come le case raccontano i proprietari
| Lonicera in fiore nonostante il freddo. |
24 gennaio 2011
La mia amica L. è figlia unica di due genitori severi, poco comunicativi, ora si direbbe anaffettivi. Il padre è morto da tantissimo, la madre da una decina d'anni, lei stessa ne ha più di settanta. Quando la famiglia è così fredda, i coniugi reciprocamente e di conseguenza con la figlia, certe qualità non passano da madre a figlia e neanche certe sapienze ed esperienze.
La L. non è una brava donna di casa, nessuno gliel'ha mai insegnato. Ne sentiva vagamente la necessità e ha cercato nei libri, oppure ha chiesto ad amiche inattendibili. Non ha una valida figura femminile alle spalle e si è formata un'identità femminile senza averne l'esempio.
I genitori non le hanno mai fatto un regalo, né per Natale né per i compleanni, consideravano fare regali una cosa inutile e lei ha imparato così, e così è rimasto, Ma le piace fare doni e i suoi sono estemporanei, mai legati a circostanze o date precise, generosi, ma si vede che non ne ha la pratica. Sua madre è stata per molto tempo malata, a letto, in un appartamento sotto al suo, dipendente da lei. Quando la madre è morta lei si è sentita libera, ha buttato tutto all'aria, ha venduto la casa e ricomprata una nuova in un'altra città, ha fatto dei corsi per pedagogisti, ( è laureata in pedagogia), ha imparato in quei corsi alcune delle cose che tutti praticano normalmente nelle famiglie e che a lei nessuno aveva mai insegnato e altre cose nuove.
Una cosa però non ha mai imparato ed è l'ordine. Nelle sue varie case, vari luoghi dove abitualmente vive, il caos si crea spontaneo per autogenerazione. Ci vai la prima volta, quando appena ci ha messo piede e la casa è da rinnovare e c'è qualche oggetto in giro, la volta dopo sono decine, la volta dopo centinaia ed è il caos.
Qualche volta non si sa dove mettere i piedi. Mi sono offerta di aiutarla a mettere ordine, scegliere fra gli abiti vecchi della sua famiglia, cioè del marito e dei figli, e fra quelli della madre e del padre, che conserva ancora. Credevo di farle un piacere, ma lei ha detto che tutta quella roba le serviva, che avrebbe fatto stracci e grembiuli di quei vecchi abiti, alcuni risalenti ai primi anni del secolo scorso. Mi sono offerta di fare per lei un golf e ha trovato, miracolosamente, in quel caos, della lana nuova, in matasse, avvolta in un tipo di carta che non si produce più. Il cartellino diceva che era del 1934. Mangiata qua e là dalle tarme l'ho dovuta in molti punti aggiuntare. Non so se poi il golf le è piaciuto, doveva soprattutto tenerle caldo, per lei l'estetica è secondaria.
| Lenti di ghiaccio sull'erba. |
Nell'uso delle sue risorse segue criteri contraddittori. La confusione che regna nelle sue abitazioni mi spiazza completamente. Anch'io non sono ordinata, ma quello è per me assolutamente ingestibile. Mi fa paura pensare che certe persone molto ordinate, venendo in casa mia, possano provare quello che io provo quando vado da lei.
| Ordine perfetto. |
| Tutto a posto. |
Stirare? Non se ne parla neanche, le donne come lei non perdono tempo a stirare e se devono fare un orlo prima provano con la spillatrice. Ogni tanto, per un matrimonio, per una cerimonia, stira qualcosa e mette insieme vecchi abiti che per miracolo sembrano nuovi e le fanno fare una bella figura. Poi dice: "Mi hanno detto che ero molto elegante..."
E' decisamente, autenticamente e spontaneamente originale, fatta a modo suo, insofferente dei legami familiari, e molto affezionata ai figli e al marito, tutto insieme. In campagna ha due annessi agricoli distanti 1 km l'uno dall'altro, uno sta più in basso dell'altro. Di sotto lascia marito e figli. Di sopra va da sola. Si deve sentire libera. Di sotto il casino è esplosivo, di sopra ancora si respira. Avrebbe potuto costruire una sola casa più grande, più comoda, una sola casa per tutti, ma non le è neanche passato per la testa.
Abbiamo in comune un certo spirito ecologico, l'amore per la natura e la campagna, una storia familiare simile e la propensione ad aiutare il prossimo. Lei in questo è molto più brava di me e mi ha aiutato tante volte.
Ci divide il cibo, lei non mangia per il piacere di mangiare, ma si nutre in modo sano, senza badare al sapore; e ci divide la casa, che per me deve essere ordinata e piacevole, per lei è un ricovero dagli avversi elementi. Ho letto che Marguerite Duras, o Marguerite Yourcenar, insomma una Marguerite scrittrice francese, diceva che ci sono donne incapaci di fare ordine, capaci solo di spostare il disordine da una stanza all'altra. Io e la L. siamo così, in misura diversa. A me pare che le nostre zone del casino, più o meno estese, lancino un messaggio di disagio, una porzione della vita e della mente che ha bisogno di essere sistemata, che non va a posto, e chissà se ci andrà mai.