Non l'ho raccontato ma sto molto lavorando fuori. Fuori vuol dire giardino, orto, olivi. Per una serie di circostanze fortunate ho potuto far sistemare una ripa dell'orto che era in rovina da prima che arrivassimo qui, 26 anni fa. Ora è a posto, c'è una specie di grande tasca di terra, o aiola soprelevata, delimitata da un muro a secco, e sopra ancora un altro muro a secco. E' un salto di più di due metri. Nell'aiola ho già messo tante piante, ma chi l'ha realizzata ha buttato la terra dentro alla rinfusa mischiata a tanti, troppi sassi. Per coltivarci qualcosa ne ho dovuti togliere tantissimi e il problema era di nuovo che farne. Non posso tenere mucchi di sassi in giro altrimenti ho solo spostato il casino, come di solito faccio in casa. Così ho mugolato e piagnucolato intimamente per qualche mese poi ho preso coraggio, comprato il cemento e fatto, con questi sassi di dimensioni medie e piccole, un muretto di contorno alle aiole dell'orto. Un murettino basso basso, ma ugualmente impegnativo. Un cordolo di sassi come vedevo nei piccoli giardini di città nella mia infanzia.

Il cemento in sacchi lo porto con la carretta facendogli fare anche i 14 gradini della scala esterna che collega i primi due livelli del giardino. Sul posto lo scarico in un grosso contenitore che per fortuna ne contiene giusto 25 kg., quindi quando inizio devo lavorare tutti i 25 kg altrimenti butto via il materiale. Ho calcolato che lavorando lentamente secondo le mie forze, a fare tutto, fino al lavaggio del contenitore e della mescola, ci metto circa due ore.  Impasto con l'acqua, non devo aggiungere altro, è una malta già miscelata. Impastare è molto faticoso, è la parte più faticosa di tutta la faccenda. Poi lavo i sassi in un secchio, altrimenti, se sono molto sporchi di terra, il cemento non attacca. Avevo già scavato un solco per delimitare l'aiola intorno all'olivo con dei tronchi che avevo portato io anche quelli. La mia amica Paola ha fatto tagliare dei pini secchi e mi aveva permesso di prendere i tronchi. Ora li tolgo e ho pronto lo spazio in cui sistemare i sassi. Inizio questi lavori sempre con grande timore: potrei stancarmi troppo e non riuscire a andare avanti, potrei fare qualcosa che poi non mi piace. Ma diciamo così: sta venendo un lavoro dignitoso e mi motiva a continuare per poter finalmente avere la zona dell'orto in ordine e anche a modo suo suo, più bella. Intanto mi sono occupata anche dell'erba sotto gli olivi. Con attrezzi inadatti a cui faccio fare lavori sempre troppo grossi per loro sono comunque riuscita a pulire due campi e mezzo. Poi per fortuna è venuto Alessandro con la trincia. Ora però l'erba è un po' ricresciuta. Mi stanco molto, ma la mattina sapendo che ho questi lavori in attesa e il tempo davanti per farli mi sento un piacevole frizzo in fondo alla schiena, è bello avere dei lavori in attesa e sapere di poterli fare con calma, è bello uscire la mattina fra i canti degli uccelli, riconoscere qualche verso, vedere i lavori che procedono. Gli ultimi mesi qui sono stati belli, non troppo caldi. Ora inizia la stagione peggiore, sui primi pomodorini ho visto le prime cimici, giovani anche loro. Lentamente, in piena attività, mi avvio alla fine della vita, con tanti progetti che il corpo non riesce bene a sostenere, ma ancora ce la fa.