giovedì 31 dicembre 2015

la Banca

E' tanto che non scrivo, ma leggo i vostri post e sopravvivo al Natale e alle cattive notizie. L'anno scorso, qui, scrissi un post in cui compariva la Banca Popolare dell'Etruria, che era, ai tempi della nostra infanzia, Banca Popolare Aretina. Le banche sono un'istituzione molto antica; quando studiavo giurisprudenza diedi l'esame di diritto commerciale, in cui si narrava l'invenzione della cambiale e dell'assegno, cioè del denaro che, da merce che era all'inizio, diventò solo simbolo di essa e si trasformò in altri oggetti che consentivano di portarselo dietro in lunghi viaggi e situazioni difficili: è una storia meravigliosa, quella del denaro e degli strumenti finanziari, una storia della capacità immaginifica dell'uomo. Pensate ai tempi dei grandi mercanti di spezie, di Marco Polo. Le banche nascono lì. Queste nostre piccole banche popolari, invece, credo che siano nate nel dopoguerra, potrei andare a vedere in Internet, ma riporto solo i miei ricordi: la Banca nascendo ce l'avevo trovata, e i miei genitori ne parlavano con un certo rispetto, perché il denaro duramente guadagnato dal babbo finiva lì, custodito e incrementato. La Banca Popolare Aretina,(all'inizio si chiamava così) era una vera istituzione in città, e aveva, ed ha ancora, una sua sede molto bella, con un salone che ora si vede spesso in televisione, con un soffitto di vetro colorato e le pareti affrescate, e intorno una specie di porticato interno con gli sportelli degli impiegati. Un gradevole monumento al denaro. Quando da grande ho rivisto il film Disney di Mary Poppins ho notato che tutta la storia della Banca, di cui il signor Banks era dipendente, somigliava molto a quella della nostra banca di città, compresi i salvadanai in cui venivamo incoraggiati a mettere da parte i soldini.

Per i giovani di molte generazioni è stato un sogno, quello di entrare a lavorare in banca, era un posto sicuro, e molte persone l'hanno fatto, spessissimo raccomandate.
Credo che chi ci lavora sia quasi sempre raccomandato, d'altra parte è un'istituzione privata e credo che i criteri di accesso non debbano essere per forza quelli delle istituzioni pubbliche. Ora si salvaguardano i posti di questi lavoratori. Non c'è qualcosa di stonato? 
Molte persone che avevano affidato i risparmi alla banca sono state truffate: qualcuno, ai vertici della banca, ha fatto operazioni azzardate, che sono state sostenute col denaro buono messo da parte dai risparmiatori, che sono stati indotti a comprare obbligazioni che finanziavano proprio quelle operazioni, ma quali siano state in concreto quelle operazioni non l'ho capito.
In ogni modo: denaro sano in cambio di carta straccia. Una piccola operazione sporca che è la miniatura dei "mutui subprime" che hanno causato la crisi finanziaria internazionale in cui siamo ancora impaludati.
Gli antichi mercanti che inventarono la cambiale non lavoravano così, anche se le truffe esistevano anche allora, ma erano punite molto duramente. A volte si tagliavano le mani del colpevole, o la lingua.
La mia famiglia non è cliente della Banchetruria ma negli anni dal 1998 in poi ho dovuto averci a che fare e ho incontrato sempre comportamenti al limite della legalità. 
Nel 1998 un'impiegata, forse la direttrice, di un'agenzia di città, rifiutò di farmi vedere le documentazioni riguardanti i conti del mio babbo, dopo la sua morte, anche se avevo le carte che dimostravano la mia posizione di erede legittima. Fui trattata molto male, a voce alta, in mezzo alla sala, davanti agli altri clienti, e mi fu detto che se volevo vedere qualcosa dovevo tornare con una lettera di un avvocato. Quasi come se volessi commettere un atto illecito. Potete immaginare il mio imbarazzo. Non ci si immagina di dover andare in un posto del genere, in fondo un luogo pubblico, accompagnati da testimoni, per tutelarsi.
La volta successiva fu nel 2012, quando il direttore della stessa agenzia tentò di indurmi a rinunciare all'eredità legittima della mia mamma dopo la sua morte. Se non avessi avuto quelle cognizioni di diritto che ancora conservo ci sarebbe riuscito.  In seguito, sempre per una questione legale, mi rivolsi ad alcuni studi di avvocati della città. Una volta saputo che, per difendermi, sarebbero state necessarie indagini presso la banca, tutti gli avvocati si rifiutarono di farlo, dicendomi che sarebbero stati in imbarazzo, in quanto tutti loro facevano affari con la banca. Capii che se volevo intraprendere quella causa dovevo trovare un avvocato in un'altra città e abbastanza coraggioso e forte da fronteggiare la banca. Non ne feci nulla, tanto più che comunque non era proprio quella la mia intenzione. 
Mi capitò di parlarne con qualche amico: qualcuno non mi ha creduto, qualcuno ha dato per scontato questo comportamento e mi ha trattato come una persona ingenua. Certo io sono un'aretina puro sangue, ma sui generis, vivo praticamente isolata, casa e lavoro e pochi amici, ho una mia visione personale, e certe volte mi illudo che si possa ottenere giustizia in modo lineare. Non è così. 
Di solito tengo per me queste cose brutte che mi capitano, ne parlo solo con qualche amico, appunto. Non reagisco, mi sento a volte umiliata, provo senso di frustrazione, ma lascio perdere. Per esperienza so che, se non si hanno santi in paradiso, è meglio soccombere alla prepotenza. In questo caso racconto questi episodi, non per fare la vittima, e neanche perché mi consideri il centro del mondo, ma insomma dei comportamenti scorretti ripetuti saranno pure segno di qualcosa che non va, di un controllo insufficiente, di una disinvoltura colpevole. Si può capire che non ho grande simpatia per la Banca Etruria. E' un vecchio rancore legato  alla morte del mio padrino, che ho raccontato nel post citato all'inizio. L'impressione è che l'istituzione si sia degradata col degradarsi della città. C'è qualcosa di stonato e sgradevole anche nelle persone che si rivolgono al Papa per veder difesi i propri risparmi.   E' legittimo e giusto chiedere che i propri diritti siano difesi, ma di fronte ai problemi enormi che il mondo si trova ad affrontare risulta stonato rivolgersi ad un'autorità religiosa. Ad un giudice sì, non al Papa. Ma in Italia c'è la brutta abitudine di mescolare i piani e dare sempre la colpa allo Stato, e tutto finisce in una nuvola di polvere, o di nebbia. 
Non so come andrà a finire. Sarebbe bello che, per una volta, chi ha sbagliato pagasse di tasca propria e non dovessimo pagare un soldino per uno gli errori di altri, che francamente, di questo siamo stanchi. La parola errori è sbagliata: dai miei studi di giurisprudenza, si tratta di dolo, e non di negligenza. 

