limiti
Fa di nuovo freddo. Ieri, che era il 26 marzo 2026, sull'Appennino è nevicato anche tanto, qui in provincia qualche fiocco di neve anche in basso, ma non qui a Ciggiano. Tantissimo vento forte mi ha scaraventato in terra due vasi di camelie fiorite e steso a terra una pianta giovane di susino tutta in fiore. Una di queste mattine ho aperto una delle finestre del soggiorno e il rumore ha fatto volare via un uccello dall'abete qua davanti. Era un uccello piuttosto grande, una gazza o un corvo. La spinta che si è dato per alzarsi in volo ha fatto muovere il ramo e nella luce bassa del mattino ho visto cadere una pioggia di polline... non mi ero accorta che già l'abete avesse i fiori. Sono piccoli, rossicci, raggruppati, non sembrano fiori, ma producono grandi quantità di polline. Tutto sembra ancora quasi fermo invece è in gran movimento, il nocciolo ha aperto le gemme e presto, dove si vedeva il panorama fra i rami fitti ma nudi, ci sarà uno schermo verde. Le peonie arbustive hanno le foglie e i bocci, dalla Donatella, amica di "giardino", a Chiesina Uzzanese, i fiori sono aperti. Già a febbraio erano iniziati i riti amorosi dei rospi. Si sentivano versi gentili venire dalla vasca. I rospi si accoppiano nell'acqua gelida e un pomeriggio c'era una rospa, più grande di dimensioni, che aveva attaccati addosso cinque maschi, ogni tanto con un colpo di zampa ne scacciava uno, per stare più comoda. Nessuna lotta, solo questo aggrapparsi quasi disperato. Un pomeriggio più caldo ho sentito un grosso Pluf nella vasca. Di solito sono rane, ma questa volta erano le due carpe che saltavano fuori! Non ci si immagina che i pesci possano giocare, è un limite nostro, degli umani, pensare che certe cose le facciamo solo noi. Purtroppo ci sono rimaste solo due carpe. Sparito il pesce Lazzaro e sparita la pescia rossa, devono essere stati gli aironi che vengono a visitare il piccolo stagno. Adesso ho due stagni, questo grande che feci nel 2008 o 2009 e un grande contenitore da enologia. Anche lì è sparito un pesce, un bellissimo pesce rosso con una bellissima coda. Da un po' gli si era storta la colonna, come a me, ma nuotava lo stesso, però lo trovavo a volte a galla, inerte, adagiato su un fianco. Toccato appena, si muoveva e tornava a nuotare. Povera bestiolina, non sono riuscita a capire perché si fosse storto così e adesso non so che fine abbia fatto. Nel mastello da enologia oltre alle piante ci sono 3 pesciolini piccoli, per ora si salvano. L'estate scorsa è venuto un giovane a pulire lo stagno grande. Ero stata a trovarlo nella sua azienda. Ha rilevato questo posto vicino alla città dove ero stata parecchi anni fa, ci avevo comprato il telo per il laghetto e alcune piante. Il signore che l'aveva prima era pochissimo loquace, quando si andava lì salutava a malapena, ma aveva fatto dei laghetti dimostrativi bellissimi, uno pieno di carpe colorate, meraviglioso. Nelle serre in estate fiorivano le ninfee tropicali dai colori vivaci e perfino una Victoria Regia. Questo giovane che ha rilevato l'azienda è tranquillo, sorridente, non parla molto ma ascolta. Il giorno che ci andai mi guardai intorno, i laghetti erano sempre al loro posto, compreso quello a forma di goccia che viene voglia di buttarcisi dentro, una biopiscina. Gli dissi del mio problema: dopo tanti anni, forse 16, avevo bisogno di togliere il limo dallo stagno, una vasca di due metri di diametro, e anche dei vasi troppo pesanti per me. Mi ascoltò mentre lavorava, poi mi disse - che problema c'è? vengo io. - e mi propose una cifra veramente bassa per il lavoro. Pensai che scherzasse e fra una battuta e l'altra si disse che