Da mia figlia, in Galles, lo scorso fine settimana mancava l'acqua. C'è voluto poco a capire che il guasto non riguardava solo loro, ma era generale, di tutto il paese e di diversi paesi intorno. Come se qui mancasse l'acqua in tutto il comune di Civitella, tutti i paesini e frazioni compresi. Si era rotta una conduttura che passa sotto un corso d'acqua e hanno spiegato che doveva essere temporaneamente deviato e fatto il lavoro di scavo per riparare...4 o 5 giorni senz'acqua. Dave, il compagno di mia figlia, è andato a comprare l'acqua, ma nei negozi non c'era già più. Per rifornire loro due, i suoi genitori e altri parenti è andato a comprare l'acqua a Chester, due ore di viaggio fra andata e ritorno. Poi mia figlia ha pensato, quei giorni, di passarli da qualche parte vicino dove ci fosse acqua, fino alla riparazione del guasto, e hanno preso un b&b. Dave con un breve viaggio avrebbe potuto comunque essere presente con i suoi genitori. Mia figlia ha pensato al b&b perché il guasto delle tubature arrivava in un momento già molto difficile e bisognava evitare di caricarci sopra altre difficoltà.

Dave dopodomani sarà operato al cervello a Liverpool. La malattia è per ora asintomatica. Dopo avergli tolto la patente gliela hanno ridata per assenza di sintomi e negli ultimi tempi ha potuto di nuovo guidare, tornare al lavoro, fare una vita più normale possibile. La scoperta della malattia è stata "casuale", si fa per dire... Insegna in una classe di alunni "difficili": un giorno ha diviso due ragazze che se le davano e l'hanno fatto cadere e battere la testa su un banco. Lì per lì non ha dato importanza all'incidente, ma dopo un paio di giorni di mal di testa e confusione mia figlia l'ha accompagnato al pronto soccorso e hanno visto con la radiografia una massa nel cervello. Questo alcuni mesi fa e da allora è iniziata la preoccupazione. Sua, nostra, della sua famiglia. All'ospedale di Liverpool sono arrivati a una diagnosi di cui mia figlia non ci ha voluto parlare, perché che noi potessimo saperne di più non avrebbe cambiato niente. In famiglia abbiamo sempre parlato un po' troppo delle malattie,  creandoci aspettative tragiche o rosee, con risultati sempre scarsi o nulli che non hanno cambiato l'evolversi della faccenda. Questa volta non è andata così. Non ci hanno dato materiale di speculazione. L'assenza di sintomi ha fatto sì che abbiano potuto vivere questo periodo lungo di attesa in relativa serenità, ma anche senza poter evitare o attenuare il carico dei problemi degli altri famigliari, i genitori di Dave soprattutto. 

Mia figlia, solo lei, è stata qui dopo Natale per 8 giorni in cui a un certo punto mi ha detto di occuparmi per piacere del trattore. Avevamo comprato questo trattore l'anno che nacque l'altra figliola, e era già vecchiotto. Ha fatto il suo lavoro per molti anni, ma ora Mauro, da quando si è rotto il gomito e sviluppato qualche altro problema di salute, non lo usa più. Neanche lo vuole dar via. Qui da noi si dice che fa come il "can da l'agli, che 'un mangia e 'un fa mangiare". Sarebbe il cane che fa la guardia all'aglio, che non gli piace e non lo mangia, ma non lo fa mangiare a nessuno. Le avevo parlato di questa cosa del trattore, come esempio di cose che vanno affrontate, liberato spazio e risolte e ora lei mi ha detto che, se non ci saremo più, sarebbe complicato affrontare questa cosa del trattore per lei e sua sorella. Che bisogna farlo noi prima che sia tardi. Ogni volta che mi dice queste cose mi viene da ridere perché pare abbia fretta di vederci morti, affrontato e superato il problema della sofferenza per la nostra dipartita e le questioni burocratiche. Forse però in una parte della sua testa lo siamo già, o forse le fa paura pensare a questo e si difende a modo suo, pianificando a lungo termine. La pianificazione a lungo termine è quello che manca alla pubblica amministrazione e se mia figlia entrasse in politica la voterei, perché è una pianificatrice eccezionale. Le ho ricordato di quando, in una visita precedente, aveva detto che dovevamo stare attenti con i soldi perché presto ci sarebbe servito un montascale...quella volta reagii in modo piuttosto vivace, che aspettasse almeno che fossi azzoppata per prospettarmi il montascale! Si è messa a ridere, non se lo ricordava per niente, sembrava buffo anche a lei e anch'io ho riso, e le ho detto che porta male parlare di certe cose perchè dopo l'evocazione del montascale ha cominciato a farmi male seriamente una gamba e è meglio che stia zitta...

E' tornata a casa sua in Galles armata della sua infallibile razionalità e dei suoi metodi pragmatici, ma poi il guasto delle condutture dell'acqua l'ha fatta crollare, e non se lo può permettere. Non manifesta, ma tutto finisce nel suo corpo che si ammala, così è stata due giorni a letto col mal di schiena. 

Negli ultimi pochi giorni si erano organizzati piuttosto bene, mi sembra. Un fratello di Dave con i genitori saranno presenti sia per l'operazione che per i giorni seguenti, ma lo stato di salute della mamma è peggiorato improvvisamente. Certe volte le tempeste si addensano intorno a un fulcro e ci si trova sbatacchiati senza pietà. 

In tutto questo: "io". Non sono importante in questa vicenda e sono lontana. Essere lì da mia figlia sarebbe un impiccio, non conosciamo abbastanza la lingua, c'è la questione della guida dell'auto, e lei non ha spazio per ospitarci, si vedrà più in là. La distanza per una volta ci protegge un po', ma non essere coinvolti è impossibile e nemmeno lo vogliamo. Sono abbastanza convinta dell'inutilità della preghiera. "Uno" sa. Con un ragionamento anche semplice si deduce che se l'intelligenza che ha manifestato l'universo sa tutto, il che è una della sue qualità imprescindibili, non c'è bisogno di chiedere. Avviene ciò che deve avvenire. E comunque se le capacità di ascolto di Uno fossero limitate, il che è negare la sua natura, ma lasciamo fare, in questo momento nel mondo quanta gente ha bisogno di preghiere, in tutte le guerre scatenate in giro? Perché dovrei essere ascoltata proprio io? O forse perché non dovrei? In questi ragionamenti ci si perde. Si chiede ugualmente, si domanda almeno che ci sia la forza di affrontare quello che si presenta. Poi ci si allarga, si chiede di più, che l'intervento vada bene, che non ci siano complicazioni, che venga asportato tutto, che non ci siano recidive. Che niente venga danneggiato. Che dopo ci sia una buona vita. E mentre si chiede viene da piangere, che finora si era evitato. E ci si rende conto che questo vecchio cuore indurito ancora è capace di "sentire".