lunedì 26 gennaio 2015

SYM, il Parassita 1

Alla fine del 2012 avevo pubblicato su questo blog un racconto scritto in occasione della fine del mondo prevista per il 21 12 2012. Ora questo racconto si è allungato ed è finito. Ne metterò a disposizione un pezzettino per volta, e vediamo se sarò abbastanza soddisfatta del mio lavoro da pubblicarlo fino alla fine. D'altra parte questo è un blog, un editore e un impegno preciso non ci sono, e si può smettere quando si vuole. Consideratelo un regalo per questi tempi bui, spero che vi piaccia e, per qualche strada impensabile, possa servire a qualcuno di voi. Oh, naturalmente, questa è l'introduzione e il primo capitolo.



SYM, il Parassita.

Il miglior modo di predire il futuro è inventarlo- Alan Kay

Era il dicembre del 2012 e stavo finendo di scrivere un altro libro, “E' il freddo di questa notte”, nelle pagine più dolorose. In quei giorni dappertutto si parlava della profezia Maya sulla fine del mondo, che doveva realizzarsi (sia la profezia che la fine del mondo) il 21 dicembre; qualcuno aspettava una catastrofe ( si vede che non bastano quelle che accadono quotidianamente) qualcuno diceva che sarebbe stata la fine del mondo conosciuto e l'alba di una nuova Età d'Oro. Io avevo bisogno di distrarmi da quell'altro racconto e pensare ad una cosa leggera, una specie di favola di Natale, così cominciai a scrivere, per il mio blog e soprattutto per i miei lettori/amici, la storia di una possibile fine del mondo: un essere di scaglie che scende dallo spazio cosmico sulla Terra... non inventavo niente; molti anni prima avevo letto un romanzo di fantascienza in cui gli uomini avevano incontrato su un pianeta lontano degli esseri che chiamavano le Coperte, che vivevano in simbiosi con loro e sopperivano ai bisogni di vestirsi, nutrirsi e sentirsi amati. Mi era piaciuto tanto e ne ricordavo dei pezzetti a distanza di tanto tempo. Le “coperte” amavano la musica e componevano sinfonie meravigliose.
Nella mia storia misi degli esseri che mi ricordavano le Coperte. D'altra parte ho trovato ispirazione anche in altri racconti, come  "La bussola d'oro", per esempio. A volte i racconti mettono radici, o prendono casa, in me, e mi sorprendo a cercare di continuarli in qualche modo.

Comunque: con l'arrivo di questi esseri il mondo cambiava in quel modo radicale che una buona parte dell'umanità desidera e ricominciava rinnovato. Scrissi le prime cinque puntate sul blog seguita dalle mie appassionate lettrici e dai miei sporadici lettori maschi, che sono quasi tutti altrettanti blogger che io, a mia volta, leggo con piacere. Solo in seguito pensai che era il caso di vedere come continuava la vicenda di Paolo Giusti, sua moglie Gigliola, sua figlia Giulia, il fidanzato di sua figlia Alan e... ogni tanto mi saltava fra le dita che battevano sul computer qualche nuovo personaggio, fino a delinearsi un paesino intero e anche alcuni Cattivi... Il libro si intitola il Parassita, perché io credo che anche se tornasse Gesù in persona non saremmo capaci di riconoscerlo, figuriamoci un essere di scaglie luminose come sarebbe accolto. Gli ho dato il nome di SYM, da simbionte, ma Sim è anche la sigla del Servizio di Igiene Mentale e spero si capisca l'ironia. Ho messo dei personaggi ispirati a persone esistenti o esistite, come il signor Primitivi, nel quale si può riconoscere un ritratto di fantasia del maestro giardiniere Carlo Pagani, che d'altra parte io non conosco di persona, o il prof. Goretti, che è stato un insegnante di mia figlia molto amato e rimpianto e che io ho fatto guarire, cosa che nella realtà di questo universo non è avvenuta.

