domenica 24 maggio 2015

Colori a Riccione

Villa Lodi Da Fé


A primavera siamo stati a Riccione ad una piccola mostra di giardinaggio che si chiama "Giardini d'autore", molto bellina!, che si tiene nel giardino di una di quelle ville graziose tipiche dei posti di mare, "Villa Lodi Da Fé", dove le famiglie ricche passavano la Villeggiatura. Mauro ha fatto delle foto così belle e colorate che ho deciso di postarle anche se non sono proprio di stagione.


qui vedete il fotografo


un bel signore ...


...camelie...


l'associazione di cui fa parte la Loretta del Roseto in via Cerreto....


Bellissima!


colori freddi...

primule assortite del vivaio La Montà....

il mago di Oz...







mercoledì 20 maggio 2015

la particella di Dio

Tempo fa, di mercoledì, tutto ciò che è interessante per me deve avvenire di mercoledì, il mio giorno libero, ho visto un film sulla Effe, "la particella di Dio", che racconta del grande lavoro di scoperta del bosone di Higgs. E' un ibrido fra un vero film e un documentario e consiglio di vederlo. Proverò a dire alcune cose, anche se ho capito proprio poco, ma mi ha provocato una lunga catena di pensieri che continua ancora. 
Il bosone di Higgs è una particella , di cui si ipotizza l'esistenza, che sta al centro di un modello detto il Modello Standard, che tenta di spiegare l'intera realtà. La sua centralità in questo modello teorico fa sì che venga chiamata la particella di Dio, nel senso che spiega e da senso a tutte le cose. 
E' una particella estremamente sfuggente tanto che per verificarne l'esistenza si è dovuto costruire quel grande anello sotterraneo chiamato HLC ( large hadron collider= grande collisore di adroni)  a Ginevra. Il film racconta il lavoro e le opinioni di alcuni fisici, fisici teorici e fisici sperimentali. I fisici sperimentali sono quelli che si occupano della grande macchina e  del suo funzionamento. I fisici teorici si occupano della teoria, ovviamente, cioè di fare ipotesi e interpretare i risultati degli esperimenti.
Le particelle subatomiche si evidenziano, negli esperimenti, misurando grandezze, o piccolezze, come in questo caso. Nel documentario si vede il momento in cui i titolari di due esperimenti condotti nell'anello dell'HLC presentano i loro risultati, una dei due era l'italiana Fabiola Gianotti, a capo dell'esperimento denominato ATLAS. I risultati erano concordanti: la particella esisteva ed era stata  "pesata", o esisteva perché si era potuto pesarla. Il valore del "peso" era di 126  GEV (gigaelettronvolt), in realtà una misura di carica elettrica, ma per la formula di Einstein l'energia corrisponde alla massa, come mi ha fatto notare la mia figlia più grande. 
Questa cosa è stata una grande gioia e ha aperto un nuovo problema. Ci si attendevano due valori diversi e molto distanti. Un valore intorno ai 140 GEV aveva un significato preciso: avvalorava la teoria detta del Multiverso, o del Caos, secondo cui la realtà in cui viviamo, in cui cogliamo un ordine e un senso, è un risultato del tutto casuale. Esistono molti altri universi, infiniti?, privi di senso e di ordine. La conseguenza di questo è che non ci sono regole e leggi da studiare e il lavoro dei fisici potrebbe finire qui. La nostra stessa esistenza, e quella del nostro pianeta e della galassia, è un caso, un tiro di dadi di un Dio folle.
Il contrario di ciò che diceva Einstein da vecchio "Dio non gioca a dadi".

Torniamo al peso del Bosone di Higgs: un altro valore previsto era intorno ai 115 Gigaelettronvolt e questo avvalorava l'ipotesi della Supersimmetria, secondo cui le cose, tutte le cose, non sono casuali, ma c'è dentro un disegno, un ordine, e questo, per i fisici, significa non tanto che c'è un'intelligenza, che pure potrebbe, ma che ha senso continuare a studiare, ad addentrarsi dentro questo disegno meraviglioso.

Il peso del Bosone, però, non è stato decisamente vicino ai due estremi previsti, ma in mezzo. Questo potrebbe significare una cosa, secondo uno di questi fisici, che il bosone sia "instabile" ed essendo al centro della realtà un suo improvviso collasso faccia sparire tutto.
Ma anche che si deve ancora studiare, con meno certezze di quello che si sperava, per vedere quale delle due teorie abbia più probabilità di essere vera, o se, invece,  ne verranno fuori di nuove.

Nel film si vede il colloquio fra due professori, uno indiano e uno dell'Università di Bologna, più anziano, che di fronte al risultato che confermava  l'esistenza del Bosone, ma l'incertezza su tutto il resto, si sentiva affranto. 
"Quarant'anni di lavoro buttati via..."diceva il fisico bolognese, che aveva lavorato tutta la vita intorno a questa cosa e ora, quasi a coronamento di una carriera, si aspettava un risultato eclatante.
"Ma no-lo consolava l'altro, indiano, e forse per questo più disposto ad accettare il non senso apparente delle cose- dobbiamo ancora studiare e fra due anni faremo una nuova serie di esperimenti, vedrai che verrà fuori qualcosa di nuovo."
"Ma io sarò in pensione..."
"Che importa? Seguirai comunque le novità, continuerai ad aggiornarti.."
"Sì, forse hai ragione.." diceva l'altro, per niente convinto, con tono sconsolato.
Questo colloquio mi ha colpito molto. Il lavoro dei fisici teorici sembra tanto interessante, e lo è, ma certe volte per un'intera vita si insegue qualcosa di inafferrabile...non è così per tutti? 
Una giovane fisica, che faceva da guida allo spettatore durante tutto il filmato, diceva come nel suo lavoro non ci si possono aspettare risultati a breve termine, e che si tratta dell'impegno di una vita, se si ha la fortuna, come lei, di poter lavorare, pagati, a così alto livello.. e comunque, concludeva, "io faccio il tifo per la Supersimmetria, naturalmente". 
Da un costosissimo esperimento di fisica si salta direttamente alla filosofia: la realtà ha un senso oppure no? 
Domanda inutile? Sega mentale? Forse, ma non tanto, se continua a frullarmi in testa. In fondo è l'eterno dilemma che si pongono gli esseri umani, normalmente dotati di raziocinio, sebbene alcuni non usano la facoltà. Questi ultimi, nelle varie attività di distruzione ( di opere d'arte, mi viene in mente Palmira, per fortuna preservata e tutti i siti archeologici distrutti di recente), uccisioni di massa, corruzione, esecuzione di reati di tutti i tipi, sembrano la testimonianza tangibile della teoria del Multiverso. 
Guardando il mio giardino e l'oliveto e i boschi intorno, e me stessa che mi sforzo di tenere ordine e favorire la bellezza vedo come il dilemma fra caos e ordine sia sempre aperto. Caso o necessità? Si domandava  Jacques Monod nella mia adolescenza.
 E' per questo che il "peso" del Bosone di Higgs sta in mezzo? Perché il mondo è sempre in bilico fra caos e ordine, razionalità e il suo contrario?....
Dice Fabiola Gianotti:
  
"Quello che io vedo nella natura, la sua semplicità, la sua 

eleganza, mi avvicina all’idea di una mente intelligente 

ordinatrice"

martedì 12 maggio 2015

SYM 47

 La storia del SYM finisce qui. Prendetela come vi pare... certo che se una mattina vi alzerete, vedrete sulla pelle del viso una luminosità perlacea e vi sentirete particolarmente di buon umore, pensate che potrebbe essere il Parassita.. e potrebbe cambiarvi la vita. In meglio. Ultima puntata. 

Preparativi

La faccenda era veramente scappata di mano a Gigliola e finita diretta nelle mani del sindaco, che era stata contagiata dal SYM, ma non era cambiata tanto: vedeva nella "Festa di Benvenuto e Bentornato", una grande occasione di rivalsa del suo piccolo insignificante paese nei confronti dei paesi e delle città notissime della zona: Cortona, Chiusi, Arezzo, Siena...Il Benvenuto alla vita era rivolto alla bambina SYM di Giulia e Alan, che era stata chiamata Rosemary. Il Bentornato era per Gigliola e uno speciale riflettore era stato acceso ad illuminare l'attività di ricerca svolta con pochi mezzi e in un seminterrato dalla dottoressa M'Baye, che ora si trovava d'improvviso ad avere a disposizione dei soldi e una palazzina rimessa a nuovo in paese. Il sindaco aveva organizzato una festa davvero in grande stile, con cibo e bevande, un po' gratis e un po' a pagamento, e spettacoli dislocati nelle piazzette e nel campo sportivo, ma poi molte performances interessanti si tennero spontaneamente in luoghi non previsti, perché il SYM aveva attratto gente da tutta Europa, persone che avevano voglia di festeggiare sul serio!
La casa dei Giusti finì per essere solo uno dei luoghi di ritrovo di una specie di festa diffusa, ma passarono di lì a congratularsi e stringere le mani migliaia di persone.

