Caccati dal nido, cacciati di casa

 Ieri stavo preparando il pranzo con molto anticipo, saranno state le 11,30, e fuori del finestrone di cucina c'era un uccello che strepitava. Non è una novità, c'è sempre qualcuno che "chiacchiera" qua fuori, uccelli piccoli e grandi, passerotti, cince, pettirossi, picchi, in alto rondini, gruccioni e falchetti e chissà chi altro. Sull'abete hanno il nido le gazze, le loro grida sgraziate si sentono forti, e sono davvero bestiacce; a casa dell'Antonella, sotto un portico, sfidando umani e gatti hanno distrutto un nido di rondine per mangiare le uova o i piccolini, uccidendo anche la madre. Stiamo con le rondini, ovvio, siamo commosse dal loro lunghissimo e pericoloso viaggio, dalle difficoltà che incontrano nei due posti dove vivono durante l'anno: guerre umane, pesticidi, siccità.. le rondini da noi sono simbolo del costruire famiglia.

Lo strepito di ieri era più forte, allarmato e continuo del solito, l'uccello chiedeva aiuto, si sentiva fra il tetto della casa sopra la cucina e gli alberi davanti, sicchè mi sono affacciata a vedere, e è passato rapidissimo sempre gridando in volo senza che lo potessi  minimamente identificare. Cone faccio qualche volta ho chiesto a alta voce "Che c'è, che succede?" ma ovviamente nessuno mi ha risposto, però le grida continuavano.  Più tardi Mauro ha trovato un uccello, lo stesso?, a terra vicino all'auto. Un rapace, ha detto, che aveva visto anche sul tetto della casa. 

Chissà che ha fatto per essere a terra, chissà se è un adulto o un giovane ancora bisognoso dei genitori, e ora che si fa? Niente, ho detto io, perché il più delle volte a far qualcosa si fa peggio. Dispiaceva anche a me, dispiace sempre quando qualcuno chiede aiuto o si vede che ha bisogno, e ogni volta mi viene da chiedermi come fanno quelli che ammazzano persone, cosa provano, che a noi ci fa star male un uccello che grida, ma  l'unica cosa che si poteva fare intanto era tener lontana la Milly, il cane, che acchiappa ogni cosa che si muove. Dopo pranzo l'uccello non c'era più e si è sentito il richiamo più lontano, speriamo che sia andato tutto meglio possibile. Il rapace, chissà che tipo di rapace, poteva aver fatto il nido sul tetto? Anche se ora sul tetto si cuoce...

Sul tetto possono disturbarli le gazze oppure le nostre gatte, ce ne sono due che sera e mattina presto spesso sono lì, passano da dietro, dove la casa è a un solo piano. un'ipotesi. Però fa piacere che intorno alla casa ci sia tutta questa vita. La scorsa estate venne un giovane a ripulire la vasca, da qualche parte l'ho raccontato. Eliminammo le gambusie, che in realtà poi si sono ripresentate, sicuramente da uova attaccate alle radici delle piante acquatiche. E per la prima volta dopo tanti anni i pesci rossi si sono riprodotti, perché le gambusie distruggono le uova. Mauro aveva trovato un pesciolino molto piccolo morto a galla. Al solito avevamo fatto delle ipotesi. Un piccolo di carpa Koj? perché non sembrava una gambusia e i pesci rossi sono rossi...Comunque un pomeriggio di qualche giorno fa ecco un pesciolino nero insieme ai due o tre rossi, poi un altro e un altro più piccolino...Almeno 10! Non so dire la contentezza. Ci sono, ma vederli è difficile, l'acqua è ancora torbida e loro sono opportunamente nati tutti scuri, sarà più difficile vederli per l'airone che viene a pescare...

La natura non è gentile, c'è chi mangia e chi viene mangiato, la preda e il cacciatore, su questo pianeta è così, chissà se esistono posti dove si vive in pace? 

Un giorno nel campo al margine del bosco, dove ho piantato i piccoli ginko, nell'erba ancora alta c'era una piazzola dove qualcuno l'aveva acciaccata e in mezzo le ossa ancora unite di una zampa posteriore di capriolo, probabilmente, e una palla di pelo, un bolo rigettato. Ho immaginato un lupo che di notte mangiava abbastanza tranquillo. 

Un tardo pomeriggio qualche giorno fa ho portato la Milly a camminare lungo un sentiero fra i campi. Di solito un po' la sciolgo dal guinzaglio e stavo per farlo quando lontano fra il grano già maturo ho visto una specie di isola molto scura. Poteva essere un ciuffo di erba già secca nata nonostante i diserbanti, ma poi ho visto che si muoveva. Era un enorme cinghiale. Lontano, d'accordo, ma si muoveva verso il sentiero, sicché mi è passata la voglia di sciogliere la Milly, che insegue qualunque cosa si muova, come dicevo prima. Poi il cinghiale ci ha sentito e è corso in direzione opposta, cacciandosi dentro il bosco. Bisogna stare attenti, soprattutto con i cani, perché i cinghiali con le zanne li possono ferire. 

Stanotte, che non stavo bene e faceva troppo caldo, ho fatto un sogno bruttissimo. Eravamo in casa io e Mauro, questa casa ma anche le altre in cui abbiamo vissuto. Era venuto un uomo più giovane, sui 50 anni, non so come si era presentato, un tipo forte, non primitivo, prestante, autoritario. Ha detto che adesso la casa era sua e dovevamo andar via. Non aveva nessun motivo per farlo, nessun titolo legittimo, solo la forza. Abbiamo detto che quella era casa nostra e dentro c'era tutta la nostra roba, non sapevamo dove andare, era notte e non avevamo neanche dove andare a dormire. Ha risposto che non erano affari suoi e dovevamo andar via subito... mi sono svegliata. Il sogno era così vivido, potente e minaccioso che non riuscivo a uscirne. Ho pensato che avremmo dovuto reagire subito, in due l'avremmo sopraffatto, non dovevamo lasciargli il tempo di conoscere la casa, imparare i posti delle cose, i coltelli per esempio, con un coltello forse...ma siamo anziani e forse non ci saremmo difesi. E mentre rimuginavo ho pensato che questo sogno è accaduto e accade, in Palestina nel 1948 e ora, in Libano, in Congo..in Asia. E tante persone hanno ancora le chiavi delle loro case.