Primo maggio : rapsodia in blu.
| Ceanothus Tyrsiflorus Repens. |
1 aggio 2011
Sono in fase introversa e introspettiva, perchè si avvicina il mio compleanno , e si compie anche il primo anno di questo spazio virtuale.
Mia figlia, ma ne accorgo ora , mi fece un bel regalo di compleanno impostando il blog, e in giardino c'erano come ora iris colorati e libellule sulla vasca dei pesci, che invece non sono ancora arrivate.
Un anno è sempre lungo un anno, ma qualche volta si percepisce cortissimo .
Questo qui è stato lungo perchè sono successe molte cose, brutte e belle, e quelle brutte le abbiamo vissute abbastanza bene, come famiglia, così non son state tanto brutte .
Vivendo le cose a fondo giorno per giorno e, per me, con questo strumento che mi induce a scrivere e quindi a pensare, l'anno, nella percezione, si è allungato.
Mi sento fortunata e in una situazione un po' irreale, con questo piccolo giardino bellissimo, non del tutto per merito mio, con questa famiglia a modo suo piuttosto bella anche quella, senza esagerare.
Bella a colpo d'occhio e poi ad uno sguardo approfondito mostra i suoi aspetti difficili, come tutte.
In questi giorni ho dovuto ascoltare una signora che magnificava se stessa e la propria famiglia così a lungo e con tanta convinzione che dopo un po' ne avevo la nausea, la Luisa, che non è quella del sapone, ma un'altra delle più care amiche, sa a cosa alludo.
Non ho mai sopportato chi magnifica se stesso, il proprio lavoro e la propria famiglia, madri e padri perfetti, ricordo che la mia di ragazzina la mostravo come famiglia perfetta, e poi si è visto come è andata .
Meglio sempre abbassare i toni ed essere realisti.
Gli anni precedenti non fotografavo le iris, restavano un luminoso ricordo. Le foto dell'anno scorso le ha fatte mia figlia più piccola.
Le iris sono l'effimero della primavera, durano poco, come le peonie, ma come si fa a rinunciarci? Sono meravigliosi e poveri fiori, di semplicissima riproduzione, sani, democratici, tutti possono averne un pezzettino, basta chiedere ad un' amica come me.
Però oggi è il primo maggio e a me la testa mi è andata spontaneamente sul tema "lavoro" già da un po' di giorni .
| Una palla blu che profuma di miele. |
Io sono in questo modo, perfettamente nella media.
Gianni, a me lavorare mi "piace". Mica sempre, ma quando mi lasciavano tranquilla in una cucina mi divertivo molto. Sarà che il lavoro di cucina ha degli aspetti creativi, ma neanche tanto, quando una cosa l'hai preparata cento volte è solo ripetizione .
Mi piace lo stesso.
Ho difficoltà a ingranare, svegliarmi, partire di casa, sempre un pochino in ritardo, ma poi mi piace .
Il lavoro della cucina è molto manuale ed è anche tecnico, usi la mente ma in un modo che la riposa, devi prendere il ritmo, poi il lavoro si snocciola da sé, comincia a filare e ti senti in sintonia. Con che cosa ? Ma con tutto!
Dal tuo posticino dove stai lavorando vai in accordo con l'universo intero.
Se poi lavori con un'altra persona e cominci ad andare in "fase" , cioè in sintonia ed in armonia in modo tale che le cose si incastrano bene quelle che fai te e quelle che fa lei e quasi non c'è bisogno di parlare, è proprio bello anche quello .
Alla fine poi se hai lavorato bene il risultato si vede e si sente, ma io non ho mai avuto bisogno di premi, me ne accorgevo da sola se c'era stata quell'immersione totale e quel controllo concentrato che garantivano la qualità.
Una bella cavalcata fatta dentro una stanza con molto caldo e vapore.
Mi è piaciuto anche lavorare come operaia agricola, mettere le pesche a posto nelle cassette è bello, le cassette della Giuliana erano bellissime da vedere.
Le pesche grandi al centro, con le gote arrossate in alto, facevano un effetto di pienezza e maturità, facevano gola.
Mi piaceva anche studiare .
Anche qui a casa lavoro tanto, pulisco i greppi dai rovi, adesso, che è davvero un lavoraccio .
Ma mi piace! Mi piace veder pulito, dopo.
Anche il giardino è un gran lavoro, testimoni tutti quelli che ce l'hanno. Mi piaceva anche il negozio, quando l'avevo .
Invidio le mie amiche, che, con la laurea, hanno acquisito competenze specifiche .
E' bello vedere un medico, un architetto, un avvocato , ma anche un muratore, che sanno di cosa parlano, che si muovono con sicurezza nei loro mestieri, più bello ancora se sono donne, a cui questa cosa è stata negata per molto tempo. Benchè prima avessero i lavori "femminili", ricamare, tessere, cucire, belli anche quelli, ci vuole competenza anche lì.
| Scilla peruviana , una bulbosa facilissima. |
| Si chiama peruviana, ma è mediterranea. |
| Il ceanothus, visto da vicino , è per gli insetti uno sterminato campo di raccolta , bellissimo e odoroso. |
| Il ceanothus è anche lui un fiore di primavera , facile , se è al posto giusto. |
Quando non lavori, comincia ad insinuarsi un'idea perniciosa, che sei a casa e non servi a niente, il mondo gira senza di te , sei fuori , scesa dalla giostra, cosa puoi dire alle tue figlie? Che esempio puoi dare? Non fai più parte della società attiva, non hai quasi il diritto di esprimere un'opinione, sei diventata invisibile, e ti passa anche la voglia di fare quelle cose che non potevi fare perchè non avevi tempo, dovevi lavorare, ti pareva così bello avere tempo, ma ora ce l'hai e hanno perso significato.
Invece se lavori ti senti di aver la schiena dritta, uno stipendio sudato ti attende a fine mese e sei una delle tante persone che fanno parte della società e si guadagnano il pane, ti senti a posto hai una tua autonomia. Il tuo lavoro, non tanto importante come quello del medico, del giudice, dell'ingegnere, si incastra con i lavori degli altri nel comporre una società civile, ed è un bel vedere anche quello.