PIANETA DI PERLA

Il dottor Deepak Bhat si stava preparando a rientrare sulla Terra. Viveva da ormai sei mesi nella stazione orbitante ed era impaziente di tornare e riabbracciare i suoi familiari e gli amici, ma una parte di lui, lo sapeva, avrebbe rimpianto la permanenza e atteso il momento in cui l'avrebbero comandato per un'altra missione nello spazio. Uno dei suoi istruttori, un grosso estone dalla risata contagiosa, durante le lezioni aveva chiamato quell'emozione il “Mal di spazio”. Sarebbe mai tornato quassù? Per alcuni astronauti c'era stata un'unica esperienza del genere, nel corso della vita. Si avvicinò in volo all'oblò più vicino per ammirare ancora una volta la Terra.
Era meraviglioso! Una volta arrivati alla stazione orbitante non ci si trovava apprezzabilmente più vicino ad un qualunque corpo celeste, neppure alla Luna, l'unica distanza che si modificava in modo sensibile era quella rispetto alla Terra e vedere il proprio pianeta, la propria casa, da lassù, era un'esperienza indimenticabile. Deepak si sentiva traboccare d'amore per il pianeta madre. Negli ultimi vent'anni si era aggiunto lo spettacolo del fenomeno dei Cicli di Flusso del SYM, nel corso dei quali si vedeva l'atmosfera colorarsi e diventare luminescente a causa delle particelle perlacee che a partire dalla fine del 2012 si trovavano nell'aria. Le particelle di polvere non erano visibili se non nei Cicli di Flusso e in quei giorni, o ore, l'aspetto della Terra, vista dallo spazio, cambiava, avvolta com'era da una fine nube perlacea che non impediva di vedere il pianeta, lo velava appena. Il suo collega italiano, il maggiore Marco Parrini si avvicinò e restò con lui a guardare: 
“Un pianeta di perla...”disse.
Oh sì.” Restarono per un po' in silenzio, incantati.
Ma dimmi -disse Deepak- il fenomeno dei Cicli di Flusso è cominciato nel 2013?”
No, è iniziato più o meno due anni dopo, quando il SYM si è espanso su tutto il pianeta.. già, ma tu sei troppo giovane per ricordare, sei un ragazzino.”
Ragazzino non direi, ho trent'anni, una moglie e due figli e all'arrivo del SYM avevo 8 anni!”
8 anni. Si può dire che sei un nativo SYM. Un tempo si diceva, dei ragazzini nati all'inizio dell'epoca dei computer, che erano nativi digitali. Ora diciamo nativi SYM.”
Deepak rise.
Saremo anche nativi SYM, ma ancora non conosciamo a fondo questi Cicli di Flusso.”
Ci sono moltissime cose che ancora non conosciamo del SYM, ma se mi chiedi se vorrei tornare a prima del suo arrivo, ti dico che non vorrei, per tutto l'oro del mondo.“
Ricordi bene il tempo prima del suo/loro arrivo?”
Perfettamente. Ero un ragazzo di 23 anni quando tutto iniziò...” Marco sembrò immergersi nei propri ricordi.
Deepak disse: “Non possiamo partire finché il Ciclo non si conclude...”
No.” disse Marco.
Ed è sempre così, imprevedibile l'inizio, più o meno a cadenza mensile, come i cicli lunari, ma non possiamo in precedenza conoscere con precisione il giorno e l'ora, però sappiamo che in questi periodi è meglio non viaggiare in aereo e non attraversare l'atmosfera per non disturbare l'evoluzione del fenomeno...”
E' vero. Il SYM funziona come un immenso organismo. Come dici tu ancora ne sappiamo così poco. Il bello è che anche chi si trova negli aeroporti aspetta con pazienza che il ciclo finisca.. è una conseguenza della simbiosi, rispettare i cicli del SYM.“
Marco guardò l'orologio e disse “ Il flusso è iniziato da poco e ha interrotto le procedure per la partenza. Dovremo in qualche modo usare queste ore che restano prima che finisca, ma io ho concluso tutti i miei esperimenti e le mie rilevazioni e per una volta non ho niente, veramente niente da fare.” Il tempo nella stazione orbitante era accuratamente suddiviso in moltissime attività, compreso il sonno, senza spazi vuoti.
Potresti raccontarmi l'arrivo del SYM..” Disse Marco, e sorrise. Sorrise anche Deepak.
Ho saputo che tu conosci il racconto italiano, anche se sei indiano.”
Proprio così. E tu che sei italiano non lo conosci?”
No. Quando tutto iniziò mi trovavo già a studiare ingegneria aerospaziale negli USA. Quindi- Marco aprì la mano ed enumerò con le dita- ho il racconto americano, che poi sono almeno tre, quello cinese che è molto diffuso, ma quello italiano, di casa mia, mi manca. ”
Allora sarà meglio riparare a questa mancanza. Oltretutto a me piace moltissimo raccontare l'arrivo del SYM. Ai miei bambini credo di averlo già raccontato almeno 4 volte, anche se il piccolo ancora non può capirlo. Con tutti i dettagli. “
E' uno smacco per me non conoscerlo. In fondo io sono non solo italiano, ma toscano e il SYM scese in Italia proprio in Toscana, intorno al paese della Chianella.”
Sì, in Toscana, intorno ad un paesino della Val di Chiana,dove l'unica cosa importante che c'era, era l'ospedale.”
E allora comincia, Deepak. Ti ascolto.” Marco si mise comodo, imitando la posizione di uno che sta disteso in poltrona, solo che lui era sospeso nell'aria.
“Vediamo se mi ricordo..” Disse Deepak Bhat.
 

