un novembre di meraviglie
1 dicembre 2018
Di solito il mese di novembre è il più triste, per me, con la luce solare che diminuisce, ma questo che si è concluso è uno dei più belli che ho vissuto negli ultimi anni. La raccolta delle olive è stata eccitante, quest'abbondanza straordinaria qui da noi ha un po' ubriacato tutti e in casa nostra sta ancora condizionando la vita quotidiana. Nei negozi, alla posta, in giro, dovunque ti fermi a comprare un pezzo di pane o la frutta nei magazzini lungo la via di Foiano, tutti parlano di olive. Molti fanno a gara per quante sono riuscite a coglierne ogni giorno. Un signore anziano, più di me, l'altro giorno quasi gridava, mostrando le grosse mani scurite, che da solo ne aveva colte 6 quintali al giorno.
"Sì, ma quante foglie ho tirato giù!" e rideva.
In due io e Mauro abbiamo colto anche 4 casse al giorno, che sono più o meno 80 kg. Le cogliamo a mano, aiutandoci con dei rastrellini, ma quando siamo sulle scale una mano serve anche a tenersi. Le cogliamo per 5 o 6 ore al giorno, di più io non posso, lavorando anche la sera in pizzeria. La mattina presto se gli olivi sono molto bagnati non si dovrebbero toccare.
Ho trovato questa raccolta dell'anno 2018 molto buona per me proprio per il contrario di quello che diceva quell'omino: per la lentezza, per la pace della campagna, per aver lavorato con Mauro. Quando si colgono le olive si sta molto zitti, soprattutto quando il sole cala e siamo ormai stanchi, ma anche si parla. Di tutto, della famiglia, di qualche progetto, del presente, delle raccolte di anni lontani, di gente con cui si coglieva tanti anni fa che non c'è più, operai che venivano a lavorare in un altro podere, a cui eravamo affezionati come a gente di casa, di cosa avrebbero detto di fronte a questa straordinaria abbondanza, di come tutto è cambiato. Si parla molto di cose che ci fanno arrabbiare, di rancori che pure noi abbiamo, e dei politici, argomento sempre buono che fa venire il mal di stomaco. Si parla del fatto che quest'anno è unico, l'unico anno, per esempio, che abbiamo lavorato nel pulito. Non è piovuto fino alla fine di ottobre, le olive erano piccole e già annerivano, ma non c'era stato tempo per la mosca di iniziare un importante ciclo vitale, vista la siccità. Poi l'acqua ha fatto ingrossare le olive, non molto, un po'. Secondo me è andata così, tutto fermo per il grande calore e l'asciutto, poi l'acqua della fine di ottobre ed erano pronte e già cominciavano a cadere, e la resa in olio è stata molto bassa, perché non c'è stato un normale ciclo di maturazione. E' il cambiamento del clima. Al magazzino dei Tonioni dove mi sono fermata a comprare la frutta una delle ragazze che lavora lì diceva che il suo babbo aveva fatto quest'affermazione "Se rendono meno del 15 (il 15 % di olio per quintale di olive) m'ammazzo!" Al frantoio c'è andato il genero e le olive hanno reso il 13 e qualcosa. La ragazza, sua figlia, gli ha telefonato e gli ha annunciato "Babbo, preparati a ammazzarti!" L'ha raccontato ridendo, perché la storia delle olive e dell'olio in questa stagione dà gioia a tutti.
...vedi come siamo diversi! Intanto io quel campo vuoto, se fosse stato mio, l'avrei trasformato in un giardino, o in un orto. Ho ancora delle cose da scrivere riguardo a questa storia delle olive, ma devo elaborarle perbene.