Quest'estate ci sono stati tanti turisti israeliani in Italia. E' un po' strano, no?, che lì ci sia in corso una strage, che una parte della popolazione sia tenuta chiusa in un territorio senza poter uscire ma anche senza l'essenziale, cibo e acqua, tanto che le associazioni umanitarie raccolgono denaro per portare acqua, e invece un'altra parte della popolazione fa la sua vita normale mentre succede questo oltre un muro o un confine segnato segnato da check point. Questa gente, israeliani con tutti i diritti, fa la sua vita e ha denaro e disponibilità per andare in vacanza a rilassarsi, anche in posti che per la media degli italiani, quelli che con le tasse mandano avanti la baracca, sono irraggiungbili perché troppo cari. A me sembra strano, a chi legge non so. Ci sono stati casi che ho già citato di turisti israeliani che hanno picchiato persone, qui, perchè avevano addosso foulard con la bandiera della palestina, o si sono rifiutati di pagare il pranzo, dopo aver mangiato al ristorante perchè anche lì era esposta la bandiera palestinese in segno di fratellanza con quella popolazione perseguitata e sterminata persona per persona.
Poi c'è stata una famiglia israeliana in vacanza in Umbria che ha scritto a un giornale per rccontare la propria esperienza e chiedere spiegazioni. La storia era finita sui social. Questo signore diceva che erano stati in un meraviglioso paesino dell'Umbria dove ancora c'era la bottega di alimentari e si poteva comprare ottimo cibo senza doversi allontanare per forza e recarsi in un centro commerciale. La vita aveva ritmi più umani e lenti e la gente era tutta gentile e ben disposta, educati e sorridenti, solo che avevano in mostra tante bandiere palestinesi e questo li aveva sorpresi. Ne avevano una anche al negozio di alimentari e lui aveva chiesto perché. La signora aveva risposto stupita che forse il signore non sapeva cosa stava succedendo? Era strano, perché tutti erano a conoscenza e molto addolorati per l'uccisione di tanti bambini e famiglie, e per tutti i feriti e mutilati dalle bombe. Il signore israeliano era "caduto dal pero". Dunque in Italia la storia si raccontava così? Come se davvero non ne sapesse niente o fossero tutte notizie false. La lettera sembrava sincera e esprimeva alla fine il desiderio che queste notizie si sapessero anche in Israele, per non venirle a sapere all'estero, in vacanza. Leggendo ho pensato che fosse una lettera falsa. Isarele sta lavorando alacremente per ripulire la propria immagine.