La grande festa della Chianella, che sarebbe stata ricordata negli anni a venire, continuò per tre giorni.  A Giulia sembrava che somigliasse alla festa di Bilbo Baggins nel Signore degli Anelli. Sul piccolo palco del giardino dei Giusti continuarono ad alternarsi gruppi di musicisti dei più vari generi. C'erano jazzisti, piccole bande di paese, orchestrine, quartetti che facevano musica medievale, alternati a giovani metallari ...alcuni di loro, Paolo non lo sapeva, erano molto famosi e arrivavano da paesi lontani. La comunità cinese di Prato arrivò con tre pulmini da cui furono scaricate casse piene di costumi e strumenti, in quattro e quattrotto per le strade del paese si formò un drago coloratissimo che si contorse gioioso attraversando il giardino dei Giusti. Erano stati allestiti dei barbecues dove le varie comunità cucinarono cibi tradizionali. Ad un certo punto del pomeriggio, Gigliola andò a chiamare Paolo. Da quanto rideva non riusciva a spiegarsi e Paolo la seguì che cominciava a ridere anche lui. Sul palco era stato organizzato uno spettacolino teatrale...o così pareva. Paolo osservò senza capire mentre tutti intorno, al suo arrivo, risero ancora di più.Un giovane infermiere camminava sul palco imitando qualcuno, evidentemente. Aveva i capelli spettinati, un fonendoscopio al collo, un camice sbottonato e un'andatura che a Paolo parve familiare. Capì di chi si trattava solo quando il ragazzo tirò fuori di tasca un sigaro e finse di accenderlo. Ma certo, era lui! Gigliola era piegata in due dal ridere e anche Giulia e Alan e tutti gli altri. Sulla testa del suo alter ego il SYM formò una nuvoletta di particelle che imitò una nuvola di fumo di sigaro. La nuvola seguiva Paolo che camminava avanti e indietro con quella buffa andatura, per cui sembrava seduto sul proprio sedere, ma ogni tanto la nuvoletta restava indietro e raggiungeva di corsa la propria fonte. Evidentemente il SYM era un attore di quella rappresentazione! Paolo chiese se quella era proprio la sua immagine. “Mi pare di sì. Se tutti ti hanno riconosciuto..” disse sua moglie. Lo spettacolino raccontava l'Arrivo del SYM. Ora sul palco entrò un altro ragazzo, alto e dinoccolato, che impersonava Guido. Guido era meno conosciuto di Paolo e forse per quello gli avevano attaccato al camice delle provette e dei contenitori per le analisi delle urine e delle feci, perché fosse chiaro di chi si trattava, ma ciò che rendeva la cosa inequivocabile era che il ragazzo con una mano si tirava dietro lo scheletro di nome Oscar che Guido teneva nel suo ufficio antro. Fu accolto da una risata generale. Aveva un'aria stralunata e distratta e Guido, ridacchiando, disse : “Nooo! Io non posso essere così..” Paolo ricordava con dolcezza quei giorni: ora un'infermiera giovanissima impersonava la piccola Gaia, e un'altra l'infermiera Marina...infine entrò un infermiere maschio truccato come una donna procace: Gigliola! Gigliola si risentì un pochino, poi riprese a ridere. 
“Vedi babbo- disse Giulia- questo è vero teatro, il teatro dei greci, di Aristofane, hai presente?”
Certo, credi che non mi ricordi, quello che aveva messo Socrate in un cesto sospeso al soffitto e diceva che stava nel Pensatoio...”
Proprio così.” disse Giulia raggiante.

Un dono inaspettato

Alla fine del secondo giorno di festa Gigliola continuava ad essere insidiata dal dottor Mancuso. Il medico siciliano era tornato all'attacco più volte. Lei aveva chiesto aiuto a Paolo, ma lui le aveva detto che tutto questo era ridicolo, avevano sessant'anni e lei doveva cavarsela da sola, diamine! Che non ci provasse neanche a farlo passare per il marito geloso! Gigliola aveva gentilmente tenuto a distanza il focoso dottore e l'aveva perfino dissuaso, ma lui tornava come un grosso bombo intorno ad un fiore e d'altra parte era un ballerino talmente bravo che lei si divertiva troppo per rifiutare del tutto di ballare. Mentre Gigliola volteggiava sulle note di un valzer insieme al dottor Mancuso, che aveva il viso molto sorridente e le orecchie infuocate, Paolo, che si era messo di spalle per non vedere, stava chiacchierando con Guido e Davide. Davide era diventato, dall'incontro con Giulia, il cronista ufficiale degli avvenimenti della Chianella. Teneva un diario a cui aveva dato un titolo: SYM, il Parassita. Non era mai stato contagiato dal SYM e non sapeva se considerare la cosa un bene o un male. Giulia gli aveva chiesto, come giornalista, di tenere una cronaca di quei tempi (Felici? Infelici? Tutti e due?) sostenendo che ci voleva una persona non contagiata per assicurare la necessaria imparzialità. Davide aveva preso appunti, annotato date e redatto interviste. Quel pomeriggio osservò tristemente che era in atto una vera e propria estinzione silenziosa degli Homo Sapiens Sapiens. “Da quel fatidico 21 dicembre 2012, per quel che riguarda gli Homo Sapiens Sapiens, è una vera fine del mondo. Silenziosa, invisibile... sarà stato così quando scomparirono gli Etruschi? Siamo soppiantati da voi HSS+...”
Probabile.” disse Guido “Ma che ce ne importa? Pardon, non voglio urtare la tua suscettibilità, Davide, ma insomma, fatte le dovute considerazioni, non credi anche tu che non sia affatto un male?”
Davide rifletté guardando sconsolato nelle profondità del suo bicchiere di limonata. 
“Non lo so proprio..considerando la questione sotto l'aspetto pratico, dall'arrivo del SYM le cose, per il genere umano, sono enormemente migliorate...avete sentito che i cicli di flusso SYM in atmosfera pare abbiano un effetto benefico sul clima? Pare che la massa di particelle SYM si comporti come uno schermo riflettente che impedisce in parte il riscaldamento dell'atmosfera! Una specie di grande vela solare! Non ci saremmo mai arrivati da soli! Senza considerare il piano della salute pubblica, i risvolti politici.. i conflitti che in tutto il mondo si stanno spegnendo. Come se qualcuno avesse buttato un gigantesco secchio di acqua fredda. Anche a questo risultato non saremmo mai arrivati da soli. ”
E allora di che ti preoccupi?” gli sorrise Paolo.
Non so.. è che si tratta comunque di una vera rivoluzione epocale e io mi sento un relitto del passato, io che non ho il SYM.”
Ma tua moglie ce l'ha, e il bambino nella sua pancia sarà un HSS+, naturalmente...”
Certo, ma sento come un rimpianto, una nostalgia...mi sento come un tronco fradicio che galleggia nel mare in tempesta e quando sarà abbastanza zuppo si inabisserà definitivamente...”
Mentre Davide parlava, Gigliola volteggiava col dottor Mancuso che ad ogni giro di valzer la faceva balzare sempre più in alto. Un po' troppo in alto. I balzi di Gigliola avevano qualcosa di innaturale. Lei era felice, sembrava che le mancasse il fiato, l'espressione sulla sua faccia era ambigua, fra lo stupore e un pizzico di paura..parecchia gente ormai si era fermata a guardarli. Paolo era di spalle ma vedeva le facce dei due amici, sulle quali si stava formando un'espressione stupefatta. Stava per dire qualcosa, quando si sentì chiamare da sua moglie. Per un attimo ebbe parecchie cose a cui prestare attenzione: le facce di Guido e di Davide, che esprimevano sbalordimento, l'improvviso silenzio caduto intorno a loro come un drappo pesante che fa tacere ogni rumore, perché perfino l'orchestrina aveva smesso di colpo di suonare, e la voce di Gigliola, l'unico suono che si sentisse, che aveva qualcosa di strano, oltre il tono allarmato...cos'era? Ma sì, la direzione! Da dove veniva la voce di sua moglie? Tutto questo pensò Paolo nei due o tre secondi che gli ci vollero per voltarsi e cercarla con lo sguardo. Gigliola lo chiamò di nuovo.
Paolo! Alza gli occhi! Sono quassù!”
Paolo, come in un sogno, alzò lo sguardo verso l'alto e vide sua moglie che galleggiava, o fluttuava, o levitava, che dir si volesse, ad un'altezza stimata di circa due metri e mezzo da terra. Continuava a salire, però. Lentamente e con costanza. 
“Gigliola! Santo...Dio! -fece Paolo, guardandosi intorno consapevole della presenza di tante persone. Non dovevano dare spettacolo, non ora! Ora che alla Chianella c'era mezzo mondo...- Ma che cavolo ci fai lassù?”
Bè, se lo sapessi, se fossi arrivata qui spontaneamente, non ti avrei chiamato, non credi? E' che ad ogni giro di ballo mi sentivo più leggera e saltavo più in alto, finché...”
Il dottor Mancuso, riscosso dallo stupore, assentì col capo. 
“E' vero, dottor Giusti, sua moglie è una fantastica ballerina, e fra le mie braccia andava sempre più su..” Paolo lo ignorò. Guido ridacchiava, piano piano. Gli riusciva sempre, anche nelle situazioni strambe come quella, di trovare un lato comico. Intorno a loro tutti sembravano svegliarsi dal momentaneo incantamento. Giulia si avvicinò a Paolo. 
"Babbo, ma che succede? Che ci fa la mamma lassù?” La bimba in braccio a lei, vedendo la nonna sopra la propria testa, strillava eccitatissima e si agitava. 
“Stai buona Rosemary! Ti ci metti anche tu, ora?”
Alan, con le mani sui fianchi e lo sguardo alzato, parlava con se stesso.
Parola mia, da quando sono sceso da quell'elicottero fatale ho visto più cose, e le cose più strane, in questo posto, che nel resto del mondo in tutto il resto della mia vita! Ora volano. Roba da matti.”
Alan! Invece di bofonchiare -disse Giulia- pensa qualcosa per tirar giù la mamma!”
Posso provarci io!- si fece ancora avanti il dottor Mancuso, che aveva cominciato a saltare come un grillo per acchiappare i piedi di Gigliola, che, per fortuna, si trovavano troppo in alto -Posso trovare un palo a cui si potrebbe aggrappare..” 
Giulia lo incenerì con gli occhi. Ora la folla intorno a loro si era fatta pressante. Tutti volevano vedere il fenomeno della signora Giusti per aria e lo spettacolo che Gigliola offriva non era bello: ogni tanto pareva perdesse l'equilibrio e si rovesciava a capo in giù, poi recuperava con dei movimenti per niente aggraziati. Stava piuttosto annaspando e le stava venendo il mal di mare. Si maledisse per essersi messa la gonna e si chinò per legarsela fra le gambe in modo da non dare anche quel genere di spettacolo, ma perse l'equilibrio parecchie volte, sorridendo sempre con grande imbarazzo. Tutta la gente presente, a perdita d'occhio nella piana della Chianella, stava seguendo con partecipazione e grande divertimento l'involontaria esibizione di Gigliola. La mamma di Michele e le mamme degli altri ragazzini conversavano eccitate con Gigliola.
Mary Poppins.” fece Alan. “Cosa?” Disse Giulia che faticava a tenere in braccio la piccola Rosemary.
Sì, avrai visto anche tu Mary Poppins, se non hai addirittura letto i libri..il cugino di Mary, quello che una volta al mese si alzava per aria... solo le notizie tristi riuscivano a tirarlo giù..”
Mi ricordo vagamente..-disse Giulia, poi si illuminò.- Quello della gamba di legno?”
Proprio lui!” -fece Alan e poi, cambiando voce- Conosco un tizio con una gamba di legno di nome Smith. Ah sì? E come si chiama quell'altra gamba?” Tutti e due scoppiarono a ridere.
Perché ridete? -disse Gigliola- Vi pare il caso con me in queste condizioni?”
Oh, niente, mamma, ma perché: stai male lassù?”

