Pioggia, Antoinette e la felicità delle piccole cose
14 aprile 2012
Alla fine è piovuto anche qui. Non che si risolva la siccità, ma insomma siamo più vispi. Tutte le piante sono più dritte, più turgide, le foglie più larghe, gli steli più allungati anche se già in fiore. Fin qui è stata una primavera secca ... è venuta a trovarmi la Paola e vedendo la Clematis Armandii che gli altri anni era meravigliosa, ha esclamato " Oddio! E questa che ha fatto? " Per dirlo un'ospite la cosa era macroscopica, una vera schifezza. La pianta in parte scura per il freddo non aveva messo nuove foglie, ma solo fiori piccoli e striminziti, poverina. I tulipani sono sbocciati solo in parte, alcuni sono rimasti come atrofizzati, e anche le peonie.
Ora però è piovuto ed è una bella notizia, pare davvero che Dio si sia ricordato di noi, di questo pezzo di Valdichiana. Ad Arezzo difatti era già piovuto bene e mi faceva arrabbiare ancora di più trovare per la strada l'asfalto fradicio e grandi pozze d'acqua e da noi secco come la cenere.
Fra le altre cose che hanno smesso di funzionare c'è anche la macchina fotografica, non si accende più. Pensavo fosse scarica e invece sembra che sia defunta. Così non ho potuto fotografare quel che di bello c'è in questi giorni, cioè il cestone di iris Japonica su cui è posata una nuvola di fiori piccoli e delicati che appaiono in tal numero per la prima volta da che l'ho piantata. Avrei fotografato volentieri anche i due arbusti di Jasminum primulinum dai fiori gialli, grandi e doppi, ottenuti per talea rubata sotto casa di un'amica da uno spazio condominiale. I due cespugli fioriti abbondantemente sono stati la gioia del giardino fino ad ora.
Fra le campanule tappezzanti e le aquilegie non ancora fiorite, vicino all'epimedium che quest'anno ha fatto una fioritura scarsissima, sono sbocciate delle fritillarie "Uva vulpis": belline!
| Choisya |
E all' improvviso ha recitato una poesia in francese, in rima, che non so ripetere, imparata in Africa, alla scuola elementare, che parlava della bellezza delle piccole cose. Ha detto che la recitava da bambina, a memoria, e non sapeva di che si trattava, ma ora lo sa, grazie al suo giardino ora lo sa. L'ho abbracciata commossa.
| Dimorphoteca o osteospermum |
| iris japonica |
Non c'è che dire: il giardino, e l'orto, anche, sono una metafora dell'anima, anche se il mio amico Enzo, che non c'è più, ogni volta che qualcuno pronunciava la parola "metafora", diceva subito "metà fora metà dentro". Quando il giardino non funziona, quando non son capace di vedere la bellezza che cresce, anche piccola, minuscola e fragile, vuol dire che il filo fra me e me è perduto, per un po' . Ma c'è qualche segno di ripresa, ieri ho sentito l'impulso di comprare tre piantine, una di cui non so il nome, un osteospermum e una Choisya o arancio messicano. I pesci nella vasca guizzano e mi vengono incontro festosi, "la vita è bella " mi dicono. Poi c'è il blog e tante persone che lasciano commenti e sembra proprio che sappiano di che parlo, che si mettano nei miei panni. Grazie.