ci saremmo risentiti. Venne in agosto, dopo il 20, nel primo pomeriggio bollente. Giornata da stare chiusi a aspettare che calasse il sole e lavorare fuori era da sentirsi male, ma stetti insieme a lui per dargli una mano. Pulire significa che ha vuotato lo stagno e rimosso la gran quantità di limo che si era formata sul fondo, tipo un metrocubo di roba. Tolte le piante in vaso fra cui un enorme papiro che da sola non avrei potuto spostare. Tolti i pesci, che allora erano 4, e messi in un contenitore, la sera stessa abbiamo rimesso l'acqua e rimessi i pesci dentro. Sono lavori da matti, il limo è una pappa finissima nera e densa, l'ho sparso in giardino ma la gran parte è finita sulle sponde. Adesso, dopo alcuni mesi, non si vede più. Tutto questo con senso di liberazione, perché il limo con quel caldo mancava poco che ribolisse. Ma anche con preoccupazione, perché i pesci stanno bene nella loro acqua che contiene la flora batterica a cui sono abituati, infatti ne abbiamo lasciata un po'. Per fortuna dopo aver tolto tanta roba abbiamo rimesso acqua dal pozzo e ci siamo rinfrescati. Lavorare con questo ragazzo, mi viene da dire così perché è tanto più giovane di me, è stato bello, una persona con cui ho trovato subito una sintonia. Forse all'inizio, imbarazzata, ho chiacchierato un po' troppo. Ora però la vasca fatica a ritrovare l'equilibrio, perché l'acqua non riesce a tornare limpida. Forse lo farà quando sarà più caldo e le piante della vasca inizieranno a muoversi, per ora solo qualche fogliolina. Mi piacerebbe metterci una pompa col filtro, che non c'è mai stata. Se fossi saggia eliminerei la vasca e ridurrei il lavoro. Se fossi davvero saggia me ne andrei da qui con tutto il lavoro che c'è che svolgo da sola e presto non potrò più farlo. A gennaio c'è stata l'operazione della mia figlia grande, che ha richiesto un po' di tempo dedicato. A febbraio quella di Mauro, che già da mesi non poteva fare tante cose per via dell'ernia inguinale. Tanti lavoretti in più che toccavano a me. Non sopporto di sentirmi messa all'angolo, obbligata a subire dei limiti, dei confini, così ho iniziato la potatura degli olivi da sola. Non vado veloce, devo sistemare bene la scala, queste di metallo si girano come serpenti. Poi devo salire e farmi largo fra i succhioni cresciuti in alto, tagliarli, individuare la punta e lasciarla, ripulire immediatamente sotto dal legno più vecchio, dare aria, scendere più in basso e togliere il secco e alleggerire, fino a terra. Non sono una professionista, così ogni tanto scendo, raccolgo i rami tagliati e guardo per capire se ho fatto bene e come proseguire. Procedo lentamente, poi in casa ho tutto il lavoro normale, preparare i pasti, pulire..per forza sono rimasta indietro, la casa è un mezzo disastro, considerando anche che c'è un cane e sette gatti. Con la potatura ho quasi finito, mi manca di rifinire due olivi, che significa che ne ho fatti quasi cento, ora c'è da raccogliere la frasca ma non dappertutto perché in certi campi l'ho già fatto. Per fortuna dormo abbastanza bene, perché quando mi capita di svegliarmi di notte mi assalgono tante di quelle domande e previsioni nere che poi non mi riaddormento.
Riflettevo, come penso facciano moltissime persone, su come nel corso degli ultimi anni ci siano crollati tutti i punti di riferimento. Non dico certezze o fedi, quelle forse qualcuno le ha trattenute, essendo immateriali che non necessitano dell'uso della ragione. Chi ragiona ha visto uno dopo l'altro crollare qualunque pietra miliare. Le pietre miliari servivano ai romani a capire in quale punto della strada ci si trovava, ora non c'è più nulla.