No, ma insomma... certo ho un po' di nausea, è come stare in un'acqua per niente densa che non ti sostiene e ti pare di cadere ad ogni momento, ma non cadi, in effetti. Però perdi l'equilibrio. Non so dove poggiarmi! Solo che continuo a salire..”
Gigliola - fece Paolo che si stava riprendendo- Stai calma, vedi se riesci a muoverti in parte, come se nuotassi.. verso il tetto di casa, potresti aggrapparti lì!”
Gigliola provò a nuotare nell'aria e la cosa era così comica che tutti di nuovo si misero a ridere.
Ah, maledetti! Se ci foste voi vorrei vedere..” fece lei.
Intorno a loro i ragazzini erano molto eccitati e saltavano come matti in giro sperando di riuscire anche loro a volare. 
“Ora vedrai che veniamo anche noi, Gigliola, stai tranquilla!” Gridò Deepak. 
“Sì, sì, arrivo!” gridò Radu! I signori Bhat osservavano la scena allibiti e divertiti, senza parole, come tutti, ma ad un certo punto Mina, la mamma di Deepak, disse che sentiva un vuoto alla bocca dello stomaco, come un frullio.
Cosa, cosa?” disse Gigliola che da lassù non sentiva bene.
Ho detto- disse Mina alzando la voce e scandendo bene le parole- che sento una specie di movimento alla bocca dello stomaco..”
Ecco! -disse Gigliola- E' così che comincia!”
Mina Bhat, composta e diritta, scusandosi con gli occhi col marito, con un sorriso leggero sul bel viso cominciò a staccarsi da terra. Lui, stupefatto, non ebbe la presenza di spirito di trattenerla e lei fu subito fuori dalla sua portata. Salì in alto con grazia, col suo bel sari colorato e in un attimo fu accanto a Gigliola.
Mina, come sono contenta che sia qui con me!” fece Gigliola. Mina la abbracciò. “Mamma mamma!” gridò Deepak esultante. Anche la sua mamma volava! Il signor Bhat aveva una faccia che non si sapeva se fosse più costernata o rassegnata. Più in là anche i signori Primitivi, tutti e due, marito e moglie si alzarono e subito cominciarono a nuotare nell'aria per raggiungere Gigliola e Mina. 
Ora sarai più tranquillo, Paolo. -disse Guido- Almeno Gigliola non è più sola e si capisce che il fenomeno non riguarda solo lei..”
Oh sì -disse Paolo- devo dire che mi sento sollevato.”
Guido, che già era allegro, ricominciò a ridere piano. 
Faceva “Hi hi hi...”un suono fine, animalesco, quasi uno squittio.
Ma che ridi?” disse Paolo che non si era accorto di cosa aveva detto. Arrivò Irene accanto a Guido. “Paolo, ma che succede? Lo sai che l'ultima volta che ha cominciato a ridere così è stato in pronto soccorso due ore? Che gli hai detto?”
Io? Io non gli ho detto niente! Proprio niente di buffo!” Paolo scuoteva forte la testa continuando a tener d'occhio Gigliola.
Gli ho detto …- Guido fra una risata e l'altra tentava di farsi capire- che ora poteva stare più tranquillo, che Gigliola non era sola..”
E che c'è da ridere?” chiese Irene.
..e lui mi ha detto che si sentiva... - Guido si stava scompisciando- .. sollevato!”
Ah.-fece Irene e la sua bocca si storse in parte in un sorriso.
Bè, certo che anche te Paolo, dirgli una cosa simile..”
Cosa? Cosa gli ho detto?”
Che ti senti sollevato! “
Oh cavolo! Gli ho detto così?” Paolo si mise a ridere anche lui. Guido ormai era scivolato a terra. Alan e Giulia lì accanto, che avevano seguito la conversazione, ridevano a crepapelle. La bambina strillava come un'aquila e si dimenava. Gigliola continuava a chiedere di che ridevano. Arrivò Tandie seguita dal sindaco, da Abu e Chiara facendosi largo nella folla. Rimaste finora nella cucina, erano fra le poche persone a non essersi ancora accorte di niente, se non del clima generale.

Ma che combinate?” disse Tandie, poi alzò gli occhi in aria e vide Gigliola e Mina che si tenevano per mano a circa tre metri sopra le teste di tutti. Avevano raggiunto una quota da cui pareva non volessero più salire. “Oh mon Dieu!” feceTandie e cadde a sedere su una sedia lì vicino. Abu, che aveva seguito la sua mamma, stava per piangere, perché era l'unico a cogliere la drammaticità della situazione. Chiara lo consolava e Annamaria col telefonino allertò i vigili urbani. Guido, raggomitolato per terra, cominciava ad alzarsi in aria. Gli fecero largo per consentirgli di salire. 
“Ma che fate? Tenetelo!” Gridò Paolo.
Non ci provare!” mugolò Guido senza riuscire a smettere di ridere. “Ho sempre sognato di volare!” 
La piccola Rosemary sgusciò fra le braccia di sua madre e salì dritta verso la nonna, con parecchi strilli di gioia. "No!" gridò Giulia. “Mamma! Acchiappatela!”
Gigliola e Mina si sporsero e la bambina fu trattenuta dalle loro mani.
Alan era strabiliato, benché allarmato da sua figlia in volo.
Ora furono i ragazzini a cominciare a salire, uno dopo l'altro. Michele e Deepak si rotolarono per aria parecchie volte e arrivati all'altezza di Mina e Gigliola si misero a giocare come cuccioli. Chiara cominciò ad alzarsi e si portò dietro Abu. Radu e Piotr arrivarono subito dopo. Poi tutti gli altri ragazzini. Qua e là, nella folla di gente intorno, altre persone cominciavano a staccarsi da terra, con gridolini di stupore e di felicità.
Alan osservava la scena incantato e scuoteva la testa. “Come gnocchi in una pentola di acqua bollente. Vanno su uno per uno..”
O tortellini in brodo... “ Gli fece eco Giulia. Si guardarono, si presero per mano e tutti e due fecero “Oooh!! “perché sentivano uno strano frullare alla bocca dello stomaco. Poi, hop!, salirono insieme.
Guido in alto si stava asciugando le lacrime. Ora rideva solo ogni tanto, ma gli restava un gran sorriso sulla faccia. Si sporse di sotto e chiamò Paolo. 
“Paolo, porta su mia moglie, per piacere. Dai, Irene, altrimenti rimarrai sola là sotto. E io non so, non potrei sentirmi sollevato a saperti sola laggiù, mi sento già abbastanza sollevato così come sto.” Ricominciò a ridere come un matto. Irene si lasciò andare e volò accanto a suo marito. Paolo per un po' restò solo. Anche Davide si alzò da terra quel pomeriggio, perché finalmente aveva rotto gli ultimi indugi e il SYM aveva potuto entrare. Ora era lassù vicino a Giulia, a sua moglie Susanna, ad Alan, che gli strinse la mano con vigore, complimentandosi per essere finalmente uno di loro. 
“Non che non andassi bene come eri prima, ma ora vai anche meglio..” Gli batté sulla spalla col risultato di fargli fare un completo giro su se stesso. Le persone rimaste a terra erano gli HSS della Chianella, circa un 30% della popolazione. Stavano tutti a testa in su e cominciavano a provare un certo risentimento verso i mutati, così avevano iniziato a chiamare gli HSS+. Da questo risentimento sarebbero nati in seguito nuovi problemi, che non sono argomento di questo racconto. I racconti ad un certo punto debbono fermarsi e per noi il giorno del volo sopra la Chianella è un buon punto fermo. Nella realtà le cose evolvono e il giorno dopo si ricomincia daccapo, così successe alla Chianella, infatti, con nuove difficoltà e tensioni da sciogliere e superare. Quella fu una grande sera memorabile e un grande laboratorio di volo: alcuni restarono più o meno fermi in aria assaporando semplicemente la sensazione del tutto nuova che non era di assenza di gravità, ma qualcosa di diverso, e cercando di conservare una posizione stabile. Altri,soprattutto i ragazzi, fecero moltissime prove di volo, facendo capriole nell'aria, mettendosi a capo in giù e anche prendendosi per mano e creando delle sfere con i propri corpi, legandosi gli uni agli altri con mani e piedi. Per questo fecero volare di sotto le scarpe e per un po' ci fu una pioggia sulle teste di quelli che erano rimasti a terra. Poi le scarpe finirono. Caddero anche altri oggetti dalle tasche di chi si era messo a testa in giù, più o meno volontariamente, per fortuna oggetti meno pesanti. Paolo chiese a voce alta al suo SYM perché li aveva fatti volare.
Dall'aria, dalle foglie degli alberi, dai loro tronchi, dall'erba dei prati, da qualunque cosa potesse vibrare ed emettere suono, dagli strumenti musicali, si formò ed emerse una voce. Era la prima volta che si sentiva la voce del SYM. Era profonda e strana: “Non avete tutti desiderato di volare?” 


lunedì 11 maggio 2015

SYM 46

Nel periodo successivo continuarono a succedersi, per fortuna, cose piacevoli. Le cose sgradevoli sembravano temporaneamente esaurite.
Deepak e Michele ogni due giorni andavano al liceo ad Arezzo per le lezioni con il professor Goretti. Il professore e il Simbionte erano affini ed egli, dopo essere stato contagiato, lentamente guarì. Tutto questo esaltò sia lui che i ragazzini, che in breve tempo si dimostrarono all'altezza della matematica del liceo. Era chiaro che sarebbero arrivati all'Università con anni di anticipo.

