduta in forma liquida, ma in fiocchi, e si è accumulata in metri sopra la terra. Mi domando cosa è stato degli animali selvatici, se sono rimasti sommersi e sono morti, se al disgelo si troveranno tante carcasse esposte, come quelle degli animali domestici che sono morti di freddo e anche perché era impossibile per loro spostarsi e liberarsi. Cinghiali, caprioli, istrici, e perfino orsi e lupi. E gli altri...Ma forse ci sono state zone con meno accumuli, più libere. Ora ci sarà il disgelo, e se sarà molto veloce, con queste enormi masse d'aria che arrivano dall'Africa e alzano le temperature in poche ore di parecchi gradi, saremo nei guai di nuovo, perché i corsi d'acqua ingrosseranno.... 

Ecco cos'è, in pratica, il cambiamento climatico. Ecco qua: quando si diceva, trent'anni fa, i politici minimizzavano. Dicevano che chi faceva queste previsioni era esagerato  e portasfiga. Finché non si tocca con mano non ci si crede. Siamo davvero stupidi, come genere umano, capaci di prevedere, capaci di misurare, e incapaci di sceglierci dei rappresentanti intelligenti quanto gli scienziati e gli studiosi. I rappresentanti li scegliamo quasi sempre fra i mediocri, o fra quelli che ci garantiscano di difendere i nostri interessi nell'immediato futuro, e non dopodomani o fra vent'anni. Li scegliamo così quasi sempre, non proprio sempre. Poi piangiamo.

Pensavo che avremmo fatto se fosse successo qui da noi: avremmo avuto bloccate dalla neve la porta d'ingresso, il finestrone di cucina e tutte le finestre del piano terra. Per prendere la legna andiamo sotto la capanna, non ho mai misurato la distanza, forse 10, forse 20 metri. Avremmo potuto uscire dalle finestre delle camere, al piano di sopra, e forse saremmo sprofondati nella neve, e forse saremmo arrivati alla capanna, e avremmo scavato con la pala un sentiero, con parecchie ore di lavoro, perché la neve standoci sopra si compatta, e diventa dura come il vetro, e allora spalarla è difficilissimo....mi fa fatica solo a pensarlo. Forse anche accendere il fuoco sarebbe stato rischioso, con i camini sommersi. Credo che in un caso simile mi scoraggerei subito.

Eccezioni

Eventi eccezionali, certo. Eccezionali  per le misure, quantità di acqua, quantità di neve, quantità di calore, ma sempre più frequenti, per via del cambiamento del clima. Abbiamo innescato un processo che induce moltissimi altri cambiamenti a catena e che non sappiamo  se è possibile fermare. Anche queste esagerate quantità di neve e freddo sono conseguenza, pare una contraddizione, del riscaldamento globale. C'è la questione dell'inerzia dei sistemi, facciamo l'esempio della bicicletta e del ciclista, se pedala molto velocemente aumenta la velocità, se smette di pedalare per un pò la velocità continua ad aumentare, prima non di fermarsi, ma di cominciare a diminuire. La stessa cosa per il riscaldamento globale. Se smettessimo ora qualunque attività "riscaldante" ( e per farlo dovremmo forse tutti trasferirci da un'altra parte, un altro pianeta, un'altra "casa") le temperature continuerebbero comunque ad aumentare. 
In questo caso, fra terremoti e neve, nell'eccezionalità credo che abbiamo riscoperto una cosa che avevamo dimenticato che esistesse: la politica come servizio. Sindaci che si disperano cercando di ottenere mezzi e uomini per aiutare i loro concittadini. Sindaci che spalano la neve, che passano Natale e fine anno a cena nei capannoni con chi ha perso la casa. Gentiloni che dopo un infarto e un'operazione torna di corsa a lavorare. Io non lo conosco di persona, Gentiloni, ma comunque mi viene dal cuore di dirgli grazie. 
Ora potrei aggiungere una fila di banalità e mi astengo. Questi sono i pensieri che condivido, non tutti i miei pensieri, ce ne sono anche per chi sta al freddo, per chi ha perso la casa, per chi è rimasto schiacciato sotto le macerie e la neve, per chi ha generosamente prestato soccorso rischiando la vita, e tanti altri, ma li trovate dappertutto, quindi i miei ve li risparmio. Mardocchio mardocchiati, e incrociamo le dita.
A noi qui c'è andata di lusso, abbiamo avuto solo un normale inverno freddo, che si spera abbia ammazzato un pò di larve di zanzara e mosca delle olive, e quasi niente neve.



3 commenti:

  1. Condivido tutto...grazie!
    Un abbraccio

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  2. Lorenza, ieri ho letto con enorme interesse il post precedente, oggi sono tornata per rileggerlo e commentare e trovo questo altro. Notevoli entrambi, che innescano riflessioni, pensieri e considerazioni. Capisci che non è facile commentare, aggiungere qualcosa alle tue mature e consapevoli riflessioni, senza scadere nella banalità.
    Il sentimento di relgione è insito nel bisogno di tutti gli uomini in ogni cultura ed in ogni tempo, la sacralità è quello stato d'animo che ti raggiunge nei momenti che la natura o l'uomo ti emoziona e poi esiste la Fede, quella è un mistero ed un dono, e reputo fortunati quanti vivono con essa in la pace e con la visione di un progetto che non ci è dato conoscere. Come sempre con stima ed un grande abbraccio.

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