Sant'Anna con la mezzina
26 luglio 2026, si festeggia Sant'Anna, e qui da noi si aspetta la pioggia tradizionale di Sant'anna, che si dice che passi con la mezzina. La mezzina era un contenitore di rame zincato con cui si attingeva acqua dal pozzo, che aveva la bocca più stretta perché durante il tragitto fino a casa se ne perdesse di meno. Quella di Sant'Anna è una pioggia protetta e donata da una santa, la nonna di Gesù, quindi una pioggia che non può far male, infatti è iniziata verso le 8 con pochi radi goccioloni, poi si è interrotta, poi pianino ha ripreso e ne è venuta tanta e per bene, senza grandine e senza palle di ghiaccio. Grazie, si può solo dire grazie. Qualcosa ancora va come un tempo, almeno la pioggia di Sant'Anna, e ci si attacca a questi scampoli di tradizionale normalità per sperare. Per Sant'Anna, nel 2017 abbiamo perso un'amica, una sorella, e anche quel giorno piovve. Di Sant'Anna i vangeli canonici non ne parlano, ne parlano quelli apocrifi. Essendo vissuta al margine della chiesa non conosco queste figure della tradizione che quasi sempre sono un'immagine cristiana incollata su una divinità pagana, chissà chi era questa che proteggeva queste date, la famiglia, e i nonni e regalava acqua e refrigerio nel periodo più caldo.
Ieri mattina come tutte le mattine sono andata nell'orto a vedere come andava. Accanto all'orto c'è il cancello per andare nell'oliveto, un cancello grande molto semplice, da cui può passare un trattore, anche se il trattore non c'è più. L'animale che è venuto a mangiare i pomodori trovando chiuso un altro buco ha scavato sotto il cancello e tolto tutte le pietre che avevamo messo nel corso del tempo per impedire il passaggio. Piagnucolare, lamentarsi, rimetterle alla rinfusa per fargliele togliere di nuovo? Basta. Ho preso coraggio e sono andata con la carretta a prendere un sacco da 25 kg di malta premiscelata che avevo vicino all'ingresso. Qui è tutto terrazzato, l'orto è nella quarta terrazza contando dall'alto. Fra la prima e la seconda c'è una scala esterna in cotto. L'ho scesa con cautela con la carretta carica, se non sto attenta posso rompere i gradini in cotto e ruzzolare anch'io. Arrivata sul posto ho aperto il cancellone, tolto tutti i sassi grandi e piccoli, scavato un po' per murare sul solido e non su terreno che poi scorra via di sotto con la pioggia. Ho scaricato il cemento in una paiolina e impastato a mano con la cazzuola. O mescola, come dice il mio amico Mario. C'era un unico sasso molto grande che non aveva senso togliere, non c'era riuscito nemmeno il tipo. Il tipo sarebbe l'animale che entra. Ho iniziato da lì, l'ho sistemato meglio e gli ho murato dei sassi vicino. Bisognava creare un cordolo che rimanesse appena sotto il cancello in modo che l'animale non possa entrare, ma che fosse pari in modo che poi passarci con la carretta o il tagliaerba sia possibile e più facile di ora. Sembra semplice ma non è. I sassi prima di murarli vanno scelti, provati se ci stanno, se non ci stanno se ne prova un altro, poi vanno lavati, perché su una superficie asciutta e peggio ancora con terra incrostata il cemento non aderisce, e ho fatto anche quello. Sono andata a cercarmi altri sassi, ce ne sono tantissimi, più piccoli, per riempire i vuoti, ho ripreso il cemento che era colato via e impastato di nuovo. Insomma alla fine ho fatto un lavoretto niente male, e l'ho fatto solo perché la temperatura esterna non era proprio esagerata. Ho usato tutta la malta senza sprecarne neanche un po', ho lavato paiolina e mescola, con una vecchia scopa ho rifinito le stuccature, e alla fine, con garbo, ho annaffiato un pochino, perché il cemento non deve asciugare troppo in fretta, ma nemmeno essere lavato via, dopo tutta la fatica che avevo fatto. Fatto questo ho annaffiato l'orto, perché oggi era prevista pioggia, ma non si poteva essere sicuri e comunque sarebbe arrivato a stamani troppo assetato. E sono tornata in casa stanchissima, sporca, sudata fradicia e pizzicata dalle zanzare. Dalle 8,30 a mezzogiorno. Per fortuna avevo il pranzo pronto perché non ce l'avrei fatta a preparare anche quello. Rientrata in casa mio marito mi ha chiesto se ero andata in paese a prendere il pane e portare l'indifferenziato. Gli ho risposto molto male.