La chiesa di san Giorgio, Biserica Sfantul Gheorghe Grivita a Bucarest
Sono stata dieci giorni in Romania per un'operazione di mia figlia. L'operazione è andata bene, forse anche meglio del previsto; il problema, una volta intervenuti, si è visto che era più contenuto di quello che si pensava. Finché non si andava a vedere dentro non si poteva sapere cosa di sarebbe trovato.
Sono partita con l'altra figlia e lì c'era già la Fiamma, arrivata dal Galles, che aveva predisposto tutto e organizzato i viaggi di andata e ritorno di tutti, e c'era anche Dave. Il giorno dopo il nostro arrivo è stata operata. Nell'attesa quella mattina io e la Gaia siamo andate a fare un giro per orientarsi in questa zona della città che è già un po' periferia e somiglia alle periferie delle nostre città del nord. Vicino all'appartamento che la Fiamma aveva prenotato per noi, e per lei dopo l'operazione, c'è un grande viale, di là c'è la clinica dove è stata operata, di qua, più avanti, un piccolo supermercato, e prima del supermercato una chiesa, questa. Mia figlia mi ha chiesto se volevo entrare, sì, volevo vedere come sono le chiese ortodosse, e pensavo di trovare all'interno una chiesa moderna come nelle nostre periferie. Invece, una volta dentro, prima di tutto c'era tepore e si stava bene e poi intorno, sulle pareti e sul soffitto, era tutta una grande rappresentazione, paesaggi, racconti biblici, personaggi con i loro nomi in caratteri cirillici dipinti o in mosaico e dappertutto voli di angeli. Mia figlia, che ha studiato filosofia delle religioni, mi ha spiegato che Gesù viene rappresentato dentro una mandorla che è l'apertura attraverso cui si manifesta il divino. Gesù apre un passaggio e attraverso questo, la mandorla, manifesta in Terra Dio, che altrimenti è inconoscibile. Tutto di Gesù, la sua vita, il suo amore, l'insegnamento sono la manifestazione di Dio nella nostra dimensione. In realtà ho visto anche in altre chiese del centro di Bucarest che al di sopra di Gesù viene raffigurato un anziano, molto in forma, con la barba, e quello è il Padre. Quindi, nonostante Dio sia inconoscibile gli si attribuisce una forma che ci somiglia. Sulla facciata della chiesa, sotto un piccolo portico, ci sono due mosaici che ritraggono san Pietro e san Paolo, coloratissimi e molto belli. L'edificio non sembrava antico, anche se tutta questa grandiosa decorazione interna invece lo sembrava. Siamo andate a vedere e la chiesa è dei primi del 900, distrutta da bombardamenti e da un terremoto e ricostruita, sicchè non è antica, ma è lo stesso piena di storia e incantevole. Diversamente da altre che abbiamo visitato in centro questa ha una navata centrale e due piccole laterali, davvero strette, solo decorative; sui soffitti blu voli di angeli e le colonne dipinte d'oro. Mi dispiace di non riuscire a caricare le foto dal cellulre, perché meritano di essere viste. Alla fine, da sola e con la Fiamma ci sono tornata altre volte, mi è rimasta nel cuore.