MALATTIE GRAVI: GIARDINITE

Credevo d'esser guarita dalla giardinite, o d'essere in via di guarigione, o d'essermi almeno immunizzata e non poter più manifestare le forme più gravi di questa malattia seria e contagiosa, ma oggi si è verificata una cosa che mi ha fatto capire che ci sono ancora dentro con tutte e due le gambe. Vi racconto che è successo.

Stamani sono andata a trovare un'amica. Ha detto: "Mica per caso vai all'Esselunga? Avrei bisogno di un pò di cosine, se ci vai per te e me le compri mi fai un piacere, tanto poi domani ci si vede, mi dai la spesa e ti rendo i soldi."
Certo che vado all'Esselunga, ci vado perché ho bisogno di comprare qualcosina, anche se la spesa grossa l'ha già fatta Comprino, mio marito, che si diverte moltissimo a farla.
Ma io, segretamente, segretamente anche per me stessa, vado all'Esselunga per un altro motivo, perché a primavera hanno delle piantine interessanti, qualche volta. E' vero che sabato scorso ero stata a Lucca a Verdemura e avevo già comprato 5 piante, ma che male c'è a dare un'occhiata? Poi in fondo qualcosina mi serviva davvero, e la mia amica mi aveva chiesto di fare la spesa per lei, sarei andata al supermercato a fare una spesa col bigliettino, precisa, senza eccedere, e nel frattempo avrei buttato un occhio al reparto giardino, che tanto di sicuro non c'era niente di nuovo. 

Arrivata al reparto giardino dell'Esselunga ho dato un'occhiata al volo, tentando di passare oltre. Ma sotto un ripiano ho visto le foglie inconfondibili dell'elleboro. Dovete sapere che a Lucca io e l'Antoinette non avevamo comprato gli ellebori perché li avevamo trovati che eravamo già cariche e abbiamo coscientemente rinunciato. Ma al supermercato ho visto proprio le piantine tanto desiderate di elleboro orientale, di colori molto belli che non ho, d'altra parte di elleboro orientale ne ho uno solo, e ne ho presi due. Due! 
Costavano il 50% in meno che a Lucca, ho considerato che stavo risparmiando. In effetti più ne compravo più risparmiavo, ma è un discorso stupido .
Solo che non mi bastavano più i soldi per fare la spesa per la mia amica. Pazienza, ho considerato che la merce per la spesa ci sarà anche domani, gli ellebori colorati, se passa un altro matto come me, domani non ci son più. Quando son salita in macchina con i miei due bellissimi ellebori, che fotograferò presto e li potrete vedere, mi sono resa conto che potevo ragionare quanto mi pareva, ma era ormai chiaro che non ero uscita dalla dipendenza, che la mia giardinite, dopo quasi 30 anni, restava un morbo ormai cronicizzato di cui non potevo sperare di liberarmi. Che bellezza! 
Ero contenta come una Pasqua.

Tornando a casa sono passata dall'Antoinette, l'ho fatta avvicinare al cofano della macchina e l'ho aperto in modo teatrale. Si è messa a ridere che non ne poteva più, soprattutto quando le ho detto che ero andata a far la spesa e poi,invece, avevo comprato le piante e non avevo più i soldi per nient'altro. Solo un altro matto può capire un matto.
Lo dice lei che siamo matte e io, ultimamente, non mi sentivo più così, mi pareva di aver smesso di desiderare, di aver smorzato l'entusiasmo. Si vede che è primavera, qualche ormone vagabondo e solitario mi gira ancora nel cervello. 
Sto realizzando una grande aiuola nuova dove fino all'autunno c'era un pezzettino di orto. Mauro si arrabbierà molto quando capirà cosa voglio fare, e che questo comporterà di fare un altro pezzo di recinzione per fare l'orto fuori, e difenderlo dai selvatici. Non mi importa. Ho vangato e zappato tutta la sera pulendo la fragolaia, che per ora lascerò lì, e in mezzo ho piantato bulbi di dalia, che si erano tanto ingrossati e necessitavano di una nuova postazione e divisione, e da una parte, all'ombra, i due ellebori. Li guardavo e mi si gonfiava il cuore .
Holly , una delle mie donnine.