Giulia trascorse il periodo finale della gravidanza a casa dei genitori, negli ultimi giorni arrivò anche Alan, con un certo disappunto delle due coppie di nonni inglesi, ma d'altra parte, disse Giulia “..mio padre è pediatra, l'ospedale della Chianella è perfettamente attrezzato e non posso far spostare la mamma con quello che ha passato di recente..” L'idea che la bambina nascesse senza la presenza di Paolo e Gigliola non venne neanche presa in considerazione. La bambina nacque circondata dall'affetto di tutto il paesino e di buona parte della popolazione italiana e inglese. In certi ambienti era già una celebrità.

Il giardino di Irene, con gli interventi di Gigi Primitivi e di sua moglie, il contributo del SYM, i giardinieri mandati da Anna Maria e numerosi volontari, prosperò ancora e accolse comitive di visitatori, diventando un'attrattiva locale, come aveva profetizzato il maestro giardiniere, che intanto era diventato amico di famiglia sia dei Di Segni che dei Giusti, e cittadino onorario della Chianella.

Tandie stava diventando nota di nuovo, questa volta per i suoi lavori sul Bozzolo e a tempo perso stava studiando alcuni metodi per il controllo biologico delle zanzare diurne, che ormai da parecchi anni erano un vero flagello. Tutto era cominciato con un'intuizione di suo figlio Abu: nei vagabondaggi lungo le sponde della Chianella si era accorto che le zanzare evitavano una piantina molto amata da Irene, spontanea, la Lisymachia vulgaris, molto graziosa nella fioritura, che aveva un odore di "limone e salame". Irene aveva molto riso per la descrizione dell'odore fatta da Abu e Chiara.
Tandie aveva raccolto la pianta intera, comprese le radici, aveva provato a farne un infuso con cui irrorare le zanzare, poi aveva irrorato il terreno..senza successo. Intanto i genitori di Fritz le avevano dato alcuni libri sull'agricoltura biodinamica. Tandie ne era rimasta folgorata. Aveva cominciato a fare prove di dinamizzazione del succo della pianta e infine l'aveva aggiunto ad uno speciale compost che aveva usato per fertilizzare l'orto di casa Giusti. Il terreno così concimato pareva libero dalle zanzare!
In capo ad un paio d'anni il lavoro di Tandie sarebbe servito per combattere la malaria in tutto il mondo.

Grande festa alla Chianella



Gigliola disse a Paolo che era venuto il momento di festeggiare. Paolo se l'aspettava, ma non aveva tanta voglia di avere la casa piena di gente e dover sorridere a tutti per una giornata intera: in realtà non aveva idea di quello che l'aspettava davvero, non se lo poteva immaginare neanche lontanamente.
Provò ad opporsi all'idea di Gigliola, che era condivisa anche da Giulia e Irene.
Cosa c'è da festeggiare tanto in grande?” disse a sua moglie.
Santo Dio, Paolo, se non vuoi festeggiare il mio risveglio, almeno la nascita della bambina...”
Sì, ma per tutte e due le cose basta che ci troviamo tutti insieme una domenica..”
Perché, secondo te che vogliamo fare?”
Quindi saremo una trentina di persone...”
Ma no, Paolo, prova a contare: ci siamo noi, Irene e Guido, Tandie e Abu, Cristina, non dirmi che non vuoi chiamare Cristina... e le persone dell'associazione, per forza! I ragazzi, e le loro famiglie, saranno già una sessantina solo loro, gli amici che ci aiutano nel doposcuola, e il personale dell'ospedale, mica tutti, ma è brutto invitare qualcuno e lasciare gli altri a casa...l'èquipe di Marsiglia col professor Latouche, naturalmente, e qualcuno di quei signori che vennero per il convegno con cui siamo sempre in contatto... il signor Primitivi, lui non dirmi di no, per favore, verrà con la moglie, forse con i figli, qualche collaboratore e quelli della televisione.. Mi stavo dimenticando di padre Giulio!”
Gigliola, ma saranno più di duecento: praticamente un matrimonio!”
Che ti devo dire, non abbiamo festeggiato il matrimonio di Giulia, ora ci tocca. E mi dimenticavo i nostri parenti, non li vediamo mai, è l'occasione giusta.”
Gigliola, ho la sensazione che questa faccenda ci scapperà di mano...”
Qualche santo ci aiuterà.” Concluse lei. 
 

giovedì 7 maggio 2015

SYM 45

Tranquilli, la cronaca del SYM sta arrivando alla sua naturale conclusione, ci saranno solo altre 4 o 5 puntate. 

Il contagio del sindaco

Irene osservò che era sempre difficile avere a che fare col sindaco, come sarebbe bello che anche lei prendesse il SYM! Diventerebbe senz'altro più ragionevole! Un paio di giorni dopo quest'osservazione la mattina Gigliola ricevette una telefonata da Anna Maria: “Gigliola, cerco il dottore..con urgenza! Ho un problema, diciamo, medico, da sottoporgli!”
Mio marito è in ferie e se ne è andato a fare un giro lungo il canale della bonifica, con Pepe e padre Giulio, senza telefonino, chissà quando torna!”

E io come faccio?”
Vada dal suo medico di famiglia!”
C'è il sostituto, non sono in confidenza...”
Vada al pronto soccorso!”
No, è una cosa delicata, ho bisogno di una persona di fiducia, ho bisogno di spiegarmi...”
Senta cara, non posso stare al telefono, sono in auto con Irene, stiamo andando a Bologna, al vivaio di Primitivi a ritirare le rose per il giardino di casa mia e siamo vicini alla galleria di San Donato.. fra poco non sentirò più niente, perché non cerca Guido, il marito di Irene? E' riservato e gentile con le belle signore, cerchi di lui, Irene dice che se si sbriga lo trova al bar dell'ospedale, comincia il turno fra una mezz'ora...”
Anna Maria sfrecciò con la sua vecchia station wagon fino ad inchiodare al parcheggio dell'ospedale. Un vigile urbano vedendola arrivare a quella velocità le andò incontro col libretto delle contravvenzioni, e lei quasi lo mandò a quel paese. Il vigile insistette che, sindaco o non sindaco, le avrebbe fatto la contravvenzione, lei sibilò che l'avrebbe licenziato...
Al bar effettivamente il dottor Disegni prendeva un caffè e leggeva l'Eco della Valdichiana ridacchiando fra sé: alcune notizie riportate erano involontariamente comiche. “Asino mangia uva dalla pergola del vicino: lite furibonda fra vecchi contadini.”
Il sindaco, affannata e molto preoccupata, gli chiese se poteva parlare con lui in privato per un problema personale. Guido la guardò trovando qualcosa di insolito: la donna aveva gli occhiali da sole, un pesante fondotinta, un foulard sulla testa e... i guanti, aveva i guanti. Che ci faceva coi guanti bianchi di filo? Comunque rispose gentile: “Certo, sindaco, come no? Per di qua."
La precedette nel suo ufficio e la fece sedere. 
“Scusi la confusione, ma io, lo sa anche lei, mi occupo del reparto di analisi, non devo visitare o ricevere pazienti e questa stanza è un po' la mia tana...”
Dottore, sono in un'ansia terribile!”
Perché, sindaco?” disse Guido con un'espressione allarmata che rifletteva quella di Anna Maria.
Credo di essere stata contagiata dal SYM.”
Aah!” esclamò Guido rilassandosi con un sorriso.
Secondo lei non c'è da preoccuparsi?”
No, non direi. Se non ricordo anche la sua bambina, Chiara, ha il SYM, dovrebbe saperlo che non c'è da preoccuparsi." Intanto pensava: che razza di mamma, che ha la bambina col SYM e non sa neanche che roba è! 
Invece disse : "Vuole dirmi i suoi sintomi, che controlliamo?”
“Ecco... intanto già ieri sera ho mangiato poco, cioè: il giusto. Sa: io la sera mi abbuffo e poi dormo malissimo. Invece ho dormito bene. Che è una cosa insolita per me! Strana! Mi sono svegliata prima della Chiara.. che di solito è lei la mattina a venire a scrollarmi! Stamani no.
Mi sono svegliata e non avevo la lingua impastata, la bocca amara, la schiena indolenzita, la pancia gonfia... Ho fatto colazione! Strano anche questo, avevo appetito, di solito prendo solo un caffè, e poi... mi scusi, ma tanto lei è medico e ci sarà abituato, sono andata in bagno, nel senso... ha capito, no?”
Certo, certo... Comunque niente di particolare, una buona giornata, o no?”
Eh no, io non ho mai buone giornate dal mattino, mai! Non vado al bagno neanche lontanamente, da sola. Mai stata puntuale! Invece stamani ...oltretutto mi ha preso un buonumore, una voglia di uscire, di respirare l'aria fresca, di andare scalza sull'erba..”
Direi, sindaco- disse Guido- che si è trattato di una buona giornata, eccezionale, da quanto mi dice, ma è possibile che nella vita ci siano buone giornate. Se non c'è altro..”
Ci sarebbe il luccichio.. - disse sottovoce Anna Maria mangiandosi le parole.
Ci sarebbe cosa?”
Il luccichio.” Ripeté Anna Maria senza farsi capire.
Ma se parla così, girata dalla parte opposta, sottovoce, biascicando le parole, e con la bocca storta, come faccio a capire?”
Il luccichio!” Ripeté di nuovo il sindaco, più forte e con voce chiara.
“Ah! Finalmente! Ecco, questo è un sintomo inequivocabile! Ma non lo vedo.”
“Per forza: ho messo un chilo di fondotinta. E i guanti. ”

