La particella di Dio, parte seconda, la perfetta imperfezione.
4 ottobre 2017
Abbastanza tempo fa avevo scritto un post che si intitola "la particella di Dio" lo trovate qui, quelli che sono disposti a seguirmi in un discorso che non risulta tanto chiaro neanche a me. Chiamatelo piuttosto un'intuizione, uno squarcio in un cielo nuvoloso, una visione. Nel post si parla del "peso" del bosone di Higgs, espresso in giga elettrovolt, e di come questo peso stia fra due valori, uno che avvalora la teoria del Multiverso e uno che avvalora la teoria della Supersimmetria. Alla presentazione delle conclusioni dell'esperimento in cui si dimostrava l'esistenza del bosone di Higgs, alcuni scienziati erano delusi: pensavano di trovare qualcosa che dava valore alla teoria superordinatrice e nel filmato da cui prende spunto il mio post una giovane fisica dice "Io tifo per la supersimmetria, naturalmente!"
Anche a me veniva da tifare per la supersimmetria, perché l'alternativa era la teoria del Multiverso, o del Caos, della mancanza di senso, che è una cosa che mi toglie energia solo a pensarla, ad averla presente in testa. Questo post, o meglio la catena di pensieri che l'hanno originato, hanno continuato a macinarmi in testa per un po' più di due anni, fino ad ora. Nel post dicevo:
Guardando il mio giardino e l'oliveto e i
boschi intorno, e me stessa che mi sforzo di tenere ordine e favorire
la bellezza, vedo come il dilemma fra caos e ordine sia sempre aperto.
Caso o necessità? Si domandava Jacques Monod nella mia adolescenza.
Per questo motivo il "peso" del Bosone di Higgs sta in mezzo? Perché il
mondo è sempre in bilico fra caos e ordine, razionalità e il suo
contrario?....Questo dilemma sta scritto dall'inizio, nella particella
al centro del tutto, è connaturato alla Realtà?
E la Paola, la mia amica geniale, rispondeva:
...perché cos'è la "mente intelligente" capace di lasciare un'impronta su tutto il creato, se non è Dio?
Domande
affascinanti, e bella la beffa di Dio che sfugge alla determinazione e
lascia l'uomo senza una risposta definitiva, anche quando arriva a
misurare l'imponderabile. Dio non gioca a dadi, ma certo si diverte
molto a tenerci sulla corda. Beato lui. Forse, più che "la particella di Dio", bisognerebbe ribattezzarla "la particella del libero arbitrio".
In questi due anni mi tornava sempre in mente la particella di Dio e il "peso" del bosone, e questo mischiarsi di perfetto e imperfetto per comporre il reale. Questa realtà che sta fra il Caos e la Supersimmetria. Ho provato una sincera delusione al constatare che non stiamo (tutti quanti, l'intero universo) dentro una supersimmetria.
Negli ultimi mesi ho avuto a che fare, per caso, con una persona che ha un disagio forte, dovuto a vari tipi di problemi fisici e anche a una serie di sfortunate circostanze. Il famoso fattore C. Mi sono sentita tanto coinvolta da desiderare di prestare quel minimo di aiuto che posso, e così sono quasi "entrata" nella sua realtà. Sempre per quanto possibile. Un caso palese di "imperfezione", intesa come scostamento dal progetto, mescolata ad un pizzico di sfortuna. Eppure che creatura interessante. Ha sviluppato una grande sensibilità. Bella all'esterno, capace di turbare, di mettere in movimento cose negli altri anche solo con la presenza o lo sguardo, e con una bellezza ancora più grande appena sotto la superficie. Questa persona, non dico se maschio o femmina, proprio per la sua condizione più difficile della media, percepisce l'incostanza del reale, quella che Elena Ferrante, nel ciclo dell'Amica geniale, chiama la "smarginatura", che anch'io ho a volte sperimentato dopo le notti insonni passate in ospedale. Quando, fra la stanchezza e la vicinanza della morte, al mattino il mondo mi pareva estraneo, la luna un oggetto incredibile appeso in cielo, e tutto così alieno e lontano dai significati comuni. Il mondo, in realtà, è uno strano posto, che riteniamo normale solo per abitudine, per esercizio, così come l'occhio si abitua ad interpretare un'immagine che gli arriva ribaltata e lui, in automatico, la raddrizza.
Questa persona appena un po' speciale, di cui parlavo, ha avuto esperienze che l'hanno provata e hanno cambiato il suo sguardo. La maggioranza di noi osserva il mondo da una posizione solida e poco attaccabile, cioè da dentro se stessi, e questa persona di cui parlo, e molte altre, sentono che anche questo luogo dentro se stessi non è definitivo e sicuro.
Ed è da qui, dai panni di un altro, dal tentativo di capire come si può sentire un'altra persona, che mi è venuta una specie di intuizione. Se il mondo fosse vicino ad essere supersimmetrico forse saremmo tutti uguali, tutte le rose uguali, tutti i fiori identici, forse non si sarebbero neanche sviluppate tutte le varietà, non sarebbero state necessarie... le persone sarebbero tutte stabili, tutte razionali e uguali fra loro...forse tutte sane...è quel po', o molto, di caos, che ha fatto la varietà, le differenze, le malattie, i turbamenti, le scelte, buone e cattive, i geni e i deficienti, i poeti e i tiranni, la bellezza, la deformità e la banalità, e anche la possibilità che un matto d'un colpo distrugga quasi tutto e lasci il resto in agonia. Mi è sembrato di vedere che Dio, se esiste, non voleva la supersimmetria, ma il mondo proprio così com'è, perfettamente imperfetto. Ne ho parlato con la mia figlia filosofa, nella speranza che almeno lei mi capisse, e lei mi ha seguito in questa spiegazione difficile e delirante, di una visione che presto mi sfuggirà del tutto, ma qualcosa deve aver afferrato perché mi ha detto "Il migliore dei mondi possibili". Come dire: mamma, non stai pensando granché di nuovo, grandi filosofi si sono confrontati con questi temi e questa cosa per esempio l'ha detta Leibnitz. Sì, certo, ma io lo scopro ora, o forse ora mi interessa. Questo è il migliore dei mondi possibili, e mi è sembrato di vederlo per un attimo attraverso gli occhi di Dio. Come se l'immenso sguardo di Dio ( della cui esistenza non sono per niente sicura!) mi avesse fatto posto per osservare per un istante da una frazione infinitesima di quella prospettiva. Ho perfino capito un pochino di più cosa dicevano certi santi, che proprio tutti, anche quelli storti, brutti e perfino cattivi, sotto lo sguardo di Dio, siamo degni dello stesso amore...Perciò penso che il peso del bosone di Higgs sia proprio giusto com'è, nel mezzo, fra il Caos e la Supersimmetria. Che descriva esattamente la realtà, fra il significato e la sua mancanza.
Questo era dove ci eravamo fermate il 20 maggio del 2015.