Cernobyl e il nucleare "civile". O commerciale

6 settembre 2026

Siamo al 6 settembre, ma oggi in realtà è metà luglio. Sembra che dal 10 entreremo in una fase più fresca e pioverà almeno un po', fino a metà mese, poi non si sa. Fa ancora molto caldo, di giorno si arriva a 33, 34 gradi. Significa che le finestre, come a luglio, devono stare chiuse dalle 9 di mattina alle 20, le persiane accostate e se ci si muove si suda ancora anche in casa, così approfitto per scrivere, col ventilatore acceso dietro le spalle. Le giornate sono più corte e questo aiuta, le ore di buio aiutano a raffrescare, ma stanotte ho di nuovo dormito col ventilatore acceso. Da giovane non avrei mai immaginato che ci saremmo ridotti così. Lo sapevo, perché seguivo le notizie sull'inquinamento, i gas serra e il cambiamento del clima, stupita e spaventata, ma non ne capivo l'immensa portata. Chissà perché ero così sensibile a questi argomenti, chissà che mi era capitato in qualche vita precedente, mi chiedo, perché altrimenti non si spiega. L'interesse per le questioni ambientali iniziò già da ragazzina con l'avversione per la caccia, nonostante che da piccola avessi mangiato anch'io fagiano e spiedi di uccellini cotti col girarrosto. E iniziò anche prima con l'amore per la campagna e i boschi. La prima catastrofe ambientale grave che ricordo fu Seveso. Nell'86, il 26 aprile, la mia prima figlia, la Fiamma, aveva un anno e mezzo e ci fu Cernobyl. Non so dire interamente la paura che mi prese e il senso di responsabilità schiacciante verso questa bambina così piccola. Al tg dissero che in Svezia avevano rilevato un fatto inquietante, un aumento della radioattività nell'aria, ma la notizia vera, intera, arrivò il giorno dopo, mi pare. Un evento accaduto tanto lontano da noi provocava conseguenze gravi attraverso il veicolo più difficile da controllare, l'aria. Tutto all'inizio fu sminuito, poi dissero che era meglio non mangiare verdura che era stata esposta a aria e pioggia, e bere solo latte a lunga conservazione con data di prima del 1 maggio o del 26 aprile, giorno dell'evento. E altre misure del genere. Sembrava un racconto di fantascienza  dei tanti letti durante l'adolescenza, ci eravamo dentro.

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Imparare cose, iodio 131, cesio 137, soprattutto stronzio...

Imparammo cose sullo iodio 131, un radionuclide (imparammo anche la parola radionuclide) che ha un tempo di dimezzamento di 8 giorni, che significa che in otto giorni si dimezza la carica radioattiva che lo rende aggressivo nei confronti di tutte le forme di vita. Nei primi tempi si accumulò nella catena alimentare e causò un aumento dei tumori alla tiroide soprattutto nei bambini. Il motivo era che era iodio, che alla tiroide serve, e se la nostra ghiandola lo trovava disponibile lo usava, senza sapere che fosse radioattivo o meno, e ce n'era abbastanza in giro da produrre un danno; così ci dissero di usare sale iodato per avere iodio buono disponibile per le nostre tiroidi, ma ormai era tardi e non so nemmeno quanto sarebbe stato efficace. Non so se siano stati fatti studi che colleghino le malattie tiroidee e altre, sicuramente aumentate, all'"incidente" di Cernobyl, o se siano stati fatti questi studi e non resi pubblici o se siano stati fatti e non pubblicizzati a sufficienza. Fra parentesi tutte e due le mie figlie hanno malattie della tiroide e da poco anche io e mio marito. Oggi alcuni medici danno per scontate le conseguenze di Cernobyl, altri le negano o le ignorano. Io avrei fatto anche il conto di quanto è costato Cernobyl al pianeta in termini di suolo inquinato e salute pubblica, e quindi quanto costa realmente l'uso civile dell'energia nucleare. Così come dopo Fukushima...perché Cernobyl è solo uno degli incidenti avvenuti, alcuni dei quali in paesi come gli USA che hanno messo subito tutto a tacere. 

Oltre allo iodio 131 imparammo anche a conoscere:

Cesio 137, tempo di dimezzamento 30 anni, causa danni a fegato e milza, si trova tuttora nel terreno e nei frutti dei boschi anche italiani. 

Stronzio 90, tempo di dimezzamento 29 anni, causa leucemia.