Guido rise. “Hi hi hi...Qui in Valdichiana siete veramente spassosi. Mi ci metto anch'io che ormai sono naturalizzato. Vede, se si presenta il luccichio, tutti gli altri sintomi, altrimenti di scarsa importanza, acquistano significato. 
Ora le dirò: il primo è il luccichio della pelle, che acquista anche elasticità, morbidezza, capacità di resistere alle punture di insetto e talvolta, in stati d'animo particolari, anche altre caratteristiche utili. Si attenuano anche le rughe...Poi c'è questo miglioramento generale delle condizioni fisiche, se ne vanno i dolori persistenti, i mal di pancia, i gonfiori, la stitichezza, la tendenza a far spesso pipì, la colite, insomma tutti quei fastidiosi disturbi funzionali che soprattutto alla mia età...” Anna Maria annuiva con forza, ma Guido disse: “...ma non è il suo caso, troppo giovane.
Quasi consequenziale a questo c'è il buonumore, che predispone anche ad eventuali altre guarigioni. Un senso di speranza, di fiducia nel futuro, addirittura una visione del futuro, per chi l'ha perduta. Capisce che si tratta di un fatto banale, se uno si sente meglio è subito più allegro.
A dire il vero non abbiamo capito se venga prima il buonumore o il miglioramento generale dello stato di salute, sono talmente interdipendenti! Se non fossimo sicuri che il SYM esiste realmente si potrebbe dire che la Speranza produce gli stessi risultati, in effetti...
In un secondo momento si possono sperimentare sia questa nuova capacità di creare le figure di polvere, che sembrava un gioco, invece ne abbiamo già applicazioni importanti...” Annamaria lo interruppe.
Mia figlia, in giardino da sua moglie, solo toccando dei bulbi di dalia ha ricostruito con questo metodo l'immagine del fiore, permettendo l'identificazione, quando l'alluvione ha portato via tutto...sua moglie era tanto contenta!”
Ecco ecco, infatti...-disse Guido- e c'è anche questa comunicazione speciale attraverso la rete SYM, di cui forse avrà sentito parlare..”
Tutto qui? - disse Annamaria." 
“Sì, tutto qui. Poi possono accadere moltissime altre cose, ma questi sono i primi sintomi che si presentano.”
Non ci sono conseguenze negative del contagio?”
Che io sappia, no.”
E allora perché lo chiamate contagio?”
Non siamo mica noi a farlo!”
Beh, ma sembra che sia una malattia! Io ero tanto preoccupata, perché se in casa c'è un contagiato, passi, ma se siamo due su due, se ci aggraviamo, chi ci cura?” Anna Maria era separata dal marito.
Cara signora, se io avessi vinto la lotteria di Capodanno mi sembrerebbe di cattivo gusto andare da chi non ha vinto e dire, “come sono fortunato e te invece, guarda che sfiga”, le pare?”
Mi vorrebbe far credere che non avete detto di che si trattava per un fatto di educazione?”
Certo che no! C'era, all'inizio, un pregiudizio collettivo nei confronti del SYM: capisce, un essere venuto dallo spazio che si riproduce sulla superficie del corpo di essere umani e animali, anche se poi si è capito che arrivava fino agli organi interni e entrava in simbiosi profonda... il primo giorno l'agente Ford e l'agente De Funés ( ancora mi viene da ridere) ebbero l'incarico di predisporre con il dottor Smith l'eliminazione totale dei primi contagiati...”
Già. Mi ricordo.”
In tal caso Paolo e Gigliola sarebbero morti e forse non avremmo avuto il piacere di questa conversazione...Ma poi -continuò Guido- si vide che era inutile, il Sym era diffuso un po' dappertutto ed era ineliminabile, per fortuna!”
Insomma: per quanto riguarda me e la Chiara posso stare tranquilla...”
Certo sindaco. In una botte di ferro. Anzi, di silicio. Hi hi hi...” Fece Guido con una di quelle battutine che capiva quasi solo lui. Le dette la mano e Anna Maria, finalmente rilassata, andò a togliere il fondotinta in bagno.
Una quindicina di giorni dopo il dottor Di Segni fu tenuto sotto controllo per almeno un'oretta buona in ospedale perché non smetteva di ridere. Era andata così: era arrivato al lavoro la mattina alla solita ora, con quel leggero anticipo che gli consentiva di prendere un caffè e scorrere il giornale locale, l'eco della Valdichiana, che aveva anche delle pagine nazionali, essendo collegato con un altro quotidiano molto più importante. Quella mattina il giornale era in mano alla direttrice, Cristina, che lo stava leggendo accigliata: “Guardi qui, Guido, che stupidaggini scrivono!” Era veramente arrabbiata. Il dottor Di Segni lesse il titolo a grandi caratteri sulla prima pagina. “E' evidente - continuava a brontolare Cristina- che chi scrive questa immondizia non ha il SYM, anzi: è un retrogrado HSS col cervello di un'ameba!”
Il giornale titolava  "Parassita spaziale si avventa sulla popolazione mondiale: raggiunto il 60% di contagiati, il mondo in mano agli alieni”
Guido Di Segni cominciò a ridere piano piano, la risata aumentò d'intensità e non smise più, rideva e piangeva, si teneva aggrappato al tavolino, poi scivolò a terra scosso dalle risate e si cercò nelle tasche un fazzoletto per le lacrime... Cristina lì per lì lo guardò severa, poi cominciò a ridere anche lei, ma il dottor Di Segni si spanciava proprio e dopo un po' Cristina fu costretta a ricomporsi e darsi un contegno, mentre quell'altro rideva come un matto raggomitolato sul pavimento del bar. Intorno a loro si era riunita una piccola folla di gente che cominciava a ridere senza sapere perché. Cristina si disse che era una questione di neuroni specchio e chiese ad un paio di infermieri di aiutare il dottore a rialzarsi e di accompagnarlo in pronto soccorso.

SYM 44

Con queste cronache del SYM so di aver perso parecchi lettori per strada, ma come ho detto questo è un divertimento mio, sta per finire e torneremo presto al blog come era prima, se avrò ancora la forza di farlo. Perché sto lavorando sempre tanto su tutti i fronti, mi pare di aver sottoscritto, quando non me lo ricordo, un contratto di schiavitù a vita. Uno dei padroni è il mio giardino. 

Tentativo di furto



Il giorno dopo, intorno al letto di Gigliola, che era ormai seduta ed era andata in bagno da sola, Gigliola stessa, Guido, Paolo e Tandie chiacchieravano amabilmente.
Hai fatto colpo col tuo lavoro!”
Sensazionale.” rinforzò Paolo.
Il dottor Serpilli ne ha voluta una copia..”disse Tandie.
Come?!” gridarono Paolo e Guido all'unisono allarmati.
Non gliel'avrai data?” disse Paolo incredulo.
Beh io...sì.”
I due uomini si alzarono in piedi. “Malissimo, hai fatto malissimo!”
Sì, ma, Paolo, lei che ne sa?” disse Guido.
Ma di che? Che devo sapere?”
Ti ruberà il lavoro!”
Rubare? E come...”
Come? Dirà che è suo! Lo attaccherà a quelle 4 osservazioni che ha fatto e ne farà il centro, poi metterà il tuo nome, in piccolissimo in fondo, come una collaboratrice oscura e insignificante!”
No! Non lo può fare!”
Lo farà! E' un frustrato cronico.. Sogna da anni di fare un colpo grosso! La Chianella, tu non lo puoi sapere, è un refugium peccatorum, personaggi scomodi a vario titolo sono stati sbattuti qui, gente che dava fastidio, arrivisti senza scrupoli, manipolatori...”
E voi due, allora?”
Noi due rompevamo i coglioni per altri versi. Io troppo perbene. -disse Paolo- Mai accettati compromessi, mai iscritto alla massoneria, bastian contrario, mi chiamavano..creavo difficoltà, complicazioni, ci sono stati episodi lontani nel tempo...ormai sono qui da quasi trent'anni.
Guido anche, un concorso truccato, lui sarebbe stato il primo, ma c'era un figlio o nipote di onorevole da piazzare..”
Nipote.” precisò Guido.
E lui fece un po' di casino. Vuoi il posto, gli dissero, ti spetta, te lo diamo! Però alla Chianella, dove non voleva venire neanche il Diavolo.”
Aaahh..” Fece Tandie con gli occhi spalancati. Ora capiva alcune cose. “Il dottor Serpilli mi ha chiamato perché gli chiarissi alcuni passaggi. Non vedo come potrebbero utilizzare la ricerca se non la comprendono. Non sanno granché di biochimica..”
Non importa. Studieranno. Figliola,- riprese Guido- sei una vittima troppo facile: donna, e sai come è ancora difficile in Italia per le donne; nera, o peggio africana emigrata, cancellata per anni dai documenti ufficiali, dimmi se non è vero...geniale, ma sconosciuta. Ti prendono il lavoro e tu che puoi dire? Chi può dire che sia tuo?”
Ecco, se mi fate parlare, proprio questo volevo dire: non lo possono fare. La ricerca è già da un paio di settimane a Marsiglia, dal professor Latouche e dai miei colleghi. Se l'è fatta mandare subito, appena completata.. salvo naturalmente le osservazioni dopo il risveglio... ora che ci penso magari aveva previsto quello che sta succedendo qui! E ne ha spedito una copia, col mio nome come autrice e la collaborazione del team di Marsiglia, che mi ha aiutato nell'elaborazione, alla rivista Science.”
Guido e Paolo seguivano le sue parole come due atleti che stanno per scattare in una corsa, finito che ebbe di parlare Paolo chiese ”Con data certa precedente al contatto col Serpilli?”
Sì, certo. “ Fece Tandie anche con la testa.
I due scoppiarono in un grido selvaggio di trionfo, saltarono in piedi e si strinsero vigorosamente la mano. 
Poi si risedettero di schianto sulle poltroncine di similpelle. Sembravano passati attraverso un'altra tempesta come quella di poche settimane prima.
Tandie rideva. Gigliola anche. Paolo disse “Sarà meglio fare una visitina a Serpilli per informarlo.”
Già. Lo farò io.” disse Guido.
Te la senti?”
Guido guardò nel vuoto. “Ho sempre vecchi conti da rimettere in pari e queste cose mi disgustano, ma mi danno anche una certa soddisfazione.”
Guido controllò l'ora, si alzò e uscì dalla stanza. Percorse il corridoio, attraversò la prima porta, un altro corridoio, l'ascensore... in pochi minuti fu alla porta dello studio di Serpilli. Bussò e senza aspettare autorizzazione entrò. “Ma chi...? Oh, sei te, Di Segni.”
Serpilli stava chino e concentrato su dei fogli sparsi sul tavolo. Era facile immaginare di cosa si trattasse. 
“Il lavoro della dottoressa M'Baye, mi immagino- disse Guido-... affascinante, no?”
Oh sì, alla luce del lavoro mio e dei miei colleghi...”
Veramente ho saputo che l'hai cercata per dei chiarimenti, passaggi che non riuscite a capire..”
Ah, ma è per la scarsa chiarezza della forma.. è di lingua madre francese...”
Non mi pare, si tratta, a quanto mi ha detto, di una vera e propria incomprensione di certi aspetti riguardanti la biochimica...”
Insomma: cosa sei venuto a fare, Di Segni?” fece Serpilli con tono aggressivo.
Guido aveva nella voce una durezza inconsueta. 
“Sono venuto a farti un favore.”
Un favore. Di che genere?”
Volevo darti un'informazione che ignori, evidentemente. Il lavoro che stai esaminando, della dottoressa Nthanda M'Baye, è già in possesso di Charles Latouche, professore ordinario dell'Università di Marsiglia. Lui e la sua equipe l'hanno esaminato e considerata l'importanza, l'hanno sottoposto alla rivista Science, che l'ha ricevuto da qualche settimana. Sai che vengono registrate le date, e che fanno fede...”
ll silenzio era pesante come piombo. Poi Serpilli, con le spalle curve e improvvisamente affaticato, voltò la schiena a Guido e disse “Ne terrò conto.“ 
“Lo spero per te.” disse Guido, e uscì.
In camera di Gigliola i tre lo aspettavano. Paolo disse “Missione compiuta?” 
Guido sedette di nuovo accanto al letto. “Sì.”
Ma non sei contento..” Disse Gigliola.
No.”
Tandie lo guardò come se si sentisse responsabile. “Oh no, non preoccuparti, non è per te... è che mi disgusta, sì, aver a che fare con un uomo della mia età, con un ottimo lavoro, uno stipendio invidiabile, credo anche una famiglia... che non ha scrupoli nel rubare, non dico dei soldi, ma un lavoro intellettuale... è orribile, come rubare un figlio, o un'opera d'arte, una sinfonia...”
Paolo lo scrutò in silenzio. 
Gigliola gli chiese: “Perché l'hai fatto, Guido, perché ti sei offerto subito?”
Non so. Perché fosse fatta giustizia?”
Giustizia sarebbe stata fatta comunque. -disse Paolo- Immagina se avesse fatto pubblicare il lavoro: si sarebbe scoperto subito o dopo poco che ce n'era un altro uguale e precedente e alla fine si sarebbe arrivati alla conclusione banale che il lavoro era stato sottratto alla legittima autrice...Tandie era tutelata e lo sai. Quindi perché l'hai fatto?”
Guido cercava il motivo dentro di sé.
Credo.. per l'ospedale. Non mi piace che si dica che qui alla Chianella siamo disonesti. Ho sofferto per la storia del Benedetti. Non volevo, non voglio che si ripeta, per tutti noi che lavoriamo onestamente, per chi lavora in ospedale, ma anche per chi vive qui, per noi, per Gigliola, per Tandie, Abu, mia moglie, i ragazzi, Deepak, Michele e tutti gli altri, perfino il sindaco...”
Vai avanti, Guido.“
Sì. Credo di amare questo posto, questa gente, questa vita. Mi ci hanno cacciato a forza tanti anni fa, ora amo questa vita che ho costruito.”
Tutti e quattro allargarono le braccia e ognuno trovò la mano dell'altro. Non ci fu bisogno di altre parole. Il SYM in loro rese più forte la condivisione e la trasmise a molte altre persone, legate a loro, che si trovarono a percepire quello stato e sorridere. Non avrebbero dimenticato quel momento.

