Amanti e famiglie

 Diciamo così: parlare di tutto quello che succede è talmente doloroso, fa talmente tanto incazzare, perdonate la parola, che è più facile parlare di cose minori, che però sono lo specchio di tutto il resto. Avevamo avuto tempo fa la vicenda del ministro Sangiuliano e di una certa Boccia con cui aveva una relazione extraconiugale e che aveva favorito sul lavoro, perchè è chiaro che questa viene a letto con te perché sei ministro, ma poi vuole essere "pagata". La notorietà, la luce riflessa del sapere che tu proprio tu, vai a letto con un ministro, anche sciocchino, vanesio e ignorante come questo non basta, vuoi di più. Stamani è uscita un'altra storia di queste. Piantedosi, ministro dell'interno, ha per amante una giornalista, tale Conte, Conte di cognome, la quale, intervistata su questa relazione ha detto: non posso negarlo. Come fosse un impulso invincibile. Si è fatta intervistare per poterlo dire. Le foto pubblicate di questa Conte sembrano di un'attrice, sguardi ammiccanti al di sopra della spalla scoperta e roba del genere, abiti da servizio fotografico. Ci sono giornaliste, giornaliste vere, bellissime, mi viene in mente Barbara Serra, che non si fanno mai fotografare così. Commenti alla notizia: Ecco quelli della famiglia tradizionale che la impongono a noi e loro fanno il contrario! Poi: ognuno fa qual che vuole nel privato ma pubblicamente è richiesta la discrezione...La discrezione di per sé sembra un valore, ma non è. O meglio: è rispetto delle istituzioni e dei cittadini, ma è un valore minore. Il valore maggiore che dovrebbe essere protetto ce lo siamo perso.

Infatti quando leggo i commenti qualcosa non mi torna, mi manca sempre un pezzo, e stamani l'ho trovato e lo scrivo. Che si sia o meno sposati quando si ha una relazione stabile, magari con figli, due come in questo caso del ministro Piantedosi, si assume una responsabilità nei confronti di queste persone che dipende dal fatto che gli si vuol bene, che è coinvolta la sfera degli affetti. Oggi questa sfera è quasi completamente rimossa, non se ne parla, sembra che sia una cosa da romantici inguaribili o da ingenui. 

Questi due, il ministro e la "giornalista", esibiscono l'uno l'altra come l'esito di una caccia, quasi fossero prede, lei esibisce l'uomo di potere e se stessa con le sue armi, cioè il suo corpo giovane e prestante, perché chiaramente è molto più giovane del maschio. Il ministro per ora non dichiara niente, magari preferiva restasse tutto privato, ma sicuramente in certi ambienti si sapeva benissimo, e lì ha esibito la giovane conquista, che a 60 anni passati significa che sei virile e desiderabile, e potente, anche. Come in uno di quei film americani che dal dopoguerra abbiamo importato a scatola chiusa che ci hanno fornito un modello culturale a cui ci siamo adeguati volentieri, come popolazione. E come nella storia recente di Berlusconi. Berlusconi docet e anche molto. Se ci sia affetto vero fra questi due non si sa, forse sono "trombamici", come mi disse un'amica qualche anno fa parlando della figlia che usava questo neologismo che non avevo mai sentito e io rimasi a bocca aperta. 

Certo, nel privato si fa quel che si vuole, figuriamoci se io difendo certe famiglie tenute insieme dalle convenzioni, dalla mancanza di coraggio o di convenienza nel tagliare rapporti usurati che generano solo rabbia e anche odio e i figli vivono dentro questi miasmi tossici. Tuttavia in queste storie si ignora del tutto chi resta ferito: la moglie e i figli del ministro, forse un compagno ufficiale della tipa. Restano feriti se c'è stato amore nella famiglia, e ci dovrebbe essere e da questo deriva la responsabilità, che non è tanto legale o giuridica ma prima di tutto umana. Questo è il valore da proteggere, e di conseguenza il rispetto delle istituzioni che alla fine garantiscono la protezione di questi nuclei variamente formati in cui ci si vuol bene. Ma da tanti anni nel nostro paese è stato appunto il modello Berlusconi a imporsi, con le Olgettine. E ora quando succedono queste cose non si riesce più a motivare lo sdegno, che pure ancora, blando, si prova, perché si è persa la direzione fondamentale e allora si capisce come abbia potuto formarsi tutta la vicenda Epstein...ma questa è un marciume di cui parlare un'altra volta, se riesco a superare la nausea.