Laura di Gaia
17 aprile 2012
Anche questa è fatta, come disse quello che ammazzò il babbo. Questa cosa infelice si dice, qui da noi, ogni volta che si conclude una cosa, importante o meno che sia. Questa volta era importante: si è laureata la mia figliola più piccola, Gaia. Doveva iniziare alle 11, ma poi a lei è toccato molto più tardi. Abbiamo aspettato davanti all'aula fra un gruppo eterogeneo di ragazzi, un paio veramente vecchio stile, di cui uno un futuro giudice, una con parecchi piercing, e la mia figliola che, per l'occasione, si era fatta molto verde, una gran parte dei capelli, le unghie, gli orecchini e la copertina della tesi, un bel verde smeraldo. Abbiamo pranzato in casa alle tre del pomeriggio, perché la discussione della tesi è avvenuta all'una e ci vuole mezz'ora per arrivare a casa, la mia suocera senza supervisione aveva messo delle scarpe che le facevano male ai piedi e camminava come sui vetri rallentando l'andatura che, a 83 anni, non è da cavallo da corsa, mettiamoci anche un certo disorientamento che la induce e fermarsi e guardare dove si trova e prendere quasi per dispetto la direzione opposta a quella giusta. Avevo fatto per la Fiamma, l'altra figliola, e Francesco, il suo ragazzo, la corona d'alloro per la laurea, ma questa volta, lavorando fuori casa e preparando il pranzo, me ne sono dimenticata, e la Fiamma ha detto che non si poteva farne a meno ASSOLUTAMENTE !! E via giro dai fiorai, e arrivo in corsa, alle 13,04, dall'unico che avesse alloro disponibile, che a casa ne abbiamo enormi alberi. Ordinata la coroncina, d'altra parte molto graziosa e ben fatta, la fioraia mi aveva aspettato per ritirarla e l'ho apprezzato moltissimo, poi via di corsa di nuovo con la zia Mirella in macchina che a 77 anni è vispa e organizza volentieri, anche se per spiegarti da dove devi passare ti dà delle indicazioni che a capirle ci vuole parecchio impegno. Insomma una fuga dalla mattina che per fortuna mi ha svegliato la Claudia, sennò avrei dormito ancora un po' facendo tardissimo, una collaborazione zero da parte di mio marito che era tutto preso dai rimpianti personali per non aver frequentato l'Università e non aveva neanche capito, il giorno prima, che io avrei comunque lavorato e avremmo fatto un pranzo e non una cena. A casa non avevo neanche apparecchiato, l'ha fatto la Fiamma e alla fine, alle tre, abbiamo mangiato tanto e abbastanza buono. A fine pranzo la zia Mirella ha raccontato alla Claudia alcuni aneddoti sui suoi figlioli, tipo quando la Teresa bambina tornò da scuola che aveva vinto tre maschi a braccio di ferro, e quando la mia mamma invitò a pranzo per un nostro compleanno lo zio, suo marito, e il mio cuginino, ma disse che per lei non aveva la sedia, manifestando così tutta la sua simpatia. Bei ricordi. La Claudia aveva fatto un dolce da blog di pasticceria, difatti volevo tenerlo per ricordo e non tagliarlo, poi invece l'abbiamo mangiato. Abbiamo mangiato anche il mio, un pandispagna con il lemon curd, molto buono davvero. Poi via, giro in giardino, che ora è tutto verde e pieno di vita, e al lavoro. Stamani le gambe sono ancora piene di acido lattico. La tesi di Gaia trattava dell'inconscio collettivo fra Levi Bruhl e Jung , "La partecipation mistique " in pratica , e il voto è stato 110 e lode. Sono stanca io, figuriamoci la mia figliola!