GIGLIOLA TORNA A CASA

La mattina dopo Gigliola tornò a casa, con le proprie gambe, insieme a Paolo. Per camminare volle un bastone. Il suo SYM le disse “Non ti serve un bastone.”
Ma sì . -Disse lei al suo SYM e a Paolo.- Mi sento leggera, troppo.”
Nessuno usa un bastone perché si sente leggero.-disse Paolo- Lo usano perché hanno paura di cadere e si appoggiano, lo usano quando fa male una gamba.. a te non ti fa male niente. E non sei così leggera rispetto a prima da potertene accorgere!”
Me ne accorgo sì! -insistette Gigliola- Prova te a svegliarti dopo tanto tempo ed essere più leggero: te ne accorgeresti subito!”
Il SYM sta lavorando anche su di me, anche io divento più leggero, eppure...”
Ma te stai cambiando piano piano, io invece è come se fossi cambiata tutto insieme, o almeno me ne sono accorta tutto insieme! Mi ci vuole un bastone con la punta molto pesante, che mi trattenga in basso, un bastone che faccia calamita con la terra, ho l'impressione di essere così leggera che potrei prendere il volo!”
Allora non ti serve un bastone, ma un'àncora." 
Concluse Paolo scuotendo la testa, con quella donna non era facile ragionare, ma gli erano tanto mancate le schermaglie con lei. Aveva voglia di discutere con lei per delle sciocchezze ancora per molto tempo. Gli tornò alla memoria il sogno fatto appena formato il Bozzolo, quando aveva sognato sua madre che gli aveva detto di non confondersi con Gigliola, che era sempre stata leggera... sta a vedere che era un sogno profetico... In ogni modo le procurò un bastone e Gigliola lo usò, anche se non si capiva cosa ci facesse, per lo più pareva che la impicciasse. Ma Paolo non glielo disse. Per arrivare a casa a piedi ci volle un tempo lunghissimo, perché continuamente incontravano persone che si complimentavano. Pepe dalla gioia quando li vide arrivare per poco li buttò in terra. A casa c'era un mazzo di fiori sul tavolo, proveniente dal giardino di Irene, enorme e coloratissimo. Nel pomeriggio arrivarono i bambini, Giulia chiamò dall'aeroporto di Pisa che stava arrivando e tutto ricominciò come prima.

mercoledì 6 maggio 2015

SYM 43

Il risveglio




Erano passati tre mesi da quando Gigliola era stata ferita. Una mattina di aprile Paolo, svegliandosi, avvertì un cambiamento nel segnale che proveniva da lei nella rete SYM: era diverso, non più solo la “borsetta” sulla poltroncina del teatro, come diceva lui, ma una presenza. Che poteva significare? Gigliola stava tornando. E se avesse avuto delle lesioni cerebrali? Nonostante il timore che provava, non poteva ignorare la speranza che stava cominciando a montare dentro di lui. Si rase con cura fischiettando davanti allo specchio. Un piccolo brivido piacevole di eccitazione saliva dall'osso sacro...un altro brivido di paura scendeva fino a metà della colonna vertebrale...suonò il cellulare, se l'aspettava, era Giulia.
Babbo, la sento di nuovo. La mamma, sento di nuovo la mamma.” Disse Giulia quasi con timore. Giulia si trovava a Londra per qualche giorno.
Anche io, l'ho sentita appena sveglio.”
E che fai ora?”
Mi sono lavato e sbarbato, mi vesto e vado. Oggi sono libero.”
“Babbo...” “Sì?”

E se ...non tornasse come prima? Non la sento come prima dell'incidente...ho paura, babbo.” Paolo lasciò passare qualche secondo, perché anche lui aveva paura, ma la speranza quel giorno era più forte della paura.
Cara, abbiamo passato un periodo molto difficile. Ora finalmente qualcosa cambierà, non so in che direzione, ma non riesco a non essere fiducioso. Anche il mio SYM lo è.”
Io controllo i voli e vado all'aeroporto. Ti faccio sapere quando arrivo.”
No, no, rimani ancora lì, con Alan. Lascia che mi occupi io di questa cosa. Lascia fare a me. Più tardi ti chiamo, abbi pazienza.”
Mentre si infilava i pantaloni telefonò Irene. 
“Paolo, la sento di nuovo.. Gigliola, dico! Bisogna andare subito all'ospedale!” 
“E' quello che sto facendo. Sarò là fra poco.”
Paolo prese la bicicletta. Mentre andava verso l'ospedale il cellulare continuò a squillare e davanti all'ingresso trovò una piccola folla che gli veniva incontro. Tutti dicevano la stessa cosa, che Gigliola era ricomparsa. Gli sorridevano, lo toccavano, gli toccavano la giacca e Paolo seppe che qualunque cosa stesse per succedere non sarebbe stato solo, la gente della Chianella era con lui, camminarono con lui fino alla porta della camera, ma entrò da solo, salvo Cristina che era con un ragazzo che filmava ciò che stava accadendo.
Dottore, capisce che devo documentare, vero?”
Paolo si chiuse la porta alle spalle. Ora sentiva molto bene la presenza di sua moglie sotto il sarcofago. In quel lungo periodo la corazza aveva spesso cambiato forma e verso la fine era diventata più grande e forse più spaziosa all'interno, e Paolo aveva immaginato che Gigliola vi si potesse muovere.
L'aria si fece secca come quando la corazza di era formata e Paolo dovette aprire la finestra. Il sarcofago cominciò a disfarsi, lentamente, e le particelle SYM saturavano l'aria e uscivano in una scia dalla finestra. Il tempo, per Paolo, iniziò a scorrere molto più lentamente, attimo per attimo. Gigliola riapparve. Sdraiata su un fianco, aveva i capelli molto più lunghi di quando era scomparsa, riccioli come da giovane, e dormiva. Era una visione irreale, circondata da una specie di campo di particelle SYM eccitate e in movimento che brillavano. 
Il ragazzo, sorpreso, continuava a filmare, come se volesse catturare tutta la meraviglia di ciò che vedeva. Il camice di Gigliola era macchiato in alcuni punti e consumato, ma non c'erano tracce di feci e nessun cattivo odore. Le unghie, che avrebbero dovuto essere lunghissime, erano corte come se avesse fatto una manicure. 
Gigliola sbatté le palpebre e si svegliò. Si guardò intorno come se non riconoscesse niente e Paolo di nuovo ebbe il terrore che non fosse tornata normale. Chiuse gli occhi, si allungò e si mosse, come chi ha il corpo irrigidito da un lungo sonno. 
Poi aprì gli occhi di nuovo, guardò Paolo e disse “Paolo, dove siamo?” con voce fine e incerta. Il tempo di Paolo riprese a scorrere a velocità normale, si chinò su di lei e le disse “Gigliola, amore..” 

