Dopo l'alluvione in Sardegna 3

Fin qui pare che io sia una verde entusiasta e non è così. 
Certe cose sono diventate parte della vita. Chiedono: lo fai ancora l'orto biologico? Certo, coltivo poche cose per noi e le devo avvelenare, col rischio di far del male alle mie bestioline di casa e mangiare roba peggio di quella dei supermercati? Capisco che molta gente si sente perfettamente in pace usando ogni genere di schifezze, ma io considero questi atti come una dichiarazione di guerra al pianeta. 
E sì, se devo imbiancare o verniciare uso vernici eco, ma non per finta, sul serio. Uso quel prodotto a base di terpeni di agrumi al posto dell'acquaragia, per esempio...
Ora su quasi tutte le vernici c'è scritto ECO, ma poi bisogna vedere la composizione. E  faccio anche molte altre cose che potrebbero essere considerate verdi, ma sono ormai talmente normali che non me ne accorgo più.

 All'inizio ero molto attratta dalle medicine alternative, conosco un pò di erboristeria, anche se non la uso "fai da me", perché si tratta di principi attivi potenti e potrei fare dei pasticci. Ma se sono triste e ho freddo mi faccio una tisana di melissa e cedrina, che colgo fuori dal finestrone, non costa niente ed è più buona e rallegrante del tè. Le medicine alternative mi hanno respinto per la presenza di alcuni ciarlatani incontrati negli anni, che se avevi bisogno di far due chiacchiere andavano benino, ma non se avevi un problema serio. Resta sempre in me e in molti altri il desiderio di praticare una medicina che si rivolga all'uomo per intero, anima e corpo, (olistica), che ci consideri  esseri umani e non, volta per volta, una gola infiammata, un naso che cola, un intestino pigro, un cuore che perde colpi , un'anima malinconica o aggressiva, senza vedere che tutte queste stanno insieme e forse dipendono l'una dall'altra. E soprattutto una medicina, che, vedendo tutto questo, sappia trovare una via di guarigione, altrimenti a che serve? 
Ho potuto sperimentare su me stessa l'efficacia dello yoga, grazie alla Daniela, insegnante e amica,  sul corpo e sulla mente, tant'è vero che ora che non riesco ad andare ai corsi sto peggio. Ma trovo difficile praticarlo da sola in casa.  

L'entusiasmo dei primi tempi, in generale, si è alquanto ridimensionato. Soprattutto a contatto con alcune persone che rappresentavano i verdi pubblicamente, che spesso ci hanno deluso. Poi i verdi sono spariti dal Parlamento e dal panorama generale, solo in Italia, e Dio sa uanto ce ne sarebbe bisogno. Quindi quanto detto fin qua non potrà essere preso come uno spot elettorale. Ma per quanto riguarda le previsioni scientifiche, e i rimedi per i mali che si vedevano arrivare, ahimè, non c'è stata delusione. Come dice il prof. Beard in "Solar": 
"Tranquillo amico, è davvero una catastrofe."

Mi dispiace tanto di aver fatto parte delle "Cassandre ambientaliste" e di aver avuto ragione. Le cose previste si stanno verificando su scala planetaria: cambiamenti climatici, diffusione di malattie e calamità tropicali in zone che tropicali non sono, desertificazione, ovviamente migrazioni gigantesche da luoghi dove vivere diventa sempre più complicato, anche a causa di guerre e conflitti dovuti al tentativo riuscito di sottrarre alle popolazioni locali materie prime preziose (vedi Koltan, ma anche diamanti, oro, petrolio) a bassissimo prezzo. I cinesi comprano pezzi enormi d'Africa, e noi stiamo a guardare.
Ci vuol poco a capire che ambiente economia e guerra sono argomenti legati e interdipendenti. Tutto è ormai interdipendente, il pianeta è diventato piccolo per certi aspetti e la cultura verde invita proprio a osservare questi rapporti e a intervenire su più piani per essere efficaci. Diceva la regina di Giordania che se si vuole far progredire un popolo bisogna mandare a scuola le bambine. Non i bambini, cioè, poverini, anche loro!, ma le BAMBINE. La riflessione profonda a voi. 

Per quanto riguarda le catastrofi ambientali ci sono vari piani di osservazione. Il primo è planetario. Se non si inverte tutti la tendenza a produrre CO2 e di conseguenza riscaldare l'atmosfera, le catastrofi saranno sempre più frequenti e violente. Parte di ciò che è accaduto in Sardegna dipende da una tendenza globale, non dalle amministrazioni locali e quindi non poteva essere evitato. Poi c'è il livello nazionale, della tutela e messa in sicurezza del territorio. Che brutto usare le parole abusate dei media!  (tutela e messa in sicurezza del territorio), ma si fa per capirsi. Poi c'è una responsabilità locale, dei piccoli amministratori dei piccoli comuni, che pure dovrebbero svegliarsi e non dare licenze edilizie dovunque e in genere fare il loro lavoro. Dove questo viene fatto si vede la differenza. Poi c'è il singolo, per niente secondario, che non può pretendere di essere ripagato se è stato lui stesso a chiedere di fare una casa proprio lì dove era sconsigliabile.  Non ci si può sparare da soli e poi dar la colpa agli altri. Quanto tempo perso e soldi  a cercare responsabili di cose di cui la colpa è anche delle vittime. Ma agli italiani piace molto questa cosa. 

Ci sono molte cose da fare su tutti i piani, e c'è lavoro per tutti. In generale si può dire che i verdi, molti anni fa, e molta gente che ha sviluppato questo tipo di idee e di previsioni, avevano ragione. 

Esprimevano un paio di cose: ALLARME per la perdita (di specie animali, di panorami, di clima, di modo di vivere, e metteteci quello che credete nell'elenco) dunque in qualche modo erano dei conservatori, nel senso del desiderio e del bisogno di conservarsi le cose essenziali per permetterci di vivere, come specie umana. 
La seconda cosa che esprimevano era l'AMORE per il mondo e per tutte queste cose che si andavano perdendo, e rifate un elenco vostro fra cui metterei le estati senza zanzare, io personalmente.

 I verdi sono anche pacifisti. E il concetto di pace non è solo quello di assenza di guerra, ma di educazione permanente alla pace, alla solidarietà, alla pazienza alla mitezza, nei confronti di simili (umani) e dissimili ( animali, piante, rocce, ecosistemi...) I verdi, nel loro pensiero, somigliano un pò agli hobbit.  Vedete un pò come nel nostro paese Italia, guardando la politica berlusconiana, si sia coltivata la pace. Forse il contrario?


Comunque ho fatto caso che ogni volta che ci si mette a tutelare qualcosa (specie animali per prime, olio d'oliva, territorio, sentimento di fiducia, immagine positiva della donna) significa che lo stiamo perdendo. O che l'abbiamo già perso e non ce ne siamo accorti. 

FINE