mercoledì 27 novembre 2019

ghirlande

Sto abbandonando il mio blog. Non è un vero abbandono piuttosto una sospensione in attesa di tempi migliori. Grande fatica, insofferenza, emozioni nere, ma anche speranze. Cose di cui parlare adesso è inutile e perfino dannoso, come diceva la nostra terribile prof di matematica del liceo, la signorina Locchi. In matematica quello che è inutile è dannoso, diceva. Le lunghe dimostrazioni tortuose dei teoremi non le piacevano, invitava a semplificare, ridurre. E io per ora taccio, e non sempre mi riesce, cerco di ridurre, semplificare e aspettare. Domenica dopo pranzo mia figlia ha detto che voleva fare una ghirlanda. Siamo uscite con le forbici a procurarsi il materiale in giardino. Per prima cosa una buona base, ci vuole una buona base per fare tutte le cose. Tralci di vite e glicine intrecciati. Ecco le foto. La prima in alto cala in basso, come tutto in questi giorni. La ragazza in cornice è lei.









6 commenti:

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  2. Nulla di più vivo e più ricco di speranza: le tue ghirlande. Circolari. Senza inizio né fine, simbolo di eternità. Bellissima e dolcissima la ragazza. Complimenti.
    Se non ti dispiace mi dirai la pianta dalle bacche rosse della prima ghirlanda. Le altre piante con bacche forse le riconosco: il peperoncino o capsicum e la nandina domestica.
    E' bello ciò che scrivi, anche un solo rigo.

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    1. Eccomi, e grazie! La pianta con le bacche a mazzetti è cotoneaster lacteus, poi edere, nandina baccelli di glicine.

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  3. Sottoscrivo il commento di Graziana e conto di fare una corona simile a Natale... quelle piante a dicembre non ci saranno ma cercherò di imitarne almeno l'armonia. (Che bella figliola la tua)
    Ogni tanto vado a rileggere il passato di questo blog e consiglio chi si affacciasse per la prima volta di cominciare a sfogliarlo dall'inizio... sarà un gran bel leggere.
    Un caro saluto e un pensiero positivo.

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  4. Che bella ghirlanda, ricca e originale!

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