La parolina uscì spontanea dalla bocca di Paolo, Gigliola, però, non era abituata a sentirsi dire amore da suo marito, di solito piuttosto burbero e scontroso, e inoltre per lei non era passato neanche un giorno dal momento del suo ferimento, che non ricordava; si disorientò, prima si tirò indietro, quasi volesse schiacciarsi nel cuscino, poi tentò di alzarsi a sedere, col risultato di avere un violento giramento di testa. Paolo le disse  "No, no, stai tranquilla e distesa..” 
Lei disse, più sicura e con voce più forte e allarmata: “Paolo, sei matto? Dove siamo, che ci faccio qui?- si toccò la testa- E tutti questi capelli? Non c'è uno specchio?”
Paolo era immensamente sollevato: era sua moglie, era tornata, era proprio lei.
La sua pelle fresca aveva un buon odore, nonostante che fosse stata dei mesi sotto il sarcofago, e sembrava invece che fosse stata in un bagno rigenerante.
Dottore -sussurrò Cristina.- sembra una fata!” Paolo le sorrise e disse a Gigliola “Sei in ospedale. Non ti ricordi?”
Che mi devo ricordare? - gli occhi cercavano come se i ricordi fossero nell'aria intorno a lei. "E Giulia dov'è? ..Giulia..c'è qualcosa che non ricordo...”
Il SYM lasciava riaffluire la memoria poco a poco. “C'è stato un incidente, Gigliola, e sei stata ferita..”
Io? Sì...mi pare..” Si toccò la pancia e negli occhi apparve la paura provata alcuni mesi prima, come un'ombra.
Ma dovrei... che è successo? E soprattutto, che giorno è?”
E' il 7 aprile 2014, Gigliola.” Disse Cristina.
Dio buonino! Ma se eravamo prima di Natale! E io che ho fatto in tutto questo tempo?” Aveva gli occhi pieni di ansia. Paolo e Cristina le spiegarono quello che era successo. Intanto si sentì bussare alla porta. Erano Guido, Irene e Tandie. Irene e Tandie, a rivedere l'amica viva, piansero. 
“Su su, care! Sto bene, mi vedete, no?”
E' proprio per quello che piango.” disse Irene 
“Non ero sicura che saresti tornata!”Disse Tandie. 
Il suo SYM disapprovò vivacemente l'affermazione.
Moltissime persone si affacciarono alla porta della camera e fuori si sentiva ridere e congratularsi: il ritorno di Gigliola era una gioia per tutto il paese. Erano felici che si fosse risvegliata, per lei e anche per se stessi: il SYM aveva sperimentato con lei qualcosa che poteva fare di nuovo per ognuno di loro.
Gigliola rimase sveglia per alcune ore, nel corso delle quali bevve, fece pipì, si cambiò e fu visitata a fondo. Nei momenti liberi, pochi, cullava dentro di sé le paroline di suo marito “Gigliola, amore..”. E sorrideva. 
I colleghi medici di Paolo se la litigavano: ci fu una specie di rissa fra il primario neurologo e il collega di medicina interna per chi doveva visitarla per prima. Alla fine del giro visite, che Gigliola fece sdraiata nel suo letto con le ruote, divertendosi abbastanza, la riportarono nella sua camera e lei si addormentò profondamente. Paolo tornò a casa. Per strada dovette scendere dalla bicicletta perché tutti quelli che lo incontravano lo fermavano e volevano sapere e lui, invece del sorriso malinconico, era raggiante e disposto a raccontare. Lo fermavano quelli che avevano il SYM, che in rete SYM avevano sentito tornare Gigliola, lo fermavano gli altri, che avevano avuto la notizia diversamente. Per arrivare a casa sua gli ci volle un'altra ora, nel corso della quale lo chiamò anche sua figlia. Giulia disse che da quando la mamma si era svegliata lei le era stata accanto, in rete SYM, e al lavoro le avevano detto che era distratta! A casa Paolo fece le cose di sempre, che, diversamente dal solito, gli sembrarono tutte piene di sapore.

Il giorno dopo Gigliola stava ancora bene. Paolo, che in cuor suo temeva il contrario, sentì svegliandosi che lei, dal suo letto in ospedale, mandava un segnale pieno e vitale. La direttrice e i colleghi di Paolo gli avevano lasciato qualche giorno libero per poter seguire il risveglio di sua moglie. Pepe lo seguì fino all'ingresso dell'ospedale poi se ne tornò a casa, ma questa volta esitò molto prima di farlo. Già il giorno prima, al ritorno di Paolo, l'aveva annusato accuratamente. Ora voleva conoscere di persona l'origine del nuovo odore. Paolo si chinò fino a lui: “Pazienza, amico mio, pazienza..sai quanta ne ho avuta io, fra qualche giorno portiamo Gigliola a casa, vedrai. E la potrai conoscere...” Il cane lo ascoltò e gli abbaiò una volta sola, come per dire che aveva capito, poi si avviò verso casa.
Cosa capisce non so- pensò Paolo- forse non le parole, ma il succo della faccenda lo capisce eccome.” 
In camera Paolo baciò Gigliola sui capelli e aspirò il suo odore, com'era bello sentire di nuovo l'odore sano e fresco di sua moglie! Solo allora osservò che nella stanza erano state disposte diverse sedie. 
“Ma che succede qua?”
Un incontro per discutere il mio caso clinico.- fece sua moglie con un gran sorriso- Sembra che io sia una paziente davvero interessante...ma quando potrò tornare a casa?”
Che ne so, amor mio? Intanto dovresti prima rimetterti in piedi. Hai provato a sederti?”
Sì, e la testa gira molto meno.” Sorrise Gigliola.
 Questo SYM è sensazionale.” Osservò Paolo, pensando alla consueta lunghezza dei tempi di recupero dopo il ritorno dal coma. Anche se quello di Gigliola non poteva definirsi un coma. Animazione sospesa? Sembrava che sua moglie fosse reduce da una leggera influenza! Gigliola disse: “Sembra che io recuperi rapidamente, no? Il mio SYM dice che per risvegliarmi ha aspettato che fossi completamente riparata. Riparata come una lavastoviglie...- rise- Per questo ora tutto funziona a dovere...”
Nella stanza entrarono Cristina e Tandie. “Oh bene, Paolo,stavo per chiamarla, mi serve qui, nelle prossime due ore.”disse Cristina.
Che succede?”
Non so, vogliono discutere il caso di Gigliola, secondo me hanno la speranza di redigere una pubblicazione che darà loro fama e denaro..”
Lasciamoglielo fare.” Disse Paolo flemmatico.
Non è così semplice, inoltre io non intendo assecondare le ambizioni di questi arrampicatori. Ma lo vedrà con i suoi occhi..”
I colleghi medici che avevano visitato Gigliola il giorno prima non avevano ritenuto opportuno incontrarsi altrove: la paziente era un fenomeno da controllare a vista, secondo quelli di loro privi di SYM, e inoltre serviva la sua presenza per verificare certe ipotesi. I medici entrarono, salutarono, si accomodarono. C'era nell'aria una notevole eccitazione. Anche Paolo e Guido si erano seduti di fianco al letto. Ormai, dopo tutto quello che era successo: il ferimento di Gigliola, Paolo e Pepe che avevano sottratto Chiara al torrente in piena, Guido e il signor Berti che avevano salvato loro... Paolo e Guido avevano acquisito una notorietà locale e conquistato un tale affetto della popolazione che potevano fare praticamente quello che gli pareva. Nessuno avrebbe osato ostacolarli, nemmeno i colleghi HSS più astiosi. Gigliola aveva fatto sedere anche Tandie proprio accanto a lei.
 E quella chi è?” fece con irritazione malcelata il primario di neurologia, che era veramente antipatico.
La dottoressa M'baye, amica di famiglia dei signori Giusti e collaboratrice dell'ospedale. Non la conosce? Le abbiamo assegnato per lavorare i locali vuoti del seminterrato..” disse Cristina col tono di chi non accetta repliche.
Ma il dottor Serpilli replicò. “Lavorare? Che razza di lavoro...”
Prima che si esprimesse in modo più sgradevole fu Nthanda a rispondere, con tono gentile e accomodante.
Ah, vede, faccio una piccola ricerca che riguarda proprio l'adattamento reciproco uomo SYM. Rielaboro i dati raccolti nei vari reparti...In questo periodo, in cui Gigliola... oh, pardon, la signora Giusti è stata... bè, sapete tutti come è stata, ho studiato l'efficacia curativa del Bozzolo..”
Bozzolo?” Ripeté un altro medico con la voce carica di disprezzo.
Sì, Bozzolo, o Corazza, o come ognuno l'ha chiamato, cioè l'involucro con cui il SYM ha avvolto la signora ...”
I medici la ignorarono. Gigliola le prese la mano e la strinse, si sorrisero e Tandie si dispose ad ascoltare. 
Il dottor Serpilli disse sottovoce: ”Non capisco la necessità di avere questo pubblico..in ogni modo...- si schiarì la voce- Colleghi! Abbiamo ritenuto di riunirsi qui e forse abbiamo fatto un errore, ma il caso della signora Giusti è unico e probabilmente il primo di molti, chissà, da ora in avanti...Ebbene, chi comincia?” 
Io, io, comincio io! - disse l'internista sventolando una cartella piena di fogli -  Ho lavorato tutta la notte! Oh.. ehm...visitando la signora Gigliola dopo il suo..ehm.. risveglio, abbiamo notato che, anche all'esame radiologico, oltre che alla visita tradizionale, non ci sono tracce dell'intervento dei colleghi chirurghi. L'intestino, che durante l'operazione subito dopo il ferimento, era stato accorciato, non presenta segni e aderenze, come se non fosse stato toccato. Cioè, risulta accorciato, ma non c'è segno dell'intervento. Il fatto è che il collega radiologo, esaminando le lastre, ha notato qualcosa che ci ulteriormente sorpreso.”
Il radiologo, tale dottor Cenci, friggeva sulla sedia e voleva dire la sua, ma l'internista lo ignorò. “Ebbene, pare che in questo periodo trascorso sotto .. sotto.. come l'ha chiamato lei, signora? Bozzolo? Diciamo Bozzolo, benché mi sembri un nome fantasioso e assai poco scientifico.. insomma in questo periodo di tempo le ossa della paziente sono cambiate di composizione! Abbiamo pesato la signora ed è più leggera, ha perso peso, ma non a scapito della muscolatura, che anche quella doveva essere penalizzata dopo la lunga inattività e invece no, come se fosse stata stimolata costantemente; il peso è diminuito perché le ossa sono più leggere! Cambiata proprio la composizione!”
Il radiologo riuscì a quel punto a togliergli la parola e ad esporre le sue osservazioni. I medici si alternarono nel descrivere i fenomeni riscontrati nella visita della paziente che non riuscivano a spiegarsi. 
Ogni tanto uno di loro faceva notare un particolare aspetto fisico e allora tutti si alzavano, e andavano ad osservare da vicino Gigliola, la toccavano, le tiravano giù le palpebre, le facevano tirare fuori la lingua, come con una cavia da esperimento. All'improvviso si fece silenzio, una pausa dovuta al fatto che nessuno aveva risposte da dare, ma solo domande e qui si inserì, gentilmente, Tandie.
Ho giusto un lavoro, cioè una parte del mio lavoro, che penso sia sufficientemente esauriente, che conto di completare con le ultime osservazioni sulla paziente ormai in remissione..”Sorrise a Gigliola e lei ricambiò incoraggiante. 
“Se permettete posso anticiparvi qualcosa..”
Non scherziamo -fece subito Serpilli con tono perentorio- non ci faccia perdere tempo!”
Cristina, che aveva acquistato consapevolezza del proprio ruolo di direttrice e non si lasciava più intimidire, replicò secca. 
Ha bisogno di qualche certificazione? La dottoressa è una nota biologa ed ha lavorato in un importante centro Universitario in Africa prima che la guerra la costringesse ad emigrare. Il suo lavoro è conosciuto ormai dappertutto in Europa, soprattutto la scoperta del pesce diavolo, e quindi gli studi sulla fauna delle profondità marine del mare prospiciente la costa dello stato del...“
Ma la signora Giusti non è mica un pesce...” Disse Serpilli con un grande sorriso acido e fastidioso come una fetta di limone su un dente sensibile, cercando con gli occhi l'approvazione di Paolo che invece lo fissò impassibile.
Non faccia lo spiritoso, dottore!” Esclamò Cristina. “Abbiamo qui una ricercatrice brillante e non l'ascoltiamo? Prego, dottoressa.”
Tandie, imbarazzatissima, cominciò ad esporre il suo studio.
Il caso della signora Giusti...- Tandie sorrise a Gigliola- è il secondo da queste parti. La prima volta che si è formato un Bozzolo, intendo dire qui da noi, e che ne abbiamo avuto notizia, è stato quando, proprio la notte dell'Arrivo, una signora è morta..erano presenti dei paramedici e un medico che hanno fatto una relazione... chiaro che quando ho visto formarsi la Corazza su Gigliola ho temuto che anche lei...ma per fortuna non è accaduto. Altri Bozzoli terapeutici si sono formati in altri luoghi del mondo e in queste pagine ho raccolto la documentazione disponibile a proposito, ma nessuno finora ha fatto uno studio approfondito. Il lavoro che sto per esporvi è frutto delle mie osservazioni e approfondimenti e delle sollecitazioni e informazioni fornitemi dal SYM, il mio in particolare.” I colleghi che non avevano il SYM storsero la bocca. Gigliola è stata ferita da un'arma da fuoco, due colpi all'addome che avrebbero ucciso chiunque privo di SYM. Il SYM ha tamponato il danno più grave, in modo immediato, impedendo che morisse per emorragia e continuando a garantire l'afflusso di sangue al cervello e agli altri organi vitali, e per questo ha messo Gigliola in uno stato di animazione sospesa. Questa azione d'emergenza non poteva essere mantenuta a lungo. L'intervento dei chirurghi è stato necessario: senza l'operazione la signora Giusti sarebbe morta, perché il SYM non avrebbe potuto intervenire in presenza di lesioni tanto gravi. La specialità del SYM sono le microriparazioni. Dopo i primi giorni, infatti, il SYM ha formato la sua corazza. A che serve la Corazza?”