4 commenti:

  1. "L'impressione è che l'istituzione si sia degradata col degradarsi della città...".
    Non è così. La banca, più o meno come la politica, nasce, pasce e muore come associazione a delinquere. Per mascherare la cosa le banche risiedono spesso in palazzi storici e i dipendenti sono tutti elegantissimi.
    In teoria hanno lo scopo di custodire al sicuro i soldi dei cittadini.
    Nella pratica, siccome devono guadagnarci un mare di soldi (profitto), prestano con l'interesse i soldi dei cittadini. Come fanno gli usurai.
    Questo dell'usuraio è il più vecchio mestiere del mondo assieme a quello delle prostitute.
    L'aggravante consiste nel fatto che, oltre a prestare i soldi con gli interessi, le banche "regalano" soldi (prestando senza garanzie) ai politici ed agli amici dei politici per scambiarsi favori e voti.
    Quando poi i debiti (investimenti sbagliati ovvero soldi prestati agli "amici potenti" senza garanzia (cioè senza che poi vengano restituiti)) vengono a galla (diventano consistenti) la banca fallisce in tutto o in parte.
    In sostanza la banca presta i soldi a chi vuole lei (e non a tutti i cittadini che ne avrebbero diritto) dando la precedenza agli amici, ai potentati, alla casta.
    Come saprai, orrore degli orrori, dal 1 gennaio 2016 le banche che dovessero fallire non rimborseranno più i cittadini che vi avevano depositato i propri soldi e non potranno più essere aiutate dallo stato (Bail In). Saranno "sequestrati" in primis azioni ed obbligazioni e poi anche i conti correnti per la parte eccedente i 100.000 €.
    Insomma se tu avessi sul conto corrente 500.000 € la banca che fallisce te ne restituirebbe solo 100.000.
    Corruzione, concussione e rapina.
    Su queste tre sole cose si basano la politica e l'economia (e quindi le banche).
    Buon anno cara.
    Saluti alla famiglia ed al tuo giardino.

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  2. Caro Gianni. Sai che ti sono affezionata anche se non ci siamo mai visti, una volta sola ho visto le mani di tua moglie che impastavano sul tavolo della cucina di casa tua mentre il tuo caro gattino giocava con lei. Sono d'accordo con te solo un pò, credo che le banche siano utili e possano contribuire a creare un'economia prospera e sana, così nacque questa nostra piccola banca e per questo tutta questa storia mi duole. Inoltre io sono aretina e Areezzo è una strana città, in cui fanno finta di non sapere che sisti, ma ti leggono e sono pronti a metterti nei guai se "sconfini". Per questo ho fatto leggere il post a Mauro e ho avuto la tentazione, dopo averlo scritto perché proprio mi scappava, di cancellarlo. Spero che resti lo stesso mio amico e buon anno anche a te.

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    1. Certo che le banche sono utili. Lo è anche la politica.
      Anche un coltello è utilissimo. Dipende da come lo usi.
      Tra il dire ed il fare c'è di mezzo il mare e l'occasione fa l'uomo ladro.
      Confermo che per me, nella sostanza, le banche sono associazioni a delinquere. Anzi trovo più onesto un rapinatore che una banca.
      Tuttavia è solo una mia idea, una considerazione personale. Che magari condividono con me anche i "truffati" delle La Cassa di risparmio di Ferrara, la Banca delle Marche, la Cassa di risparmio di Chieti, la Banca popolare dell’Etruria e del Lazio.
      E che dire del Monte dei Paschi di Siena?
      Certo che resto tuo amico. Ci mancherebbe!
      E perché non dovrei più esserlo?
      Ed il post lo trovo fatto proprio bene.
      Il 2016 sarà l'anno in cui, tra le mille altre cose, si parlerà tantissimo di banche. E di quelle che a breve potrebbero fallire.
      Auguriamoci di no naturalmente.
      Ciao cara
      Buon anno

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  3. Ho letto con molta attenzione. Intanto ti invio tanti auguri e mi complimento con te per il tuo modo di scrivere. Un abbraccio.

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