Charlie Hebdo, la satira, il terrorismo
14 gennaio 2015
“Il vero potere distruttivo del terrorismo sta nel portarci a scoprire il male che esiste in noi esseri umani. La grettezza, la barbarie, il caos. E questo è vero sia per i singoli individui che per l’intera società.
Il terrorismo - certamente quello degli assassini di Parigi - non vuole intavolare un dialogo ma sgretolare la società contro la quale opera. Mira a dissolvere i legami e le convenzioni che tengono uniti gli esseri umani a dispetto delle loro differenze e delle loro controversie, a disgregare rapporti creati e consolidati con grande fatica e non sempre con successo tra persone appartenenti a gruppi diversi, ad abolire le aperture del mondo illuminato all’uguaglianza, alla dignità umana, al riconoscimento della libertà di espressione e alla democrazia, che sono fra le maggiore conquiste dell’umanità”
Mi sento incapace di commentare con le mie parole quello che è successo in questi giorni, e uso quelle scritte da David Grossman riportate nel blog di Loredana Lipperini.
Mi è venuta in mente una cosa riguardo alla libertà di satira in discussione in questi giorni. Una copertina di Charlie Hebdo che si è vista passare in tv ha infastidito anche me, lo stesso fastidio che credo provino i musulmani quando le loro cose sacre sono oggetto di satira. Io non posso considerarmi veramente religiosa, non pratico da tanto, nonostante questo quando vedo deformate e offese le cose oggetto di fede provo irritazione. Mi pare che si debba trattarle con rispetto anche se non si condividono o non ci si crede.
Tuttavia il giornale francese aveva una diffusione molto limitata, Lo compravano, prima della strage, circa trentamila persone, o forse il doppio, ma anche sessantamila è un numero piccolo in una nazione come la Francia. Per cui mi pare che alla fine la presenza di questo tipo di pubblicazioni sia come un segnale che l'organismo sociale è sano, che riesce a sopportare opinioni discordanti, un pizzico di veleno espresso con ironia, l'Ombra che emerge contrapposta alla luce. E tutti sappiamo, come dicevo in un post di tanto tempo fa, che chi non fa ombra non esiste.