La voce di Tandie, profonda e calda, e il leggero accento francese, davano alla relazione un fascino a cui non ci si poteva sottrarre. In un silenzio assoluto tutti la guardarono aspettando la risposta. 
Considero il Bozzolo come un dispositivo biologico di rianimazione, o rigenerazione. Il SYM forma un ambiente chiuso e protetto, quasi sterile, intorno al paziente, in cui vivono e sono attivi solo certi tipi di germi e batteri che collaborano alla guarigione. La corazza, o Bozzolo, è fatta di terra, principalmente argilla, cioè materiale naturale di facile reperimento trasportato in loco, dove serve, e reso attivo dalle particelle SYM che prediligono il silicio, per la sua affinità con la luce. La corazza è dura e tuttavia permeabile, c'è scambio di aria e acqua con l'esterno. Aria e acqua che all'ingresso nel Bozzolo vengono trattate dalle particelle SYM, attive su tutta la superficie esterna e interna... pensate che incredibile laboratorio biochimico! Sapete anche voi che ogni giorno nella camera veniva introdotta una bacinella contenente circa 4 litri di acqua, che veniva trovata vuota il mattino successivo, mentre all'inizio ne fu necessaria una quantità maggiore...” Le facce attonite dei presenti le fecero capire che no, non lo sapevano. 
Ah no? Bèh, ve lo dico io. L'acqua era necessaria, ovviamente, non dico niente di nuovo- non diceva niente di nuovo, ma tutti la osservavano come se annunciasse la Buona Novella- a conservare la funzionalità renale, l'elasticità della pelle e dei tessuti, insomma la naturale idratazione, ma soprattutto serviva a permettere i processi di guarigione. In questo lungo periodo sono stati necessari, oltre all'acqua, rilevanti quantitativi di oli e grassi, che ho messo io stessa a disposizione del SYM, fra cui, olio di lino, argan, oliva...l'elenco delle materie è contenuto nella relazione. E fiori, sì, anche fiori, trovate tutto descritto...Ci sono state delle persone, particolarmente sensibili, che hanno provato l'impulso incoercibile di fornire al Bozzolo dei materiale, mi riferisco per esempio a chi portava fiori....Io ho potuto, col consenso del SYM, mio e di Gigliola, inserire alcuni strumenti nel Bozzolo, fra cui una microcamera, ed ho delle registrazioni che potremo vedere più tardi. Avrete infatti saputo che sulla signora, al risveglio, dopo il ritiro della corazza, non c'erano cattivi odori o tracce di feci...Oh, mi dispiace, Gigliola...”
Gigliola la guardò sorridendo, perché le pareva quasi che la sua amica parlasse di qualcun altro.
Invece c'era, come ho avuto modo di osservare, traccia del gel in cui il suo corpo era stato immerso, e, se non proprio immerso, continuamente a contatto. Inoltre Gigliola era avvolta da una nuvola attiva di particelle Sym eccitate, che era ancora visibile quando sono arrivata io, cioè almeno 15 minuti dopo la riduzione del Bozzolo. Il SYM si era proposto di mantenere Gigliola in funzione e intanto di ripararla. All'interno della Corazza l'ambiente si è mantenuto umido per tutto il tempo. Il gel rivestiva l'Involucro, uno strato spesso che, come ho detto, ha permesso al corpo di Gigliola di restare quasi sospeso in esso, evitando problemi tipo piaghe da decubito... il gel era reso attivo dalle particelle SYM, che si spostavano dall'interno all'esterno del corpo di Gigliola sostituendo il lavoro degli organi compromessi per il tempo necessario. Si è trattato di una forma di nanoriparazione cellulare...” A quel punto Paolo, che pure aveva seguito con la massima attenzione, si destò perbene. Nanoriparazione cellulare? Non era la parola che aveva usato il suo SYM una volta e che lui non aveva voluto ascoltare? Tandie invece l'aveva ascoltato...ed ecco il risultato. Brava ragazza! Tandie parlò ancora per un pezzo, soffermandosi sui legami chimici che si creavano per permettere alle particelle di specializzarsi per lavare Gigliola, asportare e rendere inodori i prodotti di scarto, mantenere attivi i muscoli, eliminare le aderenze residuo dell'operazione, intervenire con azione antiinfiammatoria...
"Alcune cose non mi sono ancora chiare- disse Tandie- per esempio il reperimento dell'energia necessaria a tutto questo immane lavoro. Il SYM ha risposto ai miei interrogativi, ma credo di essere io inadeguata, in questo caso. I miei strumenti culturali non sono sufficienti, purtroppo. Chissà quanto abbiamo ancora da imparare dal SYM...” Tandie fece un'espressione sognante mentre i presenti erano come incollati al suo sguardo e alla sua lezione. Alla fine accennò alla lunghezza del periodo necessario alla guarigione di Gigliola e al fatto che un contatto uomo/SYM così intimo e prolungato portava per forza a dei cambiamenti: nell'umana e nel SYM. Ecco quindi che le ossa erano più leggere, ma anche tutto lo scheletro più elastico e il connettivo riportato a nuovo: guardando la signora si aveva l'impressione che fosse ringiovanita! Tutti fissarono Gigliola, le toccarono le mani e la pelle delle braccia e del viso e lei arrossì. Si sentiva di nuovo una cavia da laboratorio. Guido e anche Paolo fecero alcune domande, e così Gigliola. Le domande degli altri arrivarono tutte insieme alla fine. Dopo tutto questo Paolo e Guido si alzarono in piedi e strinsero la mano a Tandie, congratulandosi, infine si congratularono fra di sé, come se nella faccenda avessero qualche merito. Fanno così i genitori alla discussione della laurea dei figli. Il dottor Serpilli concluse astioso: “Bèh. Sì, interessante...”
Interessante?- esplose Guido ridendo- Solo interessante? Fenomenale, vorrà dire!”