martedì 3 ottobre 2017

La particella di Dio, parte seconda, la perfetta imperfezione.

Abbastanza tempo fa avevo scritto un post che si intitola "la particella di Dio" lo trovate qui, quelli che sono disposti a seguirmi in un discorso che non  risulta tanto chiaro neanche a me. Chiamatelo piuttosto un'intuizione, uno squarcio in un cielo nuvoloso, una visione. Nel post si parla del "peso" del bosone di Higgs, espresso in giga elettrovolt, e di come questo peso stia fra due valori, uno che avvalora la teoria del Multiverso e uno che avvalora la teoria della Supersimmetria. Alla presentazione delle conclusioni dell'esperimento in cui si dimostrava l'esistenza del bosone di Higgs, alcuni scienziati erano delusi: pensavano di trovare qualcosa che dava valore alla teoria superordinatrice e nel filmato da cui prende spunto il mio post una giovane fisica dice "Io tifo per la supersimmetria, naturalmente!"
Anche a me veniva da tifare per la supersimmetria, perché l'alternativa era la teoria del Multiverso, o del caos, della mancanza di senso, che è una cosa che mi toglie energia solo a pensarla, ad averla presente in testa. Questo post, o meglio la catena di pensieri che l'hanno originato, hanno continuato a macinarmi in testa per un pò più di due anni, fino ad ora.  Nel post dicevo:

Guardando il mio giardino e l'oliveto e i boschi intorno, e me stessa che mi sforzo di tenere ordine e favorire la bellezza, vedo come il dilemma fra caos e ordine sia sempre aperto. Caso o necessità? Si domandava  Jacques Monod nella mia adolescenza.
 E' per questo che il "peso" del Bosone di Higgs sta in mezzo? Perché il mondo è sempre in bilico fra caos e ordine, razionalità e il suo contrario?....Questo dilemma sta scritto dall'inizio, nella particella al centro del tutto, è connaturato alla Realtà?


E la Paola, la mia amica geniale, rispondeva:
 ...perché cos'è la "mente intelligente" capace di lasciare un'impronta su tutto il creato, se non è Dio?
Domande affascinanti, e bella la beffa di Dio che sfugge alla determinazione e lascia l'uomo senza una risposta definitiva, anche quando arriva a misurare l'imponderabile. Dio non gioca a dadi, ma certo si diverte molto a tenerci sulla corda. Beato lui.

Forse, più che "la particella di Dio", bisognerebbe ribattezzarla "la particella del libero arbitrio".

 Questo era dove ci eravamo fermate il 20 maggio del 2015.

Provo a girare un pò più vicino intorno al punto. Ultimamente ho visto in televisione a notte tarda certe trasmissioni in cui si vedono persone con anomalie vistose, malattie che trasformano il loro corpo, che rendono la vita difficilissima. Oppure i gemelli siamesi, attaccati l'uno all'altro per la vita, qualche volta inseparabili. Quando ero molto giovane c'erano solo pochi giornali scandalistici o di pettegolezzo, di solito dal parrucchiere, che riportavano queste storie, e di rado c'erano le foto. Si restava con un misto fra orrore e curiosità malsana. Ora nel tempo di Internet e della tv ci fanno vedere tutto. Possiamo vedere l'uomo albero e quello più piccolo del mondo, o le pieghe di carne delle persone superobese. Sono cresciuta con l'idea che l'imperfezione fosse rara, ma non è così. Sarebbe stato sufficiente nascere in campagna per sapere che spesso nascono animali deformi, e i contadini della mia infanzia, pietosi e spaventati, sopprimevano alla nascita quelli che sarebbero sopravvissuti con gravi difficoltà. Provavano paura, io credo, per l'idea di caos contenuta in queste creature sfortunate, per la mancata corrispondenza al progetto. C'è molta imperfezione in giro, un pizzico in ciascuno. Ci sono progetti, progetti di piante, animali, uomini,  in teoria perfetti, ma in pratica non tutto va per il verso giusto e vengono  mancanti di qualcosa, o sovrabbondanti in qualcos'altro. La perfezione è rara, e anche quando c'è, poniamo una rosa che sboccia perfetta, arriva una cetonia o un bruco a introfularsi e divorare i petali. Ci si accorge che il destino del nostro Pale Blue Dot è attaccato a dei fili sottili, in questo momento uno è quello delle volontà di Trump e Kim Bum Bum, che sono palesemente inadatti al loro ruolo, palesemente molto meno che perfetti. C'è,  nelle persone, un'imperfezione dell'anima, o della mente, ci sono alcuni che non stanno bene di testa e si vede chiaramente da come si muovono, da come guardano, ce ne sono altri che non mostrano il disagio, ma c'è e te ne accorgi a momenti, a tratti. Soprattutto se ne accorgono loro. Ci sono progetti e c'è sempre una punta di caos che viene a sconvolgere l'ordine. Mi chiedo come ha potuto venirmi in testa quest'idea della normalità e della perfezione. Che sia innata? D'altra parte "Dio è l'essere perfettissimo, creatore e signore del cielo e della terra" ci insegnavano alla dottrina...e noi e tutte le creature dovremmo essere perfetti?...Mhh...