Plutonio 239 e 240, tempo di dimezzamento talmente lungo da essere ininfluente per la vita di qualunque organismo, che però essendo molto pesante ricadde più che altro in zona, intorno al reattore. Il reattore non si sa cosa adesso contenga, coperto con una immensa colata di cemento ogni tanto qualcuno dice che accadranno ancora cose orribili. Ma nel frattempo ci hanno fatto una serie tv terrificante di successo, che non ho visto, riuscendo a far soldi anche con questa immane tragedia, senza dire il turismo dell'orrore che si è sviluppato in quei luoghi. Alla fine del 1986 vidi una trasmissione tv che raccontava l'anno appena concluso, c'erano degli ospiti e gli fu fatta una domanda: "Cosa ricordi dell'anno trascorso? Cosa lo rende memorabile?" Risposi subito mentalmente: Cernobyl. Nessun ospite rispose lo stesso. Dimenticato dopo otto mesi, nonostante le particelle radioattive presenti nel terreno, ma quello che non si vede è come se non esistesse. 

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referendum

Dopo Cernobyl nel 1987 qui in Italia ci fu un referendum che riguardò l'uso civile, anzi dicono "commerciale", dell'energia nucleare. L'uso delle parole è sempre indicativo del pensiero che ci sta dietro e parlare di uso commerciale dell'energia nucleare dice che il mercato viene quasi considerato un dio e l'energia una merce, mentre è un bene essenziale che dovrebbe essere trattato con cautela e rispetto.  Il referendum in Italia è solo abrogativo di leggi esistenti e i quesiti sono sempre poco comprensibili e hanno bisogno di essere spiegati, cosa che rende questo strumento poco utile e molto costoso; ma in quel caso ci fu una forte partecipazione e il risultato fu che la popolazione italiana decise che non voleva che si usasse questo tipo di energia. Cernobyl, vissuto da poco e a distanza, aveva spiegato benissimo. Iniziò il processo di dismissione di 4 centrali nucleari che forse non si è mai concluso, perché le scorie prodotte non hanno trovato collocazione definitiva: nessuno le vuole vicine o in casa propria e nessun governo ha la forza di affrontare questa questione, che significherebbe inimicarsi buona parte dell'elettorato. Nel 2011, dopo il disastro di Fukushima, il governo dell'epoca ci voleva riprovare, riproporre l'energia nucleare commerciale, ma un nuovo referendum ribadì la volontà popolare già espressa. Un argomento di chi vuole il nucleare civile è che lo usano i paesi confinanti e se ci fosse un altro incidente noi ne subiremmo il danno senza averne avuti i vantaggi, perché si diceva che comprassimo energia prodotta col nucleare dalla Francia pagandola cara. E' un buon argomento, ma non abbastanza buono.  L'Italia è un paese fragile, ora va di moda questa parola che significa: soggetto a frane ( mia figlia geologa dice che il 90 % del territorio lo è, d'altra parte si vede ogni volta che piove), e anche sismico, soggetto a terremoti, ed è anche per quello che trovare siti adatti a conservare scorie nucleari e materiali pericolosi è così difficile. Però con le scorie radioattive ci fanno armi, quello non è proibito. Oppure i materiali pericolosi di scarto li trasferiscono in modo più o meno lecito a paesi poveri, il che è amorale. Amorale perché la gestione e/o smaltimento dei materiale radioattivi o tossici viene scaricata dietro pagamento su paesi che non possono evidentemente farlo e si accollano il problema perché non hanno denaro per andare avanti o perché i governi sono corrotti e servi, con conseguenze gravi sulla salute della loro popolazione, ma naturalmente i nostri governi occidentali esportatori di democrazia, una volta pagato, di tutto questo se ne fregano. Ci sono su youtube dei video molto interessanti del professor Emilio Del Giudice , che è morto da 12 anni, ma dice cose ancora valide. Nonostante tutto questo in rete trovate giovani laureati in fisica esaltati per l'uso del nucleare: quello hanno studiato con impegno e quello propongono e vorrebbero imporre, un po' come i chirurghi che se vai da loro difficile che ti curino con un farmaco, ti vogliono operare. Ogni governo che arriva ci riprova col nucleare, anche quello attuale, che propone, ignorando l'esito di due referendum e facendo finta che non siano mai stati fatti, centrali di quarta generazione, la cui caratteristica, a detta di chi si occupa di nucleare, è che non esistono. Giusto oggi al TG un tipo milanese magnificava queste nuove inesistenti centrali che bisogna assolutamente fare, non foss'altro per offrire obbiettivi bombardabili per le prossime guerre, come è quella di Zaporizhzhja in Ucraina. Diceva che se a Fukushima avessero avute queste di ultima generazione, senza tener conto del fatto che non esistono, non ci sarebbe stato quel disastro. Ricordo benissimo che all'epoca di quella catastrofe, nel 2011, i giapponesi, che non sono scemi come noi, dicevano che si trattava di manufatti eccezionali e resistenti a qualunque cataclisma, proprio come diceva oggi questo cog... tipo. Tutte le centrali nucleari sono sicurissime finché non si rompono o non arriva un evento sismico o atmosferico estremo; è il tipo di energia che è pericolosissima, in realtà.  Un ministro di un governo Draghi, Cingolani, proponeva il nucleare come energia verde. Ci vuole la faccia di bronzo per affermare questo, ma ce l'hanno.