Pensieri di Pasqua .

24 aprile 2011

E' la notte di Pasqua ed io mi sento vuota, come una canna con il vento che ci soffia dentro, ma è un vento muto. Non mi sento infelice,  dopo che abbiamo finito di bruciare le frasche di olivo, Mauro è riuscito a togliere l'erba dai campi col trattore, prima che diventi troppo alta  e io ho rimesso a posto il giardino per l'ennesima volta. Ora che si arriva pian piano al culmine della bellezza per questo giardino e per quest'anno provo un senso di appagamento e pace. Però mi sento vuota, senza pensieri, e soprattutto senza pensieri di Pasqua. Dopo cena, stanchissimi, ci sediamo per vedere un film, il "Terzo miracolo", e i pensieri arrivano. Bello quando un film ti fa venire dei pensieri. Senza raccontare la catena  che mi ha riportato indietro  mi sono ritrovata  nel mio negozio bio, in uno degli ultimi anni.

Aveva cominciato a venire una nuova cliente, una bella signora,  molto semplice, anche nel modo di parlare, avrei detto ingenua, una donna di campagna.
Sorrideva tanto, parlava con dolcezza e faceva una spesa abbastanza grossa. Le chiesi perchè faceva una spesa così grossa, mi sentivo sempre stupidamente in colpa, i prezzi da noi per forza erano più alti e pensavo che alcuni facessero fatica a comprare le nostre cose, anche se in tanti anni non avevamo mai guadagnato abbastanza da farci uno stipendio. Mi rispose, sempre sorridendo, che un medico gliel'aveva consigliato e che comprava questi alimenti volentieri, ci si trovava bene. Si affidava ed era  priva di malizia. Le ragalavo sempre qualcosa.
Veniva da noi ogni tanto, forse ogni due mesi, accompagnata da un bel ragazzo sui trent'anni, suo figlio, e anche il figlio era gentile, con me e con la madre. Quella donna mi piaceva e le sue visite mi lasciavano un senso di gioia sommessa. Una volta venne un'altra persona  sempre dalla stessa zona, la Valtiberina. Le dissi di quell'altra signora, se la conosceva e lei disse di sì, che era nota, perchè era una specie di santa . Ero incredula e le chiesi se aveva capito bene, forse scambiava questa signora per un'altra, le diedi qualche altra indicazione. Insisteva, era lei, e la gente andava a casa sua per essere benedetta, toccata, forse guarita. Quando quella persona se ne andò rimasi a pensare, c'era qualcosa che non mi tornava in quella storia, cosa mi aspettavo da una santa? Che fosse furba, o colta, o molto intelligente? Si fece strada l'idea che una grande anima può stare dentro una persona semplice, che non ha studiato, che non parla neanche benissimo italiano. Ero proprio stupita da quella scoperta. La sintonia col divino è quella di Lourdes, Fatima, Medjugorie, bambini che cadono in estasi, donne semplici che sorridono a tutti.
Non mi fraintendete, non piacciono neanche a me i commerci che nascono su queste cose, le varie speculazioni. Io parlo del succo della cosa, della relazione fra il singolo e il suo Dio.

La storia del film di stasera  parlava di un prete, di una madonna che piange sangue e di una donna che fa miracoli. Il Prete viene chiamato ad esaminare il fenomeno e la presunta santità della donna, un prete colto e combattivo, che vuole a tutti  i costi vincere la causa, come un avvocato . C'è qualcosa che non va , mi dicevo mentre guardavo il film, non risponderebbe così un sant'uomo, ma come risponderebbe, mi chiedevo?
Poi ho ricordato. Sia fatta la volontà di Dio.

Cosa non mi piace della Chiesa? Che si arrocca in posizioni indifendibili, che condanna, che giudica . Che si nasconde dietro la dottrina, che si avvale della retorica, che si giustifica. Questo lo fa chi ha paura, chi  non ha fede, chi non si affida . Il rapporto con Dio è molto personale e privatissimo, ha tanti risvolti pubblici, di impegno sociale, civile, ecologico, di giustizia, ma il suo nucleo, per chi lo vive, è nel cuore di ognuno. Ricordo una sera che eravamo appena arrivati a Spello , e ci accolse proprio fratel Carlo Carretto in una piccola chiesa. Avevo 17 anni. Dovevamo restare là una settimana e dividere le giornare fra il lavoro nei campi la mattina e  la preghiera la sera. Lui ci raccontò delle cose sull'atteggiamento da tenere nella preghiera e poi disse che poco prima c'era un giovane in quella stessa Chiesa, che si era raccolto in preghiera e subito lo Spirito era sceso su di lui. Mi vennero i brividi . Il rapporto con Dio è misterioso e chi lo vive fa venire i brividi, testimonia una tensione interiore e una fiducia totale che niente hanno a che vedere con le recite dei Rosari, con la partecipazione a rituali vuoti. Il rituale si riempie di senso quando c'è questo affidamento, questo rapporto amoroso e fiducioso.