Una primavera velocissima.

12 APRILE 2011 

Arriva e scappa, questa primavera, e al posto suo mette piede l'estate. Temperature molto alte hanno fatto in modo che i narcisi lasciassero il posto ai tulipani e i tulipani appena aperti avvizzissero i petali bruciati dal vento caldo. Il giardino è vivo ed è sotto questo cielo, non si scappa da qui, non siamo sotto una campana di vetro. La pompa del pozzo, che usiamo solo per innaffiare, si è rotta. Abbiamo avuto qualche giorno di ansia, perchè un anno e mezzo fa avevamo speso più di duemila euro fra tutto per la seconda pompa nuova in dieci anni che è assurdo, ed ora sembrava che fossimo daccapo. Per fortuna c'era una rottura, ma non così grave. Ci ha aiutato il nostro amico Italo, idraulico, che per telefono ci ha guidato nella ricerca del guasto. E per questa volta è andata! Sospirone di sollievo.

  Un paio di piante che credevo di aver perduto sono ricomparse all'appello : un eremurus piantato in autunno( un ciuffino piccolissimo) e una echinacea  "purpurea alba" , contraddizione in termini, o purpurea o alba, questa è alba. In realtà il nome dice che l'echinacea, bella e ruvida margherita estiva di colore rosso violaceo, in questo caso fa fiori bianchi. Ne ha delle foto bellissime Michele nel suo "Le paradis des papillons" . A proposito di farfalle, con il caldo compaiono tutti, insettoni che mangiano con impegno fiori e bocci, farfalle colorate, la criocera del giglio, bel coleottero rosso che fa le uova sulle piante di giglio e nascono delle larve che mangiano, no, divorano le foglie,  uccelli che cantano, Cucucù cucucù, fanno le tortore monotone, Cucù Cucù Cucù, fa digià il cuculo, sentito ieri pomeriggio,  e ogni genere di cinguettio piacevole si sente nell'aria. E un merlo, da quanto non ne vedevamo!, che canta meravigliosamente dalla cima dell'abete. Uno stormo di rondoni è passato gridando nel pezzo di cielo sopra il giardino. Evviva!

Fiorisce il lillà (Syringa ) sia lilla che bianco, ma è una fioritura spinta dal calore e non assistita dall'acqua, manca il turgore e un certo grado di felicità. L'altro ieri ho lavorato tutto il giorno con Mauro per dare al giardino un minimo di ordine, Mauro ha fatto a pezzi con la motosega i tronchetti di nocciolo e di olivo diradati, io li ho messi a posto ed ho bruciato tutta la ramaglia fine che non potrò usare per accendere il fuoco.Tutto il resto a posto sotto la capannina della legna. Ho tagliato l'erba e ho ricominciato il lavoro più grosso di questo periodo, zappare e togliere le erbe che nascono da sole, che sono molto più grosse e forti di quello che si vuole coltivare . Ho innaffiato, e tutto il giardino rinasce, anche se sarebbe gradita un bel po' di acqua dal cielo. Il caldo è forte e non siamo ancora abituati, solo pochi giorni fa di notte c'erano pochi gradi sopra zero e ora di giorno è quasi estate, io pretendo di lavorare, ma forse il mio corpo ha delle difficoltà. Me ne accorgo, ma cerco di far finta di niente. L'albero di Giuda dietro la casa è una grande macchia rosa, e le rose, invece, corrono a preparare i boccioli, mentre qualcuno sta cucendo insieme le loro foglie per farci la nursery per le uova. Non si sta mai tranquilli!

Stamani ho diserbato un paio di aiuole grandi e ora il giardino rassomiglia di più a sé stesso, cominciano ad unirsi le masse verdi e tutto appare più armonioso, non solo piante separate. E' bello anche così, tanti verdi diversi, alcuni che sfumano nel rosso, e altri nel grigio  e nell'azzurro, e altri verdi squillanti e basta,  tante promesse di fioritura e per ora l'attesa, mentre gli ultimi tulipani e narcisi, gialli e rossi, fanno qua e là Carnevale ..