Conobbi Antoinette a casa della C. che aveva organizzato una festa per il suo cinquantesimo compleanno di mattina, una festa con breakfast. Tipicamente nordica, con panini fatti in casa, tè e burro, formaggi, marmellate, tutto buono e non italiano. Quella prima volta l'Antoinette se ne andò a casa per il pranzo e nel girare l'auto andò a sbattere contro un palo e fece un danno di 500 euro.
In seguito ci si rivide a fare la spesa e lei venne a casa mia per vedere il giardino. Tornò a casa con il portabagagli della macchina pieno di piante e tanti consigli.
Cominciò in questo modo. In seguito, quando parlava con suo marito diceva che nel primo incontro aveva fatto un danno di 500 euro, ma poi le avevamo  insegnato tante cose, la C. e io, che, se avesse dovuto pagare, chissà quanto avrebbe speso. Non è caro 500 euro. L'Antoinette ride come Eddy Murphy, si sbellica proprio, è molto simpatica. Io non sono così brava come dice lei, ho un pò di esperienza, vorrei vedere, in tutti questi anni non mi sono girata i pollici,  ma lei è diventata più brava di me, più precisa. Io mi sento un pò più come la Loretta del "Roseto in via Cerreto". Una giardiniera campagnola piuttosto rilassata .

Lama fulmine
Bene bene. Ultime dal giardino. Nella vasca un animale, o più animali, avevano deposto delle uova dentro a dei tubi di gelatina. Io rimango sempre ammirata e stupita di queste cose. I tubi di gelatina, consistenti e robusti, sono stati attaccati dalle gambusie, pesci piccolini che vengono dal Mississipi, molto voraci . Lo scorso anno successe la stessa cosa e dopo un pò non c'era più nulla. Io e Mauro abbiamo avuto la stessa idea e abbiamo trasferito un pò di questa massa gelatinosa, ormai smembrata dagli attacchi delle gambusie, ma ugualmente difficile da maneggiare, in una vasca senza pesci. In tutte e due le vasche cominciano a muoversi dei cosini neri. Ora non so cosa sperare: che siano rospi, che si spargeranno per la campagna. Che siano rane , che ci faranno diventare sordi cantando sgraziate tutta l'estate, con la possibile conseguenza di attirare serpi e forse vipere e di far diventare il giardino un luogo di lotte e di pericoli , col risultato finale di farmi smantellare la vasca. Che siano pesci, che forse sarebbe la cosa migliore. Intanto il brodo primordiale produce le prime creature.


Dizionario medico olistico :
"Giardinite cronica,  malattia che si presenta la prima volta in forma acuta, di solito il soggetto comincia a mettere fagioli su falde di cotone inzuppate d'acqua, passa a dei vasetti pieni di terriccio in cui semina di tutto, in seguito il morbo può prendere le più svariate forme, si aggrava nel cambio si stagione, si cura al contrario dell'influenza, stando molto all'aperto, e usando attrezzi agricoli.
Sintomatologia:
Peccato non poter postare il profumo, simile al pittosporo.
Clematis "Armandii" ottenuta da me per talea nel 2004.
Fioritura lunga , perchè precoce , e abbondantissima.
Il soggetto perde interesse per il proprio aspetto, presenta le estremità degli arti superiori piuttosto rovinate, e in generale gli abiti sporchi di terra e di erba e ha un odore di sudore accentuato, ma non ne è preoccupato.Nello stato acuto sopporta punture di zanzara e di altri insetti, sembra che non se ne accorga. Nelle stagioni di passaggio abbandona la propria abitazione, dove rientra molto tardi dopo il calare del sole, adattandosi a dormire in giacigli e a mangiare in modo molto frugale cose che coltiva egli (o ella)stesso, ma che cucina rapidamente e senza interesse. La malattia si attenua nella stagione invernale, nel corso della quale il soggetto presenta spesso forme depressive. Attenti che è contagiosa.