giovedì 1 novembre 2018

dopo la pioggia



Ha piovuto.  Acqua, tanta e per ora senza danni. Il primo giorno le piante avevano il brutto aspetto di chi non si sentiva bene, ha avuto una secchiata d'acqua in testa, ma non ha bevuto. Ora si vede che si sono reidratate, le foglie rimaste si sono gonfiate e stese. La vasca dei pesci rossi e delle ninfee è quasi piena. I pesci sembrano contenti. Si respira. Non so come mai, ma anch'io mi sento meglio. Per capire come sta il mio giardino bisogna guardare il phormium, il mio amato neozelandese che rischiava di invadere i camminamenti. Due estati tremende e un inverno, che è stato freddo solo in un periodo, l'hanno ridotto a un unico misero ciuffo, nonostante le annaffiature. In tutto il paese Italia ci sono stati disastri dovuti al vento molto forte e alla pioggia. Tanti sono rimasti senza acqua,  senza elettricità e senza gas. Frane e danni in moltissimi posti, di alcuni si parla, altri li si lascia al loro destino. Nelle città alberi crollati e gente che guarda quelli rimasti in piedi come nemici, senza più ricordare l'ombra e il fresco che producono nelle lunghissime estati. E la gentile compagnia.
 Abbiamo in questi giorni un amico ricoverato all'ospedale di Siena e pare che la pioggia sia entrata dappertutto, sono rimasti senza luce, e sono caduti degli alberi anche lì. Mi tornano in mente certe notti che tornavo dal lavoro nel 2004 e avevo l'auto al parcheggio Pietri, in città. Le scale mobili non funzionavano, ero l'unica persona in giro e scendevo le scale in un corso d'acqua, come camminare in un ruscello. Arrivavo all'auto fradicia. Un'altra notte, solo qualche anno fa, uscendo dal lavoro vidi i lampi in cielo. Andando in direzione di casa lampaggiava sempre di più, continuamente, proprio in direzione di casa mia. Era là che volevo andare e là dietro sembrava l'inferno, il cielo era percorso da lampi che lo illuminavano a giorno di questa luce fredda e livida. Un lampo dopo l'altro senza interruzione e pensavo quando accadeva in tempi lontani e ci si raccomandava a qualche Dio. Faccio brevi viaggi solitari ogni notte e certe volte sono davvero emozionanti.



Ieri che era asciutto ho ricominciato a pulire il giardino. Rivoltando la terra per togliere i fili di gramigna che hanno camminato nelle aiole, in barba al secco, ho visto che l'acqua è arrivata solo una decina, 15 cm sotto la superficie. Dovrà piovere ancora, forse già la pioggia di stanotte è arrivata più in basso. Non c'è, per quel che mi riguarda, nessun'altra cosa che mi dia subito sollievo dai brutti pensieri e ristoro fisico come occuparmi di un pezzo di terra.

4 commenti:

  1. ...... mi tornano in mente certe notti che tornavo dal lavoro nel 2004 e avevo l'auto al parcheggio Pietri, in città. Le scale mobili non funzionavano, ero l'unica persona in giro e scendevo le scale in un corso d'acqua, come camminare in un ruscello ......
    che bella immagine
    scattare una foto con delle parole!!!!!
    La comunicazione più bella avviene quando le parole arrivano direttamente al cuore senza passare per il cervello.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lorenza è magica. Ha una capacità straordinaria di raccontare...

      Elimina
  2. Grazie Gianni. Meno piacevole essere lì...

    RispondiElimina
  3. Qui non ha mai smesso... e ci sarebbe così tanto da fare nel nostro minuscolo pezzetto di terra... chissà se novembre e dicembre porteranno qualche raggio di sole e un po' di energie per mettere mano allo scempio... Ciao Lorenza!

    RispondiElimina