martedì 17 novembre 2020

E' tanto che non torno qui.  Vedo che l'ultima volta era un mese fa. Poi io e Mauro abbiamo raccolto le olive, in due volte, e abbiamo fatto l'olio. Abbiamo iniziato a fine ottobre, prima del solito, perché sapevamo di essere soli e facciamo sempre le solite riflessioni: se poi inizia a piovere? Se poi maturano troppo e cadono? Ci siamo affrettati e è andata molto bene, le olive erano ancora poco mature e sanissime, neanche un segno della mosca che ormai è diventata endemica, ma questa volta non ha avuto le condizioni per svilupparsi. La mosca quando c'è si vede benissimo, i bachi escono dalle olive lasciate per un paio di giorni nelle casse e si trovano per terra. Poi si vede il buco di uscita e il tunnel che il baco crea dentro il frutto per crescere e nutrirsi. Parecchi, qua intorno, hanno dato comunque il veleno, cosa inutile e dannosa. Si possono mettere delle trappole, anche semplici bottiglie appese alle piante con dentro acqua e zucchero, o piattini di plastica gialli o verdolini, spalmati di colla, che per il colore simile alle olive in maturazione attirano le mosche che ci rimangono attaccate. Questo permette di fare un primo monitoraggio, per vedere se ci sono insetti in quantità tale da giustificare un trattamento, ma c'è chi procede alla cieca, senza curarsi del danno che procede agli altri insetti utili, ed è inutile parlarci, come abbiamo verificato. Il raccolto, la resa, i soldi, in sostanza, vengono prima di tutto. Sono conti economici che poi non tornano comunque, ma è il modo di procedere di certe persone, di comportarsi nella vita. Sanno tutto loro e sono impermeabili a nuove idee, inattaccabili, un po' come i negazionisti del Covid. Anche con i negazionisti parlare mettendosi nei loro panni, provare a entrare nel loro modo di pensare risulta inutile. E eccoci al virus e alla nuova chiusura. Dalla fine di ottobre, quando i ristoranti sono rimasti aperti solo per l'asporto, sono di nuovo a casa. Questa cosa mi è stata utile proprio per la raccolta delle olive, ci sono voluti 12 o 13 giorni, 5 o 6 ore al giorno, con calma, mangiando un panino per approfittare delle ore centrali della giornata. 

Ora che abbiamo finito farò altre cose. C'è della legna da portare in casa dai campi, tagliare e sistemare. Bulbi da piantare e piantine da mettere a dimora. Una piccola scala in pietra da realizzare e un muretto da finire. In teoria. Perché poi ho avuto dei dolori alle articolazioni che mi hanno molto limitato... per il resto tutto è sospeso e fermo, direi bloccato, da tanto tempo. Certe altre riflessioni meglio le tenga per me, chi passa di qui potrebbe trovarle sgradevoli, per quanto realistiche. Il tempo piano piano scioglierà le cose e speriamo non sia tardi.

5 commenti:

  1. Personalmente amo anche le riflessioni sgradevoli. Poi vedi tu. Ciao.

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  2. Le cose da fare non mancano, ma come dici bene tu tutto appare sospeso, in un limbo infinito. Tutto passerà, speriamo di vederne la fine. Buona giornata e grazie.
    sinforosa

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  3. Anche io ho un milione di cose da fare e sembra ci sia sempre troppo poco tempo.
    Questa situazione passerà presto, io sono molto fiduciosa.
    Ti abbraccio
    Francesca

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  4. Oltre che scrittrice e filosofa, oggi ti vedo cuoca, contadina, giardiniera, raccoglitrice, produttrice d'olio, taglialegna, blogger e muratore. Ah però... che energia ragazza mia... non so come tu faccia a trovare il tempo anche per noi tuoi lettori. E c'è anche un resto di cui non parli? A tal riguardo la penso come Andrea Sacchini...
    Beh, io ti "vedo" colorata dal sole e dall'aria, temprata dal lavoro fisico e decisamente in forma.
    Abbasso le mosche delle olive e tutti i virus di questo mondo.
    Un abbraccio pieno di stima.

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  5. Mi fa piacere conoscerti anche attraverso il tuo blog. Mi trovo sempre a condivedere i tuoi punti di vista per quello che dici e mi piace molto come lo dici. Ed abbiamo anche molte cose in comune.

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