Libri brutti: Quando abbiamo smesso di capire il mondo
14 aprile 2026
Faccio parte di un gruppo di lettura intitolato alla scrittrice Muriel Spark. Ci incontriamo una volta al mese; due mesi fa abbiamo scelto il libro da leggere per la volta dopo e anch'io ho votato per "Quando abbiamo smesso di capire il mondo" di Benjamin Labatut, cileno, nonostante il nome sia francese. Titolo originale "Un verdor terrible", che tradotto sembra significhi una verzura terribile e richiama il primo racconto. L'ho votato anch'io perché avendo letto delle recensioni entusiaste l'avevo messo in lista da un pezzo, ero proprio curiosa e ho iniziato la lettura con grande piacere. Il libro si compone di 4 racconti, il primo su un colore, una tinta verde che risulta essere velenosa, il verdor terrible appunto, responsabile anche delle condizioni di salute di Napoleone nella fase finale della sua vita, raccontato saltando di palo in frasca in modo anche interessante tanto che mi pareva di essere in una di quelle trasmissioni tv tipo focus, dove tante cose vengono buttate là a fuoco d'artificio, ma non approfondiscono niente. Il secondo racconto riguarda due matematici che non conosco con storie un po' folli. Se il mio babbo fosse vivo li conoscerebbe di sicuro, ma lui manca da 28 anni ormai e non ho più chi mi aggiorna. Il racconto più lungo riguarda le vite di due fisici importantissimi, da cui deduco che anche i due matematici di prima lo siano anche loro. Schroedinger e Heisemberg, di cui invece so qualcosina. Le vite di questi due sono raccontate come un unico lungo delirio fra sangue, sperma, escrementi e follia. L'autore mescola notizie scientifiche, verificabili, a quelle della vita privata, come se fosse tutto sullo stesso piano e quindi ugualmente attendibile. A un certo punto, stufa di come procedeva il racconto con queste lunghe parti abbastanza disgustose, sono andata a leggere alla fine i ringraziamenti, e ho trovato una notizia, questa sì, interessante. L'autore infatti dichiara che se nel primo racconto sul colore verde velenoso si era inventato solo poche cose, negli altri ha fatto molto ricorso alla fantasia e all'invenzione e che quasi tutto quel che dice sulle vite di queste persone è inventato, anche i personaggi introdotti, suppongo, a parte i due principali. Sono rimasta a bocca aperta e mi sono anche innervosita parecchio. Nell'incontro del gruppo di lettura abbiamo poi parlato del libro quasi tutti male. Un paio di persone che non avevano letto la parte dei ringraziamenti erano convinte di aver letto storie reali. Potrei dire che è un libro davvero brutto e finirla lì, ma non basterebbe, perché effettivamente non è solo brutto, ma anche profondamente scorretto. La prima cosa che viene da dire è che è presentato come un testo che parla della scoperta della fisica delle particelle e della meccanica quantistica, argomento questo che continua a andare di gran moda anche perché molti lo usano in modo improprio per proporre ( e vendere) discipline pseudo spirituali e per lo più non ci capiscono un tubo, come l'autore che ha solo una superficiale infarinatura. Quindi acchiappa lettori che leggono volentieri questi argomenti, e si sentono magari anche gratificati ( sono un ganzo, leggo libri sulla fisica quantistica!) però evidentemente all'autore non basta, vuole di più e aggiunge queste notizie piuttosto schifose sulle vite private, per acchiappare anche chi ama il porno o gli piace rimestare nel torbido. Una signora del gruppo di lettura che è laureata in chimica ha detto che si è sentita ferita da come Labatut ha presentato questi scienziati, che per chi fa studi scientifici sono quasi oggetto di venerazione o almeno di profondissima stima. Ha detto anche non ci sarebbe niente di male a scrivere un brutto libro pieno di cose abbastanza schifose se l'autore chiamasse i protagonisti Giovanni, Mario e Ugo. Ma ha usato i nomi di grandissimi studiosi che hanno fatto inestimabili doni di conoscenza all'umanità per raccontare cose inventate, cioè false, sulle loro vite. Naturalmente se avesse scritto lo stesso libro usando i nomi di Giovanni, Mario e Ugo non avrebbe venduto quel gran numero di copie, le ha vendute perché ha usato i nomi di questi scienziati e ha riferito, solo un po', il loro lavoro. In sostanza è salito sulle spalle dei giganti e li ha diffamati. O come ha detto la mia amica Paola in modo più diretto: "è salito sulle spalle dei giganti e gli ha fatto la cacca sopra". Il che fa venire un gran nervoso. Levandosi d'impaccio, l'autore, solo con tre parole scritte nei ringraziamenti. Pare che volesse dimostrare la tesi che la genialità e lo studio approfondito di materie scientifiche inducano alla follia e siano possibili solo a menti compromesse, ma siccome la dimostrazione è ottenuta con notizie inventate di sana pianta, non vale niente e tutto risulta falso e inutile. Un'operazione commerciale, però davvero scorretta e pessima. Tutto si fermerebbe qui se non ricordasse le uscite di Trump che ogni tre per due infama qualcuno con notizie inventate lì per lì che poi magari il giorno dopo ritratta, oppure no, secondo come gli gira. E forse è questo nuovo costume che mi ha colpito, questa nuova abitudine nel piccolo come nel grande, tipo una notizia di stasera che riguarda il settimanale l'Espresso, che ha pubblicato la foto vera, bruttissima, di un israeliano vestito da militare, un colono armato, che maltratta una giovane donna palestinese in lacrime, accompagnata da un articolo descrittivo del comportamento che continuano a tenere, e anzi fanno sempre peggio, in Cisgiordania, ma anche a Gaza e ora in Libano. Dunque un fatto reale, qui trovate la notizia, colto al volo da un bravo fotografo, Pietro Masturzo, come reale è il brutto giovane colono, post e foto che però gli israeliani hanno ritenuto offensivi e "antisemiti", quindi hanno fatto denuncia alla Corte penale internazionale, che normalmente non riconoscono, soprattutto quando si tratta di essere portati in giudizio per il crimine di genocidio che continuano a commettere. Tutto risulta estremamente contraddittorio e straniante. Come anche la foto ultima postata da Trump di sé stesso nelle vesti di Gesù che guarisce un malato. Siccome molti, religiosi e non, si sono risentiti stamani ha detto che non era nelle vesti di Gesù, ma di un paramedico della Croce rossa. 😯😯😯😯