In questi due anni mi tornava sempre in mente la particella di Dio e il "peso" del bosone, e questo mischiarsi di perfetto e imperfetto per comporre il reale. Questa realtà che sta fra il Caos e la Supersimmetria. Ho provato una sincera delusione al constatare che non stiamo (tutti quanti, l'intero universo) dentro una supersimmetria. 
Negli ultimi mesi ho avuto a che fare, per caso, con una persona che ha un disagio forte, dovuto a vari tipi di problemi fisici e anche ad una serie di sfortunate circostanze. Il famoso fattore C. Mi sono sentita tanto coinvolta da desiderare di prestare quel minimo di aiuto che posso, e così sono quasi "entrata" nella sua realtà. Sempre per quanto possibile. Un caso palese di "imperfezione", intesa come scostamento dal progetto, mescolata ad un pizzico di sfortuna. Eppure che creatura interessante. Ha sviluppato una grande sensibilità. Bella all'esterno, capace di turbare, di mettere in movimento cose negli altri anche solo con la presenza o lo sguardo, e con una bellezza ancora più grande appena sotto la superficie. Questa persona, non dico se maschio o femmina, proprio per la sua condizione un pò più difficile della media, percepisce l'incostanza del reale, quella che Elena Ferrante, nel ciclo dell'Amica geniale, chiama la "smarginatura", che anch'io ho a volte sperimentato dopo le notti insonni passate in ospedale. Quando, fra la stanchezza e la vicinanza della morte, al mattino il mondo mi pareva estraneo, la luna un oggetto incredibile appeso in cielo, e tutto così alieno e lontano dai significati comuni. Il mondo, in realtà,  è uno strano posto, che riteniamo normale solo per abitudine, per esercizio, così come l'occhio si abitua ad interpretare un'immagine che gli arriva ribaltata e lui, in automatico, la raddrizza.
 Questa persona appena un pò speciale, di cui parlavo, ha avuto esperienze che l'hanno provata e hanno cambiato il suo sguardo.  La maggioranza di noi osserva il mondo da una posizione solida e poco attaccabile, cioè dentro se stessi, e questa persona di cui parlo, e molte altre, sentono che anche questo luogo dentro se stessi non è definitivo e sicuro. 
Ed è da qui, dai panni di un altro, dal tentativo di capire come si può sentire un'altra persona, che mi è venuta una specie di intuizione. Se il mondo fosse vicino ad essere supersimmetrico forse saremmo tutti uguali, tutte le rose uguali, tutti i fiori identici, forse non si sarebbero neanche sviluppate tutte le varietà, non sarebbero state necessarie... le persone sarebbero tutte stabili, tutte razionali e uguali fra loro...forse tutte sane...è quel pò, o molto, di caos, che ha fatto la varietà, le differenze, le malattie, i turbamenti, le scelte, buone e cattive, i geni e i deficenti, i poeti e i tiranni, la bellezza, la deformità e la banalità, e anche la possibilità che un matto d'un colpo distrugga quasi tutto e lasci il resto in agonia. Mi è sembrato di vedere che Dio, se esiste, non voleva la supersimmetria, ma il mondo proprio così com'è, perfettamente imperfetto. Ne ho parlato con la mia figlia filosofa, nella speranza che almeno lei mi capisse, e lei mi ha seguito in questa spiegazione difficile e delirante, di una visione che presto mi sfuggirà del tutto,  ma qualcosa deve aver afferrato perché mi ha detto "Il migliore dei mondi possibili". Come dire: mamma, non stai pensando granchè di nuovo, grandi filosofi si sono confrontati con questi temi e questa cosa per esempio l'ha detta Leibnitz. Sì, certo, ma io lo scopro ora, o forse ora mi interessa. Questo è il migliore dei mondi possibili, e mi è sembrato di vederlo per un attimo attraverso gli occhi di Dio. Come se l'immenso sguardo di Dio ( della cui esistenza non sono per niente sicura!) mi avesse fatto posto per osservare per un istante da una frazione infinitesima di quella prospettiva. Ho perfino capito un pochino di più cosa dicevano certi santi, che proprio tutti, anche quelli storti, brutti e perfino cattivi, sotto lo sguardo di Dio, siamo degni dello stesso amore...Perciò penso che il peso del bosone di Higgs sia proprio giusto com'è, nel mezzo, fra il Caos e la Supersimmetria. Che descriva esattamente la realtà, fra il significato e la sua mancanza.

Avevo avvisato: un discorso che è piuttosto una visione e non risulta tanto chiaro neanche a me,  perciò capisco chi da un pezzo ha smesso di leggere, o arrivato fin qui pensa che sia una vecchietta un pò strulla.

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