mercoledì 14 gennaio 2015

Charlie Hebdo, la satira, il terrorismo

“Il vero potere distruttivo del terrorismo sta nel portarci a scoprire il male che esiste in noi esseri umani. La grettezza, la barbarie, il caos. E questo è vero sia per i singoli individui che per l’intera società.
Il terrorismo - certamente quello degli assassini di Parigi - non vuole intavolare un dialogo ma sgretolare la società contro la quale opera. Mira a dissolvere i legami e le convenzioni che tengono uniti gli esseri umani a dispetto delle loro differenze e delle loro controversie, a disgregare rapporti creati e consolidati con grande fatica e non sempre con successo tra persone appartenenti a gruppi diversi, ad abolire le aperture del mondo illuminato all’uguaglianza, alla dignità umana, al riconoscimento della libertà di espressione e alla democrazia, che sono fra le maggiore conquiste dell’umanità”


Mi sento incapace di commentare con le mie parole quello che è successo in questi giorni, e uso quelle scritte da David Grossman riportate nel blog di Loredana Lipperini.


Mi è venuta in mente una cosa riguardo alla libertà di satira in discussione in questi giorni. Una copertina di Charlie Hebdo che si è vista passare in tv ha infastidito anche me, lo stesso fastidio che credo provino i musulmani quando le loro cose sacre sono oggetto di satira. Io non posso considerarmi veramente religiosa, non pratico da tanto, nonostante questo quando vedo deformate e offese le cose oggetto di fede provo irritazione. Mi pare che si debba trattarle con rispetto anche se non si condividono o non ci si crede.
Tuttavia il giornale francese aveva una diffusione molto limitata, Lo compravano, prima della strage, circa trentamila persone, o forse il doppio, ma anche sessantamila è un numero piccolo in una nazione come la Francia. Per cui mi pare che alla fine la presenza di questo tipo di pubblicazioni sia un pò come un segnale che l'organismo sociale è sano, che riesce a sopportare opinioni discordanti, un pizzico di veleno espresso con ironia, l'Ombra che emerge contrapposta alla luce. E tutti sappiamo, come dicevo in un post di tanto tempo fa, che chi non fa ombra non esiste.