Olive 2026
21 ottobre 2026
Anno 26 che cogliamo le olive in questo piccolo podere. Ho iniziato a cogliere olive quando avevo 14 anni in un altro posto,con la mia famiglia e tre operai che venivano a lavorare lì a cui eravamo tutti molto affezionati. Il babbo veramente non veniva, o lo faceva di rado, ma forniva i mezzi per mandare avanti il podere, quindi gli si perdonava. Forse all'inizio sarò stata annoiata di fare questo lavoro, ma non me ne ricordo. In quel primo posto c'era un bel panorama sulla città di Arezzo e la campagna mi piaceva fin da bambina, così credo di aver smesso presto di annoiarmi. Sono 57 anni che colgo olive e ronzo intorno agli alberi, ma non mi considero un'esperta. Mi ci vuole tantissimo tempo per considerare di capire qualcosa su un argomento, anche perché non l'ho mai veramente studiato, ho letto molto, questo sì, ma formarmi un'idea veramente completa credo che sia diverso. Ora poi che tutto cambia a alta velocità credo che dovremmo cambiare anche certe idee e comportamenti riguardo agli oliveti. Ho riletto quello che scrivevo nel 2017 sulle olive: quasi 10 anni fa, e faceva già caldo, i primi giorni della raccolta. Abbiamo iniziato sabato scorso e abbiamo sempre sudato tanto. Abbiamo lavorato sudando e circondati da zanzare e mosche. Da ragazzina coglievamo col golf e certe volte col giaccone pesante e i guanti, si gelavano le mani. Dopo qualche giorno il meteo annunciava pioggia, e quando piove non si coglie, così ho detto a Mauro di chiamare il frantoio e sentire se potevamo portarle a macinare anche se non avevamo i tre quintali necessari per lavorarle da soli. Un tempo si aspettava a portarle al mulino di averle colte tutte o quasi, ma ora bisogna lavorarle perché fa troppo caldo e possono fermentare o ammuffire. Il giorno che è piovuto avevamo l'appuntamento e Mauro è stato fortunato: gliele hanno fatte lavorare da sole, e l'olio ottenuto è tutto solo delle nostre olive. Si può pensare che un olio valga l'altro, ma non è così, ognuno è "geloso" delle sue olive e noi non facciamo eccezione. Naturalmente se anche fossero state lavorate insieme a altre non avremmo fatto storie, ma così è meglio. L'olio è buonissimo, dolce, non piccante come veniva in quel primo podere di quando ero ragazzina. Sono molto soddisfatta, perché una parte di lavoro è conclusa, ora restano la maggior parte delle piante, ma hanno meno frutti, vedremo il risultato alla fine. Mi sembra un miracolo che questi olivi abbiano attraversato l'estate infernale e abbiano conservato i frutti. Quest'anno non c'è nemmeno la mosca, ormai endemica, perché il calore eccessivo e la pochissima pioggia non le hanno permesso di svilupparsi.